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...altre tra le nostre esperienze degustative al Vinitaly. Tutto da rivedere, certo, da verificare in sede, con
calma, da meditare... pur tuttavia ecco di seguito alcune delle nostre più positive impressioni:
Oro di Re 1999
- Fattoria Buonamico
Una delle migliori esperienze da
vino dolce del Vinitaly. Potenza garbata, eleganza infinita,
piena classe... no, inutile compararlo ai Sauternes... è un
altro vino. Ben 14 gradi e mezzo di alcole accompagnati da altri
5 o 6 gradi zuccherini non svolti, ma ben sostenuto da nerbo
acido, per niente stucchevole. Fiori, nettare, cotognata e
mostarda di frutta chiara; eleganti note mineral gessose... un
grande vino da Montecarlo giustamente elevato all'olimpo dei
grandi vini dal Gino nazionale. Modestamente sottoscriviamo.
Re
Sole - Stefano Mancinelli
Grandi rossi da Lacrima
di Morro d'Alba chez Mancinelli. Accolti dal titolare
abbiamo degustato tre magnifici esemplari da questa rara
denominazione. Il "sensazioni di frutto", ottenuto da
macerazione carbonica che esalta ancor di più le peculiarità
di questo vitigno, la Lacrima DOC dal Podere S. Maria del Fiore,
per culminare nel fantastico Re Sole... anche qui 14 gradi e
mezzo di rosso dolce da Lacrima di Morro d'Alba, esce come Vino
da Tavola ma non lasciatevi ingannare dalla dicitura in
etichetta, è un vero capolavoro: scuro inchiostrato
impenetrabile, viola candita, frutto scuro ed intenso, frutto
candito e secco, sottobosco, visciole, fichi secchi, noci ed
appena del chiodo di garofano. Da tenere a mente e verificare,
al più presto.
Verdicchio
dei Castelli di Jesi Classico Superiore Gaiospino 2000 - Fattoria Coroncino
Non siamo dei fanatici del vino
bianco passato in legno piccolo ma qui il simpatico ed
autodissacrante Lucio Canestrari ha saputo trovare un equilibrio
da manuale tra il frutto e la classe di questo verdicchio. Solo
un 20-30% del mosto ottenuto, secondo le annate, fermenta in
tonneaux di rovere mentre il resto in acciaio inox. Carico ed
allo stesso tempo luminoso, ampio all'olfatto: vegetale di
tiglio, fruttato di mela renetta matura, quasi cotogna, carnosa,
che sfocia nel frutto esotico; appena ammandorlato nel finale
persistente e di gran classe... proudly Verdicchio, ad un
prezzo da sempre interessante.
Aglianico
Spumante 2001 - F.lli Napolitano
Ce l'aveva proposto così... tanto
per concludere il piacevole incontro come si suol dire "a
tarallucci e vino". - "Mah, sì, è un vino che
facciamo da tanti anni, un po' una tradizione, neanche
DOC." - diceva il titolare, Dott. Giulio Napolitano. Ebbene
questo "spumantino" ci ha letteralmente entusiasmati.
Entusiasta anche lui dei nostri commenti, il Sig. Giulio ci ha
voluto omaggiare di due campioni di questo aglianico speciale in
tutti i sensi per studiarlo più approfonditamente... Degustato,
recensito... subito online!
Cerasuolo
di Vittoria 2001 - Planeta
Difficile avvicinarsi al
frequentatissimo stand di quella che è da qualche anno la più
importante azienda vitivinicola di Sicilia che, in occasione del
Vinitaly, ha voluto omaggiare la manifestazione portando una
novità. Non più solo IGT in casa Planeta, ci spiega l'affabile
Francesca che ha trovato il tempo per dedicarci qualche minuto.
Parte il "Progetto D.O.C." che si propone di esaltare
le varietà tipiche isolane, sviluppandone le grandi potenzialità.
Tanto frutto rosso, fragola, ciliegia ed anche un po' del frutto
originario in questo riuscitissimo Cerasuolo. A noi i vini
ottenuti con, fra l'altro, il frappato, ci ricordano quelli a
base di alicante... qualcosa in comune tra i due vitigni?... da
verificare.
Moscato
Passito di Pantelleria Orù - Enopolio di Pantelleria
Mauro, nostro corrispondente dalla
Toscana, sommelier professionista in Follonica, all'assaggio di
questo Passito di Pantelleria si è entusiasmato come è parfois
suo costume e ne ha acquistato in quantità per l'allora
"suo" ristorante che non possiamo non consigliarVi, da
noi pluricollaudato: "Vittorio" al nuovo porto
turistico, località Puntone - Scarlino; ora comunque Mauro si
occupa dei due ristoranti del Villaggio Turistico Maresì ****.
Uva passa, fichi secchi alle erbe aromatiche e vaniglia,
albicocca secca, cedro candito, pasta di mandorle; uno spettro
sicuramente più ampio di quanto appena elencato in questo
riuscitissimo vino da meditazione della più bella isola
d'Italia.
Dettori
2000 - Dettori
Vigne che più vecchie non si può, dai 60 ai 120 anni, per
questo Cannonau sardo di nome Dettori, dal nome delle tenute
omonime. Vigna vecchia fa buon vino, diremmo parafrasando
un noto proverbio per così dire "avicolo". Quali
profumi... quale ampiezza! ...Dettori si presentava con tre
cannonau tra i quali l'unica effettiva differenza non era il
ciclo produttivo ma l'età dei vigneti dai quali era stata
raccolta l'uva: 40 anni per il Tuderi, 40/60 anni per il
Tenores, 60/120 anni per il Dettori. Li abbiamo provati in
progressione godendone la bontà in un crescendo conseguente.
Così a caldo ci è parso di trovarci al cospetto dei più
interessanti vini a base del vitigno principe di Sardegna...
avremo modo di riprovare, di meditare e di tenervi informati.
Secondo noi si parlerà di Dettori in futuro molto più di
quanto non sia accaduto sino ad ora.
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