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Seregna... Verogna... gnaafà! Ci
vien da dire parafrasando l'imitazione di Gianfranco Funari da parte di un
Corrado Guzzanti "d'annata" tanto per usare un termine attinente
l'argomento vino. 36 anni fa il Vinitaly era senz'altro una fiera importante, come
sempre importante è stato il comparto vitivinicolo in Italia, ma non era ancora
un fenomeno di costume; l'affluenza, sempre crescente di visitatori nelle ultime
edizioni e la confusione che ne deriva dentro e fuori la Fiera, soprattutto
fuori, ha di che scoraggiare il più interessato e testardo dei visitatori.
Fenomeno di costume dicevamo... alberghi esauriti in quasi tutta la provincia di
Verona che, se sei fortunato, ti "concedono" camere a prezzi superiori a qualsiasi altro
periodo di alta stagione; in città neanche a parlarne, abbiamo provato in
Gennaio in decine di Hotel, affittacamere, bed & breakfast: basta dire la
parola magica "Aprile" e subito ci viene rivolta la fatidica domanda:
"Ma è per il periodo della Fiera?", "Sì" - rispondiamo noi
- "Allora non c'è posto, abbiamo già clienti che riservano di anno in
anno. Ci dispiace.".
Fenomeno di costume dicevamo... difficoltà a raggiungere la Fiera a causa della
congestione del traffico, lunghe file di auto ai caselli autostradali,
soprattutto Verona Sud, con conseguenze in autostrada anche per coloro che a Verona non
debbono affatto uscire, parcheggi assolutamente insufficienti (i visitatori ne
"inventano" loro stessi di nuovi, in siti quantomeno discutibili), troppa confusione
all'interno tra visitatori ed operatori nelle giornate del fine settimana,
nonostante un prezzo del biglietto decisamente elevato (30 Euro).
Fenomeno di costume dicevamo... avete visto quanto spazio dedica oramai la
televisione all'enogastronomia e ad eventi come il Vinitaly in particolare? Almeno due canali tematici, più una serie di programmi dedicati
e servizi speciali nei telegiornali da parte delle
altre TV... ben venga aggiungiamo noi. Ben venga l'illuminismo
enogastronomico, ben venga la presa di coscienza nazionale dell'importanza del
prodotto di qualità, ben venga l'educazione al gusto del volgo... però
non siano i lumi sempre e solo i soliti noti, Porta a
Porta docet. Non basta occuparsi di enogastronomia da più di vent'anni come
il sottoscritto ed altri di laVINIum, bisogna far parte del giro buono. Più
facile essere personaggio televisivo, giornalista, soubrette, comico, e
riciclarsi nel campo; basta frequentare, o anche no, uno degli innumerevoli
corsi che si tengono presso l'A.I.S., la F.I.S.A.R., l'O.N.A.V. ecc.
Fenomeno di costume dicevamo... vale anche il discorso opposto, così come è
facile il passaggio da televisione ad enogastronomia, la notorietà raggiunta da
alcuni addetti ai lavori ha reso possibile il passaggio di questi ultimi al
mondo dello spettacolo.
Fenomeno di costume dicevamo... una breve smossa, un'occhiata, un'annusata, un
sorso, si sputa e via, verso nuove avventure. Da degustazioni (come le chiamano
alcuni) del genere poi ci tirano fuori le guide ai vini.
Fenomeno di costume dicevamo... girano più starlette a Verona per il
Vinitaly che sur la Croisette per il Festival di Cannes o, soprattutto, ai box
del circuito di Imola per il
Gran Premio di Formula 1, contemporaneo alla dionisiaca manifestazione.
Per quanto riguarda il vino (che
è l'argomento che ci interessa di più), per
quel che abbiamo potuto capire tra la stanchezza per le ore di
automobile, la confusione del luogo, il gran numero di vini degustati e le
distrazioni erotiche regalateci da più o meno probabili future star del video,
stiamo mettendo insieme le impressioni di noi tutti. Sommate insieme, ci sono
centinaia di ore di visita da riordinare e confrontare... Vi faremo sapere.
Maurizio Taglioni
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