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Uno grande comunicatore,
Bruno, carattere assertivo, deciso, convincente, l'altro, Marcello, esperto vignaiolo,
sensibile, riflessivo, riservato, due personalità estremamente diverse
eppure indispensabili per dare vita ad una grande azienda di Langa, la
cui storia si concretizza negli anni Trenta, quando papà Riccardo fonda
la Casa Vinicola Ceretto. Il nuovo volume della collana "I Semi -
Protagonisti delle Culture Materiali", di
Veronelli Editore, è opera del
bravissimo Mario Mariani, regista e scrittore milanese, che ci ha
già deliziato con la biografia del grande vignaiolo friulano Mario Schiopetto. Non è certamente la
prima volta che mi capita di leggere un libro sui protagonisti del vino,
e proprio per questo non posso fare a meno di notare come ogni volta che
il tema si svolge nelle terre del Barolo e del Barbaresco, le Langhe
diventano inesorabilmente coprotagoniste, prezioso fulcro di racconti
straordinari, fonte di ricchezza umana, tradizioni centenarie, cultura,
poesia, storia, bellezza. Se poi, come in questo caso, il soggetto
principale è rappresentato da due personaggi di indiscutibile statura
come Bruno e Marcello Ceretto, consacrati Barolo Brothers nel 1986 sulla
copertina di Wine Spectator, la celebre rivista americana, diventa
un'occasione di lettura imperdibile.
Lo stile
è quello ormai collaudato con successo di condurci per mano all'interno
di un'epoca, di farci respirare l'aria di quei luoghi, percepire le
sensazioni attraverso le testimonianze dei protagonisti. La fotografia,
rigorosamente in bianco e nero, ha un ruolo fondamentale, di
testimonianza, di rappresentazione di un tempo e del vissuto di uomini
certamente non comuni eppure straordinariamente veri, umani. La storia
dei Ceretto nasce a Santo Stefano Belbo, anzi nella frazione Valdivilla,
ma è ad Alba, il cuore della vitivinicoltura di Langa, che si
consolidano i loro successi, frutto di enormi fatiche e ostacoli, non
ultimo quello di riuscire a convincere il resto del mondo, in un'epoca
in cui la Francia era padrona assoluta del campo, che il Barolo, le
Langhe, il Roero, il Piemonte sono qualcosa di speciale ed unico, che
vale la pena conoscere. Mario Mariani, come solo i registi sanno fare,
riesce attraverso il suo scrivere scorrevole e dinamico, ma carico di un
pathos che non nasconde il suo profondo amore per questi luoghi
straordinari, a creare un perfetto trait d'union con i brevi racconti di
Bruno e Marcello e dei grandi personaggi che hanno contribuito ad
arricchire il Piemonte di storia e cultura, certamente non solo enoica,
come Cesare Pavese, Giovanni Arpino, Renato Ratti,
Luigi Veronelli. Ma nella storia, come spesso avviene, ci sono
anche eventi e personaggi apparentemente minori o di poco conto dei
quali, spesso, non si sa nulla e che pure hanno avuto un'importanza
fondamentale nel tessuto storico e sociale di Langa: uno di questi è il
gioco della pallapugno, uno sport popolare di squadra che accomuna
Langhe, Monferrato e Liguria, di cui poco o nulla sa chi non è mai
vissuto in quei luoghi, e che invece racconta tutto della vita
quotidiana, del sudore, delle sfide, delle rivalità e delle amicizie di
coloro che lì si sono formati, dove la strada diventa campo di
battaglia, di vittorie e di sconfitte, di rivincite, di grandi amicizie
che si consolidano. Augusto Manzo, insuperato eroe della
pallapugno, ha più volte ispirato il grande Giovanni Arpino, di cui era
amico, che ne ha decantato le imprese e le doti di assoluto re dei
"leoni dei cortili".
Leggete
questo appassionante libro, indispensabile per capire cosa sia
l'orgoglio langarolo, per conoscere meglio la storia di questi due
grandi e così diversi fratelli, l'uno indispensabile all'altro,
magnificamente descritti da Mario Mariani; desidero citarvi un passo
dell'autore che mette bene in risalto le personalità di Bruno e
Marcello: "Una sera avevo detto a Marcello: "Non trovi straordinario che
non abbiate mai sbagliato nulla?". Marcello era rimasto sorpreso, come
se non ci avesse mai pensato, e sembrava rifiutare la mia osservazione
senza però trovare argomenti per contestarla; aveva finito per
accettarla, come si accetta qualcosa che non ti è costato molto. Se dici
la stessa cosa a Bruno, lui subito formula una teoria con cui ti può
intrattenere per ore."..."Bruno non smette mai di parlare anche mentre
guida: è sempre impegnato a far conoscere qualcosa della Langa,
nocciole, torrone o tartufi e io trovo sorprendente che parli così poco
di vino. Ma forse giustamente di vino parla più Marcello, nella
solitudine dorata di Bricco Rocche: in fondo Bruno si limita a venderlo.
Può sembrare una battuta ma non lo è perché i due fratelli sono davvero
simbiotici, e procedono insieme convinti di avere il miglior prodotto
possibile. Siccome non si accontentano mai, di anno in anno si limitano
ad accudire il vino al meglio perché, come dice Marcello con un sorriso
disarmante: "Il vino lo fa la vigna". E loro, semplicemente, si sono
limitati a comprare le vigne migliori.".
Bruno e Marcello Ceretto. The Barolo brothers
Collana: I Semi - Protagonisti delle Culture Materiali
Autore: Mario Mariani
Casa editrice: Veronelli Editore
Pagine: 120
Prezzo di copertina: € 17.00
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