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L'azienda agricola San Francesco (Tramonti) nel segno della
biodiversità
Roma, 17/03/2007
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La
Costiera Amalfitana, oltre che ambita meta turistica, è, sempre più,
conosciuta anche per i suoi vini. Un contributo importante, in tal
senso, è sicuramente venuto, in questi ultimi anni, dai successi e dai
riconoscimenti ottenuti dalle etichette dell'azienda Furore di Marisa
Cuomo. Tramonti, che, nello specifico, è la terza sottozona della doc
Costa d'Amalfi, insieme a Furore e Ravello, non è poi così inaccessibile
come si potrebbe dedurre consultando le mappe geografiche. Se, infatti,
si vuole evitare il traffico caotico e tortuoso delle strade della
costiera (rinunciando, però, allo spettacolo della vista a picco sul
mare) basta percorrere la A3 fino ad Angri e proseguire per il Valico di
Chiunzi, si giungerà così, in pochi minuti, direttamente a destinazione.
Tramonti è uno splendido borgo arroccato sulle montagne e suddiviso in
numerose contrade. Sospeso tra mare e monti, qui, le escursioni
termiche possono arrivare ad essere particolarmente sensibili
anche rispetto alle altre sottozone della stessa denominazione. Per
questo stesso motivo durante il periodo estivo può essere una valida
alternativa, oltre che meno cara, alle costose ed affollate località più
vicine alla costa. Una base, un punto di riferimento e di partenza per
girare e visitare l'affascinante costiera. A Tramonti troverete una vera
e propria oasi di tranquillità, pace e freschezza!
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Una
curiosità demografica: dopo la seconda guerra mondiale il graduale
spopolamento di questa comunità montana, verso il nord Italia e
all'estero, ha avuto quasi un unico filone "professionale" pur prendendo
diverse direzioni migratorie. I pizzaioli di Tramonti sono,
praticamente, dappertutto. Un'altra peculiarità di questo villaggio
prevalentemente agricolo è rappresentata dalla presenza diffusa di
vigneti storici centenari ed a piè franco. Solitamente le vigne erano
piantate all'80% ad uve rosse, tintore e piedirosso, e per il restante
20% a uve bianche, biancolella e pepella, che in realtà servivano
a diluire i rossi prodotti in loco. Il tintore, infatti, come lascia
intuire il nome stesso è un'uva con incredibili proprietà coloranti
molto richiesta, per questo, come uva da taglio. Erano, infatti, i
commercianti della limitrofa Penisola Sorrentina a farne scorta per
ritemprare e rinsanguare gli anemici rossi di Gragnano. Una tradizione
ancora oggi non del tutto scomparsa.
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Un'altra
caratteristica di quest'uva, come del piedirosso quando coltivato a
queste altitudini e su questi particolarissimi suoli di roccia
calcareo-dolomitica, è l'acidità elevata che aiuta questi rossi a
conservarsi nel tempo. E a questo secondo fattore si deve la popolarità
dei vini rossi di Tramonti tra i contadini dell'agro nocerino-sarnese.
Questa gente, infatti li preferiva nettamente ai rossi "importati" dalla
vicina Puglia, anche se più economici, perchè in grado di resistere e
sopportare senza problemi, durante il periodo estivo, la torrida calura
del fondovalle.
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Camminare
tra le vigne di Tramonti è come attraversare un museo a cielo aperto.
Quelle che potete vedere in queste immagini sono solo alcune delle foto
che ho scattato per immortalare questi ceppi secolari, allevati con il
tradizionale sistema a raggiera. Purtroppo molti contadini stanno
(s)vendendo, abbandonando e nel peggiore dei casi rimuovendo,
letteralmente, queste piante. Il progetto dell'azienda agricola San
Francesco si propone il recupero di queste vigne prendendole in
affitto o
acquistandole quando possibile. Il problema non è, però, così semplice.
Al di là degli investimenti economici, manca la manodopera in grado di
lavorare e praticare questo tipo di viticoltura che potremmo definire
arcaica. I contadini del posto sono gente anziana e manca un ricambio
generazionale. Un progetto, dunque, colturale e culturale che va
sostenuto con l'obiettivo di cercare di salvare e tutelare questo
immenso patrimonio.
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Figlia
della scommessa di una notte e dalla caparbietà di Gaetano Bove, un
"veterinario con vigna", come ama lui stesso definirsi, l'azienda
agricola San Francesco nasce nel 2004. Succede tutto in una notte,
proprio così. Stufo di doversi sottomettere ai prezzi e, soprattutto, ai
capricci di chi acquistava le sue uve, il Dott. Bove insieme ad altre
famiglie di contadini decide di fare tutto da solo. Una serie di
fortunate coincidenze vogliono che proprio in quei giorni una cantina
della costiera ormai sull'orlo del fallimento decidesse di dismettere le
sue attrezzature. La cifra non è impossibile e Gaetano decide di
acquistare le macchine anche se non sa ancora di preciso dove, poi,
poterle fare funzionare. Nel frattempo si sente con un amico enologo e
gli prospetta la cosa. Gli chiede una mano che gli viene, subito,
accordata. Si lavora, incessantemente, alle spalle dell'abitazione di
Chiara di Palma, fondatrice dell'azienda. Le prime bottiglie sono un
insperato quanto improvviso successo.
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L'azienda
ha una superficie complessiva di circa dieci ettari di cui sette
appartengono alle tre storiche famiglie costiere: Bove, D'Avino e
Giordano. Oggi non vinifica più esclusivamente le uve di questi
appezzamenti ma, come detto, anche da vigne in affitto. Dei sette ettari
originari quattro ettari sono rappresentati da vigneti centenari delle
cultivar di tintore e piedirosso. Nei restanti tre ettari, due e mezzo,
si coltivano falanghina, biancolella e pepella mentre il rimanente mezzo
ettaro è destinato ad un campo di selezione genetica di aglianico e
piedirosso. Tutti i vigneti, ad alta densità d'impianto, sono situati
tra i 300 ed i 500 metri sul livello del mare e terrazzamenti in forte
pendenza. La produzione si aggira dai 70 ai 90 quintali per ettaro.
Quello nella foto è una delle vigne giovani piantate secondo tecniche
d'allevamento più moderne che, se pur non sarà mai meccanizzabile,
sicuramente, permette di essere lavorata con maggiore facilità.
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In questo appezzamento si ottiene il
Per Eva la selezione che Gaetano
Bove ha voluto dedicare alla moglie per farsi perdonare tutto il tempo
che la passione per il vino ha sottratto alle sue attenzioni. Si tratta
di una vigna particolarmente pregiata un tempo posseduta da preti (nota
infatti come "Vigna de' Previti"). Si dice che i preti nonostante
possedessero terreni praticamente ovunque bevessero solamente il vino
proveniente da questo cru. A questo proposito Gaetano è molto prudente e
preferisce evitare questo termine e parlare piuttosto di selezione. I
tempi di maturazione non solo variano da vigna a vigna ma addirittura
all'interno della stessa vigna lasciando intendere e confermando
un'estrema variabilità, diversità e disomogeneità di suoli, esposizioni
e microclimi anche su terreni apparentemente contigui e uniformi. Anche
la nuova vigna è stata, comunque, impiantata utilizzando talee
selvatiche innestate con le uve autoctone locali.
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Si tratta dei pochi ettari, finalmente, a vigneto specializzato visibili
in zona. Da queste vigne si ottengono veri e propri bianchi di montagna,
fini, sottili ed aromatici, dalle acidità elevatissime. Tutte le vigne
sono terrazzate con esposizioni panoramiche e vedute mozzafiato.
Particolare attenzione viene prestata alle tecniche di conservazione e
tutela dell'ambiente, non a caso, il logo dell'azienda è rappresentato
da un volo di farfalle, aderendo ai piani regionali per la riduzione dei
fitofarmaci. La cantina è stata da poco trasferita in una struttura
attrezzata, collocata nella masseria storica della famiglia Di Palma.
L'azienda continua ad avvalersi della consulenza dell'enologo Carmine
Valentino di Avellino.
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Per
quanto riguarda i bianchi attualmente la produzione è limitata a due
etichette, il base ed il Per Eva (di cui sopra) che è stato prodotto per
la prima volta nel 2005. Bianchi che hanno da subito colpito il
pubblico di appassionati e convinto la critica grazie alla loro
mineralità, freschezza e finezza aromatica. Il 2004, annata di esordio,
fu una sorta di rivelazione, confermato dalla bella prova della
successiva annata. Gli assaggi in anteprima confermano la serie positiva
anche se nel 2006 c'è da aspettarsi sicuramente di più dalla selezione
rispetto al base che sembra aver un profilo leggermente più morbido e
fruttato. Per quanto riguarda, invece, i rossi sia il 2005 che il 2006
rispecchiano le caratteristiche di freschezza e sapidità tipiche dei
vini di questa zona. I tannini supportati da un acidità, anche in questo
caso, molto evidente tendono ad essere talvolta percepiti con maggiore
aggressività soprattutto nelle degustazioni canoniche. Se però pensiamo
al cibo, soprattutto a pietanze gustose e saporite, diventano un
accompagnamento ideale.
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Per la cronaca durante la degustazione che
ha avuto luogo la sera stessa, organizzata dalla locale delegazione Ais
e che ha avuto per oggetto l'anteprima dei rossi della costiera
amalfitana quello dell'azienda San Francesco è stato probabilmente tra
quelli che ha riscosso maggiori riscontri e successo di critica e di
pubblico. Un' altra piccola soddisfazione che fa ben sperare sul futuro
di questa bella iniziativa.
Azienda Agr. San Francesco di Chiara Di Palma
Via Sofilciano, 18 - Tramonti (SA)
tel. e fax 089/876748
cell. 335/6670854 - 338/6354371
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Fabio Cimmino
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