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Torna per il secondo anno la vendemmia per fare i
vini del ghiaccio in Alta Val di Susa



Roma, 25/02/2007
 

uva sotto la neveTanta attesa sotto una notte di stelle con la temperatura discesa a poco a poco sotto i 0°C in un paesino a 750 m. di quota. Questo è accaduto domenica 28 gennaio, quando a Chiomonte, in Alta Val di Susa, ha avuto luogo per il secondo anno la vendemmia da cui si ricaverà il prezioso "vino del ghiaccio".
Già nel 2006 Donna Sommelier Europa, per interesse della sua direttrice, Maria Luisa Alberico, valutò assieme al sindaco e alla Comunità Montana e con l'indispensabile beneplacito di un vignaiolo che amava le sfide, la produzione, nelle vigne più alte del Piemonte, di quei vini, noti come Ice Wines o Eisweine. Sono vini ottenuti con uve la cui vendemmia avviene ad inverno inoltrato e solo se la temperatura per un certo numero di giorni è decisamente sotto lo zero. Quindi si ottengono uve che, stando in pianta, subiscono un progressivo appassimento, con riduzione, per evaporazione, dell'acqua. Il ghiaccio poi, da cui le bacche vengono avvolte nelle gelide notti, fa sì che al loro interno si sviluppino caratteristiche del tutto particolari, come arricchimento di zuccheri, di profumi, di sostanze polifenoliche.

Il progetto, lo scorso anno, ha avuto ripercussioni più che favorevoli sia per la visibilità concessa dai media ai protagonisti dell'iniziativa sia per la cantina cooperativa Clarea, che per prima ha prodotto il San Sebastiano vino del ghiaccio, così chiamato in onore del Santo patrono di Chiomonte e che si festeggia nei giorni della raccolta. Ma, con sommo dispiacere degli appassionati, la produzione di questo vino della vendemmia 2006 non ha potuto essere venduta, trattandosi di una realizzazione sperimentale con intenti promozionali.

Un'occasione quindi da non lasciarsi scappare, quella della vendemmia 2007 del Vino del Ghiaccio di Chiomonte, anche se per il momento della vendemmia si è dovuto attendere qualche giorno per via delle condizioni atmosferiche particolarmente calde, che tuttavia hanno permesso agli acini di arricchirsi di maggior tenore zuccherino e di sostanze "nobili".

Ad abbracciare il progetto ancora la Comunità Montana Alta Valle Susa e l'amministrazione comunale di Chiomonte, sostenitori entrambi della bontà del loro vino del ghiaccio insieme alla cooperativa Clarea ed al "nuovo" partner la cantina Casa Ronsil. Donna Sommelier Europa ha di nuovo coordinato l'iniziativa, arricchendola di un supporto tecnico di esperti enologi ed ampelografi. Le uve vendemmiate sono state avanà, da parte della cooperativa Clarea , mentre Casa Ronsil ha sperimentato anche uve autoctone diverse, tra cui la neretta cuneese ed il bequet.

Ed ora un breve diario della notte del 28 gennaio:
sicuramente emozionante la salita a Chiomonte di domenica 28 gennaio, dove alle 20,30, nella piazza del Municipio, siamo stati accolti dal primo cittadino e dal produttore, signor Thollet di Casa Ronsil. Da qui abbiamo raggiunto la sua vigna, dove, guidati da un suggestivo percorso illuminato dalla gente del luogo in costume, abbiamo potuto toccare con mano e raccogliere i preziosi grappoli. Si presentavano raggrinziti ed estremamente concentrati. Nel pigiarli scendeva a malapena una gocciolina di nettare. Il risultato è che da 100 kg di uva si ottengono 15l di vino!! Tantissime le persone accorse e numerose le troupe televisive che hanno ripreso l'evento. Ma la magica notte non si era ancora conclusa, perché ci aspettava la raccolta dell'uva avanà della cooperativa Clarea, in un vigneto posto su un declivio, che beneficia di condizioni climatiche particolari.

Poi tutti nei locali di Cascina Maddalena, che ospita il Museo Archeologico, dove ci attendeva una ricca buvette con prodotti del luogo. Tutto accompagnato dai vini rossi locali, ottenuti, oltre che dall'uva avanà, da altre uve autoctone, che i produttori preferiscono vinificare in uvaggio, come l'uva bequet e la neretta cuneese. Non mancano anche qui uve piemontesi doc, come barbera e dolcetto, le cui caratteristiche, per via dell'altitudine sono naturalmente differenti da quelle di altre zone della regione, come il Monferrato o l'Albese.

I curiosi hanno potuto assistere poi alla pigiatura delle uve appena raccolte nei vigneti e constatare la suggestione del mosto rosato delle uve vendemmiate nella giornata di sabato 27 gennaio, quando la temperatura ha raggiunto, come prevede il disciplinare, valori inferiori ai -6°C.
La successiva trasformazione vedrà, a discrezione dei produttori, il passaggio in acciaio o in carati da 100 l, chiamati fayettes.
"Una scommessa della montagna", come l'ha chiamata il dottor Mauro Carena, Presidente della Comunità Montana, "che ha tutte le chances per essere vincente".

Per ulteriori informazioni contattare:
Donna Sommelier Europa - D.ssa Maria Luisa Alberico tel. 328/1269609

Mirka Frigo   
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