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Ieri
è venuto a mancare Alessandro "Barone" De Conciliis, uno dei
maestri della viticoltura campana. Per me che ho sempre apprezzato i
suoi vini ed amo la terra cilentana ho il grande rimpianto di non avere
avuto modo di conoscerlo personalmente. Con i figli Bruno, Paola e
Luigi, dopo un lungo periodo in cui conferirono le loro uve alla cantina
sociale, nel 1996, con l'esperienza maturata e disponendo di un piccolo
budget ma di un'enorme passione, decisero di vinificare in proprio in
quella che era ancora una cantina in via di completamento, iniziando con
pochi ettolitri di fiano. L'anno successivo fu la volta dei rossi, e
l'ingresso delle botti di legno, in gran parte regalate da amici.
Fondamentale il contributo di Francesco Saverio Petrilli, Nick Paterson
e Winny D'Orta. In breve tempo nacquero il Vigna Perella (da uve fiano
del Cilento denominate "Santa Sofia"), il Donnaluna (fiano) e il
Tempadoro (trebbiano, coda di volpe e malvasia) fra i bianchi, il
Temparubra (aglianico e sangiovese) e il Naima (aglianico) tra i rossi.
Quest'ultimo vino in particolare, il cui nome è un omaggio ad un brano
del grande sassofonista John Coltrane, riscosse immediatamente grandi
successi. Al Donnaluna bianco si è poi aggiunta la versione a base di
aglianico e un altro grande vino di casa De Conciliis, l'Antece, un
fiano vinificato con macerazione sulle bucce e maturato un anno in botti
di rovere da 30 ettolitri. La grande vena creativa della famiglia De
Conciliis ha dato vita anche ad uno spumante brut metodo Charmat, il
Selim, a base di fiano (70%) e aglianico vinificato in bianco, ed un
vino passito, denominato Ra!, a base di aglianico e barbera. L'azienda si trova a Prignano Cilento (SA), in località
Querce, a soli 8 chilometri da Agropoli. La redazione di Lavinium si
unisce al dolore dei familiari per la scomparsa di Alessandro.
R. G. |