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Al
di là di classifiche e graduatorie, che qualsiasi guida volente o no è
costretta a stilare, gli obiettivi di questo interessante volume che
raccoglie le degustazioni di 592 spumanti, selezionati su quasi 1.400, sono assai meno
ordinari e prevedibili di quanto si potrebbe immaginare. Quando si parla
di spumanti, ci si trova a dover fare i conti con un'infinità di luoghi
comuni che, se da una parte hanno contribuito a rendere le bollicine
simbolo di una vita gaudente, spensierata, stimolante, ricca di fascino
e sensualità, rappresentativa spesso di ambienti raffinati ed eleganti,
dall'altro hanno finito per ingabbiare e condizionare il pensiero
comune, limitandone la giusta diffusione, al pari dei vini fermi, sulla
nostra tavola. Lo spumante è visto ancora oggi prevalentemente come
compagno indispensabile delle occasioni di festa: l'arrivo del nuovo
anno, la vittoria di una gara di formula 1, un matrimonio, un
compleanno, il varo di una nave, il successo di un'impresa. Tutti eventi
nei quali conta più la scenografia offerta dal botto e dalla schiuma che
sgorga dalla bottiglia piuttosto che la qualità e la bontà del suo
contenuto, che si tratti di metodo classico o charmat, di un brut o un
demi-sec, di un Prosecco o un Franciacorta. Spesso
pensato come bevanda fine a se stessa, o eventualmente da accostare ai
dessert (scegliendo il più delle volte una versione non adatta) o da abbinare agli
antipasti più svariati, ancora oggi, nonostante le fin troppo
numerose guide enologiche e le frequenti occasioni enogastronomiche che
ci deliziano in ogni angolo dello Stivale, lo spumante rimane per molti
un emerito sconosciuto.
Guida, manuale, dizionario o
breviario? Proporre, quindi, una semplice guida, sebbene
indirizzata ad una particolare categoria di prodotto, non era elemento
sufficiente a fornire un valore aggiunto rispetto alle fin troppo
numerose offerte cartacee; occorreva qualcosa di più mirato, che ponesse
maggiore chiarezza e desse un quadro il più completo possibile sulla
materia, non solo attraverso le degustazioni ma allargando il campo al
nebuloso settore della legislazione, alla descrizione delle zone
vinicole, dei vitigni, dei termini che ruotano intorno al mondo degli
spumanti, puntando a suggerire un nuovo modo di intendere e consumare
questo vino (perché di vino si tratta), non più nella sola accezione
festaiola, ma come continua scoperta nel quotidiano, grazie ad una
maggiore consapevolezza e conoscenza delle mille possibilità che le
diverse tipologie, i differenti terroir, vitigni, metodi di produzione,
possono offrire per 365 giorni all'anno. Questi i propositi del
direttore generale della Veronelli Editore Gian Arturo Rota e del
direttore del Forum Spumanti d'Italia Giampietro Comolli.
La prima edizione, curata da Nichi Stefi,
già direttore di EV e della collana "I Semi - I protagonisti delle
culture materiali", autore di numerosi libri, regista e produttore
televisivo, si avvale della collaborazione di uno staff di degustatori
di alto livello, quali Andrea Alpi, Luigi Bortolotti,
Antonio Paolini, Roger Sesto e Michèle Shah. Ho molto
apprezzato la scelta coraggiosa di rinunciare alla pubblicità di aziende
vinicole, per garantire al lettore la massima autonomia di giudizio sui
vini presentati. Un tocco di originalità, a mio avviso utile quanto
lodevole, è la nuova formula con cui esporre le degustazioni dei vini:
un testo descrittivo in cui sono inseriti in corsivo e siglati i
frammenti più interessanti dei giudizi di ciascun degustatore, a volte
perfettamente in sintonia fra di loro a volte addirittura contrastanti,
per consentire al lettore di avere l'opportunità di sentire man mano che
legge a quale degustatore il suo gusto è più affine. I vini vengono
presentati secondo uno schema ampiamente collaudato nelle guide
Veronelli: per regioni amministrative, cominciando dal settentrione;
all'interno di ciascuna regione vengono elencati i Comuni in ordine
alfabetico, per ogni Comune le aziende vinicole con tutti i loro vini
selezionati. Per ogni azienda vengono forniti tutti i dati disponibili,
i nomi delle persone che vi lavorano, eventuale orario di apertura e
disponibilità di vendita diretta. La scheda del vino contiene il nome
per esteso, l'eventuale denominazione di origine, la tipologia, le uve
di cui è composto, l'annata (se millesimato), il numero di bottiglie
prodotte, il metodo di spumantizzazione, i diversi contenitori
utilizzati per l'affinamento, la valutazione (rappresentata dal
simbolo della fogliolina di vite, cinque livelli a cui si aggiungono le
mezze foglioline), la fascia di prezzo e la descrizione da parte dei
degustatori. Infine, attraverso il sito internet della Veronelli
Editore, è stata effettuata una piccola inchiesta su quale vino i
lettori ritengono più adatto in specifiche occasioni di consumo. I dati
raccolti non hanno un valore statistico ma sono serviti per avere
un'indicazione di massima sulle tendenze e i gusti dei consumatori. Il
sondaggio ha permesso di aggiungere in ciascuna scheda, con un opportuno
simbolo, il suggerimento dei lettori: vino da aperitivo, per spuntino,
da tutto pasto, per una cena di lavoro, di rappresentanza, della festa,
da seduzione.
Un lavoro impegnativo e ottimamente presentato,
facile da leggere ma mai scontato, un ottimo contributo a rendere il
mondo della spumantistica italiana più chiaro e comprensibile, anche a
coloro che non hanno alcuna conoscenza della materia. Un bel traguardo,
tenendo conto che è alla sua prima edizione...
Guida Oro Gli Spumanti d'Italia
Veronelli Editore
1.386 spumanti degustati
592 selezionati e commentati
261 produttori descritti
368 pag.
Euro 18,00
Roberto Giuliani
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