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Devo
fare un plauso agli amici dell'Acquabuona,
non mi importa se posso sembrare di parte, ma vi assicuro che sono
rimasto davvero colpito di come tutto sia stato ben organizzato e abbia
filato liscio come l'olio. Sono ormai oltre dieci anni che vado ad
eventi dedicati al vino, in varie regioni italiane, e non sempre le cose
vanno secondo le aspettative. Ma con Terre di Toscana, che si è svolta
l'11 e 12 marzo all'Hotel Dune del Lido di Camaiore, nella ridente (e
ora un po' alcolica) Versilia, nonostante il notevole afflusso di
visitatori (come potete vedere nella foto a sinistra), non ci sono state
difficoltà ad assaggiare i mumerosi vini proposti dagli oltre 50
produttori provenienti da varie zone della Toscana. Il plauso è dovuto
anche per la scelta delle aziende che hanno partecipato, tutte di
notevole livello, in molti casi era presente il produttore o almeno un
rappresentante, cosa che ha consentito ai presenti di informarsi e porre
domande. Ricordo a chi non ci fosse stato (grave errore!), che c'erano
produtori del calibro di Biondi Santi, Fattoria di Fèlsina, Poggio di
Sotto, Uccelliera, Fontodi e tanti altri provenienti anche da zone
vitivinicole emergenti. Della cena prevista la sera di domenica 11, non
posso dire nulla perché non ho potuto partecipare, ma mi dicono che sia
andata benissimo.
Per quanto mi riguarda, ho ovviamente
approfittato dell'occasione per riassaggiare vini che amo come il
Brunello e il Rosso di Montalcino di Poggio di Sotto
(rispettivamente 2001 e 2004), vini che si sono fatti desiderare a causa
di un ritardo nelle consegne, ma ne è valsa la pena. Molto interessante
il Rosé del Greppo 2004 di casa Biondi Santi, un vino di
struttura con una spiccata nota di ciliegia, non teme il passare del
tempo, ma purtroppo ha un prezzo ben al di sopra della media (oltre 30
euro in enoteca); sempre ottimo il Chianti Classico Rancia Riserva
2003 così come il Fontalloro della stessa annata, di casa
Fèlsina, due vini che esprimono molto bene il carattere del sangiovese
anche in un'annata difficile come questa. Potente ma meno equilibrato
del solito il sangiovese Percarlo 2003 di San Giusto a
Rentennano; promettente il Brunello di Montalcino 2003, ancora in
affinamento, di Siro Pacenti. Un'altra grande prova da questa siccitosa
annata ce l'ha offerta Il Carbonaione di Poggio Scalette, altro
grande sangiovese, sontuoso, che nonostante l'alcolicità riesce a
trovare una sua dimensione, appena meno elegante del solito. Un
autentico infante il Batàr 2005 di casa Querciabella, ancora
sovrastato dal legno, ma questa è la sua caratteristica di sempre, è uno
di quei bianchi che va aperto almeno 5 anni dopo la messa in commercio
per poterne scoprire la grandezza. Piacevole e convincente il Chianti
Classico 2005, potente ma non per questo poco elegante il
Camartina 2004, 70% cabernet e 30% sangiovese. Ho apprezzato
l'equilibrio e l'assenza di surmaturazioni nel Geremia 2003, 55%
merlot e 45% cabernet sauvignon, prodotto da Rocca di Montegrossi; ben
fatti sia il Chianti Classico Rocca di Montegrossi 2004 che il
Chianti Classico Vigneto San Marcellino 2003, quest'ultimo dimostra
di avere una marcia in più, anche se in questa annata ha qualche limite.
C'erano molti altri vini che valeva la pena degustare, ma il mio tempo
era davvero limitato e ho dovuto accontentarmi (si fa per dire!).
Sulla
scia dei successi ottenuti, gli amici Luca Bonci, Fernando Pardini e
Riccardo Farchioni, ormai sicuri del fatto loro (vi ricordo che avevano
già organizzato con successo altre due manifestazioni, Vigneto Friuli
nel 2006 e Vini di Langhe e Roero in Versilia nel 2005, sono
già in dirittura d'arrivo per lanciare un nuovo entusiasmante evento: "Naturalmente
vino", il 13 e 14 maggio prossimi a Viareggio, potrete
valutare, giudicare, apprezzare, amare, conoscere i vini proposti da 50
vignaioli provenienti da tutta Italia, accomunati da una filosofia che
rispetta al massimo il territorio, evitando ogni pratica che possa in
qualche modo alterare o "inquinare" quel prezioso nettare che è il
nostro amato vino. Segnatelo in agenda!
Roberto Giuliani
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