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C'è
un elemento fondamentale su cui questa guida ha puntato sin dal suo
esordio lo scorso anno: riuscire progressivamente ad abbattere tutti i
luoghi comuni sullo spumante, a partire dalla cattiva abitudine di
associarlo solo a feste e ricorrenze, tanto da renderne il consumo
concentrato solo in ben precisi periodi dell'anno, abitudine che
testimonia la tendenza radicata a non considerarlo a tutti gli effetti
un vino, al pari delle altre tipologie. Un lavoro non facile, ma a mio
avviso ben impostato da Gian Arturo Rota, direttore generale
della Veronelli Editore e da Giampietro Comolli,
direttore del Forum Spumanti d'Italia, e realizzato con notevole
precisione dall'equipe di degustatori curata da Nichi Stefi, formata da
Andrea Alpi, Luigi Bortolotti, Antonio Paolini, Roger Sesto e
Michèle
Shah. Il volume, infatti, è composto da una lunga introduzione, oltre 90
pagine all'interno delle quali viene scandagliato ogni aspetto del mondo
spumantistico, la storia, la legislazione, le zone di produzione, le
tipologie, i metodi di spumantizzazione e i vitigni utilizzati, una
serie di indicazioni utili sulla scelta del formato, il servizio, la
conservazione e gli accessori; una sezione dedicata alle informazioni di
tipo economico, con numeri e statistiche sia a livello nazionale che
estero. Fra le novità della seconda edizione l'inserimento di otto
cartine geografiche, di cui 5 dedicate alle zone più significative (Alta
Langa e Asti, Conegliano-Valdobbiadene, Franciacorta, Oltrepò Pavese e
Trento), una alle produzioni dei VSQPRD del resto d'Italia, due dedicate
ai vini VSQ e VS ottenuti da Metodo Classico e Metodo Charmat. A fianco
di ogni cartina è riportato l'elenco dei produttori con il numero di
riferimento per individuarne la collocazione geografica.
Molto
interessante lo scambio via mail (da pag. 13 a pag. 27) fra Nichi Stefi
e l'equipe di degustatori sulle modalità con cui redigere le schede e
valutare i vini: un botta e risposta che fa riflettere sulla
impossibilità di parametri totalmente uniformati e codificati, ma anche
sulla necessità di mantenere nelle schede dei vini il punteggio e il
voto, elementi che lo stesso Veronelli aveva pensato di eliminare dalla
guida ma che nessuno ha poi applicato, sapendo quanto il senso della
competizione sia uno dei fattori che tengono vivo l'interesse dei
lettori e stimolano gli stessi produttori a migliorarsi. Ho ritrovato in
questa discussione domande che io stesso mi sono più volte posto, come
se abbia un senso applicare la stessa scala di valori a vini che hanno
caratteristiche assai diverse, oppure se sia meglio dare del vino una
valutazione tecnica e in qualche modo asettica o entrare nel più
realistico campo della soggettività di giudizio, cosa che emerge con
maggiore facilità quando a degustare sono più persone con diverse
sensibilità ed esperienze. Mi viene in mente l'esperienza de L'Altraguida,
una guida online che aveva proprio l'obiettivo di mettere a disposizione
dei lettori il giudizio di uno stesso vino da parte di diversi
degustatori. La filosofia della Guida Oro Gli Spumanti d'Italia, invece,
si differenzia ulteriormente per il fatto che il giudizio è unico,
espresso in
, ma è il
risultato sintetico dei commenti dei diversi autori. Mi sento comunque
molto vicino alla posizione di Nichi Stefi e trovo che sia illuminante e
dia una forte motivazione all'acquisto della guida quanto scrive in una
delle sue mail: "Siamo partiti dicendo "basta" al solito criterio di
giudizio, che non se ne può più. Motiviamo quindi la nostra diversità, e
non me ne frega niente se emergono i soliti noti o altri, mi interessa
che emerga il perché alcuni sono valutati molto bene e altri no.". A
mio personale giudizio l'obiettivo è stato raggiunto.
Guida Oro Gli Spumanti d'Italia 08-09
Veronelli Editore
1.512 spumanti degustati
656 selezionati e commentati
282 produttori descritti
giudizi da
a
    
418 pag.
Euro 19,00
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