Che il Prosecco stia godendo un momento di particolare successo è cosa nota, come è risaputo che la frode nasce soprattutto sul prodotto di largo consumo, il cui nome è ormai riconosciuto un po’ ovunque.
Difficile resistere alla tentazione di speculare su nomi come Parmigiano, Brunello, Barolo, Amarone, Prosecco. Vi ricordate il “Rosecco“? Ben 14.400 bottiglie di “Rosecco – Vino Spumante Brut Rosé” che stavano per partire per il mercato inglese, imbottigliate da una ditta del trevigiano. E qualcuno al Vinitaly di quest’anno avrà sicuramente assistito, nello stand della Regione Veneto, a quel goliardico processo ai falsi vini veneti con tanto di “Serenissimo Tribunal de l’Inquisithion” e taglio del nastro del governatore Zaia, durante il quale otto attori in costume hanno condannato alla pena del cassonetto (la campana verde per la raccolta del vetro) vini patacca come il Sovespa (Soave), l’Odiarone (Amarone) o il Losecco (Prosecco). Poi è arrivata la Docg Conegliano e Valdobbiadene e la Doc Prosecco a ulteriore garanzia di uno dei vini italiani più contraffatti della storia.
Tutto questo non è bastato a impedire che qualche furbetto continui a provarci, conscio delle opportunità di facili guadagni. Così la giornalista Elisa Giraud per Oggi Treviso, ci informa che l’Ispettorato di Conegliano ha bloccato l’ennesima frode a danno di questo richiestissimo vino, ben 3.150 bottiglie di un vino frizzante etichettato a dovere utilizzanto il marchio registrato di una ditta veronese per ingannare i consumatori meno esperti, destinato alla GDO in Germania. Come spiega Gianluca Fregolent, direttore dell’Icqrf coneglianese, “Pur trattandosi di un vino Igt Veneto pare evidente la volontà di giocare sull’equivoco soprattutto se si pensa che il vino è essenzialmente destinato a paesi esteri. Il distributore del prodotto infatti è uno dei più importanti intermediari per le vendite di vino italiano alla GDO della Germania dove, da aprile ad oggi, risultano essere state inviate circa 200.000 bottiglie così etichettate”. E Fregolent conclude con un esplicito richiamo ai buyers internazionali che ”guardando solo ai prezzi non possono pensare di aver fatto l’affare, anzi in alcuni casi si potrebbe pensare più ad un atteggiamento di complicità”. Buyer avvisato…
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