ne vogliamo parlare

Assemblea a Montalcino: la maggioranza dice no al cambio di disciplinare con voto palese

Ricordate che per ieri, 27 ottobre, era stata indetta un’assemblea di tutti i soci del Consorzio del Brunello di Montalcino per votare le cinque proposte di modifica ai quattro disciplinari di cui è ente di tutela? E ricordate che il 16 ottobre scorso un folto gruppo di produttori, per la precisione 149 soci e 4 non soci, ha voluto esprimere autonomamente la propria posizione votando no a tutte e cinque le proposte? Ebbene, sarà stata quella mossa anticipatrice, sarà il fatto che, al contrario di quanto annunciato, ieri il voto è stato fatto a carte scoperte, cioè palese, il risultato è che una maggioranza schiacciante ha detto no a qualsiasi possibilità di modifica dei disciplinari.

Questo fatto dovrebbe rassicurarci, appare comunque come una vittoria su tutti i piani, ma dobbiamo andare un po’ più a fondo se vogliamo capire quale aria tira realmente a Montalcino. La tensione era altissima, non a caso la riunione, iniziata alle 15,30 è durata fino a sera inoltrata. La votazione a maggioranza lascerebbe supporre una coesione d’intenti generalizzata, ma non è così, non lo è stato sin dall’inizio di questa triste storia che ha visto sotto i riflettori numerosi produttori e milioni di litri di vino, molti dei quali ancora sotto sequestro. Vi lascio immaginare chi non ha votato no alle proposte, ma questo non è l’elemento più importante, quello che mi lascia perplesso è come sia sato possibile che, visto come erano andate le precedenti assemblee, d’improvviso molti di quei produttori che erano favorevoli al cambio di disciplinare hanno votato no. Il voto palese li ha messi in crisi? La paura di uscire allo scoperto li ha fatti tornare indietro sui loro passi? Il problema vero è che, salvo alcuni gruppi piuttosto contenuti, non c’è un’assonanza di vedute, un’intesa collettiva, una bandiera rappresentativa degli oltre 250 produttori associati al consorzio. Le indagini, i sequestri, le aziende sotto inchiesta hanno messo in evidenza come si ragiona a Montalcino, come gli interessi economici personali abbiano preso il sopravvento sulla collettività producendo i risultati che sappiamo. E questo dispiace soprattutto per quei produttori che hanno lavorato sempre con correttezza credendo realmente nel significato di un vino e di un territorio unici, produttori storici e non, che non si sono fatti travolgere dal fiume di denaro che in pochi anni è piovuto in un fazzoletto di terra dove il vino è da sempre la principale fonte di reddito.
Ora, questa votazione a maggioranza rappresenta ovviamente un veicolo importante per ridare fiducia al mercato, ma apre numerosi quesiti su come verranno risolti, sanati, stante l’attuale disciplinare, tutti quei casi in cui è stata accertata una non corrispondenza alle regole. Il fatto di declassare a Igt i Brunello 2003 è una risposta parziale ad un problema più ampio e complesso, i cui risvolti speriamo di sapere prima possibile dagli esiti delle indagini della Procura di Siena.
Per il momento teniamoci la buona notizia che il disciplinare rimane invariato, che non ci saranno Brunelli di serie a e di serie b, che il Rosso di Montalcino continuerà ad essere fatto solo con sangiovese, che la paventata possibilità di una denominazione “Montalcino” che accorpasse Brunello, Rosso e Moscadello per ora non è stata accettata. Ma stiamo con le antenne ben dritte, perché la questione non si è ancora definitivamente risolta.

Credo sia giusto ringraziare quei produttori che, in prima persona, si sono esposti esprimendo con chiarezza e determinazione la loro posizione su questa ingarbugliata vicenda, cioè coloro che si sono fatti promotori di quell’assemblea nella quale hanno votato, in anticipo, il loro convinto NO a tutte e cinque le proposte. Ecco quanto hanno espresso e che condivido al 100%:

Sul primo quesito abbiamo già votato quattro volte negli ultimi cinque anni, e tutte le volte oltre il 95% ha rifiutato ogni cambiamento. Quante altre volte dovremo votarlo? Il terzo quesito chiede se vogliamo fare delle modifiche non coordinate tra di loro e soprattutto, cosa molto grave, termina con un ecc., che apre la porta a tutto; come si può dare a scatola chiusa l’approvazione a cambiare tutto ed il contrario di tutto? Il quarto e il quinto vogliono declassare nomi famosi come Brunello o Rosso di Montalcino in favore di uno sconosciuto Montalcino DOP, relegando quei vini a singole tipologie tra tante. È un suicidio sia commerciale che di immagine. Nessun grande vino al mondo ha tipologie così diverse tra di loro, non esiste il Chianti bianco né il Barolo moscato, però il Tavernello ha il bianco, il rosso ed il rosé; è questo il Brunello che vogliamo?

Dal Brunello dipende la vita di tantissime aziende, è un bene primario della viticoltura italiana ed è (quasi) l’unica risorsa di Montalcino; è ovvio che l’impatto di ogni modifica deve essere attentamente valutato. E invece come siamo arrivati a questa assemblea? Ci sono state riunioni dei soci per valutare le modifiche richieste? No. Si sono acquisiti i pareri dei più importanti esperti di viticoltura, enologia, commercio per valutare l’impatto dei cambiamenti richiesti? No. Sono state fornite ai soci informazioni, pareri e ricerche di mercato che permettano di valutare le conseguenze di ogni singolo cambiamento? No. Esiste un consenso evidente della maggioranza dei soci su queste azioni? No. A volte è necessario cambiare e nulla è eterno, ma agire così è frettoloso e incauto; un monumento nazionale come il Brunello non è materia da 51% contro 49%.

La rarità, la tipicità e l’unicità hanno creato il successo mondiale del Brunello. Il sangiovese è un vitigno molto difficile e solo a Montalcino riesce a raggiungere frequentemente la perfetta maturazione fenolica. Questo è il motivo per cui il Brunello è l’unico sangiovese in purezza capace di competere con i grandi vini del mondo. Chiunque può copiare una Ferrari o un capo di alta moda, ma il Brunello fatto di solo sangiovese si può produrre solo qui; chi lo vuole deve venire a Montalcino. Invece i Super Tuscan premiati dalle guide si possono fare ovunque, basta mescolare, e così li hanno prodotti in milioni di bottiglie nessuno li compra più. I 3 bicchieri e i 5 grappoli non sono bastati, non sono unici come il Brunello e così non hanno avuto 50 anni di vendite in crescita come noi. Chiudiamo con una considerazione; tutti i Docg e Doc rossi toscani sono sangiovesi tagliati, e molti sono così buoni che prendono più di 90 su Wine Spectator, però costano molto meno del Brunello. Se l’unica differenza con quelle centinaia di milioni di bottiglie sarà un invecchiamento un po’ più lungo e la provenienza di Montalcino, siamo sicuri che il solo nome Brunello basterà a mantenere alto il livello dei prezzi?

Per tutti questi motivi chiediamo una pausa di riflessione, chiediamo di limitarci a riaffermare che il Brunello è puro sangiovese di Montalcino e di rinviare tutto il resto a tempo debito“.

Il Comitato Promotore
Franco Biondi Santi (Tenuta Il Greppo), Fabrizio Bindocci (Tenuta Il Poggione), Stefano Cinelli Colombini (Fattoria dei Barbi), Giuseppe Gorelli (Tenuta Le Potazzine), Enzo Tiezzi (Cerrino), Paolo Bartolommei (Caprili), Edoardo Virano (Tenuta Col d’Orcia).

Per chi vuole sapere nel dettaglio gli esiti della votazione all’assemblea di ieri:
Le cinque domande rivolte ai soci:
1) Sei favorevole a modificare la base ampelografica del Disciplinare del vino Brunello di Montalcino?
SI 30 NO 662

2) Sei favorevole a modificare la base ampelografica del Disciplinare del vino Rosso di Montalcino?
SI 162 NO 540

3) A prescindere dalle risposte date alle domande 1 e 2, sei favorevole ad apportare modifiche ad altre parti (diminuzione resa/ettaro, introduzione resa per ceppo, tagli tra annate, uso esclusivo del MCR, ecc.) dei Disciplinari dei vini Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscadello di Montalcino e Sant’Antimo?
SI 228 NO 474

4) Sei favorevole a raggruppare i disciplinari dei vini Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscadello di Montalcino nella singola denominazione “Montalcino”, escluso il Sant’Antimo?
SI 6 NO 684

5) Sei favorevole a raggruppare tutte le denominazioni, escluso il Brunello di Montalcino, nella singola denominazione “Montalcino”?
SI 118 NO 572

Fonte: Montalcino Report

Discussione

7 commenti per "Assemblea a Montalcino: la maggioranza dice no al cambio di disciplinare con voto palese"

  1. Complimenti per la tempestività. C’è solo una cosa che mi sfugge: se questo autorevole “comitato promotore” ha promosso l’assemblea, non è chiaro il senso delle loro (giuste) critiche al modo con cui si è arrivati all’assemblea, nel secondo paragrafo del loro comunicato (”E invece come siamo arrivati a questa assemblea?” ecc.).

    Inviato da gp | 28 ottobre, 2008, 11:59
  2. Se volete leggere, abbiamo pubblicato già da ieri sera al termine della conta dei voti, i risultati delle votazioni dei 5 quesiti, su http://www.montalcinoreport.com

    Inviato da Alessandro - Montalcino Report | 28 ottobre, 2008, 12:41
  3. Credo di avere capito, l’assemblea di cui i sette sono stati promotori è quella in cui si è votato in anticipo il NO ai 5 quesiti (o comunque sicuramente al 1° e più importante) da parte della maggioranza dei soci. Voto che è stato poi puntualmente confermato ieri nell’assemblea indetta dal Consorzio.

    Inviato da gp | 28 ottobre, 2008, 15:45
  4. [...] rientrare nell’attuale disciplinare del Brunello di Montalcino. I risultati emersi dall’assemblea del 27 ottobre, dovuti più al fatto che il voto fosse palese piuttosto che ad una reale convinzione da parte di [...]

    Inviato da Esalazioni etiliche | La denominazione Montalcino? Sarà l’alternativa per i vini “internazionali” | 29 ottobre, 2008, 09:21
  5. Bene! E ora che il consorzio proceda con i dovuti controlli e espella chi non segue i disciplinari! Questa, come ho già avuto modo di dire, è l’unica procedura corretta, essendo i Disciplinari a tutela dell’interesse commerciale, devono essere i produttori stessi a muoversi per farli rispettare (se ci tengono alla rendita commerciale che un Disciplinare prestigioso fornisce), e non la magistratura a perdere tempo per cercare il merlot dentro il Brunello!!!

    Inviato da Luca | 29 ottobre, 2008, 15:50
  6. [...] nella storia per la coerenza dei suoi partecipanti. Stiamo parlando, ancora una volta, dell’assemblea dei soci del Consorzio del Brunello di Montalcino che si è tenuta il 27 ottobre scorso e che aveva come ordine del giorno la votazione di cinque [...]

    Inviato da Esalazioni etiliche | E Carlo Macchi su Winesurf rincara (giustamente) la dose: Montalcino: 96% di cosa? | 29 ottobre, 2008, 20:06
  7. [...] si può non dargli atto, al contrario di quanto hanno fatto quei produttori che, prima dell’assemblea del 27 ottobre, erano fra i fautori del cambiamento dei disciplinari di produzione, e poi hanno votato no su [...]

    Inviato da Esalazioni etiliche | Ezio Rivella accusa di cecità i soci del Consorzio del Brunello e insiste sul disciplinare “elastico” | 5 novembre, 2008, 12:44

Invia un commento

Follow laVINIum on FacebookFollow laVINIum on Twitter

 

febbraio: 2012
L M M G V S D
« gen    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829