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	<title>Esalazioni etiliche &#187; Alessandro Franceschini</title>
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	<description>tutto quello che potremmo dire sotto l&#039;effetto dell&#039;alcol</description>
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		<title>5 vini sincronizzati, targati Sud de France</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 07:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[dégustations à la volée]]></category>
		<category><![CDATA[Cin de Pays d'Oc 30670 2006]]></category>
		<category><![CDATA[Cotes de Roussillon Fuité Catalan]]></category>
		<category><![CDATA[Crémant de Limoux Brut Grande Cuvée 1531]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione sincronizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Domaine Dromadaire]]></category>
		<category><![CDATA[Mas de Madame]]></category>
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		<category><![CDATA[Sud de France]]></category>
		<category><![CDATA[Vin de Pays d'Oc Cigalus 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Vini del Sud della Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Vini Languedoc-Roussillon]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutte le volte che passo da Corso Magenta a Milano, l’occhio cade spesso sull’ufficio di rappresentanza che mostra su una delle vetrate il logo “Sud de France”. Ci cade per curiosità, in parte oramai per abitudine ed anche un po’ per invidia. Si, invidia. Rappresenta, stranamente, solo una parte del Sud della Francia in Italia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3083" style="margin: 5px;" title="Sud-de-France" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/06/Sud-de-France.jpg" alt="Sud-de-France" width="457" height="163" />Tutte le volte che passo da <em>Corso Magenta</em> a <em>Milano</em>, l’occhio cade spesso sull’ufficio di rappresentanza che mostra su una delle vetrate il logo “<a href="http://www.suddefrance-vini.com/site/"><strong>Sud de France</strong></a>”. Ci cade per curiosità, in parte oramai per abitudine ed anche un po’ per invidia. Si, invidia. Rappresenta, stranamente, solo una parte del Sud della Francia in Italia, il <strong>Languedoc-Roussillon</strong>, tralasciando il Rodano meridionale piuttosto che la Provenza, come ci aveva fatto notare <a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/festival-sud-de-france-a-milano-e-roma.html"><strong>Mike Tommasi</strong></a> proprio su questi lidi l’anno scorso quando avevamo segnalato una delle loro iniziative.</p>
<p>Però…però, intanto, ci sono, esistono. E non mancano di dinamismo, organizzazione, idee.</p>
<p>Spesso si parla di marketing del territorio, di come far conoscere una regione o un areale in particolare all’estero. Quando assisti in Italia a dibattiti o convegni dove si affronta questo tema solitamente va in scena il festival dell’ipocrisia: “dobbiamo…”, “faremo…”, “è necessario…”, “le Istituzioni dovrebbero…”e via discorrendo. Poi, il nulla. L’atavico individualismo riprende il sopravvento ed ognuno va per la sua strada, con il lamentio sempre pronto per la prossima occasione. Il problema è che noi spesso non siamo capaci di far conoscere i nostri territori ai noi stessi. Pensare all’estero mi sembra quasi un’utopia. Vengono ingaggiati testimonial noti per sponsorizzare una regione, un territorio, attraverso spot televisivi o inserzioni pubblicitarie su giornali e settimanali. Con quali risultati? Chi lo sa.</p>
<p>Oltre all’invidia sale una certa rabbia, quindi, quando vedo che una regione, il Languedoc-Roussillon, che non era certo nota per la qualità, quanto per i volumi, che apre un ufficio praticamente in pieno centro a Milano, in grado di darti tutte le informazioni necessarie caso mai ti venisse voglia di trascorrerci le vacanze piuttosto volessi capirne di più sulle loro tradizioni enogastronomiche.</p>
<p>Sicchè, un bel giorno, il suddetto ente, anzi la Maison de la Région Languedoc-Roussillon ti manda anche un bel pacco con all’interno: <strong>5 vini</strong>, <strong>un dettagliato depliant</strong> che ti illustra le caratteristiche del Languedoc-Roussillon dal punto di vista enoico e culinario, un <strong>bicchiere </strong>con logo, un <strong>cavatappi</strong> con logo e, più o meno, ti dice: “<em><strong>Caro, abbiamo deciso di festeggiare il nostro quarto anniversario. Sicché, ti spediamo dei vini, tu degustali e poi dicci cosa ne pensi. Però fallo il 21 giugno perchè insieme a te lo faranno un altro centinaio di giornalisti, blogger ed appassionati contemporaneamente. Se ti va, puoi postare le tue impressioni anche su Facebook  e Twitter</strong></em>”.</p>
<p>Ecco, noi stiamo ancora decidendo se costruire e nel caso dove farlo. Loro hanno già villette, centri commerciali, asili nido, alberghi e soprattutto, un centro informazioni.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-3084" style="margin: 5px;" title="I 5 vini in degustazione" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/06/ViniSudFrance.jpg" alt="I 5 vini in degustazione" width="400" height="266" />I vini</strong><br />
Sul perché di questi campioni nel dettaglio, non saprei. E’ evidente il tentativo di farti capire che da quelle parti ne hanno per tutti i gusti: bianchi, rosati, rossi, metodo classico e dolci.</p>
<p><strong>Crémant de Limoux  AOC Brut Grande Cuvée 1531, Sieur d’Arques</strong><br />
Non ti aggredisce né con note lievitose eccessive, né con dolcezze provenienti da dosaggi fuori registro. Qualche nota floreale di gelsomino ed un agrumato spiccato, di limone e pompelmo, sia al naso che in bocca. Semplice, sufficientemente beverino e scorrevole, senza particolari sussulti quanto a persistenze, ma corretto. La data “1531” è un omaggio alla nascita del primo vino effervescente al mondo.</p>
<p><strong>Vin de Pays d’Oc Cigalus 2008</strong><br />
E’ un tuffo in profumi e concezioni che lentamente stanno passando di moda: tostature, vaniglia, cocco, tutto molto in eccesso, dolce, dolcissimo al naso. In bocca la situazione, prevedibilmente, non cambia: molle, rotondo sin all’esasperazione, con un finale tutto giocato ancora sulla vaniglia, il burro ed i frutti tropicali. Chardonnay in prevalenza, Viogner e Sauvignon. Fermentazione in barrique nuove e successiva sosta per quasi 8 mesi.</p>
<p><strong>AOC Cotes de Roussillon, Fuité Catalan, Vignerons Catalans</strong><br />
Vinoso, con note molto accentuate di fragola, caramellose, che svaniscono con l’ossigenazione per lasciare spazio a tocchi vegetali. Bocca piacevole, dritta, fresca, senza particolari slanci. Non è un rosato leggendario, ma può fare la sua dignitosa figura rispetto a molti esponenti della categoria.</p>
<p><strong>Vin de Pays d’Oc 30670 2006, Domaine Dromadaire</strong><br />
La curiosa etichetta riporta il codice postale di Aigues-Vives nel Gard, village di origine di questo blend di syrah e grananche. Non c’è che dire, il naso è bel calibrato, tecnico il giusto, ma affatto banale: cassis, ciliegie, macchia mediterranea, olive. Bocca scorrevole con tannini presenti e di discreta grana, piacevolmente rotondo con un tocca sapido di piacevole fattura. Si beve bene.</p>
<p><strong>AOC Muscat de Frontignan 2006, Mas de Madame</strong><br />
E’ lui, è moscato. Decisamente aromatico e caratteristico, non pecca certo in prorompenza con note di salvia, uvetta sultanina ed albicocca. Ha una piacevole e delicata finezza olfattiva, completamente diversa dall’impatto in bocca, che in parte ti spiazza, se non sai che è un vino fortificato: potente, alcolico, morbidissimo e forse un filo troppo dolce. Non è il moscato che vuoteresti in pochi attimi, ma d’altronde non è stato creato con questo fine.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Vino, volti, suoni, immagini e parole. Ovvero&#8230;Terre di Vite</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 22:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi imperdibili]]></category>
		<category><![CDATA[Boca]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Piemonte]]></category>
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		<category><![CDATA[Terre di Vite]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sarebbero tanti motivi per farsi un giro dalle parti di Boca e dintorni, nel nord Piemonte. Quali? Beh, ottimi vini e gustosi ristoranti per chi ama mettere le gambe sotto il tavolo, il lago d&#8217;Orta ed il Monte Rosa all&#8217;orizzonte per gli amanti della natura o ancora i Sentieri del Boca, recentemente inaugurati, per gli amanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2635" style="margin: 5px 10px 0px 0px;" title="terredivite" src="http://www.lavinium.info/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/terredivite.jpg" alt="terredivite" />Ci sarebbero tanti motivi per farsi un giro dalle parti di <strong>Boca</strong> e dintorni, nel nord Piemonte. Quali? Beh, ottimi vini e gustosi ristoranti per chi ama mettere le gambe sotto il tavolo, il lago d&#8217;Orta ed il Monte Rosa all&#8217;orizzonte per gli amanti della natura o ancora i <strong><a href="http://www.amiciparcoticino.it/public/file/CARTINA%20SENTIERI%20DEL%20BOCA.pdf" target="_blank">Sentieri del Boca</a></strong>, recentemente inaugurati, per gli amanti del trakking tra boschi e vigneti.</p>
<p>Ma <strong>sabato 7 Novembre</strong>, se proprio questi argomenti ancora non vi hanno convinto, potreste provare con <strong>vino, poesia e fotografia</strong>, immergendovi in un pomeriggio presso le cantine dell&#8217;azienda <strong>Catello Conti</strong> a <em>Maggiora</em>. Si chiama &#8220;<strong><a href="http://www.castelloconti.it/eventi/terredivite.html" target="_blank">Terre di vite: vino, volti, suoni, immagini e parole</a></strong>&#8221; l&#8217;evento che vedrà protagonisti, usando le parole stesse degli organizzatori (le sorelle Conti, Barbara Brandoli e Luigi Metropoli dell’associazione culturale <strong><a href="http://divinoscrivere.wordpress.com/" target="_blank">Divino Scrivere</a></strong>, Gianni Usai):</p>
<p><em><span style="color: #800000;">l&#8217;amore per la terra, per il territorio in cui si opera e per il lavoro nelle vigne: un ritorno a una naturalità che non rinuncia  alla cultura, poiché gli ideatori sono persuasi che il vino rappresenti proprio il vertice dell&#8217;incontro &#8220;natura-cultura&#8221;, un prodotto &#8220;artistico&#8221; che la terra genera con la complicità dell&#8217;uomo. </span></em></p>
<p>Ci saranno banchi d&#8217;assaggio con <strong>8 produttori </strong> del <strong>Piemonte</strong> (Castello Conti, Le Piane, Antoniolo, Antoniotti, Cappellano), della <strong>Lombardia</strong> (Ar.Pe.Pe.), della <strong>Toscana</strong> (Azienda Agricola Crociani) e dell&#8217; <strong>Emilia</strong> (Azienda Vinicola Fiorini). E poi ancora prodotti tipici, <strong>versi e rime di poeti contemporanei</strong>, una <strong>mostra fotografica</strong> dal titolo &#8220;<em>Tralci di Vita</em>&#8221; di <strong>Massimo Prizzon</strong> e performance &#8220;<em>Arte di Vino</em>&#8221; di <strong>Oreste Sabadin</strong>.</p>
<p>Prima di tutto questo <strong>una tavola rotonda</strong> sul tema del rapporto tra vino, terra e poesia con due relatori come <strong>Sandro Sangiorgi</strong>, ideatore e direttore di <a href="http://www.porthos.it/" target="_blank"><strong>Porthos</strong></a> e <strong>Marco Arturi</strong>, anch&#8217;esso penna di Porthos.</p>
<p>Riepilogando:</p>
<address><strong>Sabato 7 novembre 2009</strong><br />
- dalle 17 alle 18 tavola rotonda</address>
<address> &#8211; dalle 18 alle 22 banchi degustazione<br />
Contributo d&#8217;ingresso 10 euro</address>
<address>Per ulteriori informazioni:</address>
<address>Ufficio Stampa : Divino Scrivere  <a href="mailto:info@divinoscrivere.it">info@divinoscrivere.it</a><br />
Per accredito stampa inviare un’email a <a href="mailto:info@divinoscrivere.it">info@divinoscrivere.it</a></address>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Bacco sull&#039;Elba</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 17:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[persone e luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Bonassi]]></category>
		<category><![CDATA[Vini Isola d'Elba]]></category>

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		<description><![CDATA[Conosco Davide Bonassi da qualche tempo oramai. Puntiglioso, preciso e severo. Non a caso per Ais Lombardia coordina molte delle fasi della guida Viniplus (raccolta campioni, selezione del panel degustatori, redazione della guida cartacea etc..), nonché la formazione dei Degustatori Ufficiali durante l’anno. Tra le sue svariate passioni, tipo collezionare vecchie pubblicazioni enoiche per esempio, c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2573" title="baccosull'elba" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/baccosullelba.jpg" alt="baccosull'elba" width="340" height="247" style="float: left; margin: 0px 10px 0px 0px; cursor: hand" />Conosco <strong>Davide Bonassi</strong> da qualche tempo oramai. Puntiglioso, preciso e severo. Non a caso per <a href="http://www.aislombardia.it" target="_blank">Ais Lombardia </a>coordina molte delle fasi della guida <strong><a href="http://www.aislombardia.it/rubriche.php?rubrica=10" target="_blank">Viniplus</a></strong> (raccolta campioni, selezione del panel degustatori, redazione della guida cartacea etc..), nonché la formazione dei <strong><a href="http://www.aislombardia.it/rubriche.php?rubrica=3" target="_blank">Degustatori Ufficiali</a></strong> durante l’anno. Tra le sue svariate passioni, tipo collezionare vecchie pubblicazioni enoiche per esempio, c’è anche quella dei <strong>vini dell’Isola d’Elba</strong>. Praticamente li conosce uno ad uno, ha visitato tutte le cantine presenti e ne ha fatto una guida (annata 2007 e 2008 per adesso), nonché un sito, <strong><a href="http://www.baccosullelba.it/" target="_blank">Bacco sull’Elba</a></strong> per l’appunto. Si è avvalso della collaborazione di due indigeni, <strong>Antonio Arrighi</strong> (Sommelier, produttore di vino e olio e albergatore elbano) e <strong>Alberto Zanoli</strong> (Sommelier e ristoratore elbano).<br />
Mi fermo qui, anche perché la mia conoscenza dei vini dell’isola è risibile, se non praticamente assente. Non vi (mi) resta che dargli un’occhiata e se magari siete stati recentemente da quelle parti in vacanza, potete aiutare Davide ad aggiornare il catalogo 2008 (o il futuro 2009, non saprei), segnalandogli via mail (<a href="mailto:info@baccosullelba.it">info@baccosullelba.it</a>) impressioni sia sul suo lavoro che sui vini degustati.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Festival Sud de France a Milano e Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 13:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi imperdibili]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Sud France]]></category>
		<category><![CDATA[Languedoc-Roussillon]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Dice Laurent Panayoty, Responsabile comunicazione Sud de France Export: &#8221; La regione Languedoc-Roussillon finanzia il lavoro delle Maison nel mondo con 15 milioni di euro ogni anno&#8221; ed ancora &#8220;Negli anni &#8216;70 la Francia del vino aveva un&#8217;immagine pretenziosa ed arrogante. Pensavamo di  fare i migliori vini del mondo&#8220;. Poi, evidentemente, qualcosa deve essere cambiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2561" title="festivalsudfrancia" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/festivalsudfrancia.jpg" alt="festivalsudfrancia" width="300" height="156" />Dice <strong>Laurent Panayoty</strong>, <em>Responsabile comunicazione Sud de France Export: &#8221; La regione Languedoc-Roussillon finanzia il lavoro delle Maison nel mondo con 15 milioni di euro ogni anno&#8221; </em>ed ancora &#8220;<em>Negli anni &#8216;70 la Francia del vino aveva un&#8217;immagine pretenziosa ed arrogante. Pensavamo di  fare i migliori vini del mondo</em>&#8220;. Poi, evidentemente, qualcosa deve essere cambiato se assisti ad una conferenza stampa in pieno centro milanese (Via San Giovanni sul Muro, a due passi dal Castello Sforzesco ed il Duomo), ospite al primo piano di un bellissimo ed antico palazzo, sede permanente della <strong><a href="http://www.maisondelaregionlanguedocroussillon.com/fr/maison/2-italie" target="_blank">Maison de la Région Languedoc-Roussillon</a></strong>, inaugurata nel 2007.</p>
<p>Dal <em>Console generale di Francia a Milano</em>, <strong>Jean-Michel Despax</strong>, all&#8217;intero staff della Maison milanese per presentarci il <strong>Festival Sud de France</strong>.  Idee chiare e semplici: fare da ponte tra le realtà dell&#8217;agroalimentare di questa regione francese, spesso piccole se non piccolissime aziende, che da sole non avrebbero la forza per farsi conoscere all&#8217;estero, e consumatori, importatori, enotecari e tutto il variegato mondo del cosiddetto comparto Horeca.  Al bando, quindi, personalismi, individualismi e lotte per affermare una denominazione piuttosto che un&#8217;altra. Tutti appassionatamente insieme sotto il marchio ombrello <strong>Sud De France</strong>: 25mila produttori, 3mila imprese, 270 cooperative e via discorrendo in un territorio che conta 270mila ettari di vigne e che esporta circa il 30% della sua produzione.</p>
<p>Una regione, quella del Languedoc-Roussillon, che certo non era famosa per la qualità, quanto meno negli anni &#8216;70 e &#8216;80, quanto soprattutto per i volumi, ma che negli ultimi venti anni ha notevolmente cambiato rotta riducendo la produzione da 29 milioni di ettolitri a 14 e che punta tanto, oggi, sul benedetto (o maledetto, fate voi) rapporto qualità/prezzo. Regione che, per altro, vanta il maggior numero di produttori bio francesi e che ha il più alto tasso di riconversione, in questo senso, dei vigneti.</p>
<p>Sicché, dopo Brasile, Stati Uniti, Inghilterra, Cina e Messico, il <strong>Festival Sud de France- Terra, Vino e Sapori dal Languedoc-Roussillon</strong> sbarca a <strong>Milano</strong> e <strong>Roma</strong> con vini di quattro tiolpogie: AOC Languedoc, AOC Roussillon, Vini dei paesi d&#8217;Oc e Vin de Pays.</p>
<p><strong>Dal 26 ottobre  al 1 Novembre</strong> svariati gli appuntamenti presso enoteche milanesi (<a href="http://www.comptoirdefrance.it/main.php?pagina=home" target="_blank">Comptoir de France</a>, <a href="http://www.ricercavini.it/home.asp" target="_blank">Enoteca Ricerca Vini</a>, <a href="http://www.enotecadiapason.com/" target="_blank">Enoteca Diapason</a>, <a href="http://milano.tonight.eu/winebar_enoteca/cantine_isola" target="_blank">Cantine Isola</a>, <a href="http://www.rinascente.it/foodandrestaurants/yn.html" target="_blank">YN 7° piano della Rinascente</a>) o ristoranti (<a href="http://www.nicolacavallaro.it/" target="_blank">Nicola Cavallaro</a>) o eventi guidati dall&#8217;<a href="http://www.onav.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=13&amp;Itemid=1098" target="_blank">Onav</a> (26 ottobre &#8211; Milano), da <a href="http://www.balan.it/" target="_blank">Balan</a> (26 ottobre &#8211; Roma), da <a href="http://www.bibenda.it/" target="_blank">Bibenda &#8211; Ais Roma</a> (27 ottobre &#8211; Roma), <a href="http://culturemilan.com/" target="_blank">Centre Culturel Francais </a>(28 ottobre &#8211; Milano).</p>
<p>Per il programma dettagliato: <a href="mailto:milan@suddefrance-export.com">milan@suddefrance-export.com</a> o <a href="http://www.suddefrance-vini.it">www.suddefrance-vini.it</a> (on line, ci dicono, da lunedì 5 ottobre)</p>
<p><strong>Aggiornamento del 2 ottobre 2009</strong>: ci comunichano che&#8230;</p>
<p>&#8220;Il grande interesse creatosi per l&#8217;evento nel corso della conferenza stampa del 30 settembre e da parte dei consumatori, che hanno già iniziato a prenotarsi per i molti incontri in calendario a partire dal 26 ottobre, ha portato la Maison de la Région Languedoc Roussillon a <strong>prolungare l&#8217;evento fino all&#8217;8 novembre</strong>.&#8221;</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Quando il mito fa gola: Amarone taroccato nel novarese</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 17:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[bestialità intollerabili]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima Elisabetta Tosi attraverso il suo blog Vino Pigro il (12 settembre), poi WineNews (il 17 settembre) riprendendo come fonte un articolo di Elena Ferrara di Oknovara.it del 15 settembre: Amarone taroccato, tagliato con vino da tavola italiano e francese, imbottigliato a Fara Novarese e spedito in una catena di distribuzione danese attraverso la complicità di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2409" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="uve in appassimento destinate all'Amarone" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/uve_amarone.jpg" alt="uve in appassimento destinate all'Amarone" width="470" height="306" />Prima <strong>Elisabetta Tosi</strong> attraverso il suo blog <a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2009/09/amarone_ter_nuovo_sequestro_di.html" target="_blank">Vino Pigro</a> il (12 settembre), poi <strong><a href="http://www.winenews.it/index.php?c=detail&amp;id=17239&amp;dc=15&amp;bn=1">WineNews</a></strong> (il 17 settembre) riprendendo come fonte un articolo di <strong>Elena Ferrara</strong> di <a href="http://www.oknovara.it/news/?p=2525" target="_blank"><strong>Oknovara.it</strong></a> del 15 settembre: Amarone taroccato, tagliato con vino da tavola italiano e francese, imbottigliato a Fara Novarese e spedito in una catena di distribuzione danese attraverso la complicità di un intermediario italiano, residente proprio in quel paese. Leggiamo che &#8220;Sarebbero circa un milione duecento mila le bottiglie esportate dal 2007, per un business da 2,5 milioni di euro. La cantina commercializzava il prodotto con un’etichettatura che attestava origine e provenienza diversa da quella reale&#8221;. Quale cantina? Prima sul blog Vino Pigro, poi anche sul sito novarese si fa un nome preciso. Forse uno dei più importanti produttori di tutti i colli novaresi. Sempre dal sito novarese leggiamo che &#8221;Nelle cantine dell’azienda vinicola “Dessilani” hanno sequestrato decine di migliaia di etichette, capsule e documenti amministrativi. Il titolare è stato denunciato per frode alimentare&#8221;. Dalla nota del Mipaf, riportata integralmente da Vino Pigro, si parla di operazione &#8220;Amarone Ter&#8221; con sequestri effettuati il 2 settembre ad opera del &#8220;Corpo Forestale dello Stato dei comandi di Vicenza e Novara in collaborazione con l&#8217;ICQ Torino&#8221;.</p>
<p>Dopo Brunellopoli, è un altro duro colpo per un altro grande vino italiano, anch&#8217;esso esportato all&#8217;estero con grande successo, quasi inarrestabile, ininterrottamente da molti anni. Quell&#8217;Amarone oramai diventato, a torto o a ragione (per noi forse più a torto), unico portabandiera della viticultura in Valpolicella, insieme al cugino &#8220;Ripasso&#8221;, con numeri che ogni anno aumentano in modo incredibile.  Con un incastro notevole, che ci lascia di stucco, leggiamo del pesante coinvolgimento, con tanto di denuncia per frode alimentare, di una storica cantina del Nord Piemonte, Dessilani per l&#8217;appunto. Il duro colpo quindi va a coinvolgere un&#8217;altra zona di grande vocazionalità, quel Nord Piemonte che faticosamente, da anni, sta cercando di riconquistare il terreno perduto e di risalire la china conquistandosi il posto che merita all&#8217;interno del magico mondo del nebbiolo e del mondo del vino italiano in generale.</p>
<p>Siamo affranti, sbigottiti, delusi e soprattutto arrabbiati. Se tutto dovesse venir confermato nei prossimi giorni, ci troviamo ancora una volta di fronte ad un bieco taroccamento, da commercianti con doppio pelo sullo stomaco, di quelli che non si fanno scrupoli a sfruttare una denominazione nota e &#8220;di moda&#8221;, moltiplicando il vino con innesti di altri vini, di altre provenienze, ovviamente per fare cassa alla faccia dei consumatori, di tutti noi consumatori, trattati come fessi da prendere per i fondelli amabilmente. Il mondo delle cisterne che vanno su e giù per l&#8217;Italia sembra non aver mai fine. Per altro, sempre nella nota del MIPAF, si legge di moltiplicazione esponenziale di Amarone, Ripasso &#8220;e altri vini pregiati&#8221; che per ora non è dato sapere quali siano, di quali altre denominazioni.</p>
<p>Non resta altro che aspettare i nuovi sviluppi, magari conoscere le tesi difensive dei soggetti coinvolti, la cantina Dessilani in primis.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Etna&#8230;il gigante</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 10:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi imperdibili]]></category>
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		<category><![CDATA[Etna]]></category>
		<category><![CDATA[ViniMilo]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata quasi liberatoria l&#8217;ascesa al vulcano. Dopo giorni di osservazione del gigante dai vigneti, passeggiando tra i filari ad alberello dei versanti est e nord, la voglia di salire cresceva quotidianamente. E mentre Roberto si apprestava a tornare a casa, riattraversando lo stretto, ma soprattutto sfidando l&#8217;assurdità della Salerno-Reggio Calabria, il gruppetto di produttori e giornalisti rimasti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-2387" title="Felpa Etna" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/Felpa-Etna1.jpg" alt="Felpa Etna" width="470" height="312" />E&#8217; stata quasi liberatoria l&#8217;ascesa al vulcano. Dopo giorni di osservazione del gigante dai vigneti, passeggiando tra i filari ad alberello dei versanti est e nord, la voglia di salire cresceva quotidianamente. E mentre Roberto si apprestava a tornare a casa, riattraversando lo stretto, ma soprattutto sfidando l&#8217;assurdità della Salerno-Reggio Calabria, il gruppetto di produttori e giornalisti rimasti in terra etnea (giunti a Milo per il <a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=2334" target="_blank"><strong>convegno</strong></a> all&#8217;interno della manifestazione ViniMilo) si è concesso una gita ai 3000 mt, prima di ripartire in serata. Se i giorni trascorsi tra alberi di castagno e vigneti ad alberello, tra i 600 ed 1000 mt (e più) mi avevano immerso in un&#8217;atmosfera unica, calcare il suolo lunare e marziano delle cime dell&#8217;Etna mi ha catapultato nella sfera dell&#8217;ingnoto. Sole accecante, vento gelido, suolo tiepido. Il desiderio di ritornarci stampato nel cervello: per raggiungere la cima o addirittura per sciare d&#8217;inverno con alle spalle il cono fumante e davanti il mare.</p>
<p style="text-align: left;">PS: per un mezzo trentino, innamorato perso delle Dolomiti, sentirsi dire da una guida locale: &#8220;Avete qualcosa per coprirvi? Vestiti così non vi porto!&#8221; confesso che è stata un&#8217;umiliazione. D&#8217;altronde non aveva tutti i torti. Anzi. La situazione è stata occasione per arricchire la collezione di indumenti inutili che ingolfano la mia cassettiera e che ad ogni cambio di stagione sono indeciso se buttare o meno.  Una felpa con cappuccio con scritta Etna modello Lapo Elkann. Acquisto poi rivelatosi vitale per non surgelare in cima e che ha riscosso l&#8217;invidia di <a href="http://www.porthos.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=324&amp;Itemid=300" target="_blank"><strong>Juan-Pablo di Gangi</strong></a> che invece, non osando, si era rifugiato, nello stesso negozio ai piedi del Rifugio Sapienza, in un pile istituzionale e serioso, ma dalla carica elettrostatica fulminante.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="400" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.it&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.it%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Faislombardia%2Falbumid%2F5380515286508123553%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" /><param name="src" value="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="400" src="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.it&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.it%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Faislombardia%2Falbumid%2F5380515286508123553%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit"></embed></object></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Brunellopoli. I risultati delle indagini</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/brunellopoli-i-risultati-delle-indagini.html</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 23:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[le cose che fanno male]]></category>

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		<description><![CDATA[“Roby, hai sentito degli sviluppi su Brunellopoli?”. “Si, qualcosa alla TV, ma come sai ho sempre problemi con il PC. Vedi di scrivere qualcosa tu, poi da mercoledì, se va tutto bene, rientro in pista anche io”. Già, la banda di Lavinium ha qualche problema ultimamente. Prima è caduto il server, che da poco si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2210" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="Conferenza Stampa della Guardia di Finanza" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/brunelloconferenzastampaGDF_440.jpg" alt="brunelloconferenzastampaGDF_440" width="440" height="293" />“<em>Roby, hai sentito degli sviluppi su Brunellopoli?</em>”. “<em>Si, qualcosa alla TV, ma come sai ho sempre problemi con il PC. Vedi di scrivere qualcosa tu, poi da mercoledì, se va tutto bene, rientro in pista anche io</em>”. Già, la banda di <a href="http://www.lavinium.com" target="_blank"><strong>Lavinium</strong></a> ha qualche problema ultimamente. Prima è caduto il server, che da poco si è rialzato. Poi il gran capo ha visto il suo PC alzare bandiera bianca.<br />
In rete, da due giorni a questa parte, trovate tutte le informazioni che vi servono. Da <a href="http://vinoalvino.org/blog/2009/07/era-gia-tutto-previsto-a-montalcino-resi-noti-i-rinvii-a-giudizio-per-il-caso-brunellopoli.html" target="_blank"><strong>Vino al Vino</strong></a> di <strong>Franco Ziliani</strong> al <a href="http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=6119" target="_blank">sito</a> di <strong>Luciano Pignataro</strong>, dal duo <a href="http://www.dissapore.com/vino/la-macchia-di-brunellopoli-sul-vino-italiano-associazione-a-delinquere/" target="_blank">Dissapore</a>&amp;<a href="http://www.intravino.com/vino/associazione-a-delinquere-fine-indagine-per-brunellopoli/" target="_blank">Intravino</a> a <strong>Carlo Macchi</strong> di <a href="http://www.winesurf.it/index.php?file=onenews&amp;form_id_notizia=552" target="_blank">Winesurf </a>passando per <a href="http://vino24.tv/post/869/caso-brunello-reati-di-frode-in-commercio-e-falsi-in-atto-in-alcuni-casi-commessi-in-associazione" target="_blank">Vino24 </a>e probabilmente la lista è molto più ampia.</p>
<p>In breve. L&#8217;inchiesta, avviata dalla Procura di Siena nel 2007, in merito al mancato rispetto del disciplinare del Brunello di Montalcino, sembrerebbe essersi finalmente conclusa. <strong>1,3 milioni di litri di Brunello</strong> sono stati <strong>declassati</strong> a IGT Toscana Rosso. Altri <strong>500 mila di Rosso di Montalcino declassati</strong> sempre a IGT Toscana Rosso. Per non farci mancare nulla, anche <strong>100 mila</strong>, sempre di <strong>litri</strong>, <strong>di Chianti DOCG</strong>, <strong>declassati</strong> ancora a IGT Toscana Rosso. Infine <strong>100 mila litri di IGT Toscana Rosso</strong> verranno <strong>distillati</strong>.<br />
L&#8217;attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza e dall’Ispettorato Centrale del Controllo Qualità dei Prodotti Agroalimentari di Firenze ha portato anche al <strong>sequestro di 400 ettari di vigneti</strong> nei quali erano allevati vitigni non riconosciuti dal disciplinare di produzione. <strong>350 sono stati regolarizzati e dissequestrati</strong>.<br />
Insomma, violazione c&#8217;è stata e sembrerebbe, il condizionale è sempre d&#8217;obbligo, che non finirà tutto a tarallucci e vino, come molti avrebbero preferito. <strong>Chi ha seguito da vicino la vicenda sin dall&#8217;inizio</strong>, ed anzi, come certifica anche l&#8217;autorevole il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/07/brunello-montalcino-indagini-declassano-vino.shtml?uuid=488d4a14-738c-11de-b74a-3995f4ae81a3&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">Sole24Ore</a>, ha contribuito in modo determinante allo scoppio dello scandalo, <strong>non si era inventato tutto o non aveva sollevato inutili polveroni per manie di protagonismo</strong>. Il nome è anche inutile specificarlo, ed è quello di <strong>Franco Ziliani</strong>.<br />
Fa sorridere, amaramente, leggere, tra le <strong>prime dichiarazioni del Consorzio del Brunello</strong> a quanto accaduto, l’affermazione che: &#8220;<em>le ultime annate in commercio per il Brunello e il Rosso, rispettivamente il 2004 e il 2007, ambedue giudicate ai massimi livelli qualitativi di cinque stelle, stanno riscuotendo notevoli apprezzamenti sia dalla critica che dai consumatori</em>&#8220;. Quindi, questo, dovrebbe tranquillizzare tutti. Soprattutto il fatto che la critica di settore apprezzi. In effetti, molta aveva apprezzato anche vini che gridavano allo scandalo già durante gli assaggi alle anteprime, per discutibile aderenza al varietale e colori improponibili. Che poi il pubblico lo stia giudicando favorevolmente, non certifica certamente alcunché.<br />
In totale <strong>la Procura della Repubblica di Siena ha denunciato 17 persone</strong>: <strong>8 hanno patteggiato, 9 hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini per i reati di frode in commercio e falso in atti</strong>.</p>
<p><strong>Ma quante aziende sono coinvolte? Sette imprese</strong>. <strong>Ma i nomi delle aziende?</strong> Il colonnello Marco Squarcio delle Fiamme Gialle di Siena sulle pagine del <a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Vino-mln-Brunello-sequestrati-Gdf-Coinvolte-maggiori-imprese-settore/18-07-2009/1-A_000034568.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a> afferma che &#8220;sono tra le maggiori del settore&#8221;, mentre la Nazione di ieri sottolinea che sono: “rappresentative di oltre la metà della produzione del Brunello”. Niente nomi però. Come riporta Vino al Vino<strong>, La Repubblica di oggi, edizione di Firenze, i nomi invece li fa</strong>: <strong>Antinori, Argiano, Banfi, Casanova di Neri e Marchesi de’ Frescobaldi</strong>. I vini, invece, de <strong>Il Greppo di Franco Biondi Santi e Col D&#8217;Orcia</strong>, “<em>sono risultati conformi ai disciplinari di produzione di riferimento; i prodotti di tali aziende non erano stati sottoposti a sequestro preventivo, non essendo emersi elementi probatori che inducessero a ritenere che il prodotto fosse stato miscelato con vini di diversa origine</em>”.</p>
<p>Insomma, non c’è stare allegri. O meglio. Da una parte indubbiamente si: le indagini sono andate avanti e non è stato insabbiato nulla. C’era questo timore. Dall’altra uno dei vini più importanti della produzione italiana, specie all’estero, ne esce infangato e con le ossa abbastanza rotte.<br />
<strong>Fa riflettere</strong>, quanto meno al sottoscritto, <strong>tra i commenti</strong> del <a href="http://vinoalvino.org/blog/2009/07/era-gia-tutto-previsto-a-montalcino-resi-noti-i-rinvii-a-giudizio-per-il-caso-brunellopoli.html" target="_blank">post di Franco Ziliani</a> dedicato al caso Brunellopoli, l’<strong>intervento di Francesco Bonfio</strong>, presidente dell’Associazione <strong><a href="http://www.vinarius.it/">Vinarius</a></strong>, nonché enotecario in quel di Siena. “<em>Vorrei dare alcuni dati e sensazioni che si riferiscono esclusivamente alla mia enoteca</em>”. Quali? “<em>A parte qualche episodio sporadico… il Brunello di Montalcino rimane una denominazione fortemente chiesta, ambita, sognata. La flessione di vendite c’è, ma non è superiore a quella di tutti i vini della fascia di prezzo del Brunello di Montalcino. Anzi, i supertoscani sono in calo ancora più marcato di altri. E’ una flessione che tocca tutti i vini, di qualsiasi fascia di prezzo e dipende principalmente dalla crisi economica e marginalmente da una disaffezione del consumatore (massimamente italiano) per il prodotto vino in sè. <strong>Ripeto, dopo diciotto mesi dallo scoppio del problema, la denominazione Brunello di Montalcino non è toccata sulle vendite da questo fatto</strong></em>”. Ovvio che non si può generalizzare, come lo stesso Bonfio sottolinea, riferendo sensazioni tangibili e reali del suo lavoro quotidiano e non di quello di altri. Questo, però, fa pensare e riflettere sul ruolo dell’informazione e sulla sua fattiva incisività sul reale. Stamattina leggevo un articolo di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Veronesi" target="_blank">Sandro Veronesi</a></strong> (scrittore, per esempio di <em>Caos Calmo</em>) sull’ultimo numero di <strong>Vanity Fair</strong> relativamente alla inesistente ricaduta sulla società civile di quello che negli anni hanno detto e scritto molti intellettuali. Pasolini in primis. Tante verità, ancora attuali, ma di fatto inutili, perché mai recepite ed applicate. Svariati premi Nobel dell’economia negli anni hanno affermato che il mercato non si sarebbe mai autoregolamentato da solo. Era una pia illusione, tutto sarebbe crollato. Nessuno li hai mai ascoltati. Premiati si, però. Da anni nel mondo del vino illustri ed autorevoli voci hanno spesso sottolineato come controllori e controllati non potevano essere le stesse persone. Nulla, c’era bisogno che si arrivasse a questo scandalo per dimostrare che forse non era così bislacco affermare che c’era un devastante conflitto di interessi di fondo. Mi chiedo, se quello che si sta accertando nelle ultime ore e che verrà accertato in futuro, servirà a qualcosa. Che ricaduta avrà sul reale? Nel nostro caso, sulla percezione della maggior parte dei consumatori di vino, non solo di Brunello di Montalcino?</p>
<p>Foto tratta da <a href="http://www.sienafree.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3390:caso-brunello-declassati-milioni-di-litri-di-vino-e-inviati-avvisi-di-conclusione-delle-indagini-a-chi-non-ha-patteggiato&amp;catid=147:provincia-nord&amp;Itemid=367" target="_blank">SienaFree.it</a></p>
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		<title>TuttoFood. Quel che resta di MiWine</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 16:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[le cose che fanno male]]></category>
		<category><![CDATA[Catalanesca]]></category>
		<category><![CDATA[MiWine]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Luongo]]></category>
		<category><![CDATA[TuttoFood]]></category>

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		<description><![CDATA[Un minuscolo stand con 4 espositori 4 con al centro uno spazio per eventi. Ecco quel che rimane dell’appuntamento milanese che doveva spaventare Vinitaly. Si, lo so, MiWine è (era) una cosa diversa, per operatori del settore, è (era) biennale etc&#8230;Oggi Il tutto è all’interno di TuttoFood. Fine della trasmissione. Decentrato, diciamo pure ben nascosto, all’interno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2127" style="margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand;" title="MiWine a TuttoFood" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/tuttofood09miwine.jpg" alt="tuttofood09miwine" width="381" height="381" />Un minuscolo stand con 4 espositori 4 con al centro uno spazio per eventi. Ecco quel che rimane dell’appuntamento milanese che doveva spaventare <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp" target="_blank">Vinitaly</a>. Si, lo so, MiWine è (era) una cosa diversa, per operatori del settore, è (era) biennale etc&#8230;Oggi Il <a href="http://www.miwine.org/it/manifestazione/miwine/index.html" target="_blank">tutto</a> è all’interno di <a href="http://www.miwine.org/it/index.html" target="_blank">TuttoFood</a>. Fine della trasmissione. Decentrato, diciamo pure ben nascosto, all’interno del padiglione che ospitava industrie del salume assortite.  Tu giri e rigiri cercando un segnale, un&#8217;indicazione. Niente. Ritorni al punto di partenza, riguardi il cartellone con le indicazioni: si, sei nel posto giusto. Padiglione 22, “<strong>Carni e Salumi, Bevande</strong>”.  E già, bevande. Che amarezza! Ritenti, aguzzi la vista alla ricerca di qualcuno che possa darti una mano e finalmente lo trovi: <em>Tommaso Luongo</em>, Delegato <a href="http://www.aisnapoli.it/" target="_blank">Ais di Napoli</a>, con il collega <em>Franco De Luca</em> qui per la Regione Campania. Al loro fianco lo stand di <strong>As.Co.Vi.Lo.</strong> della Regione Lombardia con la sommelier <em>Marisa Moretti</em>. Chiedi a loro lumi: si, questo è lo spazio MiWine. Per carità, dopo aver letto il <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/tuttofood-e-la-cosa-peggiore-che-abbia-mai-visto/" target="_blank">reportage</a> di <em>Mariachiara Montera</em> su <a href="http://www.dissapore.com/" target="_blank">Dissapore</a>, ieri, la voglia di andarci era già abbondantemente passata. Poi ti dici: sei milanese, cribbio, dai, non sta bene. Devi, in fondo con la metro è comodissimo arrivare in fiera a Rho. Però non ti aspettavi tutto ciò. Milano ed il vino, pensi, forse è un matrimonio che proprio non s&#8217;ha da fare.<br />
Amen, il bicchiere non è mezzo vuoto, è proprio vuoto. Per fortuna ci pensano i due amici di Napoli e  riempirlo ed a risollevarti il morale. Aprono qualsiasi bottiglia abbiano sul tavolo e ti fanno conoscere un vino bianco vesuviano a te ignoto: la <a href="http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=2521" target="_blank">catalanesca</a>. Sia in versione passita che ferma, di due annate, delle <a href="http://it.vitignoitalia.it/?mc_tk=Yih7ZXZ5EBEfRhFDQENNGUwNXENMEgIDBg==" target="_blank">Cantine Olivella </a>di Sant’Anastasia. Dal frutto tropicale maturo e mieloso il 2007, meno carico, nel colore e nella dolcezza del frutto, il 2008. Chiudono, forse, un po’ amari, ma c’è spazio per un equilibrio ancora da farsi così come per sperimentazioni future su una varietà usata, per molto tempo, solo come frutta a tavola. Decisamente interessante il passito, per il prezzo (7/8 euro), la dolcezza ben calibrata ed un slancio sapido finale di piacevole fattura.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Brunello 2003 alla carica! Nei supermercati però&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 14:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi perdibili]]></category>
		<category><![CDATA[Brunello di Montalcino 2003]]></category>
		<category><![CDATA[Carrefour]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>

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		<description><![CDATA[Non amo frequentare il luccicante mondo della GDO, ovvero della Grande Distribuzione Organizzata. Siano essi minimarket, supermarket, superette, ipermercati o ancora Cash &#38; Carry e via discorrendo, quando entro in queste moderne cattedrali poste ai lati delle grandi metropoli, mi assalgono ansia, senso di spaesamento, infine nausea. Ma il motivo non è snob. Ho una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1701" style="float: left; margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="Scaffali al Supermercato" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/brunello-2003_-carrefour.jpg" alt="Scaffali al Supermercato" width="470" height="306" />Non amo frequentare il luccicante mondo della <strong>GDO</strong>, ovvero della Grande Distribuzione Organizzata. Siano essi minimarket, supermarket, superette, ipermercati o ancora Cash &amp; Carry e via discorrendo, quando entro in queste moderne cattedrali poste ai lati delle grandi metropoli, mi assalgono ansia, senso di spaesamento, infine nausea. Ma il motivo non è snob. Ho una giustificazione: ci ho lavorato a metà degli anni novanta per tre anni. Risento ancora dei postumi delle interminabili ore passate sotto le luci al neon, con il rumore del codice ean (European Article Number) mentre passava dal lettore ottico delle casse che mi trapanava il cervello e con la voce del caporeparto che dall&#8217;altoparlante mi richiamava all&#8217;ordine mentre cercavo di imbucarmi tra un bancale di acqua ed uno dei detersivi in magazzino. Solo una persona oramai ce la fa a convincermi ad entrare: Roberto (Giuliani), suscitando le ire e le gelosie della mia compagna costretta il più delle volte ad andarci da sola per fare la spesa. La rubrica &#8220;<a title="Vini al Market" href="http://www.lavinium.com/italiano/supermer.shtml" target="_blank"><strong>Vini al market</strong></a>&#8221; di Lavinium, d&#8217;altronde, è gettonata, ergo, tocca battere le corsie dei vini alla ricerca di qualche campione da acquistare e testare.</p>
<p><strong>Carrefour</strong> di <strong>Assago Mirafiori</strong>, qualche kilometro nella periferia sud-ovest di Milano: in mezzo la tangenziale che ti porta verso l&#8217;autostrada per Genova, a destra il Forum, mai veramente amato dai milanesi, rispetto al compianto palazzetto posto a lato dello stadio Meazza, sprofondato sotto l&#8217;epica nevicata dell&#8217;85. A sinistra un interminabile centro direzionale sede di molte aziende ed un enorme cantiere oramai in dirittura d&#8217;arrivo che ospiterà modernissimi uffici e la nuova fermata della metropolitana. Il centro commerciale in questione è enorme, ci potresti scorrazzare all&#8217;interno con un tir. Superata la barriera casse, appena entrato, prima di incunearmi nel percorso stile labirinto per topi, studiato e pensato con cura maniacale, ecco le prime, classiche, &#8220;testate promozionali&#8221;. Ci siamo, c&#8217;è già del vino: bancali di moscato piemontese ad un euro, cartoni di dolcetto e freisa del Monferrato linea &#8220;I Somelieri&#8221; (geniale il nome) a poco più di due euro e poi delle belle testate con vini d&#8217;eccellenza in offerta: Nobile di Montepulciano, Barolo, Chianti, Amarone, Schioppettino, ma soprattutto sette, dico sette, referenze di Brunello di Montalcino! Uau! Trovi raramente un tale assortimento del noto vino ilcinese in enoteca, figurati in un ipermercato!<br />
E invece si, e tutto rigorosamente di una sola annata: 2003. Prezzi tra i 22 e i 26 euro. Gagliardi &#8217;sti francesi del Carrefour: alla faccia della crisi, sfoderare un&#8217;artiglieria del genere di questi tempi non è mica da tutti.<br />
Me li guardo ben bene, sono proprio tutti del 2003. D&#8217;altronde, mi dico, qualcosa devono pur fare. Per alcuni mesi, nel 2008, si sono bloccate le esportazioni negli States a causa del noto scandalo &#8220;Brunellopoli&#8221;. Poi, neanche il tempo di ricominciare ed è arrivato il crac finanziario che conosciamo bene. Quindi, approssimativamente da ottobre in poi non credo si siano fatti i grandi affari di sempre nel mercato americano, fondamentale per quasi tutti i vini toscani. Di giacenze ce ne devono pur essere e l&#8217;annata 2004 di Brunello è appena stata presentata.<br />
I dati dell&#8217;export, appena arrivati dall&#8217;Unione Italiana Vini, parlano di un -7% a volume, con un crollo dello sfuso (-16%) e segni negativi sia per il segmento vini da tavola (bianchi -4% e rossi -10%) sia per i Doc-Docg (bianchi -4%, rossi -8%). Quindi, è bene non dare più le spalle al Bel Paese. Insieme a chi mi accompagnava in questa gita mi chiedevo quanto poi questa operazione possa funzionare in un ipermercato. Il prezzo non è poi così basso e considerato il periodo non so quanti si facciano attirare da una promozione del genere, nonostante il fascino della denominazione. Ma, giustamente, mi si faceva notare come ogni settimana, specie nei week-end, siano migliaia e migliaia le persone che transitano in quel centro commerciale. Fosse anche bassa la percentuale di chi acquisterà un Brunello a 26 euro, qualche risultato arriverà di sicuro. Che dire: lungi da me l&#8217;idea di ripassarci qualche ora sabato per vedere cosa succede, anche se la tentazione ci sarebbe.<br />
Comunicazione interna: caro Roberto, non ho comprato nulla per la rubrica.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Ciao Baldo</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 09:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[le cose che fanno male]]></category>
		<category><![CDATA[persone e luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Teobaldo Cappellano]]></category>

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		<description><![CDATA[Non voglio più abiti talari, basta con le etichette”, mi aveva detto l’ultima volta che l’ho incontrato, a luglio dell’anno scorso. Mi aveva poi telefonato a dicembre, per ringraziarmi di quel breve pezzo ed al tempo stesso prendermi un po’ in giro, con quella sua ironia, mai banale o gratuita. 
Se n’è andato, ieri pomeriggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;" lang="IT"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-1656" style="float: left; margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="cappellano-e-la-sua-micia" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/cappellano-e-la-sua-micia1.jpg" alt="cappellano-e-la-sua-micia1" width="376" height="282" />Non voglio più abiti talari, basta con le etichette</em>”, mi aveva detto l’ultima volta che l’ho incontrato, a luglio dell’anno scorso. Mi aveva poi telefonato a dicembre, per ringraziarmi di quel breve <a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=834" target="_blank"><strong>pezzo</strong></a> ed al tempo stesso prendermi un po’ in giro, con quella sua ironia, mai banale o gratuita. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;" lang="IT"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">Se n’è andato, ieri pomeriggio, a causa di un brutto male che s’è l’è portato via troppo presto. L’ha voluto fare da casa sua per poter continuare a vedere le sue vigne in quel di <strong>Serralunga d’Alba</strong> lui che era nato ad Asmara nel 1944, dove chiunque passasse veniva sempre accolto con calore e semplicità. Re del Barolo chinato. E’ vero, ma francamente mi è sempre sembrato, non solo ora, riduttivo nominarlo solo per quella delizia, unica ed inimitabile, che produceva ogni anno in non molti esemplari. E’ stato uno di quei personaggi del mondo del vino, delle Langhe e del Barolo, unici: strenuo difensore della tradizione, del rispetto della terra e del nebbiolo, coraggioso come pochi nel prendere posizione, esporsi, alla ricerca del confronto, come aveva fatto ancora non molto tempo fa a Siena, accompagnando Franco Ziliani nel dibattito con Ezio Rivella circa le sorti del Brunello di Montalcino.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;" lang="IT"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"><img class="size-full wp-image-1653 alignright" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 0px; cursor: hand;" title="cappellano-in-jeep" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/cappellano-in-jeep.jpg" alt="cappellano-in-jeep" width="338" height="254" />L’ultimo dei moichani, altra sua oramai celebre definizione: gli altri due sono Bartolo Mascarello, scomparso qualche anno fa, e Giuseppe Rinaldi. Il lavoro di <strong>Teobaldo Cappellano</strong> verrà ora portato avanti dal figlio Augusto nel solco di quello del padre, sia in vigna che in cantina, attraversando i filari di Gabutti probabilmente con quella stessa scassatissima, ma efficiente Jeep, con la quale mi aveva scorrazzato l’ultima volta che l’ho visto, dicendomi: “<em>voi giornalisti spesso avete il vizio di non chiedere di venire in vigna, volete andare direttamente in cantina a degustare</em>”.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;" lang="IT"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">Ciao Baldo.</span></span></span></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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