Non puoi allontanarti dal web neanche per un attimo che ogni volta accadono cose imprevedibili e inattese. Mi trovavo a Verduno in occasione della Festa del Verduno Pelaverga (”Verduno è“), durante la quale i 12 produttori di questo piacevolissimo vino langarolo hanno gentilmente messo a disposizione mia e di Alessandro Franceschini una sala della Cantina Comunale, dove un bravo sommelier ha provveduto a servirci, rigorosamente alla cieca, uno dei vini simbolo di questa zona, il Veduno Pelaverga, ottenuto dalla varietà pelaverga piccolo, presente solo qui e in una piccola parte dei limitrofi Roddi e La Morra. Per questa occasione, una volta tanto, non mi sono sentito di portare il notebook, anche perché al momento ho a disposizione solo quello vecchio che pesa quasi 3,5 kg. A volte lo faccio anche per staccare un attimo dalla frenetica vita internettiana a cui sono sottoposto quotidianamente. E, puntualmente, come una punizione divina, ecco verificarsi un evento che non può non lasciare turbati, che si tratti di lettori o giornalisti non ha alcuna rilevanza, l’improvviso licenziamento di Stefano Bonilli, l’ideatore di quella macchina informativa che ha contribuito fortemente ad alimentare l’interesse per il mondo del vino, il Gambero Rosso. Il tam tam mediatico, svoltosi principalmente sul web (ma su questo non c’è da stupirsi), è stato incredibile, la notizia certamente non piacevole non poteva lasciare indifferente nessuno, è lo stesso Bonilli sul suo blog Papero Giallo, ora attivo ad un altro indirizzo, a farci sapere che “Sono stato licenziato dal Gambero Rosso. Non avevo più nessuna azione della società e adesso ne vengo anche espulso per giusta causa. Così va il mondo…”.
Non posso che esprimere, anche se in ritardo, il dispiacere per un evento che mi lascia senza parole e che testimonia, se mai ce ne fosse bisogno, in quale mondo viviamo oggi, quanto sia poco rilevante la capacità e l’esperienza, la professionalità e l’inventiva, quanto non sia sufficiente l’impegno e la bravura, poiché il lavoro si è progressivamente trasformato e l’uomo ha perso sempre più importanza, ma anche rispetto, siamo apparentemente tutti intercambiabili e non indispensabili, o almeno questo vogliono far credere. Non conosco Stefano Bonilli di persona, ma questo non muta di una virgola il profondo rispetto che ho per il suo lavoro e per tutto ciò che ha saputo costruire in oltre vent’anni con il Gambero, all’uomo va tutta la mia solidarietà, anche se so per certo che saprà uscirne a testa alta e con rinnovata energia.
Pare che il nuovo direttore sia Daniele Cernilli…
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