Peccato. Uno dei problemi che affliggono Montalcino è la sempre più insistente idea che il sangiovese non sia più il simbolo del noto Brunello e del suo fratello minore “Rosso di Montalcino“, ma che abbia bisogno urgente di essere “accompagnato” da più internazionali varietà che qualcuno riterrebbe necessarie per chissà quale radioso futuro!
Peccato, dicevo, poiché non tutti la pensano così, anzi, ma purtroppo l’atmosfera non deve essere serena e chi non è d’accordo non se la sente di esporsi in prima persona.
Sebbene abbia più volte tentato di suggerire ad alcuni produttori che dissentono di unirsi e fare cordata, purtroppo sembra che delle forze oscure gli abbiano sottratto qualsiasi coraggio.
Non mi stupisce, quindi, di trovarmi di fronte ad una lettera inviata pochi giorni fa a tutti gli associati da un anonimo “piccolo (grande) produttore di vino”, come lui stesso si firma.
Peccato perché il contenuto di quella lettera è pienamente condivisibile, peccato perché so che ci sono molti altri produttori che la pensano così, ma finché questo dissenso rimarrà un vago sfogo dall’interno, a poco o nulla servirà.

Posso diffondere la lettera su Percorsi di Vino?
AVendo intervistato Mattiacci sono curioso di sapere cosa ne pensa di questa
certamente.
un abbraccio simbolico a questo piccolo (grande) produttore di vino!
Mi dispiace dirlo, anche se sono d’accordissimo con il “piccolo, grande, produttore: ma dove stavano tutti i produttori che adesso si lamentano quando già 10 anni fà tutto questo già esisteva. Finchè si vendeva il Brunello all’estero, e particolarmente in America, tutto andava bene. Poi con la crisi e tutti si lamentano. Perchè questo in Francia non succede? beh, prima di votare a maggioranza i Presidenti dei “falsi” Consorsi, mettetevi una mano sulla conoscenza amici Produttori di Montalcino.
just a note, in Borgogno il disciplinare 100% pinot nero non esiste in nessuna aoc
anche nel romanèe conti esistono almeno un 10% di uve che non sono pinot nero.
scusate la pignoleria
si Andrea, lo avevo notato anche io ma ho glissato, visto che il contenuto della lettera ha una sua valenza.
Non voglio assolutamente fare il ” bastian contrario “, i produttori di Montalcino sapranno ben decidere il loro destino ampelografico e vinicolo, ma resta il fatto ” incontrovertibile ” attestato da VERI SAPIENTONI ( allievi di Emile Peynaud ndr ) che oggi i migliori vini a livello mondiali sono frutto di ” blend “.
Ci sono eccezioni validissime, ma non fanno altro che confermare la regola generale !
Non esiste una sola uva che possieda tutte le caratteristiche organolettiche per arrivare ai Top Wine ( da 96 a 100/100 ), è molto molto difficile ( trattasi appunto di eccezioni )
Lunga vita alla D.O.C. Montecucco, subito fuori Montalcino, che lavora il Sangiovese come mamma l’ha fatto.
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