Caro Raimondo, ti farà sorridere dal luogo dove ora riposi, ma il tuo viso e il modo sempre delizioso che hai avuto di far divertire, con la tua inseparabile Sandra, mi hanno sempre ricordato mio padre. Lui faceva tutt’altro mestiere, pur trovandosi nel mondo dello spettacolo come te. Anche lui era sempre pronto a mettere di buon umore chi aveva la fortuna di conoscerlo.
Molti ti ricordano soprattutto per gli intramontabili scatch con Sandra, con la quale hai lavorato per quasi 50 anni, un record. Ma tu hai lavorato anche in teatro e nel cinema, dove fosti protagonista già nel 1947 in “I due orfanelli” di Mario Mattioli. Sei stato anche bersagliere, atleta, sceneggiatore e, il 26 giugno 1996 hai ricevuto l’onoreficenza di Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. E come non ricordare le tue esperienze con il grande Ugo Tognazzi, fra cui il programma di satira “Un, due, tre”, che contribuì a darti fama e notorietà.
Ma a mio avviso “Casa Vianello” è la situation comedy che ci ha regalato i momenti più divertenti, al fianco di Sandra, mai una caduta di stile, la tua comicità è sempre stata garbata. ll mondo si trasformava, il linguaggio, anche comico, diventava più pesante, irriverente, sgraziato, tu non ci sei caduto, hai mantenuto il tuo aplomb, hai dimostrato come a volte basta uno sguardo, un ammiccamento, un ghigno accennato per far piegare in due dal ridere. Tu ci riuscivi molto bene, dieci minuti in tua presenza e la giornata assumeva un tono più leggero. Te ne sei andato mantenendo la tua ironia fino all’ultimo. Non si può non ricordare quanto ha detto Pippo Baudo: “Negli ultimi tempi non parlava più, si era come assopito, ma recentemente ero riuscito a parlarci: “se mi chiami per le condoglianze anticipate hai sbagliato numero” era stata la sua ironica risposta”. Ecco, è bello ricordarti così, la tua ironia è una lezione di vita, non andrebbe mai dimenticata.
Hahahahahaha, quella di Pippo Baudo non la sapevo
Semplicemente “un grande”, forse l’ultimo, oltre che un gran signore.
Vianello ha segnato la nostra infanzia, ci ha accompagnato per tanti decenni. Lo ricordo con piacere in uno dei suoi primi scatch, quando impersonava ” Taracchi”, i non piu’ giovani se lo ricorderanno…..
Un grande in ogni senso…che piaceva ai giovani emeno giovani : a tutti.
Oh Taracchi tu t’attacchi, mitico gioco di parole…