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	<title>Esalazioni etiliche &#187; letture istruttive</title>
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	<description>tutto quello che potremmo dire sotto l&#039;effetto dell&#039;alcol</description>
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		<title>Ricordando la Valtellina: &#8220;Pietre allineate&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 09:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[letture istruttive]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini Valtellina]]></category>
		<category><![CDATA[Libri sulla Valtellina]]></category>
		<category><![CDATA[Pietre allineate]]></category>
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		<category><![CDATA[viticoltura in Valtellina]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte ti viene un po&#8217; di malinconia e non riesci a capire perché. Certamente le feste possono suscitarla quando volgono al termine, non tanto perché ne senti la mancanza, quanto piuttosto perché con il ritorno alla tranquillità ti ritrovi solo e la mente ancora un po&#8217; stordita non sa bene dove orientarsi. Così affiorano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-3317" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="valtellina001" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2011/01/valtellina001-480x390.jpg" alt="valtellina001" width="480" height="390" />A volte ti viene un po&#8217; di malinconia e non riesci a capire perché. Certamente le feste possono suscitarla quando volgono al termine, non tanto perché ne senti la mancanza, quanto piuttosto perché con il ritorno alla tranquillità ti ritrovi solo e la mente ancora un po&#8217; stordita non sa bene dove orientarsi. Così affiorano improvvisi ricordi, lontani o anche recenti, a volte piacevoli, in altri casi che richiamano antichi dolori mai completamente cicatrizzati.<br />
Ieri, invece, senza alcuna motivazione apparente, il mio sguardo si è soffermato sul titolo di un libro che dimora in uno scaffale del salotto: &#8220;<strong>Pietre allineate</strong>&#8220;. Qualcuno magari ha la fortuna di ritrovarselo in casa. Se così non è vi invito a fare di tutto per trovarlo, poiché è uno di quei volumi che non si può fare a meno di avere, se si ama il vino, la fotografia, la storia, gli straordinari paesaggi della nostra terra.<br />
Grazie alla loro straordinaria conoscenza ed esperienza, <strong>Jacopo Merizzi</strong> e <strong>Antonio Boscacci</strong> ci raccontano attraverso splendide fotografie e racconti, la terra e le genti della Valtellina, quella striscia di terra che, abbandonato da poco il lago di Como, divide da ovest ad est, attraversando la provincia di Sondrio per arrivare fino al comune di Tirano, le Alpi Retiche e le Orobie.<br />
Come ci spiegano gli autori, &#8220;<em>Se si solleva lo sguardo dal fondovalle valtellinese, si vede che il pendio della montagna è stato segmentato da migliaia di muri a secco. Osservando da vicino questa opera imponente, ci si rende conto dell&#8217;immenso lavoro richiesto: disbosco, selezione dei sassi, costruzione dei muri, riempimento dei terrazzamenti con terra bonificata, per uno sviluppo di centinaia di chilometri. Non c&#8217;è stato un progetto complessivo, un grande architetto al quale fare riferimento; il lavoro non è stato diviso tra diverse maestranze in un tempo orizzontale, ma lasciato in eredità alle generazioni successive in un divenire verticale, come le balze che sono state così create.<br />
Una opportunità e una maledizione che i contadini valtellinesi si sono tramandati per secoli. Questa opera sovrumana ha creato un microclima ideale per la vigna, Una nicchia tra le rocce, dove il nebbiolo può dare il massimo, producendo una qualità di uva assolutamente speciale</em>&#8220;.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-3318" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="valtellina002" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2011/01/valtellina002-480x367.jpg" alt="valtellina002" width="480" height="367" />Osservando queste immagini non posso fare a meno di tornare in quei luoghi dove ho potuto verificare di persona l&#8217;incredibile lavoro, indubbiamente eroico, che è stato fatto nell&#8217;arco di generazioni. La collocazione est-ovest della valle ha imposto la coltivazione della vite sul solo versante retico, fino ad altezze e pendenze inimmaginabili, provocando in chi la attraversa una sensazione di assoluto stupore, da mozzare il fiato. Emozioni che ho provato e mi hanno lasciato un ricordo indelebile, e per quanto possa fare del mio meglio per trasmettere quelle emozioni a chi mi legge, non posso che dire: solo andando veramente in Valtellina, ci si può rendere conto di quale incredibile e irripetibile luogo possa essere, non solo per lo straordinario paesaggio viticolo, ma anche per il succedersi di fortificazioni e bellissime chiese che si ergono a volte solitarie, dando l&#8217;impressione di guidarci e di proteggerci dall&#8217;imponenza delle alpi.<br />
Questo libro ha sicuramente il pregio di aiutarci a conoscere quel mondo, attraverso racconti a tratti epici, a volte surreali, entrando nel dettaglio di ogni singola sottozona, Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno, Valgella. Non mancano gli approfondimenti storico-culturali, i dati statistici, la gastronomia e i diversi aspetti che caratterizzano questo bellissimo territorio.<br />
Credo che per ordinarlo ci si debba rivolgere al <strong><a href="http://www.consorziovinivaltellina.com/" target="_blank">Consorzio di Tutela Vini di Valtellina</a></strong>.</p>
<p><strong>PIETRE ALLINEATE<br />
di Jacopo Merizzi e Antonio Boscacci<br />
Editrice Stefanoni &#8211; Lecco<br />
pag. 180</strong></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Due libri per ricordare Matteo Correggia, maestro del Roero</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 07:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[letture istruttive]]></category>
		<category><![CDATA[La cometa del Roero]]></category>
		<category><![CDATA[La Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Sugliano]]></category>
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		<category><![CDATA[Una storia delle colline]]></category>
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		<description><![CDATA[Inchiodato a casa a lavorare, ho dovuto con sommo dispiacere declinare l&#8217;invito a partecipare alla presentazione dei due libri dedicati a Matteo Correggia il 22 luglio scorso nel parco del bellissimo castello Malabaila di Canale. Il grande vignaiolo del Roero (ricordate il suo Ròche d&#8217;Ampsej?) è scomparso prematuramente a soli 39 anni per un assurdo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2223" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="Matteo Correggia" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/matteo_correggia.jpg" alt="Matteo Correggia" width="300" height="230" />Inchiodato a casa a lavorare, ho dovuto con sommo dispiacere declinare l&#8217;invito a partecipare alla presentazione dei due libri dedicati a Matteo Correggia il 22 luglio scorso nel parco del bellissimo castello Malabaila di Canale. Il grande vignaiolo del Roero (ricordate il suo Ròche d&#8217;Ampsej?) è scomparso prematuramente a soli 39 anni per un assurdo incidente sul lavoro, una scheggia di cemento sparata dalla fresa del trattore lo colpì con violenza alla testa senza lasciargli alcuna speranza di salvezza. Oggi è la moglie Ornella che porta avanti con vigore ritrovato l&#8217;importante lavoro svolto dal marito.<br />
I due libri a lui dedicati sono &#8220;<strong>La cometa del Roero</strong>&#8221; (Veronelli editore) di Sergio Miravalle, giornalista de La Stampa e &#8220;<strong>Una storia delle colline</strong>&#8221; (Federico Motta editore) di Alessandro Avataneo (con fotografie di Carlo Avataneo). Consiglio a tutti coloro che vogliono approfondire la propria conoscenza su questo fondamentale uomo del vino e sulla sua terra, sui suoi colori e le sue tradizioni, di acquistare questi due libri, il primo è una vera e propria biografia, ma anche uno splendido spaccato del Roero che Sergio Miravalle conosce in modo profondo e viscerale; &#8220;Una storia delle colline&#8221;, invece è un racconto per immagini, ricco di fotografie bellissime dedicate agli uomini e a quel bellissimo territorio confinante con le Langhe da cui nasce il vino omonimo.<br />
Ma ho scritto questo post anche per un altro motivo, desidero segnalarvi un splendido, commovente <strong><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=262&amp;ID_articolo=23&amp;ID_sezione=585&amp;sezione=">articolo del giornalista Luigi Sugliano</a></strong> uscito proprio su La Stampa del 22 giugno, leggetevelo fino in fondo, è bellissimo e toccante.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Wine sound system: dal 4 giugno è in libreria.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 12:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cimmino</dc:creator>
				<category><![CDATA[letture istruttive]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Erro]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Fresu]]></category>
		<category><![CDATA[Vini Naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Sound System]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;abbinamento vino &#38; musica è stato, ormai, ampiamente esplorato. Tra i tanti ne rivendico io stesso (http://euthimya.spazioblog.it/) la paternità insieme all&#8217;amico Mauro Erro (http://ilviandantebevitore.blogspot.com/). E quando mi sono, dunque, visto recapitare il libro ed ho letto, frettolosamente, l&#8217;incipit mi sono detto: niente di nuovo sotto il sole. Mi sbagliavo. Innanzitutto perché l&#8217;autore non si limita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2104" style="margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand;" title="Wine Sound System" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/wine_sound_system1.jpg" alt="wine_sound_system1" width="376" height="461" />L&#8217;abbinamento vino &amp; musica è stato, ormai, ampiamente esplorato. Tra i tanti ne rivendico io stesso (<a href="http://euthimya.spazioblog.it/" target="_blank">http://euthimya.spazioblog.it/</a>) la paternità insieme all&#8217;amico <strong>Mauro Erro</strong> (<a href="http://ilviandantebevitore.blogspot.com/" target="_blank">http://ilviandantebevitore.blogspot.com/</a>). E quando mi sono, dunque, visto recapitare il libro ed ho letto, frettolosamente, l&#8217;incipit mi sono detto: niente di nuovo sotto il sole. Mi sbagliavo. Innanzitutto perché l&#8217;autore non si limita ad abbinare, ad ogni singola etichetta selezionata, una brano musicale. Ogni accoppiata è legata ad una storia, un luogo, una situazione, un avvenimento. Di tanto in tanto diventa il pretesto per ricordare illustri personaggi (vedi l&#8217;incontro con Veronelli) o per dettare una ricetta. Ecco, dunque, che l&#8217;elezione del presidente Obama diventa l&#8217;occasione per una bottiglia di millesimato 1988 del grande (in tutti i sensi&#8230;) Raymond Boulard sulle struggenti note di Nina Simone ed una colazione con pancake. Trenta capitoli, trenta vini, trenta canzoni. Ogni capitolo può essere affrontato senza necessariamente aver letto tutto il resto. Basta tenere a mente il filo conduttore che va ricercato nel criterio di selezione sia delle etichette che musicale. Tutte bottiglie, italiane e francesi, riconducibili al mondo dei vini naturali e biodinamici (<a href="http://www.vinnatur.it/" target="_blank">http://www.vinnatur.it/</a> e <a href="http://www.viniveri.net" target="_blank">http://www.viniveri.net</a> ed ancora qui <a href="http://www.vinidivignaioli.com/" target="_blank">http://www.vinidivignaioli.com/</a>), dai vignaioli attivisti del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Critical_wine" target="_blank">Critical Wine</a> ad alcuni degli indimenticabili protagonisti del documentario <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mondovino" target="_blank">Mondovino</a>, musica di protesta, musica di rottura, dal jazz al folk, passando attraverso il ritmo inconfondibile e coinvolgente del reggae (affidandosi anche in questo caso ad autori sia italiani che stranieri). I protagonisti sono Donpasta, al secolo Daniele De Michele, dj ed economista, accompagnato in questa folle girandola di episodi, da Candide, l&#8217;allegro bevitore &#8220;inesperto&#8221;. Ho apprezzato in particolare modo la lettura delle &#8220;piccole istruzioni prima di scendere in cantina&#8221; che aprono la narrazione, subito dopo la prefazione curata dal trombettista <a href="http://www.paolofresu.it/site/index.htm" target="_blank">Paolo Fresu</a>. Sono sicuramente le righe più profonde e condivisibili e che, non nascondo, mi sarebbe piaciuto riportare, qui, per intero. Mi limiterò a citare alcuni passaggi chiave. &#8220;Il vino ha un suono.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>E&#8217; attorno a un tavolo, con un bicchiere di vino e pietanze prelibate, a televisore spento, che la gente parla, discute, lascia che il tempo scorra e si accorge che il vino ha una sua musicalità&#8221;. Così come meritano attenzione le parole che spiegano la scelta dei vini, caduta non su quelli ritenuti &#8220;i migliori&#8221; in base ad un&#8217;ennesima, inutile quanto improbabile, graduatoria. &#8220;La scelta è basata esclusivamente sui colpi di fulmine, l&#8217;innamoramento, e, a volte, l&#8217;emozione&#8230;&#8221;. Una scelta precisa quanto irrazionale quella di voler raccontare &#8220;&#8230;personaggi visionari e indipendenti&#8230; donne che sono un misto di coraggio e entusiasmo&#8230; produttori che praticano il rispetto della terra&#8230;&#8221;. Insomma gli artigiani del vino.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>&#8220;Il loro lavoro è un concentrato di conoscenza dei cicli naturali, processi di vinificazione e fantasia umana. La libertà di pensiero permetto loro di fare un vino che corrisponda al loro carattere. Così ogni anno, il vino non sarà mai uguale a quello dell&#8217;anno precedente, esattamente come i dischi dei Beatles. Perché gli artisti, i poeti, i vigneron considerano ogni nuovo disco, ogni nuova annata come una nascita, un parto doloroso. Si giocano tutto ogni volta, cercando nella pancia e nel cuore il gesto capace di esprimere le caratteristiche di ogni vendemmia&#8221;. Ecco spiegata la metafora del vino ed ecco svelato il suo animo plurisignificante. Meno riuscita, invece, a mio parere, l&#8217;idea, attraverso la figura di Candide, l&#8217;eretico del vino, di &#8220;strappare il vino alla rappresentazione teatrale nella quale viene spesso rinchiuso&#8230;cercando di evitare il linguaggio iperspecialistico che spesso dimentica il piacere del bere&#8221;. Leggendo le minuziose e poetiche<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>note dedicate<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>ai vini, i nomi degli stessi vini così come dei produttori selezionati, ma anche un certo &#8220;snobismo culurale&#8221; di alcune citazioni musicali, credo che questo libro rischi, come è già successo ad altri tentativi letterari mossi in questa direzione,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>di veder ridotto, drasticamente, il suo bacino di potenziali lettori rivolgendosi, alla fine, al solito pubblico ristretto di navigati e colti eno-appassionati. La speranza è che possa diventare l&#8217;opportunità, per quest&#8217;ultimi come per il neofita incuriosito, di rivedere, recuperare e sviluppare un proprio rapporto personale con il vino ma anche l&#8217;occasione per scoprire un altro modo di intendere ed approcciarsi ad esso. La lettura rimane, comunque, estremamente piacevole e scorrevole. Vale, secondo me, la pena di non farsi mancare una copia sotto l&#8217;ombrellone&#8230;</p>
<p><strong>Wine sound system. 30 vini accompagnati da buon cibo e buona musica</strong><br />
<em>Autori: Donpasta.selecter, Candide<br />
Editore: Kowalski- Feltrinelli<br />
pag. 224</em></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>&quot;Libro Guida ai Migliori Ristoranti d&#039;Italia&quot; di Bibenda Editore: poche luci e molte ombre</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 13:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[letture istruttive]]></category>
		<category><![CDATA[ne vogliamo parlare]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo che tutti voi conosciate Bibenda, la casa editrice fondata da Franco Ricci, l&#8217;uomo che è riuscito a dare un contributo fondamentale alla conoscenza dell&#8217;enogastronomia a Roma, producendo nel ruolo di presidente dell&#8217;AIS romana una quantità di idee e programmi che hanno reso la città un punto nevralgico nel settore degli eventi rivolti agli appassionati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/bibenda_rist.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1414" style="float: left; margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="I Ristoranti di Bibenda" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/bibenda_rist.jpg" alt="" width="200" height="340" /></a>Credo che tutti voi conosciate <strong><a title="Bibenda" href="http://www.bibenda.it/" target="_blank">Bibenda</a></strong>, la casa editrice fondata da <strong>Franco Ricci</strong>, l&#8217;uomo che è riuscito a dare un contributo fondamentale alla conoscenza dell&#8217;enogastronomia a Roma, producendo nel ruolo di presidente dell&#8217;AIS romana una quantità di idee e programmi che hanno reso la città un punto nevralgico nel settore degli eventi rivolti agli appassionati e agli operatori di settore.<br />
E ovviamente un&#8217;associazione tanto attiva non poteva esimersi dallo svolgere il compito di proporre le immancabili guide, da quella sui vini a quella sugli oli e, oggi, sui ristoranti. L&#8217;avventura letteraria iniziò con un certo ritardo, infatti la prima edizione di <strong>Duemilavini</strong>, la guida ai vini italiani dell&#8217;AIS (già allora edita da Bibenda), uscì nel dicembre 1998 come &#8220;<strong>Vini del Lazio 1999</strong>&#8220;, con 65 aziende presenti e poco più di 130 vini recensiti. Un primo tentativo, che aveva il pregio di avere inserito nel volume una sezione dedicata ai vitigni della regione e una alle denominazioni di origine.<br />
Dal 2000 inizia la guida &#8220;nazionale&#8221;, quindi con ben 14 anni di ritardo rispetto a &#8220;Vini d&#8217;Italia&#8221; di Gambero Rosso/Slow Food e 12 a &#8220;I Vini di Veronelli&#8221;. Fu un lavoro impegnativo e difficile, soprattutto perché molti produttori non erano interessati a spedire vini ad una guida neonata quando ne avevano a disposizione altre già collaudate e conosciute. Ma un po&#8217; alla volta anche Duemilavini è riuscita a conquistare il suo spazio, forte delle decine di migliaia di soci AIS che la ricevono ogni anno con il rinnovo dell&#8217;iscrizione.</p>
<p>Siamo a fine 2008 ed ecco arrivare &#8220;I Ristoranti di Bibenda&#8221;, che si propone come &#8220;libro-guida&#8221;, ovvero &#8220;un testo di suggerimenti per una buona tavola, il luogo deputato agli assaggi, di grandi cibi e di grandi vini, ma anche e soprattutto di giusti abbinamenti&#8221;. Bene. Il volume si propone con una grafica ben fatta e ordinata, fotografie a colori, una indispensabile prefazione che spiega tutto sul contenuto, una sezione sui ristoranti, le denominazioni di origine dei vini e dei prodotti e, in coda al tomo un&#8217;interessante spazio dedicato alla segnalazione dei ristoranti presenti nelle aziende vinicole, regione per regione. <strong>Manca completamente un indice che contenga i ristoranti e la loro collocazione, cosa che rende la ricerca nella guida assia complicata per chi vuole cercare uno specifico ristorante ma non sa in quale regione si trovi, con la conseguenza di restare con il dubbio se sia stato recensito o gli è sfuggito</strong>.</p>
<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/bibenda_rist2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1418" style="float: left; margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="La sezione sui ristoranti delle aziende vinicole" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/bibenda_rist2.jpg" alt="" width="200" height="298" /></a>Oltre 1.700 ristoranti recensiti, partendo da 30 euro a salire. Le schede sono state redatte da nove collaboratori &#8220;che hanno visitato i ristoranti senza mai presentarsi e, per questa ragione, rimangono del tutto anonimi anche sul nostro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/colophon" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: colophon" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >colophon</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup>. Perfetto. Una dimostrazione di assoluta correttezza che comporta anche la rinuncia a comparire nella guida, non è cosa da tutti&#8230;<br />
Ma diamo un&#8217;occhiata alle schede dei ristoranti: come simbolo di valutazione è stato scelto il bacio, &#8220;<em>dal momento che due baci uguali non esistono perché ogni bacio ha il suo sapore</em>&#8220;; i ristoranti che hanno ricevuto il massimo riconoscimento (5 baci) vengono recensiti su una intera facciata, mentre tutti gli altri sono distribuiti a coppie. I dati forniti per ciascun ristorante sono: indirizzo, sito internet, n. coperti, n. vini, presenza del sommelier, giorno di chiusura, periodo di ferie. Per ciascun ristorante c&#8217;è la descrizione, e qui casca l&#8217;asino: mi domando quale utilità abbia una descrizione nella quale vengono menzionati alcuni piatti (quasi sempre in modo molto generico), senza entrare minimamente nel dettaglio, nella valutazione diretta da parte di chi li avrebbe degustati. Cosa giustifica i baci che vengono assegnati? Perché il lettore dovrebbe essere incentivato a conoscere quel dato locale? Dalla valutazione? Direi che non basta, da che mondo è mondo se c&#8217;è una cosa che invoglia ad andare al ristorante è il racconto dei piatti, le impressioni che questi hanno dato, una spiegazione chiara del perché di una certa valutazione. Sarebbe anche un modo, altrettanto onesto, di dimostrare che in quel ristorante ci si è stati e si è mangiato i vari piatti, magari anche più di una volta, nelle diverse stagioni. Ma certo, per nove collaboratori su 20 regioni, potrebbe essere impresa assai ardua.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Un programma per mettere ordine nella propria cantina</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 06:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[letture istruttive]]></category>
		<category><![CDATA[Pc Bacco]]></category>
		<category><![CDATA[programmi catalogazione vini]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è capitato parecchie volte di ricevere e-mail sulla casella di Lavinium di lettori che disponevano di una più o meno cospicua quantità di vini, disposti in scantinati o in mobili-cantina, che mi chiedevano se conoscevo un programma che consentisse di catalogarli in modo semplice e chiaro.
Devo dire che io sono sempre stato un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/pcbacco.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1128" title="Pc bacco" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/pcbacco.gif" alt="" width="500" height="375" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" /></a>Mi è capitato parecchie volte di ricevere e-mail sulla casella di Lavinium di lettori che disponevano di una più o meno cospicua quantità di vini, disposti in scantinati o in mobili-cantina, che mi chiedevano se conoscevo un programma che consentisse di catalogarli in modo semplice e chiaro.<br />
Devo dire che io sono sempre stato un po&#8217; atipico, infatti possiedo un certo quantitativo di vini, non molti a dire il vero, qualche centinaio, e questo perché ho sempre ritenuto che la &#8220;collezione&#8221; è un modo di privare altri di qualcosa, avere 10mila vini in cantina fa tanto fico, ma a mio parere rappresenta il solito problema di questa società che sta affondando, si accumula per avidità o per atteggiamento maniacale possessivo e si sottrae, non si redistribuisce. E poi, siamo onesti, quando mai riusiremmo a berle 10mila bottiglie? Lo scopo sarebbe, per alcuni, più quello speculativo, ma oggi comincerei a preoccuparmi a continuare a tenerle lì, visto l&#8217;andazzo generale.<br />
Comunque archiviare, catalogare diventa un&#8217;esigenza fondamentale tanto più elevata è la quantità di materiale che si ha a disposizione. Personalmente, avendo appunto poche centinaia di vini, non ho mai sentito l&#8217;esigenza di andarmi a cercare un programma ad hoc, mi sono accontentato di farmi il classico file access, con un po&#8217; di pazienza, e ho risolto così i miei scarsi problemi di classificazione.<br />
Capisco però che non è così per tutti, che c&#8217;è chi ne ha davvero bisogno, penso non solo ai privati ma anche alle enoteche, ai ristoranti. Ebbene, già da qualche anno sono in circolazione alcuni prodotti più o meno simili, ma non sempre di facile utilizzo. Quello che vi segnalo, badate bene senza alcun vantaggio personale, è un programma che ho trovato in rete qualche settimana fa e di cui mi sono scaricato la demo per capire come funzionava. Si tratta di <a title="Pc Bacco" href="http://www.pcbacco.it" target="_blank"><strong>Pc Bacco</strong></a> nella versione <strong>1.003</strong>, un programma basato sulla gestione di semplici tabelle, funzionale e di facile utilizzo anche per chi mastica poco o niente di pc. Ha un ottimo sistema di ricerca dei dati e prevede fra le voci anche la possibilità di indicare lo scaffale, la sezione e il ripiano in cui è riposto il vino, fatto utilissimo per rintracciarlo. E&#8217; possibile, oltre ai dati classici come nome, tipologia, azienda, annata, vitigni, anche numerare le bottiglie, descrivere l&#8217;esame organolettico, i possibili abbinamenti, inserire una foto del vino, indicare la zona di origine. Insomma i dati che si possono inserire sono parecchi e ognuno può gestirli in base alle proprie necessità. Ovviamente sono previste numerose funzioni di stampa, dalla scheda del singolo vino con l&#8217;estrazione dei dati che interessano all&#8217;elenco generale o per area tematica. Il programma è compatibile con WINDOWS 98-2000/XP/VISTA e MAC OSX. Il prezzo è di 38,40 euro in offerta fino al 31 ottobre 2008. Scaricatevi la demo e verificate se può esservi utile.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Le mappe dei cru di Enogea: un&#039;opera complessa e di straordinaria utilità</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 11:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[letture istruttive]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Masnaghetti]]></category>
		<category><![CDATA[Carta dei cru]]></category>
		<category><![CDATA[Enogea]]></category>
		<category><![CDATA[vigne e cantine]]></category>

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		<description><![CDATA[Ce n&#8217;era bisogno ma nessuno si era ancora preso la briga di fare un lavoro così impegnativo, lungo, oneroso. Ci ha pensato Alessandro Masnaghetti, giornalista enogastronomico conosciuto e apprezzato, autore ed editore della rivista bimestrale Enogea. Questo suo lavoro viene proposto attualmente a corredo del periodico (per abbonarsi basta richiederla per e-mail), e comprende mappe dettagliate dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/copertine_enogea.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-931" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="copertine_enogea" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/copertine_enogea.gif" alt="" width="304" height="355" /></a>Ce n&#8217;era bisogno ma nessuno si era ancora preso la briga di fare un lavoro così impegnativo, lungo, oneroso. Ci ha pensato <strong>Alessandro Masnaghetti</strong>, giornalista enogastronomico conosciuto e apprezzato, autore ed editore della rivista bimestrale <strong>Enogea</strong>. Questo suo lavoro viene proposto attualmente a corredo del periodico (per abbonarsi basta richiederla per <strong><a href="mailto:almasnag@tin.it">e-mail</a></strong>), e comprende mappe dettagliate dei nostri vigneti storici, zona per zona, con la segnalazione delle cantine vinicole e un&#8217;infinità di dati, anche tecnici, su estensione, altitudine, esposizione, vitigni coltivati, etichette dei vini prodotti, coordinate geografiche (estratte da <strong>Google Earth</strong>), il tutto corredato da una descrizione precisa delle origini e della storia di ciascun cru, delle sue caratteristiche geofisiche ed espressive laddove i produttori lo propongono in purezza.<br />
Queste mappe vengono proposte in due versioni, una all&#8217;interno della rivista, ovviamente di minori dimensioni e meno dettagliata, un&#8217;altra come fascicolo a se stante (prezzo per singola copia 7 euro), più completo e con la cartina in scala decisamente maggiore.</p>
<p>Un gran bel lavoro che aiuta ad approfondire la conoscenza di un aspetto di cui si parla molto ma non si sa mai abbastanza, quello dei territori d&#8217;origine dei vini. Alessandro, da persona meticolosa qual è, non manca di segnalare sulla rivista eventuali errori o dimenticanze che vengono poi risolti in una successiva riedizione delle mappe.<br />
<a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/castiglione3.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-932" style="float: right; margin: 5px 0px 10px 10px; cursor: hand" title="castiglione3" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/castiglione3.gif" alt="" width="470" height="668" /></a>Ma la sua impegnativa opera è molto di più, basti pensare ad esempio che le mappe dei cru di Monforte e Serralunga d&#8217;Alba sono sue proposte per una delimitazione dettagliata delle sottozone dedicate al Barolo, e quella di Castiglione Falletto (nell&#8217;immagine a lato, un particolare in bianco e nero del versante orientale &#8211; secondo settore) rappresenta la prima accurata analisi delle 24 sottozone delimitate ufficialmente dal Comune. Utilissima anche la legenda dove, fra le varie informazioni, viene indicato il nome delle aziende che conducono i vigneti, a prescindere dal fatto che siano in affitto o di proprietà, mentre quei pochi vigneti per i quali non è stato possibile reperire sufficienti informazioni vengono catalogati come &#8220;privati&#8221;, ovvero semplici produttori di uve.<br />
L&#8217;autore precisa giustamente che &#8220;<em>i dati catastali relativi alle singole vigne all&#8217;interno di ciascun cru mi sono stati forniti dal vari proprietari. Tradurre questi dati sul terreno e quindi in una rappresentazione grafica non è stato sempre cosa facile</em>&#8220;, pertanto è possibile qualche piccola imprecisione. E&#8217; probabile che in alcuni fascicoli manchi qualche azienda, questo è del tutto logico in quanto, specifica Masnaghetti &#8220;vengono riportati solo quelli che hanno sede nel Comune e con i quali sono riuscito a entrare in contatto&#8221;. Scelta più che corretta, tenendo conto dei numerosi produttori che hanno la proprietà di appezzamenti collocati in comuni diversi, per non parlare delle cantine sociali.<br />
Molto utile anche la ripartizione dei cru in base ai versanti occidentale e orientale, a loro volta divisi per settori o crinali.<br />
Fino ad oggi sono state pubblicate le mappe di Castiglione Falletto, Monforte d&#8217;Alba, Serralunga d&#8217;Alba, Barbaresco, Neive, Treso e Alba per il Piemonte, Panzano e Gaiole per la Toscana, Mazzon per l&#8217;Alto Adige. Attendiamo con ansie le prossime&#8230;</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Guida Completa ai grandi vini dell&#039;Irpinia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cimmino</dc:creator>
				<category><![CDATA[letture istruttive]]></category>

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		<description><![CDATA[Luciano Pignataro ricomincia dall&#8217;Irpinia. Il giornalista del Mattino dopo le prime due edizioni della Guida Completa ai Vini della Campania (alle quali anche il sottoscritto ha contribuito) cambia formula e decide di procedere con una nuova impostazione scannerizzando il vino campano provincia per provincia in cinque volumi autonomi (il progetto sarà completato entro il 2008). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/guida_irpinia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-510" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/guida_irpinia.jpg" alt="" width="258" height="400" /></a>Luciano Pignataro ricomincia dall&#8217;Irpinia. Il giornalista del Mattino dopo le prime due edizioni della Guida Completa ai Vini della Campania (alle quali anche il sottoscritto ha contribuito) cambia formula e decide di procedere con una nuova impostazione scannerizzando il vino campano provincia per provincia in cinque volumi autonomi (il progetto sarà completato entro il 2008). Scelta forzata, più che probabilmente, dal proliferare di aziende su tutto il territorio, un fenomeno inarrestabile che rende sempre più difficile contenerle in un unico testo potendo assicurare a ciascuna il giusto spazio. In compenso questa scelta aiuta una più agevole consultazione e da la possibilità al lettore di acquistare, eventualmente, solo i volumi che possono essere di suo interesse. Si comincia, così, dalla zona più importante per l&#8217;enologia campana essendo l&#8217;Irpinia a detenere le uniche tre Docg della regione: Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi. Una guida senza vincitori né vinti che si propone come obiettivo principale l&#8217;esaustività e la specificità dell&#8217;informazione. Per la prima volta, in quest&#8217;ottica, sono state segnalate anche le aziende esterne alla provincia ed impegnate con le tre docg. Ogni cantina viene presentata attraverso dettagliati riferimenti anagrafici, una breve storia aziendale e le schede dei vini prodotti. La valutazione dei vini, ripeto, non prevede punteggi. Inevitabile deroga la segnalazione dei 40 vini del cuore attraverso i quali l&#8217;autore ripercorre e ricostruisce vent&#8217;anni di assaggi. Nella descrizione delle diverse etichette viene privilegiata l&#8217;indicazione delle caratteristiche generali del vino al fine di poter individuare lo stile del produttore evitando il riferimento all&#8217;annata. Per i più smaliziati questo potrà apparire, forse, l&#8217;unico limite. Solo nel caso di vini con uno storico importante alle spalle sono, comunque, indicate le annate più siginificative. In appendice troviamo i disciplinari, la produzione, i wine bar e i ristoranti. Una guida indispensabile per tutti coloro (semplici appassionati ed operatori del settore) per orientarsi attaverso una panorama produttivo sempre più affollato e complesso.</p>
<p>Guida Completa ai grandi vini dell&#8217;Irpinia</p>
<p>Edizioni dell&#8217;Ippogrifo</p>
<p>234 pagine, 10 euro</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>&quot;Fare Brunello per crederci&quot;, un bellissimo articolo di Armando Castagno su Franco Biondi Santi</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 06:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[letture istruttive]]></category>

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		<description><![CDATA[Bibenda è una rivista di eccellente qualità grafica e di contenuti, ormai conosciuta da gran parte degli appassionati e professionisti di vino. Io sono abbonato sin dal primo numero, sebbene non sempre sia riuscito a trovare il tempo di leggerne tutti gli articoli pubblicati, che abbracciano tematiche diversificate passando dal vino al cibo, ai sigari, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/bibenda.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-540" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="bibenda" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/bibenda.jpg" alt="" width="300" height="413" /></a>Bibenda è una rivista di eccellente qualità grafica e di contenuti, ormai conosciuta da gran parte degli appassionati e professionisti di vino. Io sono abbonato sin dal primo numero, sebbene non sempre sia riuscito a trovare il tempo di leggerne tutti gli articoli pubblicati, che abbracciano tematiche diversificate passando dal vino al cibo, ai sigari, ai distillati, portandoci in viaggio verso la Champagne o la California. La rivista è edita da Bibenda Editore, casa fondata da <strong>Franco Ricci</strong>, personaggio di spicco che ha contribuito in modo determinante, con numerose iniziative, a diffondere la cultura enogastronomica nella capitale.</p>
<p>Ma cos&#8217;è che dovrebbe spingervi ad acquistare, se non volete abbonarvi, il n. 28 di Bibenda appena uscito?<br />
Beh, di motivi ce ne sono davvero molti, ma uno svetta sicuramente su tutti, lo splendido articolo di <strong>Armando Castagno</strong>, palato finissimo e ottimo comunicatore, dedicato ad un vero colosso del vino italiano, <strong>Franco Biondi Santi</strong>, dal titolo assolutamente indovinato: &#8220;<em>Fare Brunello per crederci</em>&#8220;. Armando ci accompagna nella genesi del mito partendo dal suo incontro con una vecchia edizione del catalogo Bolaffi dei vini d&#8217;Italia, uno stupefacente volume che ci riporta indietro di 44 anni, presentandoci un mondo enoico quasi dimenticato, con una sequenza di denominazioni pressoché scomparse, dal Doxi al Geierberg, dal Mesolone di Brusnengo al Saint Claude (un bianco da trebbiano e malvasia prodotto in bottiglia renana&#8230;).<br />
Come è giusto che sia, ci racconta della storia della famiglia, partendo da Giorgio Santi nel lontano 1746 per arrivare a Franco Biondi Santi. Non voglio dilungarmi nel descrivervi certamente in modo meno avvincente il contenuto dell&#8217;articolo di Armando, che invidio molto, visto che ha avuto l&#8217;onore e l&#8217;onere di effettuare, e descriverci in modo impeccabile, una mirabile degustazione verticale di ben 24 Brunello di Montalcino di Biondi Santi che va dal 2001 fino al mio anno di nascita, il 1955!<br />
Credetemi, basta già questo articolo, se non vi fate rodere dall&#8217;invidia, per acquistare la rivista (9 euro). Ma se siete particolarmente esigenti, basta che andate avanti a sfogliare le quasi 130 pagine corredate di splendide fotografie e prive di pubblicità, per rendervi conto che ci sono molte altre &#8220;leccornie&#8221; letterarie, come l&#8217;eccellente articolo di <strong>Franco Ziliani</strong> &#8220;<em>Serralunga, struttura e longevità del Barolo</em>&#8220;. Il giornalista a tutti noto da tempo come &#8220;Franco tiratore&#8221;, autore fra l&#8217;altro del blog <a href="http://vinoalvino.org/"><strong><span style="color: #770000;">Vino al vino</span></strong></a>, grande esperto e perdutamente innamorato delle Langhe e del nebbiolo, ci parla del Barolo &#8220;dal di dentro&#8221;, partendo proprio dalla diversa composizione dei terreni che distingue Serralunga dagli altri comuni coinvolti nella produzione di questo magico vino. Come solo un grande conoscitore di questi luoghi straordinari può fare, Franco ci guida quasi fisicamente per i sentieri che sinuosamente ci portano alla meta, in un paesaggio costellato di vigneti, a volte scoscesi e ripidi, a volte a forma di anfiteatro, quasi a sentire il profumo di quella regale uva che è il nebbiolo. Segue poi una panoramica degustativa della migliore produzione di Serralunga, partendo da Dolcetto e Barbera d&#8217;Alba, per finire con quasi 40 fra Barolo 2004, 2003 e 2001.</p>
<p>Ancora non vi basta? Sappiate allora che <strong>Massimo Billetto</strong> vi aprerà le porte sui migliori <strong>Barbaresco 2004</strong>, <strong>Luca Grippo</strong> ci parla dei vini della <strong>Costa Toscana</strong> e dei vini di <strong>Montefalco</strong>, <strong>Paolo Lauciani</strong> mette a nudo il grande produttore veneto <strong>Roberto Anselmi</strong>, <strong>Monica Coluccia</strong> ci inebria con le dolcezze di Langa, il noto enologo <strong>Donato Lanati</strong> ci spiega quanto sia importante la tracciabilità, <strong>Alessio Puntel</strong> ci fa conoscere lo <strong>Champagne di Beaufort</strong>, <strong>Giovanni Ascione</strong> ci ricorda che in Germania non si fa solo birra, ma ci sono regioni come Mosella, Saar, Ruwer e Nahe dove si fanno vini grandissimi. E ancora tante altre belle cose che, credo sia giusto scopriate da soli. Buona lettura!</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>La musica sveglia il tempo: Daniel Barenboim e la corrispondenza fra musica e vita</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 06:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[letture istruttive]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi mi conosce sa che fra i miei grandi amori c&#8217;è la musica, che almeno in gioventù è stata parte attiva della mia vita, sebbene per un breve periodo.
Ma non sto scrivendo questo post per parlare di questo pur fantastico argomento, bensì per proporvi un breve passaggio tratto dall&#8217;interessantissimo saggio edito da Feltrinelli &#8220;La musica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/barenboim.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-578" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="barenboim" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/barenboim.jpg" alt="" width="300" height="268" /></a>Chi mi conosce sa che fra i miei grandi amori c&#8217;è la musica, che almeno in gioventù è stata parte attiva della mia vita, sebbene per un breve periodo.<br />
Ma non sto scrivendo questo post per parlare di questo pur fantastico argomento, bensì per proporvi un breve passaggio tratto dall&#8217;interessantissimo saggio edito da Feltrinelli &#8220;<strong>La musica sveglia il tempo</strong>&#8220;, del grande pianista e direttore d&#8217;orchestra argentino <strong>Daniel Barenboim</strong>. Mi rendo conto che non è un nome noto a tutti, senz&#8217;altro lo è per gli appassionati di musica classica (termine convenzionale ormai assai poco significativo). Per chi ama <strong>Bach</strong>, consiglio assolutamente la versione di Barenboim delle <strong>Variazioni Goldberg</strong>, esegita dal vivo in occasione del 40° anniversario del suo primo concerto al Teatro Colòn di Buenos Aires, di fronte ad oltre 3000 persone. Un&#8217;interpretazione strepitosa, frutto di un lavoro durato oltre 25 anni, vi pasti pensare che i 32 brani sono stati eseguiti in circa 80 minuti, un tempo più che doppio rispetto alla velocissima esecuzione giovanile di Glenn Gould. La casa editrice del cd è la <strong>Erato</strong>.</p>
<p>La musica sveglia il tempo è un saggio bellissimo, di grande profondità, dove la musica rappresenta solo parte di un contesto più ampio e generale, intrecciandosi a temi politici e sociali, in uno spaccato di sorprendente e profondo realismo.<br />
Desidero incentrare l&#8217;attenzione su un significativo passaggio del pensiero di questo grande musicista: &#8220;<em>La democrazia è un&#8217;idea nata in Grecia migliaia di anni fa. Nel corso dei secoli, l&#8217;idea originaria è andata perduta, come dimostrano le forme contemporanee del processo democratico. Nella Grecia antica, solo i saggi potevano votare e determinare il corso dell&#8217;azione di governo per il bene pubblico. Oggi il diritto al voto è accessibile a tutti, com&#8217;è giusto che sia, ma abbiamo negato agli elettori l&#8217;opportunità di un&#8217;istruzione completa. Oggi il mondo politico è moderno solo nelle sue manifestazioni esteriori; la tecnologia ha reso le comunicazioni molto più efficienti, il che sfortunatamente ha portato allo sfruttamento e alla manipolazione di quanti non hanno ricevuto un&#8217;istruzione. L&#8217;elettore medio nella nostra società non ha una buona conoscenza di alcuna arte o scienza &#8211; così essenziali, secondo il pensiero greco antico, per l&#8217;intelligenza del governo &#8211; ed è incapace di andare con il pensiero al di là del presente e dell&#8217;immediato futuro e quindi di comprendere appieno le conseguenze dell&#8217;azione politica. Il risultato è una società doppiamente inadeguata, in cui i politici, per riuscire a rimanere al potere un tempo sufficiente a realizzare qualche cambiamento, sono costretti a un&#8217;azione tattica anziché strategica, mentre la gente viene manipolata e mantenuta nell&#8217;ignoranza per quanto riguarda le questioni di maggior rilievo.</em>&#8220;.<br />
Niente di nuovo, qualcuno dirà, ce ne siamo accorti tutti che le cose stanno così. E&#8217; vero, ma la cosa tragica è che abbiamo accettato questo assunto, non solo, ma chi volesse davvero &#8220;istruirsi&#8221; trova sempre maggiori difficoltà a reperire informazioni reali, non distorte, manipolate o addirittura nascoste dai vari poteri che controllano stampa, televisione e quant&#8217;altro preposto a fornirci i mezzi per formare la nostra cultura e le nostre opinioni.<br />
Ormai la democrazia è chiusa da tempo in un cassetto a doppia mandata e la chiave è stata buttata. Anche la storia viene manipolata, è molto facile farlo, basta modificare alcune parole, accenti, spostare il peso nei contenuti e il gioco è fatto. Così gli studenti si formeranno su una conoscenza della realtà apparente, mentre i fatti andranno persi nel tempo e difficilmente potranno essere recuperati. E&#8217; un processo che funziona, sempre.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>&quot;Gianfranco Soldera: la perfezione senza compromessi&quot;, un bellissimo articolo di Alessandro Franceschini</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 06:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[letture istruttive]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;ero anche io quel pomeriggio indimenticabile di venerdì 22 febbraio da Gianfranco Soldera, straordinario produttore e personaggio, estremo eppure fortemente logico nella sua visione delle cose, maniaco fino all&#8217;inverosimile nel cercare la perfezione in quel suo straordinario vino che si chiama Brunello di Montalcino Case Basse, oggi ottenuto dall&#8217;unione dei due cru Case Basse e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/alesoldera.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-626" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="alesoldera" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/alesoldera.gif" alt="" width="486" height="391" /></a>C&#8217;ero anche io quel pomeriggio indimenticabile di venerdì 22 febbraio da <a href="http://www.casebasse.it/"><strong>Gianfranco Soldera</strong></a>, straordinario produttore e personaggio, estremo eppure fortemente logico nella sua visione delle cose, maniaco fino all&#8217;inverosimile nel cercare la perfezione in quel suo straordinario vino che si chiama <strong>Brunello di Montalcino Case Basse</strong>, oggi ottenuto dall&#8217;unione dei due cru Case Basse e Intistieti.<br />
E ricordo molto bene il fascino e l&#8217;eleganza di quelle annate degustate in cantina, ancora in gestazione dalle botti e non assemblate: uno splendido 2003, dal naso fantastico, freschissimo, con profumi di menta e liquirizia commoventi e di una nitidezza esemplare, mai ritrovata negli assaggi effettuati a Benvenuto Brunello. Un 2002 dal vigneto Intistieti, ancora in botte (66 mesi!) semplicemente stellare e inimmaginabile per quell&#8217;annata, con un tannino così setoso, levigato, perfetto e una trama giocata tutta sull&#8217;eleganza (ricordo che i Brunello di Soldera viaggiano su una gradazione nettamente inferiore rispetto alla media, siamo attorno ai 13 °C); un 2004 polputo, avvolgente, dal finale lunghissimo, un 2007 ancora dall&#8217;Intistieti, un bambino ancora sporco di latte ma con una dolcezza in bocca straordinaria.</p>
<p>Ebbene, l&#8217;amico <strong>Alessandro Franceschini</strong>, vicedirettore di <a href="http://www.lavinium.com/italiano/chi.shtml"><strong>laVINIum</strong></a> e &#8221;partner&#8221; in questo blog, non poteva descrivere meglio in questo suo articolo, il personaggio di Gianfranco Soldera, un &#8220;non toscano&#8221; capace di esprimere la toscanità nei suoi vini meglio di chiunque altro, un punto di riferimento, un carattere non facile ma a suo modo geniale. Leggetelo perché ne vale la pena.</p>
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