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	<title>Esalazioni etiliche &#187; que cela reste entre nous</title>
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	<description>tutto quello che potremmo dire sotto l&#039;effetto dell&#039;alcol</description>
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		<title>Sto facendo la fila</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sto facendo la fila, una lunga fila, ad uno sportello statale, in una sala neanche tanto accogliente, tra un continuo viavai di gente ed un caldo afoso, pesante da respirare, tanto da desiderare di uscire al freddo pungente che, stamattina, immobilizza la natura;
tutto quanto è una lunga attesa.
Per lenire l&#8217;amarezza di veder scorrere il mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3694" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="fila" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/02/fila.jpg" alt="fila" width="470" height="231" />Sto facendo la fila, una lunga fila, ad uno sportello statale, in una sala neanche tanto accogliente, tra un continuo viavai di gente ed un caldo afoso, pesante da respirare, tanto da desiderare di uscire al freddo pungente che, stamattina, immobilizza la natura;<br />
tutto quanto è una lunga attesa.<br />
Per lenire l&#8217;amarezza di veder scorrere il mio tempo così, mentre i numeri sul tabellone scattano con velocità proporzionalmente inversa alle lancette dell&#8217;orologio, mi siedo e i pensieri cominciano a prendere distanza dall&#8217;inospitalità del luogo, immagini nitide che sopraggiungono irrazionalmente per ingannare la noia.<br />
Allora infilo la mano nella borsa ed estraggo carta e penna.<br />
Seduta sulla seggiola, un po&#8217;appartata, quasi appollaiata, mi rassomiglio ad una chioccia che cova le sue uova, schiacciata giù, nel nido, accuratamente scelto per essere isolata e in quell&#8217;inerzia i suoi occhi faticano a rimanere vigili.<br />
I momenti in cui si concede la ricerca di qualcosa da mettere nel gozzo, distendendo le ali e le gambe, sono pochi e veloci.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-3695" style="float: right; margin: 8px 0px 10px 10px; cursor: hand" title="chioccia" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/02/chioccia.gif" alt="chioccia" width="364" height="305" />Spesso, da piccola, quando andavo a controllare, piena d&#8217;impazienza, se qualcosa stava succedendo sotto le sue ali, mi accorgevo che la nonna aveva, premurosamente, lasciato nelle vicinanze del nascondiglio, acqua e frumentone, rispettosa e memore di un istinto che risiede nel genere femminile.<br />
I giorni passano e la chioccia sembra prendere sempre più posizione e consapevolezza del suo ruolo nel nido, beccando senza esitazione chi non mantiene le distanze; finchè al diciannovesimo giorno, qualcosa succede: alcune uova cominciano a schiudersi e i pulcini più impazienti mettono fuori il becco, storditi e curiosi.<br />
La chioccia, però, non abbandona il nido, resta immobile, il suo istinto sa che per portare a termine la schiusa servono ancora uno, due giorni, tempo necessario ai ritardatari per decidersi ad abbandonare i dubbi e rompere il guscio.<br />
Quando la covata è completa, l&#8217;aia si trasforma in un mondo da scoprire, dove i pulcini inseguono mamma chioccia che con un richiamo ininterrotto e le piume gonfie, becca a terra per mostrare come si fa; non è raro vedere qualche piccolo perdersi inseguendo lo svolazzare di un insetto, mentre emette un sottile pigolio.<br />
Il pigolio, ora ricordo: nei giorni che seguivano la schiusa, dal grembiule, avvolto in grembo, di nonna Zaira, mentre se ne stava a cucire o mondare la verdura, proveniva un beato pigolio, leggero, debole, come i pulcini che venivano tenuti al caldo qualche giorno di più, per rimetterli in forze al pari degli altri.<br />
Poi, ad una settimana circa di distanza, nel grembiule venivano radunati tutti, in preparazione d&#8217;un antico rito contadino al quale io ho sempre assistito con stupore; nonna sedeva con vicino un bicchiere di vino, delicatamente estraeva il primo pulcino dalla stoffa e con un gesto veloce del dito staccava una piccola escrescenza sulla punta del <img class="alignnone size-full wp-image-3697" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="orologio_chiocciola" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/02/orologio_chiocciola.gif" alt="orologio_chiocciola" width="300" height="300" />becco (residuo della nascita, forse detta ‘ad bida&#8217;, in dialetto, non riesco a ricordare con precisione), poi lo apriva con una leggera pressione per fargli bere un goccio di vino, nel quale subito dopo immergeva anche le zampette, prima di liberarlo a terra.<br />
I gesti venivano ripetuti in perfetta sequenza fino all&#8217;ultimo dei pulcini.<br />
Tale usanza era per assicurare una crescita sana e forte ai piccoli (che da subito riuscivano a beccare meglio), crescita che pareva determinare anche una fortunosa sorte per la famiglia contadina, ma da cui sicuramente dipendeva una maggior possibilità di sostentamento.<br />
Mi accorgo con la coda dell&#8217;occhio che gli eroi dell&#8217;attesa mi guardano, ormai da un po&#8217;, incuriositi, addirittura qualcuno tenta di avvicinarsi per sbirciare, ma devo aver assunto il fare intimidatorio della chioccia, perché passa velocemente; c&#8217;è persino qualche impiegato che, sorpreso, accenna a mutare leggermente l&#8217;espressione cementata.<br />
Tra poco tocca a me, neanche mi rendo conto di quanto tempo, davvero, sia passato.<br />
A volte la fantasia e i ricordi aiutano a rendere la realtà meno aspra e noiosa, transitandoci nel tempo, rendendocelo meno ostile, persino piacevole, nell&#8217;attendere.</p>
<p><strong>Gabriella Verrini</strong></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Caro Raimondo&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 07:29:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Raimondo, ti farà sorridere dal luogo dove ora riposi, ma il tuo viso e il modo sempre delizioso che hai avuto di far divertire, con la tua inseparabile Sandra, mi hanno sempre ricordato mio padre. Lui faceva tutt&#8217;altro mestiere, pur trovandosi nel mondo dello spettacolo come te. Anche lui era sempre pronto a mettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2960" style="float: left; margin: 10px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="raimondo_vianello" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/04/raimondo_vianello.jpg" alt="raimondo_vianello" width="460" height="302" />Caro Raimondo, ti farà sorridere dal luogo dove ora riposi, ma il tuo viso e il modo sempre delizioso che hai avuto di far divertire, con la tua inseparabile Sandra, mi hanno sempre ricordato mio padre. Lui faceva tutt&#8217;altro mestiere, pur trovandosi nel mondo dello spettacolo come te. Anche lui era sempre pronto a mettere di buon umore chi aveva la fortuna di conoscerlo.<br />
Molti ti ricordano soprattutto per gli intramontabili scatch con Sandra, con la quale hai lavorato per quasi 50 anni, un record. Ma tu hai lavorato anche in teatro e nel cinema, dove fosti protagonista già nel 1947 in &#8220;I due orfanelli&#8221; di Mario Mattioli. Sei stato anche bersagliere, atleta, sceneggiatore e, il 26 giugno 1996 hai ricevuto l&#8217;onoreficenza di Grand&#8217;Ufficiale dell&#8217;Ordine al merito della Repubblica Italiana. E come non ricordare le tue esperienze con il grande Ugo Tognazzi, fra cui il programma di satira &#8220;Un, due, tre&#8221;, che contribuì a darti fama e notorietà.<br />
Ma a mio avviso &#8220;Casa Vianello&#8221; è la situation comedy che ci ha regalato i momenti più divertenti, al fianco di Sandra, mai una caduta di stile, la tua comicità è sempre stata garbata. ll mondo si trasformava, il linguaggio, anche comico, diventava più pesante, irriverente, sgraziato, tu non ci sei caduto, hai mantenuto il tuo aplomb, hai dimostrato come a volte basta uno sguardo, un ammiccamento, un ghigno accennato per far piegare in due dal ridere. Tu ci riuscivi molto bene, dieci minuti in tua presenza e la giornata assumeva un tono più leggero. Te ne sei andato mantenendo la tua ironia fino all&#8217;ultimo. Non si può non ricordare quanto ha detto Pippo Baudo: &#8220;Negli ultimi tempi non parlava più, si era come assopito, ma recentemente ero riuscito a parlarci: &#8220;se mi chiami per le condoglianze anticipate hai sbagliato numero&#8221; era stata la sua ironica risposta&#8221;. Ecco, è bello ricordarti così, la tua ironia è una lezione di vita, non andrebbe mai dimenticata.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Ricordo di Baldo Cappellano a un anno dalla scomparsa</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 11:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tempo sembra passare più in fretta del solito, ieri sera pensavo che oggi è un anno esatto che Baldo Cappellano se n&#8217;è andato, eppure sembra cosa recentissima, l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho incontrato era durante l&#8217;evento svoltosi a Siena che vedeva confrontarsi Franco Ziliani con Ezio Rivella, ex direttore della Banfi. Ora sono qui a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2905" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="cappellano" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/02/cappellano.jpg" alt="cappellano" width="375" height="392" />Il tempo sembra passare più in fretta del solito, ieri sera pensavo che oggi è un anno esatto che Baldo Cappellano se n&#8217;è andato, eppure sembra cosa recentissima, l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho incontrato era durante l&#8217;evento svoltosi a Siena che vedeva confrontarsi Franco Ziliani con Ezio Rivella, ex direttore della Banfi. Ora sono qui a Montalcino a degustare il Brunello 2005 e non riesco a non pensarci.<br />
Baldo era una di quelle persone alle quali non puoi non affezionarti, tanta la sua dolcezza e umanità, il suo spessore culturale, il suo sguardo dolcissimo, sguardo che ritrovo perfettamente nel figlio Augusto, che porta avanti con coraggio e stesso amore l&#8217;azienda di famiglia in quel di Serralunga d&#8217;Alba.<br />
Restano i vini, i suoi Barolo Otin Fiorin che non lasciano mai indifferenti, vini puri e sinceri, che non nascondono mai nulla perché non hanno nulla da nascondere.<br />
Immagino Baldo, accanto al suo &#8220;nebieul&#8221;, sorridente, sereno, che ci guarda con la sua aria mansueta ma attenta, vigile, pronta a riprenderci quando ci vede smarriti e incerti, a donarci una delle sue pillole di saggezza. Credo che non ci invidi, la piega che sta prendendo questo mondo non è certamente delle migliori, e lui lo sapeva bene. Ma ci ha insegnato che quando si crede in qualcosa, quando si hanno dei valori profondi, quando si ama davvero la propria terra, la famiglia, gli amici, quando si è disposti a mettersi in gioco, a condividere un&#8217;idea e un percorso, rimane sempre una traccia profonda, un segno indelebile che altri possono raccogliere e portare avanti.<br />
Grazie Baldo, non ti dimenticheremo.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Giorgio Gaber, sette anni dopo la scomparsa</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 21:58:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Giorgio Gaber]]></category>
		<category><![CDATA[In ricordo di Giorgio Gaber]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Canzone]]></category>

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		<description><![CDATA[Te ne andasti, silenziosamente, il 1° gennaio 2003 portando con te una montagna di amore che lascia ancora abbondanti tracce in tutti coloro che da allora tengono vivo il tuo ricordo proponendo spettacoli, storie, aneddoti, recitando tuoi testi o cantando tue canzoni, o semplicemente parlando di te e del tuo teatro canzone.
Si è sentita la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2874" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="giorgio_gaber" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/01/giorgio_gaber.jpg" alt="giorgio_gaber" width="369" height="560" />Te ne andasti, silenziosamente, il 1° gennaio 2003 portando con te una montagna di amore che lascia ancora abbondanti tracce in tutti coloro che da allora tengono vivo il tuo ricordo proponendo spettacoli, storie, aneddoti, recitando tuoi testi o cantando tue canzoni, o semplicemente parlando di te e del tuo teatro canzone.<br />
Si è sentita la tua perdita, eccome se si è sentita, e suona ancora più dolorosa quando, rileggendo tanti tuoi lavori, possiamo osservare con quanta precisione tu avevi saputo cogliere e descrivere le contraddizioni, le debolezze, le paure, le rigidità, le idiosincrasie, i falsi bisogni, le meschinità, ma anche i lati buoni degli esseri umani. Ci hai portato dentro la tua malattia, ci hai fatto sentire la difficoltà di esserci quando un genitore se ne va in un letto d&#8217;ospedale, di fare un gesto semplice ma fondamentale come accompagnare col calore della propria mano la sua dipartita. La paura della morte che è anche paura della vita. Ci hai mostrato come l&#8217;amore fra un uomo e una donna passi prima di tutto attraverso il rispetto di uno per l&#8217;altro, e come possa la sessualità diventare miseria quando vissuta senza la minima percezione dell&#8217;altro. Ci hai indicato come sia indispensabile passare attraverso i nostri disagi per poter nascere a vita nuova. Ci hai mostrato con straordinaria chiarezza dove questo mondo sta andando a finire, come il meccanismo sia difficilmente arrestabile o quantomeno deviabile verso percorsi più saggi, verso la riconquista di tutti quei valori di cui i nostri figli rischiano di non sapere più nulla, di non percepire neanche l&#8217;essenza di fondo.<br />
Il vuoto non è un fatto negativo, è la base da cui partire per costruire qualcosa di positivo e per trovare finalmente se stessi, ma per poterlo fare non bisogna averne paura, come del buio, del silenzio, tutti aspetti che ci fanno pensare erroneamente alla morte, al nulla, al&#8217;assenza, e che invece sono fondamentali come le pause in una musica, i silenzi in una scena di un film, l&#8217;oscurità come possibilità di vedere oltre e altro che la luce non permetterebbe mai di percepire.<br />
Per ora il mondo sembra continuare a non accorgersi di quello che sta accadendo, ma la tua traccia rimane, la possibilità di fare qualcosa di profondamente diverso è ancora lì, in attesa di essere colta&#8230;<br />
Grazie di tutto Giorgio, davvero. Che la terra custodisca la tua anima leggera restituendoti quel calore immenso che ci hai donato.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Storie di gatti e di parti: la vita vince su tutto</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 18:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[il parto dei felini]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di gatti]]></category>

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		<description><![CDATA[Buffo vero? Il 19 marzo è la festa del papà, chi l&#8217;avrebbe mai detto che io lo avrei passato così, accudendo Lina, la mia gatta, durante il parto avvenuto questa mattina tra le 7.50 e le 10.33. L&#8217;ecografia fatta quasi due mesi fa aveva rilevato 3 esserini in formazione. Due mesi in cui l&#8217;ho seguita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1738" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="Cinque gattini" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/mici5_latte.jpg" alt="Cinque gattini" width="470" height="707" />Buffo vero? Il 19 marzo è la festa del papà, chi l&#8217;avrebbe mai detto che io lo avrei passato così, accudendo Lina, la mia gatta, durante il parto avvenuto questa mattina tra le 7.50 e le 10.33. L&#8217;ecografia fatta quasi due mesi fa aveva rilevato 3 esserini in formazione. Due mesi in cui l&#8217;ho seguita con attenzione, vedevo il suo corpo dilatarsi sempre di più, nelle ultime due settimane tendeva ad appoggiare la pancia al pavimento.</p>
<p>Orgogliosa, per nulla incline a farsi prendere in braccio, Lina decide sempre se e quando accettare le nostre attenzioni, è lei che sceglie dove dormire, una volta nella cesta, un&#8217;altra sul tavolo, un&#8217;altra ancora sul nostro letto. Le avevamo preparato una cesta molto più grande per il futuro parto, ma lei la ignorava completamente. Intanto la pancia cresceva. Lina usciva di meno in giardino, ma almeno una volta al giorno ha continuato a farlo fino a due giorni fa. Da ieri qualcosa è cambiato, non trovava più una posizione per riposare, resisteva pochi minuti e poi si spostava. Ho accostato la mano sul suo corpo e ho sentito movimenti evidenti, addirittura in alcuni momenti potevo osservare un corpicino che formava un bozzo a pochi centimetri dalla sua spina dorsale.</p>
<p>Come era agitata la mia Lina, mi guardava come a chiedermi spiegazioni del perché le succedeva tutto questo, in fondo ha solo 10 mesi! E io lì a consolarla, sussurrandole parole dolci, accarezzandola o poggiando la mano sul ventre per rassicurarla. E a me chi mi rassicura, pensavo&#8230;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1739" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="I primi due" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/mici2_min.jpg" alt="I primi due" width="470" height="312" />Lina, non riesci proprio a riposare, eh? Dai, vieni sul lettone vicino a noi, è grande e spazioso, ti prometto che non ti mollo. Lina sale sul letto e fa qualche breve versetto, poi si avvicina e mi guarda, le leggo la paura. Si sdraia, prova a rilassarsi, ma i gattini assestano colpi da tutte le parti, Lina è distesa su un fianco e alza la zampa posteriore, non riesce a sopportare quei colpi. Sospira, mugola, poi, verso le 2 di notte si addormenta. Io no. Diciamo che cado in una specie di dormiveglia, ogni tot minuti lei si agita e io apro gli occhi. Poi alle sette del mattino, improvvisamente, scende dal letto e va sulla cuccia gigante che avevamo messo in un angolo dietro al televisore. Si, perché Lina da tempo aveva dato dimostrazione di cercare punti nascosti della casa, protetti, sicuri.</p>
<p>Sono le 7 e 40. Lina è sempre più nervosa e agitata. Laura deve andare al lavoro, le dispiace un casino lasciarci soli, ma oggi non può proprio assentarsi. La saluto, scende le scale&#8230; LAURA! Torna su, sta uscendo qualcosa! Si, proprio alle 7.50 Lina decide di non farcela più. Si mette carponi e comincia a gemere, allarga e stringe le cosce mugolando, io ho il cuore che batte all&#8217;impazzata&#8230; Sta uscendo la placenta con dentro un pezzo di corpicino, Lina prende fiato, ricomincia a spingere, questa volta quasi urla per lo sforzo&#8230;Dio come soffre, le accarezzo la testa e prego che tutto vada bene. Sembra un tempo infinito, invece alle 7.53 il primo gattino è finalmente fuori.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1742" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="Un micio prende il latte" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/micio_latte.jpg" alt="Un micio prende il latte" width="500" height="332" />Lina ha buttato sangue ma sa già cosa fare, meraviglia dell&#8217;istinto! Comincia a leccare il piccolo per ripulirlo tutto e scuoterlo dal torpore, poi mangia la placenta, infine rompe il cordone ombelicale e&#8230;il micio rompe il silenzio! Porco giuda che emozione&#8230;Lina non fa a tempo a finire di pulire il primo che eccola di nuovo in azione per tirare fuori il secondo. Laura è con me, combattuta fra il problema di fare tardi e la voglia di restare vicino a noi ed assistere a questo spettacolo straordinario. Io sono vicinissimo a Lina, accovacciato, sento gli odori del sangue, della pelle bagnata, della placenta. Lì per lì ho qualche fastidio, più che altro per la forte emozione, mi alzo un attimo, bevo un goccio d&#8217;acqua e mi rimetto vicino a lei. Il secondo miracolo è uscito alle 8.20, è un po&#8217; più chiaro del primo, molto simile alla madre, grigio vivo con leggerissime striature. Il lenzuolo è tutto macchiato, ma Lina fa grande pulizia con la lingua.</p>
<p>Pausa. Breve. Laura deve proprio andare, ci saluta a malincuore. Lina la guarda ed esprime con chiarezza il suo dispiacere, ma è un attimo. Dopo neanche mezzora eccola di nuovo in azione per il terzo, questa volta è meno doloroso, almeno in apparenza, Lina sembra ormai esperta e fa più in fretta. Sono le 9 e 35. Ripete la stessa operazione di pulitura. Anche il terzo micio sembra a posto, vedo le unghiette apparire e scomparire, fa il sospirato miagolio e dopo un po&#8217; raggiunge gli altri due alla ricerca della mammella da succhiare. Io sto ancora tremando, ma sono contento perché sembra sia andato tutto bene.</p>
<p>E&#8217; finita? Macché, neanche 20 minuti di pausa ed ecco piombare pure il quarto, alle 9.55. Sembra più piccolino, non si muove, cavolo! Macché! Falso allarme, appena Lina gli spazzola la sua lingua rasposa eccolo ravvivarsi e agitarsi tutto. La veterinaria aveva detto che poteva essercene un quarto&#8230;e si sbagliava! Alle 10.33 arriva il quinto, inatteso, più scuro di tutti, maculato nero e marrone chiaro, bellissimo per le striature sul musetto. Mamma mia che emozione incredibile. Cinque pargoletti. Lina è distrutta, ciò nonostante riesce a terminare il suo lavoro di pulizia. Poi si sistema su un fianco, si abbandona e lascia che i mici le succhino il latte. Che esperienza! Non avrei mai immaginato di emozionarmi così. E che forza che ha Lina! Una vera gioia vedere questi scriccioletti litigarsi lo spazio per la vita. Il resto&#8230;un&#8217;altra volta!</p>
<p>E&#8217; finita, penso.</p>
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		<title>Addio Miriam</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 19:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[que cela reste entre nous]]></category>
		<category><![CDATA[Miriam Makeba]]></category>

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		<description><![CDATA[Mama Africa se n&#8217;è andata, la grande Miriam Makeba ha scelto di dare tutta se stessa fino all&#8217;ultimo, anche se le sue forze erano ormai agli sgoccioli. Il concerto a sostegno di Roberto Saviane, svoltosi ieri sera a Castel Volturno, l&#8217;ha strappata alla vita, ma lei, ne sono sicuro, è morta contenta. Tutta la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/miriam_makeba.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1310" style="float: left; margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="Miriam Makeba" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/miriam_makeba.jpg" alt="" width="350" height="517" /></a>Mama Africa se n&#8217;è andata, la grande Miriam Makeba ha scelto di dare tutta se stessa fino all&#8217;ultimo, anche se le sue forze erano ormai agli sgoccioli. Il concerto a sostegno di Roberto Saviane, svoltosi ieri sera a Castel Volturno, l&#8217;ha strappata alla vita, ma lei, ne sono sicuro, è morta contenta. Tutta la sua vita spesa all&#8217;insegna dell&#8217;impegno civile, contro la segregazione razziale, la povertà nel mondo, le disparità sociali. Questa volta era salita sul palco per dare il suo contributo alla lotta contro la mafia, il cuore non ha retto e dopo poche ore ci ha lasciato. Io la ricordo ad un concerto a Roma di tanti anni fa, non ricordo neanche quanti, ma ricordo la sua voce, il suo modo di ballare, la sua forza comunicativa, il suo amore per la gente, tutta la gente, senza distinzione di colore o classe.<br />
Oggi le scuole africane non hanno aperto i battenti in segno di lutto.<br />
Che tu possa riposare serena Miriam, sappi che tutti ti dobbiamo qualcosa.</p>
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		<title>Susanna Crociani e il suo Nobile vino</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 08:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cantina Crociani]]></category>
		<category><![CDATA[Il Segreto di Giorgio]]></category>
		<category><![CDATA[Nobile di Montepulciano]]></category>
		<category><![CDATA[Susanna Crociani]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; sempre una bella esperienza incontrare Susanna (la foto non è mia ma è prelevata da Facebook), non solo perché fa dei vini stupendi, ma soprattutto perché è una persona con la quale fa proprio piacere stare in compagnia. Ne ha passate tante, chi la conosce lo sa, si è trovata a dover portare avanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/susanna_crociani.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1266" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="Susanna Crociani" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/susanna_crociani.jpg" alt="" width="418" height="389" /></a>E&#8217; sempre una bella esperienza incontrare Susanna (la foto non è mia ma è prelevata da Facebook), non solo perché fa dei vini stupendi, ma soprattutto perché è una persona con la quale fa proprio piacere stare in compagnia. Ne ha passate tante, chi la conosce lo sa, si è trovata a dover portare avanti l&#8217;azienda di famiglia tutta da sola, per l&#8217;improvvisa scomparsa del fratellone Giorgio. Lei, astemia, o almeno così credeva, ha dovuto rimboccarsi le maniche e imparare ad assaggiare il vino in ogni fase della sua evoluzione, non che non lo facesse anche prima, ma certamente erano occasioni più sporadiche, ora è un impegno pressoché quotidiano. <a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/segreto_giorgio.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1267" style="float: right; margin: 5px 0px 10px 10px; cursor: hand" title="Il Segreto di Giorgio" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/segreto_giorgio.gif" alt="" width="100" height="219" /></a>La sua devozione a babbo Arnaldo, scomparso 9 anni fa, il suo amore per Giorgio, la consapevolezza che in casa Crociani si possono fare grandi vini senza trucchi e scorciatoie, rispettando pienamente i disciplinari, con metodi assolutamente tradizionali e &#8220;puri&#8221;, sono stati la molla che le ha fatto decidere che l&#8217;azienda doveva andare avanti, per babbo e Giorgio, per questa terra ricca di storia e cultura, perché attraverso quei vini è come se la loro anima, le loro idee, la loro passione continuassero a vivere.<br />
Il dolore non si può cancellare, né il vuoto che rimane dopo la perdita di persone care, ma si può lavorare per tramandare ciò che di buono hanno fatto e dato, per fare in modo che tutti, attraverso quei vini, possano conoscerli e percepire quella passione, quell&#8217;amore profondo che non mancano mai, si tratti del <strong>Nobile di Montepulciano</strong>, del <strong>Rosso di Arnaldo</strong> o del <strong>Segreto di Giorgio</strong>, un vino che aveva in proposito di realizzare e che l&#8217;impietoso destino non gli ha concesso. Susanna lo ha fatto per lui, con amore, pur riconoscendo che si tratta di un vino &#8220;diverso&#8221;, una piccola produzione, a scanso di equivoci un vino nato non per assecondare i capricci del mercato, ma semplicemente perché a Giorgio piaceva, una sfida e al tempo stesso l&#8217;espressione del suo gusto personale. No, non chiedetemi com&#8217;è, non ora, quello che ho scritto vuole essere solo un pensiero, un breve racconto, un omaggio a Susanna ma soprattutto a Giorgio, una persona cara che mi ha lasciato dentro una profonda nostalgia di quei momenti spensierati passati in sua compagnia.</p>
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		<title>E venne Lina a sconvolgere il mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 05:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[que cela reste entre nous]]></category>
		<category><![CDATA[cibi per gatti]]></category>
		<category><![CDATA[gatta Lina]]></category>
		<category><![CDATA[micio]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccola qui, Lina. Una mattina si presenta davanti l&#8217;uscio con occhi languidi, come solo i gatti sanno fare, un musetto da favola, tre mesi, forse quattro, e quel tipico ronf ronf che nel suo caso sembra aver messo gli altoparlanti tanto è forte. Un miagolio speranzoso alla ricerca di attenzione e soprattutto&#8230;cibo! Sarà piccola ma la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/lina3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-976" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="lina3" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/lina3.jpg" alt="Lina la furbetta" width="448" height="297" /></a>Eccola qui, Lina. Una mattina si presenta davanti l&#8217;uscio con occhi languidi, come solo i gatti sanno fare, un musetto da favola, tre mesi, forse quattro, e quel tipico ronf ronf che nel suo caso sembra aver messo gli altoparlanti tanto è forte. Un miagolio speranzoso alla ricerca di attenzione e soprattutto&#8230;cibo! Sarà piccola ma la fame non le manca, accidenti. Però sia io che Laura siamo piuttosto esperti di gatti, ambedue ci siamo cresciuti insieme nelle nostre case. Quindi, da subito regole alimentari e ingresso in casa solo occasionale, visto che ha a disposizione 600 metri quadri di giardino.</p>
<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/lina1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-977" style="float: right; margin: 5px 0px 10px 10px; cursor: hand" title="lina1" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/lina1.jpg" alt="Lina gioca" width="298" height="448" /></a>Viziata subito con prodotti bio, scatolette che contengono solo carne o pesce in pezzi, senza additivi, coloranti o schifezze varie, solo alimento spezzettato. Biscottini vitaminici e ogni tanto carne tritata. Troppi animali si beccano il cancro e sono sicuro che in gran parte dipende proprio da quei cibi schifosi che propinano le varie ditte a prezzi che farebbero insospettire chiunque. Perché se fosse un bambino glieli dareste? Allora l&#8217;animale di cui ti prendi cura deve essere considerato di serie b? Noi non la pensiamo così. E&#8217; giusto che abbia il meglio come lo avrebbe un nostro figlio.<br />
Da come si è comportata subito, la Lina, direi che aveva già avuto contatti con l&#8217;uomo e, forse è stata abbandonata come spesso avviene quando nascono cuccioli indesiderati (non dalla madre). Si, perché NOI siamo figli di Dio, loro sono solo animali, mai abbandonare un bimbo, un gatto è diverso.<br />
Per quanto ci riguarda, io e Laura non la pensiamo proprio allo stesso modo, infatti lei l&#8217;avrebbe tenuta in casa per coccolarsela mentre io lo ritengo ingiusto, visto che in giardino sta benissimo, si diverte, si gode la luce naturale e quando vuole scorazza libera. Basta fornirle una casettina affinché possa affrontare il prossimo inverno senza patire il freddo, e ogni tanto farla sentire partecipe della famiglia, giocando con lei e tenendola in casa quando è lei stessa a desiderarlo. Cavolo. Di prigioni ce ne sono fin troppe, almeno Lina ha il diritto di vivere libera senza finire sotto padrone. Non le dò da mangiare per avere qualcosa in cambio, ma solo per vederla crescere serena e senza problemi.<br />
A poche decine da casa c&#8217;è la strada, dove passano anche grossi camion, questo potrebbe essere un bel problema perché non c&#8217;è modo di non farla uscire dal giardino. Ma per ora sembra stia bene così. Vedremo una volta adulta cosa sarà meglio fare per assicurarle di non fare una brutta fine.<br />
Intanto godiamocela in tutto il suo fascino <img src='http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Libertà di informazione? Sui blog sicuramente no. Oscurato vinoalvino.org</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 10:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[que cela reste entre nous]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Ziliani]]></category>
		<category><![CDATA[Montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[vinoalvino.org]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiunque navighi sul web alla ricerca di informazioni e notizie sul vino e tutto cià che gli ruota intorno, prima o poi è incappato su vinoalvino.org, il blog del giornalista Franco Ziliani. E sappiamo bene, tutti quanti gli addetti ai lavori e gli appassionati, che quel blog è un punto di riferimento, una fonte incredibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/ziliani2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-965" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="ziliani2" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/ziliani2.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a>Chiunque navighi sul web alla ricerca di informazioni e notizie sul vino e tutto cià che gli ruota intorno, prima o poi è incappato su <strong>vinoalvino.org</strong>, il blog del giornalista <strong>Franco Ziliani</strong>. E sappiamo bene, tutti quanti gli addetti ai lavori e gli appassionati, che quel blog è un punto di riferimento, una fonte incredibile di notizie che, a volte, possono anche dare fastidio a qualcuno. Così può accadere che, apparentemente per caso, proprio a ridosso di un <a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=842#comment-267"><strong>incontro programmato per domani alle 15 a Siena</strong></a>, che vedrà appunto Franco Ziliani dibattere con il noto enologo ed ex amministratore delegato della Banfi, <strong>Ezio Rivella</strong>, sull&#8217;annosa questione che ha infuocato il mondo del vino negli ultimi mesi: Brunello di Montalcino, cambiare il disciplinare o no? Ebbene può accadere che un virus, non dell&#8217;influenza no, per quello dobbiamo aspettare ancora un po&#8217;, diciamo un hacker, abbia attaccato il server dove risiede la simplicissimus blogfarm, ovvero quell&#8217;insieme di blog la cui gestione compete ad Antonio Tombolini. E su quel server c&#8217;è anche, guarda caso, vinoalvino.org.<br />
Un caso? Può darsi, ma quel blog, anzi quel giornalista, che da sempre è conosciuto per la sua vis polemica, per la sua indubbia capacità di saper mettere a nudo le piaghe di un sistema indubbiamente traballante, dove la frode, il raggiro, le furberie sembrano essere diventati una pericolosa regola, favorita da troppi silenzi-assenzi, connivenze e opportunismi, quel blog ha avuto il &#8220;torto&#8221; di occuparsi da alcuni mesi di uno scottante tema che ha coinvolto quel piccolo ma notissimo comune di Montalcino. La colpa di Ziliani? Avere informato i lettori di quanto accadeva e accade tuttora nella terra del Brunello, degli scandali, degli inciuci, delle indagini, dei sequestri di vino, delle analisi che di recente hanno messo seri dubbi sul rispetto, da parte di alcuni produttori, del disciplinare che prevede la presenza nel Brunello di Montalcino di sole uve sangiovese.<br />
Ebbene, è cosa piuttosto risaputa, evidenziata anche da numerosi interventi sullo stesso blog, che a qualcuno tutto questo rumore su Montalcino non piace affatto. E, pare da fonti piuttosto attendibili che proprio a Montalcino qualcuno si sia impegnato attivamente per fare questo &#8220;scherzetto&#8221; che ha messo temporaneamente out vinoalvino.org e tutta la blogfarm di Tombolini, proprio a ridosso di quel dibattito di cui vi ho parlato. Un caso? Una sfortunata coincidenza? Un hacker smarrito e annoiato che, casualmente ha puntato quel server?<br />
Intanto, giusto per rimanere in tema ilcinese, vi segnalo l&#8217;interessantissima <a href="http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=8&amp;ID_Articolo=1318" target="_blank"><strong>intervista alla Dott. Rita Vignani</strong></a>, del Dipartimento di Scienze Ambientali dell&#8217;Università di Siena, che Ziliani ha pubblicato sul sito dell&#8217;<strong><a href="http://www.sommelier.it/" target="_blank">Associazione Italiana Sommeliers</a></strong>, intervista che rivela un nuovo metodo per stabilire il DNA dei vini monovarietali, e che non farà sicuramente piacere ad alcuni signori dell&#8217;area ilcinese.<br />
<strong>Nel frattempo mi giunge voce di un nuovo sequestro di vini presso due rinomate aziende di Montalcino&#8230;</strong></p>
<p><strong>Aggiornamento: vinoalvino.org è tornato online nel primo pomeriggio.</strong></p>
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		<title>Addio, Paul</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 14:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[que cela reste entre nous]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Newman]]></category>

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		<description><![CDATA[Non starò qui a ricordare tutti quei film dove hai lasciato un ricordo indelebile di te, me ne vengono davvero tanti in mente, da La Gatta sul tetto che scotta a La stangata, da Butch Cassidy a Lo Spaccone, Nick mano fredda. Una leggenda, questo è sicuro, bello, bellissimo ma anche bravo, sempre più bravo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/paul_newman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-897" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="paul_newman" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/paul_newman.jpg" alt="" /></a>Non starò qui a ricordare tutti quei film dove hai lasciato un ricordo indelebile di te, me ne vengono davvero tanti in mente, da La Gatta sul tetto che scotta a La stangata, da Butch Cassidy a Lo Spaccone, Nick mano fredda. Una leggenda, questo è sicuro, bello, bellissimo ma anche bravo, sempre più bravo con gli anni. Un grande attore di cui sentiremo la mancanza a lungo. Te ne sei andato dopo anni di lotta contro il male del secolo, a 83 anni, nella tua casa al fianco di tua moglie e delle tue figlie, come volevi tu. Hai vinto un solo Oscar nel 1986 per &#8220;Il colore dei soldi&#8221;, e giustamente non sei andato neanche a ritirarlo, perché di film dove sei stato grande ce n&#8217;erano già stati molti, troppi per poter giustificare un premio così in ritardo. Ma i premi non contano poi così tanto, quello che conta davvero è il segno indelebile che hai lasciato nel mondo del cinema, che nessuno ti potrà mai togliere. Ne è passato di tempo da quando debuttasti con il film &#8220;Picnic&#8221;,  cinquantacinque ann fa. I tuoi occhi dal colore e dall&#8217;intensità straordinarie non potevano non lasciare il segno. Eppure non è stato affatto facile il primo periodo, in cui hai dovuto confrontarti con altri due attori come James Dean e Marlon Brando. Ci sono voluti altri due anni prima che, con &#8220;Lassù qualcuno mi ama&#8221;, potessi finalmente spiccare il volo. Hai dato tanto al cinema, non sei stato solo un bello, cosa che ha avuto il suo peso, né ti sei limitato a fare il classico attore caratterista per tutta la vita. I ruoli sono stati diversi e sempre più impegnativi, la tua bravura indiscutibile.  E quando sembrava, ormai, negli anni novanta che fossi giunto al termine, ecco che rinasci con un capolavoro interpretativo nel film &#8220;La vita a modo mio&#8221;, e poco dopo arrivano &#8220;Le parole che non ti ho detto&#8221; e ancora &#8220;Twilight&#8221; a settantaquattro anni, in compagnia di Susan Sarandon in una scena a letto nella quale chiunque altro alla tua età avrebbe rasentato il ridicolo. Che tu possa riposare finalmente in pace.</p>
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