ne vogliamo parlare

Crisi dei mutui…ma quali mutui?!

Sono ormai alcuni giorni che tutte le sere quando rientro a casa mia moglie mi costringe agli straordinari. Vuole (giustamente) capire quello che sta succedendo. La crisi finanziaria. Il crollo delle borse. Siamo in pericolo? Boh! Tutto quello che possiedo si trova su una polizza vita intestata a mia figlia e fin quando il “botto” non sarà finale e definitivo preferisco non pensarci. Per il resto comprendo il disagio di mia moglie che vorrebbe capirci qualcosa di più ma che pur ascoltando telegiornali e speciali dedicati all’argomento, non riesce proprio a venirne a capo.
Cercherò, pertanto, di spiegare quello che sta succedendo nel modo più semplice possibile con tutti i limiti e le forzature del caso. Partiamo dalla “crisi dei mutui” immobiliari. C’è chi continua a ripetere che tutto è nato così, con la crisi dei mutui immobiliari. Beh, è già questo il primo punto sul quale non si può essere, completamente, d’accordo. Vediamo di capire cosa in realtà è successo. Tassi di interesse bassi e mercato immobiliare in crescita sono le condizioni di partenza. Comprare casa è un buon investimento, la gente stipula un mutuo e compra casa. I mutui stipulati dalle banche come tutti ben sappiamo sono garantiti dallo stesso bene oggetto del contratto, cioè la casa. Quindi nel momento in cui, per scelta o per impossibilità, non sono più in grado di pagare le rate del mutuo la banca si rivale sulla casa e non dovrebbero esserci particolari problemi (il condizionale è d’obbligo).
Questo è quello che è successo quando ci si è accorti (all’improvviso?) che le condizioni di partenza erano cambiate: il costo dei mutui superava, ormai, di gran lunga il valore della casa stessa ed i tassi di interesse sono cresciuti a dismisura con molte famiglie che non erano più in grado di affrontare il pagamento delle rate. Fondamentale è come si è arrivati a tutto questo. Le banche che avevano stipulato i mutui rivendevano i contratti ad altri soggetti (anche questo primo passaggio è abbastanza normale) che a loro volta li rivendevano ad altri soggetti e così via creando prodotti che alimentavano (drogavano forse sarebbe piuttosto dire) – attraverso un circolo vizioso e perverso – i mercati finanziari. Cosa c’era in questi prodotti, ribattezzati “prodotti tossici” (il che è tutto dire) che non andava? Semplicemente che in questi prodotti venivano inseriti non solo mutui immobiliari (che per loro natura e per quanto sopra esposto sono a basso rischio) ma anche “mutui commerciali” che sono, invece, per definizione ad alto rischio. Se questo era ben chiaro all’inizio del processo – cioè nella fase di creazione del prodotto stesso – diventava sempre più difficile rendersene conto nei prodotti “derivati” che venivano rivenduti e scambiati nei successivi ed interminabili passaggi successivi. Il mutuo commerciale può servire ad una società per promuovere un scalata ad un proprio concorrente oppure per realizzare un ingente programma di investimenti. Stiamo parlando, lo ripeto, di operazioni, di per sé, ad altissimo rischio nel momento che, ad esempio, la scalata va male oppure se si paga molto di più del valore reale delle azioni per portarla a buon fine, o ancora nel momento in cui gli investimenti programmati non portano i risultati sperati ma a dei non-risultati, se non quando a delle forti perdite. Non solo. Il problema vero è che oltre alla dose di altissimo rischio intrinseca a questo tipo di operazioni ci hanno messo lo zampino truffaldino tutta una serie di personaggi che con questo giochino si sono arricchiti a dismisura dirottando verso di sé quel denaro destinato agli investimenti attraverso l’autoconferimento di “stipendi” da capogiro.
Parliamo di centinaia di milioni di dollari (sì avete letto bene) finiti nelle tasche di uno sparuto gruppetto di manager, dirigenti, amministratori delegati (tanti casi Parmalat all’ennesima potenza per intenderci) che si sono preoccupati – prima che il tutto venisse alla luce – di occultare, perbenino, nei paradisi fiscali di mezzo mondo, le proprie “entrate”. Una sorta di (un vero e proprio) furto autorizzato che pagheranno, anzi stanno già pagando i cittadini americani ed, adesso, anche noi europei. I piani di risanamento promossi da Stati Uniti ed, a breve, l’Unione Europea chi volete, infatti, che li finanzierà… gli Stati, ovvio, la parolina magica per indicare noi, fessi cittadini di serie B.

NB: Chiedo scusa per aver banalizzato meccansimi che so ben più complessi ed articolati ma spero in questo modo di aver aiutato qualcuno, e non solo mia moglie, a capirci qualcosa di più.

Discussione

1 commento per "Crisi dei mutui…ma quali mutui?!"

  1. “Non è vero che ho intascato 500 milioni di dollari ma solo 250″

    Non è una battuta pronunciata da uno dei mitici Simpson oppure durante uno dei monologhi di Antonio Albanese mentre persona “Cetto La Qualunque”… no, non è una barzelletta ma quanto dichiarato dal CEO di Lehman Brothers, Fuld, due giorni fa, all’audizione davanti al Senato Americano…

    Inviato da FabioCimmino | 9 ottobre, 2008, 12:51

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