Silenzio. Che non si sappia in giro, ma gira voce che domani, 19 settembre alle ore 18,00, sia prevista una riunione indetta da un organismo che racchiude fra i suoi associati numerosi produttori di rilievo dell’area ilcinese. Riunione che ha come ordine del giorno la discussione di ben 5 proposte di nuovo disciplinare, che coinvolgerebbe le 4 denominazioni del territorio: Brunello, Rosso e Moscadello di Montalcino, Sant’Antimo.
Ben cinque bozze di proposta che, in forma diversa, introdurrebbero diverse modifiche, alcune decisamente forti, altre meno “invasive”. Di cosa si tratterebbe? Vediamo di sintetizzare:
Proposta n.1 (dove il numero non indica una successione logica)
- nessuna modifica sostanziale alla base ampelografica dei diversi disciplinari di produzione, ma l’introduzione di una tolleranza nei vigneti del 5% di vitigni non previsti dai disciplinari stessi;
- definizione del taglio tra annate;
- possibilità di arricchimento con MCR (mosto concentrato rettificato);
- introduzione dell’irrigazione di soccorso;
- innalzamento del numero di piante per ettaro e introduzione della resa per ogni pianta.
Proposta n.2
- nessuna modifica alla base ampelografica per tutti e quattro i disciplinari;
- una serie di voci distinte da disciplinare a disciplinare che riguardano ad esempio l’abbassamento della resa di uva per ettaro, l’innalzamento del numero di ceppi per ettaro, l’aumento della percentuale di vino che può non subire passaggio in legno, la definizione del taglio tra annate, l’arricchimento con MCR, l’irrigazione di soccorso, ecc.
Proposta n. 3
nessuna modifica sostanziale per i quattro disciplinari ma introduzione per il Rosso di Montalcino della possibilità di usare fino al 15% di vitigni a bacca rossa autorizzati nella regione Toscana.
Proposta n. 4
e qui entriamo nella zona “calda”, con una modifica rilevante che coinvolge principalmente il Rosso, il Moscadello e il Sant’Antimo: l’introduzione della denominazione di origine “Montalcino”, che racchiuderebbe tutti e tre i disciplinari, con introduzione di nuove tipologie quali Bianco, Rosso, Rosato, Moscadello, Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon, Cabernet, Merlot, Pinot Nero, Syrah, Vin Santo, Vin Santo Occhio di Pernice.
Proposta n. 5
qui la situazione si sposta su Brunello, Rosso e Moscadello che andrebbero a confluire dentro la nuova denominazione “Montalcino”, lasciando più o meno invariato il Sant’Antimo.
Nel dettaglio il Brunello e il Rosso subirebbero una differenziazione con l’introduzione della menzione “Classico”, che identificherebbe il vino tradizionalmente fatto con sangiovese al 100%, mentre per la versione senza menzione, verrebbe introdotta una percentuale massima di altri vitigni a bacca rossa del 10% per il Brunello e del 15% per il Rosso.
Che ne dite? Ben cinque possibilità di scelta, non capita tutti i giorni! Provate a ipotizzare quale di queste riscuoterà il maggior successo…
caro Roberto, questa riunione carbonara non mi risulta e le proposte, soprattutto la 3-4-5, mi sembrano veramente fuori dal mondo.
Già, sarebbe meglio fosse così, ma…staremo a vedere.
Le proposte elencate mi sembrano tante e un pò “pesanti”, specialmente la 1, la 2 e la 3. D’altro canto ultimamente le modifiche ai Disciplinari sono sempre più frequenti, quindi è sempre più difficile arginare gli “aggiornamenti” richiesti.
Ciao
In latino si dice, “excusatio non petita, damnatio manifesta”!. Cioè se alcuni in zona credono necessario di proporre un punto come il 4 è che non andiamo bene e questo da lungo… Su i punti 1 e 2, pur non controllando le stadistiche del clima nella zona, direi che anche nei vigneti più “sacri” della Spagna (Priorat),si usa l’irrigazione come soccorso…ma il problema vero è che se viene aprovato qualche punto sarà il 4…
Joan
[...] to a report published today by wine writer Roberto Giuliani, an unspecified number of Montalcino producers will [...]
Tutti stanno cercando di cambiare le cose che sono andate avanti per anni. Su qualcosa si può essere “mediamente” daccordo, ma che si vogliono stravolgere anche le cose, che se fatte a regola, sono la nostra storia e il nostro credo, allora le cose andranno sempre peggio. Le cose diventano sempre più preoccupanti. Com la mia associazione U.Be.M.E. <>, da più di vent’anni ho sempre organizzato corsi sulla conoscenza dei vini, analisi sensoriali, abbinamenti ecc. E c’erano delle tracce ben definite, dei punti fermi che i neofiti cercavano di apprendere. Adesso è una battaglia, poichè ogni mattina chi si alza prima vuole cambiare….. cambiare….. cambiare… cambiare cosa?????
A parte l’avversione per l’idea della segretezza in uno stato non totalitario, devo dire che in particolare la quinta proposta mi ha fatto quasi capottare dalla sedia.
Sembra che l’introduzione della dizione “classico” appaia ad alcuni come la panacea per tutti i mali. Ma questa dizione non ha, ancor più in questo contesto, nessun significato (non che ne avesse di più nel caso del Chianti, ma è stata utile per stabilire una differenziazione geografica fra zone con diversa tradizione storica).
Poi magari l’Italia cercherà di far proteggere mondialmente il fatto che la denominazione “classico” appartiene al nostro contesto storico-culturale, perseguendo cosi’ strade sbagliate e battaglie perse in partenza.
Siamo seri: qui si tratta di analizzare prima di tutto l’impatto della riforma sul sistema delle denominazioni per verificare quante denominazioni sarà possibile mantenere per la stessa zona geografica e poi cominciare a parlare tenendo in conto come assoluta priorità il rispetto della tradizione vitivinicola e quindi delle nostre denominazioni più importanti.
Ciascuna di queste proposte contiene un vizio di fondo: l’idea che si debbano piegare i disciplinari e le denominazioni alle politiche commerciali di questa o quella azienda o gruppo di aziende. Più si diffondono le proposte per un cambio del disciplinare del Brunello e più mi convinco che questa questione vada allargata: è l’intero sistema dei Consorzi e delle Denominazioni di Origine che andrebbe rivisto. I vizi riscontrati a Montalcino sono comuni a gran parte delle DOC italiane e diffusi con andamento esponenziale rispetto al valore economico dei vini DOC in questione.
L’orrenda riforma OCM vino potrebbe essere l’occasione per ridiscutere l’intero sistema. Gli industriali sono pronti da anni, come bene si evince dal caso Montalcino. Ho i miei dubbi che vignerons e consumatori lo siano altrettanto.
Ma poi come è andata la riunione? Qualcuno ne sa qualcosa?
[...] domande che verranno proposte ai soci non sono altro che le stesse di cui vi avevo già parlato qui, e che vi invito a rileggere. In sintesi sono cinque proposte di disciplinare, alcune delle quali [...]