Dopo anni di lotta contro un male che non perdona, durante i quali ha sempre combattuto per la vita in barba alle più pessimistiche previsioni dei medici che gli avevano dato pochi mesi di vita, Vasco Sassetti, uno dei produttori storici di Montalcino (l’azienda produce vino dai primi del ‘900), non ce l’ha fatta e sabato scorso ha abbandonato la sua terra.
Fu proprio lui che a metà degli anni ‘80 fece fare una svolta decisiva alla sua azienda di Castelnuovo dell’Abate, impostandola verso una produzione di alta qualità ed eliminando completamente la vendita del vino sfuso. Otto ettari dedicati al Brunello e al Rosso di Montalcino con una media annua di 30.000 bottiglie per il Brunello e 18.000 per il rosso, due ettari per il Sant’Antimo (13.000 bottiglie) e dieci per i vini Igt (65.000 bottiglie). Il suo Brunello è ottenuto da sangiovese vinificato con tecniche moderne, utilizzando il Ganimede, un tino per la fermentazione a controllo automatico dei rimontaggi, mentre l’affinamento avviene in barrique e botti da 25-50 ettolitri. Il lavoro in vigna è sempre stato rigoroso, potature attente per evitare interventi massicci sulla vegetazione in estate, raccolta rigorosamente manuale e cernita delle uve migliori in cantina.
Ma Vasco non si limitava a fare vino, aveva un’altra grande passione, la produzione di pecorino e salumi, che curava con altrettanto amore e impegno e proponeva nella sua trattoria Bassomondo, oltre ad un ottimo olio extravergine.
Ho ricevuto notizia della sua scomparsa da Claudio Gori, suo amico ed enologo. Caro Vasco, che la tua anima possa riposare finalmente serena fra i filari del tuo brunello.
Grazie Roberto !
cavolo non lo sapevo neanche che fosse malato! tempo fa abbiamo tenuto i suoi formaggi nel nostro bancone, ottimi e personalissimi, di carattere come (credo) lui stesso. Condoglianze a quanti li erano vicini
Ho conosciuto la famiglia Sassetti appena arrivata a Castelnuovo, 7 anni fa,attratta dalla semplicità e dal calore della loro osteria’.I profumi e i sapori mi hanno rapita,come insolita era la loro presenza a tavola insieme agli ospiti.Ho conosciuto Vasco all’inizio della sua malattia, in quel periodo perdevo una cara persona con un male simile, questo mi ha segretamente legato di piu a loro sapendo di condividere un dramma,e di conoscerne le sfumature dolorose.Ho continuato a frequentare l’osteria. Spesso vedevo Vasco,mi ricordo una sera d’estate che dopo la chiusura si era fermato con noi fino a tardissimo a parlare della sua azienda, dei suoi vigneti…della sua malattia.Mi affascinava la sua forza e la sua tenacia che ho sempre ammirato con profondo rispetto. Continuerò a frequentare l’osteria e con affetto a ricordare Vasco.
Condoglianze alla famiglia e a quanti gli erano vicini.
Ho lavorato da lui dal 91al 98, ho condiviso i loro momenti belli e quelli brutti, con loro sono cresciuto……
Vorrei ricordare la sua testardaggine che in quegli anni lo fece andare avanti e crescere nonostante le innumerevoli difficolta’ e lo ha fatto lottare fino a lunedi nonostante i dottori anni fa li avevano dato pochi mesi di vita.
La sua forza era nell’amore per il lavoro e forse come il Foscolo nei Sepolcri che diceva ché era il culto di questi a rendere l’uomo immortale anche VascoSassetti sara’ immortale grazie al suo marchio creato con tanto lavoro.
Luciano
[...] http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=1538 lug Divagazioni Gennaio 2009 [...]
Ciao Vasco, te ne sei andato in silenzio, in punta di piedi, come sempre hai vissuuto la tua vita, senza fare “rumore” ricordo la tua semplicità e la gran voglia di fare sempre al meglio il tuo lavoro. Nonostante il male ti tormentasse, non hai mai perso la voglia di amare la tua terra che produce ottimi vini ed il tuo lavoro fino agli ultimi giorni della tua vita.
Ti ricordo con affetto e amicizia.
un amico, Luigi.