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Ezio Rivella è presidente del Consorzio del Brunello: tutto come da programma

ezio_rivellaA nulla è servita la candidatura di Fabrizio Bindocci – da quasi 35 anni enologo della Tenuta Il Poggione a Montalcino – arrivata a dire il vero un po’ troppo a ridosso delle elezioni del nuovo presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino. Sembrava, come molti davano già per scontato da tempo, che i giochi fossero ormai fatti, che Ezio Rivella avesse la strada spianata e che poco o nulla si sarebbe potuto fare per offrire un’alternativa di reale rinnovamento.
Certo, non bisogna essere prevenuti con il Cavaliere, ma è difficile dimenticare le sue opinioni sul sangiovese, le sue critiche al disciplinare, la sua visione di un Brunello più “elastico”, espressa in più occasioni, nel suo libro “Io Brunello”, ma anche nell’illuminante intervista che Franco Ziliani gli fece nel novembre 2008 per Sommelier.it. Ricordo ad esempio questo passo: “Il Disciplinare rigido tende a far produrre vini tutti uguali, che la competizione spinge fatalmente verso il basso. Il rispetto del Disciplinare diventa una giustificazione per produrre vini scadenti. Un Disciplinare più elastico, che pone un limite minimo all’utilizzo del vitigno base, stimola i produttori alla ricerca qualitativa, e consente ad ognuno di caratterizzare il proprio vino”.

Oggi Ezio Rivella, dicono, sembra intenzionato invece a portare avanti un discorso diametralmente opposto, tutto a favore del sangiovese 100%, un cambio di direzione che lascia quantomeno perplessi e che non riesco a capire chi abbia realmente convinto.  E poi siamo davvero certi che il problema di Montalcino sia la purezza del sangiovese? E non piuttosto una radicata mentalità (non di tutti, ovviamente) affaristica che ha prodotto le conseguenze che sappiamo, non solo riguardo le indagini della Procura, ma anche all’aumento spropositato di vigneti iscritti all’albo per la produzione del Brunello, la cui superficie oggi ammonta a ben 2.000 ettari, vigne che si trovano sempre più in basso, con esposizioni non ottimali, terreni del tutto diversi, spesso anche in prossimità di corsi d’acqua, certamente non adatte a produrre Brunello di Montalcino degno di questo nome.
Cosa potrà fare il Cavalier Rivella per risolvere una situazione tanto difficile e deteriorata, che va ben oltre il problema del vitigno in purezza? Sono forse previste autodeclassazioni di vigneti a Rosso di Montalcino (per il quale è molto probabile che la questione sangiovese 100% verrà rivista)? O c’è un progetto di riduzione delle aree vitate e di un maggiore controllo qualitativo delle vigne realmente idonee alla produzione del vino simbolo di Montalcino? Come intende rilanciare e ridare lustro ad una denominazione che negli ultimi anni ha sofferto la crisi più profonda che abbia mai avuto nella sua centenaria storia? Attendiamo con impazienza di sapere gli obiettivi del neopresidente…

Discussione

2 commenti per "Ezio Rivella è presidente del Consorzio del Brunello: tutto come da programma"

  1. [...] This post was mentioned on Twitter by gianluca morino, Roberto Giuliani. Roberto Giuliani said: Ezio Rivella è presidente del Consorzio del Brunello: tutto come da programma http://bit.ly/duyGNq [...]

    Inviato da Tweets that mention Esalazioni etiliche | Ezio Rivella è presidente del Consorzio del Brunello: tutto come da programma -- Topsy.com | 4 giugno, 2010, 12:04
  2. Condivido, Roberto: quello del 100% Sangiovese è solo uno dei grandi problemi da cui la denominazione è afflitta e che il neopresidente dovrà risolvere. Scaltrezza, esperienza e carattere non gli mancano certamente. Lasciano più perplessi le scelte del passato e certe recenti dichiarazioni. Resto convinto del principio che debbano essere i produttori a scegliere i propri leader, quindi se ai produttori va bene il cavalier Rivella (o meglio: vanno bene i consiglieri che l’hanno nominato e il criterio con cui sono stati scelti), nessuno può sindacarli. Come ho scritto sul mio blog (http://blog.stefanotesi.it/?p=321), sono casomai i numeri (8 favorevoli, 2 pro Bindocci e 5 astenuti) della nomina a far pensare dinamiche “fluide”. Ma si tratta di interpretazioni. Credo soprattutto, però, che a Montalcino debba passare la “sbornia” di successo e di facili guadagni che nemmeno gli schiaffi dello scandalo sembrano aver fatto completamente dissolvere.

    Inviato da Stefano Tesi | 4 giugno, 2010, 12:18

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