<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Esalazioni etiliche</title>
	<atom:link href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog</link>
	<description>tutto quello che potremmo dire sotto l&#039;effetto dell&#039;alcol</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2010 06:55:58 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Procork: una possibile soluzione al &#8220;sentore di tappo&#8221;?</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/procork-una-possibile-soluzione-al-sentore-di-tappo.html</link>
		<comments>http://www.lavinium.com/laviniumblog/procork-una-possibile-soluzione-al-sentore-di-tappo.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 13:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[ne vogliamo parlare]]></category>
		<category><![CDATA[notizie dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Procork]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi di tappatura]]></category>
		<category><![CDATA[Sugherificio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[tappi per vino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=3141</guid>
		<description><![CDATA[Chi produce vino sa bene quanto l&#8217;utilizzo del tappo di sughero per chiudere le bottiglie sia necessario ma non esente da rischi. Nonostante la tecnologia di produzione dei sugheri si sia sempre più affinata, il problema del TCA (Tricloroanisolo), artefice del tristemente famoso &#8220;sentore di tappo&#8221;, provocato da un fungo, l&#8217;Armillaria mellea, parassita della quercia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3143" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="procork" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/procork.gif" alt="procork" width="470" height="365" />Chi produce vino sa bene quanto l&#8217;utilizzo del tappo di sughero per chiudere le bottiglie sia necessario ma non esente da rischi. Nonostante la tecnologia di produzione dei sugheri si sia sempre più affinata, il problema del TCA (Tricloroanisolo), artefice del tristemente famoso &#8220;sentore di tappo&#8221;, provocato da un fungo, l&#8217;Armillaria mellea, parassita della quercia da sughero, fino ad oggi non è (era?) stato trovato ancora un sistema sicuro che permetta di continuare ad usare il tappo di sughero senza correre più alcun rischio.</p>
<p>Consce dell&#8217;annoso problema, molte aziende si sono specializzate nella produzione di sistemi di tappatura alternativi, usando materiali diversi, con risultati non sempre adeguati, dai tappi sintetici a quelli a vite, da quelli a corona a quelli in vetro. Ciascuno presenta dei vantaggi e degli svantaggi, estetici, economici, di durata, di funzionalità, ecc.<br />
Per i vini non destinati ad invecchiamento, molte aziende hanno abbandonato il sughero per una delle soluzioni alternative oggi in commercio, mentre per gli altri il problema è rimasto irrisolto, soprattutto per quanto riguarda la microossigenazione, necessaria a garantire l&#8217;evoluzione del vino.<br />
I problemi del tappo che condizionano la buona salute del vino, fra l&#8217;altro, sono numerosi; il TCA è sicuramente il più noto e e frequente, ma ne esistono altri come le pirazine (si, quei composti che vengono citati sempre quando si parla di sauvignon e cabernet, che danno sentori di peperoni, asparagi, fagiolini ecc.) e la geosmina (che anche a concentrazioni molto basse può dare sentori di terra, fungo e muffa). Fin qui tutte sensazioni facili da percepire al naso, ma sappiamo anche che ci sono situazioni particolari in cui il tappo di sughero, apparentemente privo di odori estranei, può nascondere insidie ancora più malefiche, alterando le sensazioni del vino sia con profumi anomali che provocandone il totale spegnimento. In questi casi capire che il problema non è del vino ma del tappo diventa una specie di terno al lotto, è solo l&#8217;esperienza che può permetterci di individuarlo, evitando di penalizzare il prodotto con un giudizio affrettato.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3147" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="procork_membrane" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/procork_membrane.gif" alt="procork_membrane" width="235" height="404" />Ecco perché non potevo fare a meno di approfittare del &#8220;<strong>Tapping Panel</strong>&#8220;, una proposta lanciata sul network <strong><a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=4052" target="_blank">Vinix</a></strong>, dal <strong>Sugherificio Veneto</strong>, distributore ufficiale per l&#8217;Italia del <strong>Procork</strong>, un rivoluzionario sistema di tappatura che prevede l&#8217;utilizzo del normale sughero con alle due estremità una speciale membrana che dovrebbe impedire il passaggio delle molecole di TCA, consentendo però il normale scambio del vino con l&#8217;ossigeno.<br />
L&#8217;idea era quella di proporre alle prime 30 persone interessate l&#8217;invio di due bottiglie di <strong>Shiraz 2007</strong> dell&#8217;azienda australiana <strong><a href="http://www.mountavoca.com.au/" target="_blank">Mount Avoca</a></strong>, tappate con il Procork, affinché ognuno esprimesse le proprie sensazioni (non sul vino ma sulla tipologia di tappo). Devo ringraziare <strong>Davide Cocco</strong> dell&#8217;agenzia di comunicazione &#8220;<strong><a href="http://www.studiocru.com/" target="_blank">Studiocru</a></strong>&#8220;, che aveva il compito di gestire la cosa, di avermi ugualmente inviato una bottiglia nonostante avessi risposto all&#8217;appello ben oltre le prime 30 richieste.</p>
<p>Ma entriamo nel dettaglio del manufatto: a tutti gli effetti è un tappo, monopezzo, ovvero non composto da più rondelle, di buona consistenza. Delle due membrane situate all&#8217;estremità, ovviamente, una sola è stata a contatto con il vino, e ne ha acquisito il colore, in modo decisamente più omogeneo di quanto accadrebbe con un tappo normale, fatto che esteticamente può lasciare perplessi, fra l&#8217;altro si nota un restringimento nella parete dove la membrana è fissata, assai poco naturale, e una lucentezza che richiama inesorabilmente i materiali sintetici e stona con il resto del tappo; l&#8217;altra membrana, rivolta verso la capsula, manifesta una piccola macchia di colore azzurrina su un lato, che mi lascia perplesso sulla omogeneità del prodotto (e di conseguenza delle sue funzioni). Il profumo che emana il tappo è assolutamente scevro da quasiasi anomalia, e denuncia purtroppo i classici sentori di molti rossi australiani, ancora fortemente enologici, legnosi, burrosi, ma questa è un&#8217;altra storia.<br />
Provo a togliere le membrane per verificarne la consistenza: quella a contatto con il vino si toglie facilmente rimanendo del tutto integra, mentre l&#8217;altra, probabilmente a causa di una maggiore secchezza, tende a frantumarsi in alcuni punti, fenomeno irrilevante purché si eviti di girare il tappo per richiudere la bottiglia.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-3144" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="procork_mountavoca" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/procork_mountavoca.jpg" alt="procork_mountavoca" width="470" height="707" />Più di questo non mi è possibilie verificare, soprattutto perché il test non è effettuato con un tappo attaccato da TCA, il che non dimostra l&#8217;efficacia delle membrane. Anche sulla capacità di far evolvere bene il vino e sulla tenuta delle membrane direi che non ho elementi per poter fare qualsiasi tipo di valutazione, troppo presto.<br />
Comunque il sistema appare ben congegnato, il tessuto della membrana, una volta estratta e lasciata asciugare completamente, appare simile ad un fittissimo reticolo con la consistenza della buccia di un acino, compatto ed omogeneo. Dal punto di vista estetico nulla o quasi da dire, se non che si può lavorare per eliminare o ridurre al massimo quella lucentezza pellicolare che contrasta decisamente con il sughero.<br />
Sul prezzo non ho ricevuto alcuna informazione, pertanto mi fermo qui.<br />
Ah, volete che mi addentri sulle meraviglie gusto-olfattive di questo Shiraz 2007 pluripremiato? Ok: colore rubino cupo e impenetrabile, bouquet intenso di amarene, mirtilli, more in confettura, pepe nero, noce moscata, vaniglia, cacao, tamarindo, burro di arachidi. Al palato è come se uno strato di grasso ti avvolgesse tutte le pareti, isolandole dal contesto e ponendole in una condizione di prigionia, non è solo il legno, la dolcezza, la marmellosità a dominare, c&#8217;è anche il pepe e la liquirizia (che rappresentano la sua caratteristica migliore), ma soprattutto non c&#8217;è un&#8217;acidità che ripulisca da questo strutto enologico, da questa patina che si deposita, hai come la sensazione che le papille vengano sigillate e in bocca rimane una percezione dolce-amara che proprio entusiasmante non è. Un monolite, magari fosse solo il legno il problema, qui c&#8217;è una mano pesante dal punto di vista tecnico, dove pesante va visto come quantitativamente e non qualitativamente. Come si fa a premiare un vino del genere? Fate caso a quanto dura questa sensazione, praticamente l&#8217;unico modo per liberarsene è lavarsi i denti.</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">NOTA A MARGINE</span></strong></p>
<p><span style="color: #800000;">Visto i dubbi e le perplessità arrivati da più parti (non solo qui ma anche su Facebook), riporto un&#8217;ulteriore spiegazione sul Procork:<br />
La membrana è ancorata ai bordi laterali del tappo, pertanto è del tutto normale vedere i contorni con il colore del vino, non si tratta di un cedimento della membrana ma di un naturale effetto del contatto. Il vino “deve” entrare in contatto con il sughero, altrimenti la microossigenazione non avverrebbe.<br />
La membrana non è altro che un filtro “calibrato”, ovvero è tarata per trattenere le molecole di TCA che sono più grosse di quelle d’ossigeno.<br />
I test effettuati da un laboratorio indipendente (Australian Wine Research Institute) di Adelaide, hanno dimostrato l’efficacia del sistema. Di fatto si tratta di un tappo di sughero a tutti gli effetti, e i sentori che rilascia sono gli stessi che si possono percepire con qualsiasi tappo dello stesso materiale, la membrana ha solo la funzione di bloccare le eventuali molecole di TCA ma lasciar passare quelle dell&#8217;ossigeno.</span></p>
<p>Per coloro che sono interessati a provare sui loro vini il Procork, ecco i dati del distributore italiano:</p>
<p><strong>SUGHERIFICIO VENETO</strong><br />
Via del Commercio, 11 &#8211; Zona Industriale<br />
35044 Montagnana (PD)<br />
Contatto <strong>Giancarlo Mossa</strong><br />
Tel. 0429/800824<br />
Cell. 348/2320608<br />
Fax 0429/81746<br />
Sito: <a href="www.sugherificioveneto.it" target="_blank"><strong>www.sugherificioveneto.it</strong></a><br />
email: <a href="mailto:giancarlo@sugherificioveneto.it"><strong>giancarlo@sugherificioveneto.it</strong></a></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavinium.com/laviniumblog/procork-una-possibile-soluzione-al-sentore-di-tappo.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Schöneck, cucina altoatesina creativa e di alto livello</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/schoneck-cucina-altoatesina-creativa-e-di-alto-livello.html</link>
		<comments>http://www.lavinium.com/laviniumblog/schoneck-cucina-altoatesina-creativa-e-di-alto-livello.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 06:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[il gusto del cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Falzes]]></category>
		<category><![CDATA[Karl Baumgartner]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante Schoneck]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti Alto Adige]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=3123</guid>
		<description><![CDATA[Ero partito per il mio ennesimo viaggio di piacere per l&#8217;Alto Adige consapevole che, almeno in valle, avrei sofferto ugualmente il caldo torrido che nelle prime settimane di luglio ha stretto la morsa su tutto lo Stivale. E&#8217; ovvio, a Merano e ancora di più a Bolzano, se il sole picchia forte, come è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3125" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="schoeneck" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/schoeneck1.jpg" alt="schoeneck" width="470" height="312" />Ero partito per il mio ennesimo viaggio di piacere per l&#8217;Alto Adige consapevole che, almeno in valle, avrei sofferto ugualmente il caldo torrido che nelle prime settimane di luglio ha stretto la morsa su tutto lo Stivale. E&#8217; ovvio, a Merano e ancora di più a Bolzano, se il sole picchia forte, come è stato dal 16 al 23, rischi di rimpiangere persino una città afosa come Roma, se non altro perché eviteresti di fare 700 chilometri col sole sulle gambe (altrimenti non si chiamerebbe &#8220;autostrada del sole&#8221;!).<br />
Per fortuna, questa splendida regione, anzi &#8220;provincia autonoma&#8221;, ti permette in poche decine di chilometri, in macchina o usando le apposite funivie e seggiovie, di salire le coste delle numerose montagne che la circondano. Certo, quest&#8217;anno abbiamo toccato i limiti storici, perché trovare 21 gradi a quasi 2.500 metri di altezza sul passo Rombo, è davvero incredibile, è ovvio che così i ghiacciai perenni si assottigliano sempre di più fino a scomparire.<br />
Ma bando alle ciance, fra le svariate avventure effettuate quest&#8217;anno, lo dico subito, soprattutto paesaggistiche e molto meno enoiche, un discreto spazio l&#8217;ho concesso alla cucina locale, sia nei caratteristici masi che in ristoranti condotti da chef di provata fama.<br />
E&#8217; questo il caso di <strong><a href="http://www.schoeneck.it/" target="_blank">Schöneck</a></strong>, ristorante stellato Michelin, a conduzione famigliare, che si trova in Val Pusteria, vicino al comune di Falzes in località Molini. Raggiungerlo è più facile di quanto possa sembrare (anche senza navigatore), basta prendere l&#8217;autostrada per il Brennero (A22) e uscire a Bressanone-Varna, direzione per Brunico (Bruneck). Una volta arrivati al comune di Chienes, una decina di chilometri prima di Brunico, si svolta a sinistra (indicazione per Falzes), raggiunto il bivio per la frazione Issengo si svolta nuovamente a sinistra per Molini di Falzes, si attraversa un bellissimo bosco e dopo un paio di chilometri il ristorante è sulla sinistra.</p>
<p><strong>Karl Baumgartner</strong> è il re in cucina, i suoi piatti sono frutto di un lavoro approfondito sul territorio, l&#8217;equilibrio è straordinario, la presentazione delle portate dimostra senso delle proporzioni e un gusto raffinato, senza eccessi estetici che stonerebbero con l&#8217;armonia di aromi e sapori. La capienza del mio apparato digerente è piuttosto contenuta, così ho preferito limitarmi a tre portate: un antipasto, un secondo e un dolce, fidando sul fatto che mia moglie avrebbe preso altrettante e differenti portate.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-3127" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="variazione_vitello_latte" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/variazione_vitello_latte1.jpg" alt="Variazione di vitello da latte: il petto brasato, il lombo arrosto rosato nel suo fondo, insaporito con birra scura doppio malto e chicchi di caffè, su purea di patate e verdure novelle" width="470" height="312" />Come antipasto ho scelto &#8220;<em>Millefoglie di pasta filo croccante con crema di melanzane, mozzarella di bufala, pomodori canditi e gamberoni arrostiti</em>&#8220;, una vera delizia che evidenziava l&#8217;elevata qualità della materia prima, dalla mozzarella ai gustosissimi gamberoni, riuscitissimo l&#8217;accostamento con la crema di melanzane e i pomodori canditi (privi di qualsiasi aggressività acida).<br />
Laura, invece, si è orientata sui primi, non so dirvi con precisione la descrizione del piatto ma ricordo che erano degli ottimi cannelloni di carne, saporiti e allo stesso tempo delicati, mentre per secondo piatto ha optato per una straordinaria &#8220;<em>Variazione di vitello da latte: il petto brasato, il lombo arrosto rosato nel suo fondo, insaporito con birra scura doppio malto e chicchi di caffè, su purea di patate e verdure novelle</em>&#8220;, inutile dire che l&#8217;ho assaggiata in più occasioni, del resto essere in due a tavola serve anche a questo. Che dire, anche solo concepire un piatto del genere è già indice di grande fantasia e sicurezza tecnica, il risultato mi ha lasciato senza parole ma con tutti i sensi al massimo del godimento. Per me c&#8217;era uno &#8220;<em>Stufato d’agnello alla paesana servito in casseruola di rame con insalata di cavolo cappuccio allo speck</em>&#8220;, davvero saporito ed equilibrato magnificamente dall&#8217;insalata, fra l&#8217;altro ho potuto fare anche il bis, a dimostrazione che qui la cucina non si risparmia sulle quantità.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-3133" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="tortino caldo di cioccolata con gelato al tabacco" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/tortino_caldo_cioccolata.jpg" alt="tortino caldo di cioccolata con gelato al tabacco" width="470" height="312" />Chiusura con un dolce che difficilmente potrò dimenticare: &#8220;<em>Tortino caldo di cioccolato con gelato al tabacco</em>&#8220;, semplicemente meraviglioso, l&#8217;accostamento fra il gelato al tabacco e il cioccolato caldo avvolto in una delicata crosta era sublime, da provare assolutamente. Laura ha preso un ottimo semifreddo che però non ho assaggiato. Un&#8217;ulteriore nota di merito per questo splendido gioiello della ristorazione altoatesina va sicuramente alle numerose versioni di pane proposto per accompagnare i piatti (ne ricordo uno al pomodoro semplicemente strepitoso).</p>
<p>In sala c&#8217;è Mary (per la precisione <strong>Marianne Peskoller</strong>), moglie di Karl, che gestisce il servizio ai tavoli e si occupa di raccontare i piatti preparati dal marito (Mary e tutto lo staff di sala sono rigorosamente vestiti in costume sudtirolese), mentre <strong>Siegfried</strong>, uno dei due fratelli di Karl (l&#8217;altro è <strong>Hansi</strong>, superbo affinatore di formaggi), è un vero signore, impeccabile nel suo ruolo di sommelier, riesce a farti sentire perfettamente a tuo agio, evitando qualsiasi atteggiamento pomposo e di convenienza, ma instaurando subito un rapporto rilassato e cordiale, pur osservando tutti i dettami di un servizio eccellente, la cantina è nelle sue sapienti mani. Nonostante l&#8217;ampia scelta di vini regionali, nazionali ed esteri (più o meno 600 etichette), ho preferito indirizzarmi sui vini al calice, per abbinarli al meglio con i piatti e per non esagerare nella quantità di alcol, dovendo poi tornare a Merano. Come entrée ci è stato servito l&#8217;ottimo Pas Dosé di Haderburg, azienda di Salorno in grado di sfornare bollicine che, almeno a mio gusto, sono davvero notevoli, che ha accompagnato un piccolo quanto gustoso assaggio della cucina di Karl. Laura ha poi pasteggiato con un Pinot Nero mentre io ho fatto affidamento su un Pinot Bianco per l&#8217;antipasto e su un Lagrein Riserva per il secondo (versato due volte&#8230;). Con il dolce ho ceduto al Pedro Ximenez invecchiato, che con cioccolato e tabacco andava davvero a nozze, mentre Laura ha apprezzato una grappa di Lagrein. Prezzo? Sei portate complessive, 6 calici di vino, 1 di Pedro Ximenez e 1 di grappa, acqua e 2 caffè (non mancava il vassoio di piccola pasticceria finale), abbiamo speso 160 euro in due, un prezzo a mio avviso correttissimo.</p>
<p>Per chiudere vorrei aggiungere che il ristorante si trova in una zona tranquilla, immerso nel verde e a due passi dal castello omonimo, mantiene un aspetto molto caratteristico, lo stile è quello di un locale tirolese con un tocco moderno: le caratteristiche stube, ognuna corredata di antica stufa di majolica per le serate invernali, sono affiancate da una veranda interamente in legno e vetrate, che si affaccia sul paesaggio montuoso e sul fondovalle, e da una grande terrazza dalla quale si possono ammirare le piante ornamentali e apprezzare i loro profumi.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavinium.com/laviniumblog/schoneck-cucina-altoatesina-creativa-e-di-alto-livello.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alto Adige&#8230;arrivo!</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/alto-adige-arrivo.html</link>
		<comments>http://www.lavinium.com/laviniumblog/alto-adige-arrivo.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[uno sguardo a colori]]></category>
		<category><![CDATA[Castel Juval]]></category>
		<category><![CDATA[Katzenzungen]]></category>
		<category><![CDATA[Messner Mountain Museum]]></category>
		<category><![CDATA[Schoeneck]]></category>
		<category><![CDATA[Trauttmansdorff]]></category>
		<category><![CDATA[Vacanze Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Val Pusteria]]></category>
		<category><![CDATA[Val Venosta]]></category>
		<category><![CDATA[Zum Loewen]]></category>
		<category><![CDATA[Zur Rose]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=3118</guid>
		<description><![CDATA[Sono passati 2 anni dall&#8217;ultima volta che sono andato in questa regione, decisamente troppi! Ne parlavo con Laura qualche settimana fa, ricordavamo i bei posti visitati, i vini, lo speck (quello buono, anzi eccellente di un maso che si trova a pochi chilometri da Lagundo, vicino Merano), il castello Katzenzungen con la vite più vecchia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3120" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="altoadige3" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/altoadige3.gif" alt="altoadige3" width="470" height="289" />Sono passati 2 anni dall&#8217;ultima volta che sono andato in questa regione, decisamente troppi! Ne parlavo con Laura qualche settimana fa, ricordavamo i bei posti visitati, i vini, lo speck (quello buono, anzi eccellente di un maso che si trova a pochi chilometri da Lagundo, vicino Merano), il <a href="http://www.castel.katzenzungen.com/" target="_blank"><strong>castello Katzenzungen</strong></a> con la vite più vecchia d&#8217;Europa, il bellissimo paesaggio in Val Venosta, presso lo <strong>Schlosswirt</strong>, una osteria che si trova in località Juval-Stava a pochi chilometri da Ciardes. Proprietà di <strong>Reinhold Messner</strong>, con il mitico <strong>Castel Juval</strong> dove ama passare il periodo estivo. Le passeggiate a Merano con il percorso sui fianchi del Passirio, il <a href="http://www.messner-mountain-museum.it/" target="_blank"><strong>Messner Mountain Museum</strong></a> di Firmiano, ex Sigmundskron, che si affaccia su Bolzano, i fantastici giardini di <a href="http://www.trauttmansdorff.it/" target="_blank"><strong>Trauttmansdorff</strong></a> a Merano, la <strong>WeinStrasse</strong>, ovvero la Strada del Vino, dove si trovano la maggior parte delle Cantine più note.<img class="alignnone size-full wp-image-3119" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="altoadige4" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/altoadige4.gif" alt="altoadige4" width="300" height="460" />E poi le straordinarie vedute cui ci si trova davanti salendo i vari percorsi montuosi, sia dal lato del Trentino che da quello che guarda alla Val Pusteria. Gli altri giardini, della <strong><a href="http://www.labyrinth.bz/it/tenuta-kraenzel/tenuta.asp" target="_blank">Tenuta Kraenzel</a></strong>, con il divertente labirinto di piante e le opere artistiche ogni anno diverse.</p>
<p>E per mangiare? Di tutto di più, dagli eccellenti ristoranti <strong><a href="http://www.zur-rose.com/it/" target="_blank">Zur Rose</a></strong> ad Appiano di <strong>Herbert e Margot Hintner</strong>, <strong><a href="http://www.zumloewen.it/" target="_blank">Zum Loewen</a></strong> di <strong>Anna e Alois Matscher</strong> a Tesimo, <strong><a href="http://www.schoeneck.it/" target="_blank">Schoeneck</a></strong> in Val Pusteria, <strong><a href="http://www.andreafenoglio.com/" target="_blank">Sissi</a></strong> a Merano di <strong>Andrea Fenoglio</strong> e molti altri, ma anche i tanti masi sparsi per la regione offrono sempre piatti tradizionali che possono dare grandi soddisfazioni con una spesa modesta.</p>
<p>Sul dormire, però, io ho un albergo dove vado ogni volta perché mi trovo davvero bene, è il <strong><a href="http://www.maratscher.com/" target="_blank">Maratscher</a></strong>, a Lagundo, un chilometro sopra Merano, di proprietà di una donna che non passa certamente inosservata, <strong>Doris Moser</strong>, bella, colta, bravissima sommelière (ogni anno partecipa alle selezioni dei vini per il <strong>Merano Wine Festival</strong>), che da più di vent&#8217;anni gestisce questo piccolo gioiello con poche stanze ma tutte allestite con occhio artistico e grande sensibilità. La vista, inutile dirlo, è sulla Val Venosta, semplicemente magnifica, silenziosa e rilassante. Doris, che era anche un&#8217;ottima ristoratrice, ha scelto di dedicarsi esclusivamente all&#8217;ospitalità alberghiera, riservando però delle prime colazioni da urlo, con le marmellate, gli yogurt, i biscotti, i lieviti, le torte ma anche la frutta fresca (ha un grande giardino) e i prodotti salati, tutto rigorosamente preparato &#8220;in casa&#8221;. I prezzi? Sinceramente mi sembrano davvero ottimi, visto che a metà luglio ci sono camere matrimoniali con bagno a meno di 50 euro a persona, prima colazione compresa. Allora, vi ho fatto venire voglia di andare in Alto Adige?</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavinium.com/laviniumblog/alto-adige-arrivo.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dogliani e il suo Dolcetto approdano sul Web</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/dogliani-e-il-suo-dolcetto-approdano-sul-web.html</link>
		<comments>http://www.lavinium.com/laviniumblog/dogliani-e-il-suo-dolcetto-approdano-sul-web.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Maria Abbona]]></category>
		<category><![CDATA[Chionetti]]></category>
		<category><![CDATA[Dogliani Docg]]></category>
		<category><![CDATA[Dolcetto di Dogliani]]></category>
		<category><![CDATA[Eraldo Revelli]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Boschis]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Cozzo]]></category>
		<category><![CDATA[Pecchenino]]></category>
		<category><![CDATA[San Fereolo]]></category>
		<category><![CDATA[www.ildogliani.it]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=3108</guid>
		<description><![CDATA[Non so perché ma quando penso al Dolcetto mi viene in mente la scena di &#8220;Bianca&#8221; in cui Nanni Moretti dice al povero commensale &#8220;Ma come, lei non conosce la Sacher torte? Continuiamo così, facciamoci del male&#8221;. Non tanto per la questione delle troppe denominazioni piemontesi dove questo storico vitigno è protagonista, cosa che rende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-3109" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="dogliani_associati2" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/dogliani_associati2.gif" alt="dogliani_associati2" width="470" height="303" />Non so perché ma quando penso al Dolcetto mi viene in mente la scena di &#8220;Bianca&#8221; in cui <strong>Nanni Moretti</strong> dice al povero commensale &#8220;Ma come, lei non conosce la Sacher torte? Continuiamo così, facciamoci del male&#8221;. Non tanto per la questione delle troppe denominazioni piemontesi dove questo storico vitigno è protagonista, cosa che rende ovviamente la vita difficile sia a chi deve venderlo che a chi lo vorrebbe acquistare, quanto piuttosto perché ci sono zone che meritano un&#8217;attenzione particolare, hanno bisogno fortemente di emergere, di far capire ai molti che &#8220;non conoscono la Sacher torte&#8221;, che il dolcetto non è tutto uguale, ma può variare sensibilmente in territori particolarmente eletti.<br />
E Dogliani è certamente, storicamente, il territorio che meglio rappresenta questa vocazione, che sposta il ruolo del Dolcetto, da vino beverino e da tutto pasto, vinoso, gaudente ma fatto per essere bevuto in tempi brevi, su un piano del tutto diverso, offrendo un volto dai contorni più decisi, profondi, complessi. Un bambino divenuto adulto.</p>
<p>A chi non lo conosce, o a chi ne ha conosciuto solo alcuni eccessi e pomposità, oggi sinceramente del tutto sbiaditi, può risultare difficile comprendere cosa possa dare questo vitigno sulle colline che circondano Dogliani, uno dei comuni più meridionali delle Langhe, che risente della vicinanza con l&#8217;Appennino ligure a sud e con le Alpi Marittime a ovest. Colline fresche, aerate, ben esposte, con zone migliori e altre meno, come accade ovunque.<br />
E&#8217; questa la ragione per cui è nata la Docg Dogliani, piccola fetta di vigne altamente vocate che si discosta dalle rimanenti del comprensorio che ricadono nella Doc Dolcetto di Dogliani. Attenzione, questo non vuol dire che le vigne della Doc siano di qualità inferiore, bensì che hanno caratteristiche diverse, tant&#8217;è che nelle annate in cui il Dogliani non è ritenuto degno di essere prodotto, la Doc cosiddetta &#8220;di ricaduta&#8221; è il Langhe Dolcetto. E&#8217; facile indurre in confusione su questo aspetto, basti pensare al Brunello con il Rosso di Montalcino, al Nobile con il Rosso di Motepulciano, la distinzione da disciplinare invece evita fraintendimenti e mantiene indipendenti due vini che, pur se fatti con lo stesso vitigno, hanno una propria identità, almeno quando il produttore ha interesse a metterla in evidenza.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-3112" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="dogliani1" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/dogliani1-480x330.gif" alt="dogliani1" width="480" height="330" />Ma veniamo al punto, è nato finalmente, grazie all&#8217;impegno e alla volontà di alcuni produttori, con il sostegno del Comune, il sito <a href="http://www.ildogliani.it" target="_blank"><strong>www.ildogliani.it</strong></a>, ovvero la Bottega del vino Dolcetto di Dogliani: uno spaccato di questo piccolo ma affascinante territorio, con bellissime immagini firmate da <strong>Gian Andrea Porro</strong>. Un&#8217;occasione di approfondimento, dove è possibile trovare tutto su questo vitigno, la storia, le vigne, i vini, i produttori associati, la descrizione delle ultime dieci vendemmie, i dati sulla produzione, i disciplinari della Docg e della Doc, la storia della Bottega e dei suoi associati con relativo organigramma, e molte altre cose. Ne fanno parte aziende importanti come San Fereolo, Pecchenino, Anna Maria Abbona, Francesco Boschis, Quinto Chionetti, Mario Cozzo, Aldo Marenco e molti altri.<br />
Non sono un tecnico, ma a me sembra davvero ben fatto, facile da leggere e con contenuti che possono rappresentare un punto di riferimento per molti, sicuramente utile e probabilmente anche necessario, perché il web è ormai il luogo dove prima o poi tutti devono confrontarsi. Il produttore non è solo un agricoltore, non vive solo in vigna, ma fa parte della società come tutti gli altri, è quindi fondamentale che faccia propri i mezzi che questa gli mette a disposizione per farsi conoscere e apprezzare da un pubblico più vasto possibile. Uno stimolo in più per conoscere questa piccola ma importantissima realtà del vino piemontese, per assaggiare i numerosi vini e scoprire senza preconcetti né luoghi comuni un dolcetto che ha sicuramente molte cose da dire, tutt&#8217;altro che banali.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavinium.com/laviniumblog/dogliani-e-il-suo-dolcetto-approdano-sul-web.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Muore in un tragico incidente Umberto Pira dell&#8217;azienda Schiavenza</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/muore-in-un-tragico-incidente-umberto-pira-dellazienda-schiavenza.html</link>
		<comments>http://www.lavinium.com/laviniumblog/muore-in-un-tragico-incidente-umberto-pira-dellazienda-schiavenza.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 09:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[le cose che fanno male]]></category>
		<category><![CDATA[Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Pira]]></category>
		<category><![CDATA[Schiavenza]]></category>
		<category><![CDATA[Serralunga]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=3103</guid>
		<description><![CDATA[Confesso che sto facendo davvero fatica a dare questa terribile notizia, ho il batticuore perché certe cose non si vorrebbe mai accadessero. Un incidente con la moto ha portato via a Luciano Pira e Maura Alessandria, che da anni conducono egregiamente l&#8217;azienda vinicola Schiavenza in Serralunga d&#8217;Alba, il figlio Umberto, a soli 21 anni. L&#8217;incidente è avvenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-3102" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="schiavenza" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/schiavenza.gif" alt="schiavenza" width="470" height="162" />Confesso che sto facendo davvero fatica a dare questa terribile notizia, ho il batticuore perché certe cose non si vorrebbe mai accadessero. Un incidente con la moto ha portato via a Luciano Pira e Maura Alessandria, che da anni conducono egregiamente l&#8217;azienda vinicola <a href="http://www.schiavenza.com/" target="_blank"><strong>Schiavenza</strong></a> in Serralunga d&#8217;Alba, il figlio Umberto, a soli 21 anni. L&#8217;incidente è avvenuto martedì 6 sera, mentre Umberto si dirigeva con la sua moto verso il comune di Benevello, secondo la ricostruzione dei carabinieri di Diano e dei vigili urbani di Alba, stava viaggiando dietro ad una vettura preceduta da un mezzo pesante che avrebbe rallentato per svoltare a sinistra dove c&#8217;è un largo piazzale. Probabilmente non ha visto che il camion stava effettuando la manovra o non è riuscito a frenare in tempo (si ipotizza un eventuale guasto ai freni o un malore per il caldo) e lo ha preso in pieno, morendo sul colpo.<br />
Spero di potervi fornire quanto prima informazioni su quando e dove si svolgerà il funerale.<br />
L&#8217;azienda Schiavenza, che ho più volte visitato, è una delle più interessanti realtà vinicole di Serralunga, produce grandi Barolo come il Broglio, il Prapò e il Bricco Cerretta, che si affiancano ai classici vini di Langa come la Barbera, il Dolcetto, il Langhe Nebbiolo e uno dei più buoni Barolo Chinato che abbia mai assaggiato. La trattoria, che si trova di fianco alla cantina, è uno di quei posti dove non puoi fare a meno di fermarti ogni volta che passi a Serralunga.<br />
Esprimo il mio sincero cordoglio a Luciano e Maura per questo tragico momento.</p>
<p><strong>LA MESSA SI SVOLGERA&#8217; VENERDI 9 LUGLIO ALLE ORE 17.00 PRESSO LA CHIESA PARROCCHIALE DI SERRALUNGA</strong>.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavinium.com/laviniumblog/muore-in-un-tragico-incidente-umberto-pira-dellazienda-schiavenza.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli Abissi del vino</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/gli-abissi-del-vino.html</link>
		<comments>http://www.lavinium.com/laviniumblog/gli-abissi-del-vino.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 08:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[tutte le strade portano al vino]]></category>
		<category><![CDATA[bianchetta genovese]]></category>
		<category><![CDATA[enoteca Bisson]]></category>
		<category><![CDATA[furto Spumante degli Abissi]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Lugano]]></category>
		<category><![CDATA[Spumante degli abissi]]></category>
		<category><![CDATA[Vino degli Abissi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=3097</guid>
		<description><![CDATA[Chi conosce la Liguria e i vini che produce, dal Cinque Terre dell&#8217;estremo levante al Rossese di Dolceacqua dell&#8217;estremo ponente , difficilmente non ha mai sentito parlare né ha mai degustato i vini dell&#8217;Enoteca Bisson di Pierluigi Lugano. Ma se qualcuno ancora non lo conosceva, certamente un anno fa, anzi tredici mesi fa, ne avrà letto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-3098" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="abissi1" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/07/abissi1.gif" alt="abissi1" width="470" height="313" />Chi conosce la Liguria e i vini che produce, dal Cinque Terre dell&#8217;estremo levante al Rossese di Dolceacqua dell&#8217;estremo ponente , difficilmente non ha mai sentito parlare né ha mai degustato i vini dell&#8217;<a href="http://www.bissonvini.com/" target="_blank"><strong>Enoteca Bisson</strong></a> di <strong>Pierluigi Lugano</strong>. Ma se qualcuno ancora non lo conosceva, certamente un anno fa, anzi tredici mesi fa, ne avrà letto un po&#8217; ovunque, quando ha deciso di far immergere nelle acque di Cala degli Inglesi, nella Riserva Marina di Portofino, a 70 metri di profondità, ben tredici casse di &#8220;<strong>Abissi</strong>&#8221; pari a 6.500 bottiglie, un vino spumante a base di bianchetta genovese appositamente ideato affinché vivesse la sua esperienza di affinamento nei fondali marini.<br />
Certamente un&#8217;ottima idea sul piano commerciale, ma se fosse solo questo ad aver spinto Lugano ad investire non poco denaro per tutta l&#8217;operazione, significherebbe non aver capito il personaggio (operazione riuscitissima, visto che il vino è già tutto venduto).<br />
Fatto sta che, in anticipo sulla tabella di marcia che prevedeva una sosta subacquea di 18 mesi, ieri è stata effettuata l&#8217;operazione di recupero, ma con una inaspettata sorpresa: una delle casse si trovava a ben 150 metri di distanza, piegata da un lato e privata di una quarantina di bottiglie. Le casse che contengono le numerose bottiglie sono state ideate proprio dal maestro d&#8217;arte e sommelier, proprietario della cantina sita a Chiavari, in pieno Golfo del Tigullio, ciascuna pesa circa dieci tonnellate, ed è questa la sola ragione per cui quella tredicesima non è stata sottratta ai fondali marini, troppo pesante anche per dei sub sicuramente esperti ma non attrezzati in modo tale da potersi portare a casa un peso del genere.<br />
E poi dicono che il &#8220;cult wine&#8221; sta perdendo di interesse&#8230;</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavinium.com/laviniumblog/gli-abissi-del-vino.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>5 vini sincronizzati, targati Sud de France</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/5-vini-sincronizzati-targati-sud-de-france.html</link>
		<comments>http://www.lavinium.com/laviniumblog/5-vini-sincronizzati-targati-sud-de-france.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 07:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[dégustations à la volée]]></category>
		<category><![CDATA[Cin de Pays d'Oc 30670 2006]]></category>
		<category><![CDATA[Cotes de Roussillon Fuité Catalan]]></category>
		<category><![CDATA[Crémant de Limoux Brut Grande Cuvée 1531]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione sincronizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Domaine Dromadaire]]></category>
		<category><![CDATA[Mas de Madame]]></category>
		<category><![CDATA[Muscat de Frontignan 2006]]></category>
		<category><![CDATA[Sud de France]]></category>
		<category><![CDATA[Vin de Pays d'Oc Cigalus 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Vini del Sud della Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Vini Languedoc-Roussillon]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=3074</guid>
		<description><![CDATA[Tutte le volte che passo da Corso Magenta a Milano, l’occhio cade spesso sull’ufficio di rappresentanza che mostra su una delle vetrate il logo “Sud de France”. Ci cade per curiosità, in parte oramai per abitudine ed anche un po’ per invidia. Si, invidia. Rappresenta, stranamente, solo una parte del Sud della Francia in Italia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3083" style="margin: 5px;" title="Sud-de-France" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/06/Sud-de-France.jpg" alt="Sud-de-France" width="457" height="163" />Tutte le volte che passo da <em>Corso Magenta</em> a <em>Milano</em>, l’occhio cade spesso sull’ufficio di rappresentanza che mostra su una delle vetrate il logo “<a href="http://www.suddefrance-vini.com/site/"><strong>Sud de France</strong></a>”. Ci cade per curiosità, in parte oramai per abitudine ed anche un po’ per invidia. Si, invidia. Rappresenta, stranamente, solo una parte del Sud della Francia in Italia, il <strong>Languedoc-Roussillon</strong>, tralasciando il Rodano meridionale piuttosto che la Provenza, come ci aveva fatto notare <a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/festival-sud-de-france-a-milano-e-roma.html"><strong>Mike Tommasi</strong></a> proprio su questi lidi l’anno scorso quando avevamo segnalato una delle loro iniziative.</p>
<p>Però…però, intanto, ci sono, esistono. E non mancano di dinamismo, organizzazione, idee.</p>
<p>Spesso si parla di marketing del territorio, di come far conoscere una regione o un areale in particolare all’estero. Quando assisti in Italia a dibattiti o convegni dove si affronta questo tema solitamente va in scena il festival dell’ipocrisia: “dobbiamo…”, “faremo…”, “è necessario…”, “le Istituzioni dovrebbero…”e via discorrendo. Poi, il nulla. L’atavico individualismo riprende il sopravvento ed ognuno va per la sua strada, con il lamentio sempre pronto per la prossima occasione. Il problema è che noi spesso non siamo capaci di far conoscere i nostri territori ai noi stessi. Pensare all’estero mi sembra quasi un’utopia. Vengono ingaggiati testimonial noti per sponsorizzare una regione, un territorio, attraverso spot televisivi o inserzioni pubblicitarie su giornali e settimanali. Con quali risultati? Chi lo sa.</p>
<p>Oltre all’invidia sale una certa rabbia, quindi, quando vedo che una regione, il Languedoc-Roussillon, che non era certo nota per la qualità, quanto per i volumi, che apre un ufficio praticamente in pieno centro a Milano, in grado di darti tutte le informazioni necessarie caso mai ti venisse voglia di trascorrerci le vacanze piuttosto volessi capirne di più sulle loro tradizioni enogastronomiche.</p>
<p>Sicchè, un bel giorno, il suddetto ente, anzi la Maison de la Région Languedoc-Roussillon ti manda anche un bel pacco con all’interno: <strong>5 vini</strong>, <strong>un dettagliato depliant</strong> che ti illustra le caratteristiche del Languedoc-Roussillon dal punto di vista enoico e culinario, un <strong>bicchiere </strong>con logo, un <strong>cavatappi</strong> con logo e, più o meno, ti dice: “<em><strong>Caro, abbiamo deciso di festeggiare il nostro quarto anniversario. Sicché, ti spediamo dei vini, tu degustali e poi dicci cosa ne pensi. Però fallo il 21 giugno perchè insieme a te lo faranno un altro centinaio di giornalisti, blogger ed appassionati contemporaneamente. Se ti va, puoi postare le tue impressioni anche su Facebook  e Twitter</strong></em>”.</p>
<p>Ecco, noi stiamo ancora decidendo se costruire e nel caso dove farlo. Loro hanno già villette, centri commerciali, asili nido, alberghi e soprattutto, un centro informazioni.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-3084" style="margin: 5px;" title="I 5 vini in degustazione" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/06/ViniSudFrance.jpg" alt="I 5 vini in degustazione" width="400" height="266" />I vini</strong><br />
Sul perché di questi campioni nel dettaglio, non saprei. E’ evidente il tentativo di farti capire che da quelle parti ne hanno per tutti i gusti: bianchi, rosati, rossi, metodo classico e dolci.</p>
<p><strong>Crémant de Limoux  AOC Brut Grande Cuvée 1531, Sieur d’Arques</strong><br />
Non ti aggredisce né con note lievitose eccessive, né con dolcezze provenienti da dosaggi fuori registro. Qualche nota floreale di gelsomino ed un agrumato spiccato, di limone e pompelmo, sia al naso che in bocca. Semplice, sufficientemente beverino e scorrevole, senza particolari sussulti quanto a persistenze, ma corretto. La data “1531” è un omaggio alla nascita del primo vino effervescente al mondo.</p>
<p><strong>Vin de Pays d’Oc Cigalus 2008</strong><br />
E’ un tuffo in profumi e concezioni che lentamente stanno passando di moda: tostature, vaniglia, cocco, tutto molto in eccesso, dolce, dolcissimo al naso. In bocca la situazione, prevedibilmente, non cambia: molle, rotondo sin all’esasperazione, con un finale tutto giocato ancora sulla vaniglia, il burro ed i frutti tropicali. Chardonnay in prevalenza, Viogner e Sauvignon. Fermentazione in barrique nuove e successiva sosta per quasi 8 mesi.</p>
<p><strong>AOC Cotes de Roussillon, Fuité Catalan, Vignerons Catalans</strong><br />
Vinoso, con note molto accentuate di fragola, caramellose, che svaniscono con l’ossigenazione per lasciare spazio a tocchi vegetali. Bocca piacevole, dritta, fresca, senza particolari slanci. Non è un rosato leggendario, ma può fare la sua dignitosa figura rispetto a molti esponenti della categoria.</p>
<p><strong>Vin de Pays d’Oc 30670 2006, Domaine Dromadaire</strong><br />
La curiosa etichetta riporta il codice postale di Aigues-Vives nel Gard, village di origine di questo blend di syrah e grananche. Non c’è che dire, il naso è bel calibrato, tecnico il giusto, ma affatto banale: cassis, ciliegie, macchia mediterranea, olive. Bocca scorrevole con tannini presenti e di discreta grana, piacevolmente rotondo con un tocca sapido di piacevole fattura. Si beve bene.</p>
<p><strong>AOC Muscat de Frontignan 2006, Mas de Madame</strong><br />
E’ lui, è moscato. Decisamente aromatico e caratteristico, non pecca certo in prorompenza con note di salvia, uvetta sultanina ed albicocca. Ha una piacevole e delicata finezza olfattiva, completamente diversa dall’impatto in bocca, che in parte ti spiazza, se non sai che è un vino fortificato: potente, alcolico, morbidissimo e forse un filo troppo dolce. Non è il moscato che vuoteresti in pochi attimi, ma d’altronde non è stato creato con questo fine.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavinium.com/laviniumblog/5-vini-sincronizzati-targati-sud-de-france.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia nel pallone e&#8230; un po&#8217; anche nel bicchiere</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/litalia-nel-pallone-e-un-po-anche-nel-bicchiere.html</link>
		<comments>http://www.lavinium.com/laviniumblog/litalia-nel-pallone-e-un-po-anche-nel-bicchiere.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 07:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[le sourire aux lèvres]]></category>
		<category><![CDATA[tutte le strade portano al vino]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Maggio]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele De Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Cannavaro]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Quagliarella]]></category>
		<category><![CDATA[Giampaolo Pazzini]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Zambrotta]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluigi Buffon]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Chiellini]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Lippi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio in Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale italiana di calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Montolivo]]></category>
		<category><![CDATA[Rino Gattuso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=3067</guid>
		<description><![CDATA[Non ci posso credere a come il tempo scorra via inesorabile. Sono già passati 4 anni dalla finale di Berlino che ha visto gli azzurri diventare campioni del mondo e l&#8217;Italia intera, impazzire di gioia e dare il via ai festeggiamenti .
Mamma mia quanto sto invecchiando velocemente. Me la ricordo bene quella serata, anche perché preso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3068" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="italia1" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/06/italia1.gif" alt="italia1" width="470" height="372" />Non ci posso credere a come il tempo scorra via inesorabile. Sono già passati 4 anni dalla finale di Berlino che ha visto gli azzurri diventare campioni del mondo e l&#8217;Italia intera, impazzire di gioia e dare il via ai festeggiamenti .<br />
Mamma mia quanto sto invecchiando velocemente. Me la ricordo bene quella serata, anche perché preso da un &#8220;orgasmo da finale&#8221; , avevo deciso di andare a Berlino e mi ero affidato al canale &#8220;internettiano&#8221; di ebay per scovare 2 richiestissimi biglietti. E alla fine c&#8217;ero anche riuscito o almeno così credevo. Per vincere la concorrenza avevo giocato d&#8217;azzardo, sperando nella buona fede di un fantomatico Jim Roder da Londra che dopo aver ricevuto i soldi mi giurava che avrebbe velocemente spedito i biglietti. Lo so, starete pensando che sono stato un pazzo e che la probabilità che i biglietti mi arrivassero era pari alla possibilità che nevicasse in agosto in Sicilia. Ma quando avrei riavuto l&#8217;occasione di vedere una finale dei mondiali in una località facilmente raggiungibile e con la mia nazionale protagonista? Risultato finale, niente Berlino e addio ad un bel gruzzoletto d&#8217;euro, felice di vedere la vittoria in televisione ma nervosissimo per l&#8217;irripetibile occasione persa.<br />
Quest&#8217; anno ci si sposta invece in Sudafrica. La nostra nazionale deve difendere il titolo conquistato e l&#8217;impresa sembra quasi impossibile, quindi caro Jim Roder, questa volta trova pure polli di altra nazionalità da spennare.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3069" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="italia2" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/06/italia2.gif" alt="italia2" width="470" height="329" />I presupposti non sono dei più incoraggianti. La salute della nostra squadra si potrebbe riassumere nella canzone &#8220;Mexico e Nuvole&#8221;, viste le nubi che si sono sollevate dopo la sconfitta contro i &#8220;sombreri&#8221; messicani. Nemmeno il &#8220;cioccolatino&#8221; del pareggio con la Svizzera ha riportato gran fiducia e speranza.<br />
Ma è inutile fare discorsi troppo in anticipo. La storia sportiva ci insegna che siamo capaci di tirare fuori il meglio di noi quando ci troviamo in difficoltà e quando il risultato conta davvero.<br />
In Italia, nel mese dei mondiali, si possono contare circa 60 milioni di nuovi allenatori, ognuno ha la sua squadra ideale e perfino mia madre che pensa ancora che da giovane giocavo a calcio solo perché faceva bene alle ossa, si lascia andare in questo periodo a qualche uscita &#8220;trapattoniana&#8221;.<br />
Visto che le mie due passioni sono il vino (sommelier ) e il calcio (ex calciatore dilettante dai piedi quadrati ed ora nello staff tecnico di una squadra d&#8217;eccellenza), mi sono divertito a comporre la mia squadra ideale ed abbinare ogni giocatore ad un vino della mia regione, il Friuli Venezia Giulia.</p>
<p><strong>La mia squadra ideale la schiererei con lo schema 4-3-1-2</strong>.<br />
Buffon in porta. Linea difensiva composta dai centrali Chiellini e Cannavaro supportati dagli esterni Maggio e Zambrotta. A centrocampo Montolivo fungerà da regista arretrato davanti alla difesa con il supporto di due mastini come De Rossi e Gattuso. Fra la linea di centrocampo e gli attaccanti Pazzini e Quagliarella, ampia libertà di movimento a Totò Di Natale che avrà sia il compito di inserirsi e andare alla conclusione che di servire deliziosi assist ai nostri attaccanti. In panchina confermo Marcello Lippi, anche perché io la terza settimana di giugno sono in ferie e quindi non potrei essere in Sudafrica.</p>
<p><strong>LA FORMAZIONE AZZURRA</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3070" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="italia3_lippi" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/06/italia3_lippi.gif" alt="italia3_lippi" width="470" height="327" /><strong>Gianluigi Buffon &amp; Picolit di GIROLAMO DORIGO</strong><br />
Buffon è da anni il miglior portiere al mondo. Carattere diametralmente opposto a quello del mitico friulano Dino Zoff, ma entrambi con un Dna vocato esclusivamente per essere i numeri uno. Gianluigi è una rarità nel mondo del calcio. Un fuoriclasse che è diventato famoso, si è arricchito, ha sposato una modella eppure è diventato lo stesso un esempio da seguire per i giovani, mantenendo la sua genuinità e simpatica umiltà.<br />
Il Picolit è una rarità nel panorama vinicolo nazionale e internazionale. L&#8217;azienda Girolamo Dorigo rappresenta una delle realtà più importanti in regione e il Picolit che è prodotto dal bravo Alessio Dorigo è degno di essere considerato un numero uno, come lo è il buon Gigi dalle grandi &#8220;manone&#8221;, che speriamo parino tutto.</p>
<p><strong>Christian Maggio &amp; Carso Vitovska SKERK</strong><br />
Maggio è reduce da ottime stagioni con Sampdoria e Napoli, e potrebbe essere una delle novità di questo mondiale. Ha dalla sua l&#8217;entusiasmo e la sfrontatezza di chi è l&#8217;ultimo arrivato nel &#8220;giro che conta&#8221;. La sua freschezza, unita alle indubbie qualità, potrebbe portare energie nuove ad un undici che ha tanto bisogno di novità.<br />
Quale vino se non una Vitovska di Skerk potrebbe abbinarsi meglio con Christian Maggio?<br />
La Vitovska è un vitigno che magari non è ancora conosciuto alla grande platea, ma ha potenzialità incredibili. Quella di Sandi Skerk ha freschezza, sapidità e ottimo carattere, e se per Christian pronostichiamo un ottimo debutto il 14 giugno, per la Vitovska non va dimenticato che il suo mondiale lo giocherà <strong>venerdì 18 giugno presso il castello di Duino in provincia di Trieste (Mare &amp; Vitovska)</strong>.</p>
<p><strong>Giorgio Chiellini &amp; Schioppettino LA VIARTE</strong><br />
Chiellini è da molti reputato il miglior centrale al mondo. Fisico imponente, nato come esterno è diventato un muro invalicabile per gli attaccanti avversari e quando sale in attacco, nei corner o punizioni, può diventare &#8220;schioppettante&#8221; e gonfiare la rete avversaria.<br />
Se parliamo di &#8220;schioppettare&#8221; come posso allora non collegarmi ad un autoctono friulano che si chiama Schioppettino?<br />
Per dare quel qualcosa in più a questo rosso dalle enormi potenzialità, ho scelto anche una produzione dell&#8217;azienda La Viarte di Prepotto, dove il binomio felice, nella vita e nel lavoro, di Giulio e Federica Ceschin riesce a regalarci un vino pronto a schioppettare e tenere lontani gli attaccanti avversari dall’area azzurra.</p>
<p><strong>Fabio Cannavaro &amp; Pignolo El Doro LIVON</strong><br />
&#8220;Vedi Napoli e poi muori&#8221;. Non sarà mica per questo motivo che il buon Cannavaro, nella sua lunghissima carriera non ha mai voluto giocare per la sua città? Da ex difensore, non posso che inchinarmi e stendere il tappeto rosso dinanzi ad uno dei più forti difensori di quest&#8217;ultimo ventennio. A fine mondiale se ne andrà a giocare a Dubai. Da persona intelligente ha capito che è suonata la campana dell&#8217;ultimo giro. Ma essendo un&#8217;ultimo giro che si chiama &#8220;Mondiale&#8221; sono sicuro che Fabio darà tutto se stesso e anche di più.<br />
A far compagnia al buon Fabio, ci mettiamo un buon Pignolo dell&#8217;azienda Livon, che oltre ad aver radici in regione, ha un&#8217;azienda in Toscana e una in Umbria dove produce ottimi vini. Il Pignolo è un autoctono friulano con un grappolo compatto come lo dovrà essere la nostra difesa, un vino quello di Livon che ha prospettive di lungo invecchiamento (anche se non così longevo come Cannavaro).</p>
<p><strong>Gianluca Zambrotta &amp; Jakot TERPIN</strong><br />
&#8220;Passano gli anni ma 34 son lunghi, però quel ragazzo ne ha fatta di strada&#8221;. Ho rubato le parole al mitico <strong>Celentano</strong> per descrivere la carriera di Zambrotta. Juventus, Milan, Barcellona solo per nominare le squadre più importanti. Quanti chilometri macinati lungo la sua fascia di campo. Non sarà più un ragazzino, ma come non sperare che bruci ancora tanta erba nei campi di calcio del Sudafrica?<br />
Per venire incontro a Zambrotta e agli anni che passano, ho scelto il vino che rappresenta la laboriosità e il carattere dei friulani. Franco Terpin è un produttore simpatico, con un buon &#8220;corpo&#8221; e forte carattere. Ha chiamato il suo vino Jakot che non è altro che l&#8217;opposto di Tokaj perché a lui e ad altri non andava proprio giù di perdere l&#8217;antico nome e di vederlo sostituito con Friulano. Sono sicuro che se mettiamo Franco vicino a Zambrotta a presidiare la fascia, non ci saranno grandi speranze di gloria per gli esterni avversari. Unico problema chiedere il permesso alla FIFA per tesserare in fretta e furia il vignaiolo di San Floriano del Collio.</p>
<p><strong>Riccardo Montolivo &amp; Svual BORGO DELLE OCHE</strong><br />
Montolivo viene da una stagione che ha visto passare la Fiorentina dall&#8217;ingiusta eliminazione in coppa con il Bayer Monaco, ad un finale di campionato in picchiata. Talento indiscutibile, gli manca forse quella costanza che lo possa portare a diventare un grandissimo centrocampista. Magari può essere la volta buona. L&#8217;infortunio di Pirlo gli ha concesso una chance importantissima. Sta a lui dimostrare tutto il suo valore.<br />
Luisa e Nicola dell&#8217;azienda Borgo delle Oche sono due giovani talenti emergenti del panorama vitivinicolo regionale come lo è Montolivo. Il vino che ho scelto in abbinamento è lo Svual, che in friulano significa volo. Sarà di buon auspicio per Montolivo, in modo che possa finalmente spiccare il volo e dimostrare tutto il suo talento? Speriamo di sì.</p>
<p><strong>Rino Gattuso &amp; Carso Terrano ZIDARICH</strong><br />
Che annata sfortunata povero Gattuso. Infortuni e tanta panchina lo hanno tenuto in secondo piano nelle altalenanti vicissitudini della stagione del Milan. I maligni già commentavano che dopo tanto correre, il buon Rino si sia spompato e non abbia più benzina da bruciare. L&#8217;ultima partita con la Svizzera ci ha invece riproposto un Gattuso in netta ripresa. Mi sbilancio e dico che dopo la cura fatta con integratori a base di peperoncino piccante calabrese, vedremo un &#8220;Ringhio&#8221; in formato Mondiale 2006.<br />
Il Terrano è un vino aspro e scontroso, ma con un cuore immenso visto che riesce a vivere fra le rocce del Carso, la terra rossa e la bora che soffia forte e gelida in inverno. Un vino che non è mai sceso a compromessi ma che grazie ai bravi produttori carsolini, vedi ad esempio Zidarich, ha saputo farsi amare, per la sua bontà e la sua forza.</p>
<p><strong>Daniele De Rossi &amp; Collio Bianco COLLE DUGA</strong><br />
De Rossi, romano de Roma DOCG. Cuore, gambe e cervello del centrocampo. Uno che ai mondiali di 4 anni fa, dopo averla combinata grossa con l&#8217;espulsione costata una lunga squalifica, si ripresenta in campo il giorno della finale con la Francia e si prende la responsabilità di battere un rigore che poteva valere il mondiale, beh lasciatemelo dire, sotto deve avere due grandi &#8220;meloni&#8221;.<br />
Damian Princic è un po&#8217; il De Rossi dei vignaioli friulani. Giovane, simpatico e di forte personalità oltre che bravo produttore. Quindi il suo Collio Bianco può sicuramente rappresentare nelle sue varie componenti di Friulano, Chardonnay, Sauvignon e Malvasia, tutte le caratteristiche migliori presenti nella personalità e nelle qualità balistiche di De Rossi.</p>
<p><strong>Antonio Di Natale &amp; Sauvignon de La Tour VILLA RUSSIZ</strong><br />
Capocannoniere del campionato con 29 gol. Classe sopraffina, genialità, eleganza d&#8217;esecuzione. Un mistero del perché non abbia mai trovato spazio con una grande squadra. L&#8217;augurio è che Di Natale possa ripetere le gesta dell&#8217;altro Totò, quello che ad Italia 90 fu la sorpresa del mondiale (Schillaci).<br />
Lo abbino con un vino di classe, il Sauvignon de La Tour Villa Russiz, un cavallo di razza della produzione friulana, &#8220;capocannoniere&#8221; in molte annate sulle guide di settore. Prodotto da un enologo il cui nome è una garanzia di successo, MENOTTI che non sarà parente dell&#8217;allenatore che nel 1978 vinse il mondiale con l&#8217;Argentina, ma visto la coincidenza, perché non sperare che la similitudine porti fortuna alla nostra nazionale?</p>
<p><strong>Giampaolo Pazzini &amp; Colli Orientali del Friuli Pinot Grigio IPSO Zuc di Volpe VOLPE PASINI</strong><br />
Pazzini potrebbe rappresentare la novità di questo mondiale. In campionato quest&#8217;anno ha segnato 19 gol ed è stato uno degli artefici del quarto posto della sua Sampdoria. Non avrà accanto Cassano a fornirgli assist vincenti, ma penso che Totò Di Natale non lo farà sentire così solo.<br />
Lo abbino ad un importante vino dell&#8217;azienda, Volpe Pasini del bravo Emilio Rotolo, ma in questo caso nessun riferimento con il vitigno pinot grigio, ma solo la speranza che il nome della linea Zuc di Volpe sia di buon auspicio, visto che per farsi rispettare nelle aree avversarie e segnare tanti gol, a Pazzini servirà la furbizia di una volpe.</p>
<p><strong>Fabio Quagliarella &amp; RJGialla Selenze LA TUNELLA</strong><br />
Per il 14 giugno Quagliarella aveva già prenotato in una pizzeria di Napoli per avere un posto in prima fila davanti allo schermo gigante, vedersi la partita e mangiarsi una pizza bufala e salamino. Invece a sorpresa è rientrato nella lista dei convocati per il Sudafrica.<br />
Per la pizza non ci sono problemi, passo io a prendermela e me la mangio a casa. Per il Sudafrica invece la speranza è che essendo arrivato per ultimo, sia anche l&#8217;ultimo a tornare a casa, assieme ai suoi compagni di squadra.<br />
Essendo arrivato in coda agli altri, non può che essere fresco e vivace come solo una buona Ribolla Gialla dell&#8217;azienda La Tunella può esserlo, quindi il buon Massimo Zorzettig metta pure in fresco tante bottiglie di Ribolla che ci saranno da festeggiare i gol di Quagliarella.</p>
<p><strong>Marcello Lippi &amp; Sium LA VIARTE</strong><br />
Che dire di Lippi, un allenatore che ha vinto un mondiale dopo aver vinto parecchio anche con la MIA Juventus. Niente se non quello di cercare di fare di tutto per entrare ancor più nella storia con una doppietta che sarebbe fantastica per lui e per lo sport nazionale.<br />
Devo ritornare su un vino dell&#8217;azienda La Viarte per trovare un abbinamento appropriato. Infatti scelgo il Sium, nome che in friulano significa SOGNO, perché è quello che il mister Lippi e la sua squadra cercherà di regalare a tutti gli italiani.</p>
<p><strong>STEFANO CERGOLJ</strong></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavinium.com/laviniumblog/litalia-nel-pallone-e-un-po-anche-nel-bicchiere.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ancora un falso Prosecco destinato alla GDO tedesca: sequestrate 3.150 bottiglie</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/ancora-un-falso-prosecco-destinato-alla-gdo-tedesca-sequestrate-3-150-bottiglie.html</link>
		<comments>http://www.lavinium.com/laviniumblog/ancora-un-falso-prosecco-destinato-alla-gdo-tedesca-sequestrate-3-150-bottiglie.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 10:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Frode Prosecco]]></category>
		<category><![CDATA[Governatore Zaia]]></category>
		<category><![CDATA[Prosecco taroccato]]></category>
		<category><![CDATA[Sequestro falso Prosecco]]></category>
		<category><![CDATA[Sequestro vino]]></category>
		<category><![CDATA[Serenissimo Tribunal de l’Inquisithion]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=3063</guid>
		<description><![CDATA[Che il Prosecco stia godendo un momento di particolare successo è cosa nota, come è risaputo che la frode nasce soprattutto sul prodotto di largo consumo, il cui nome è ormai riconosciuto un po&#8217; ovunque.
Difficile resistere alla tentazione di speculare su nomi come Parmigiano, Brunello, Barolo, Amarone, Prosecco. Vi ricordate il &#8220;Rosecco&#8220;? Ben 14.400 bottiglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3062" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="logo_consorzio_prosecco" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/06/logo_consorzio_prosecco.jpg" alt="logo_consorzio_prosecco" width="297" height="297" />Che il Prosecco stia godendo un momento di particolare successo è cosa nota, come è risaputo che la frode nasce soprattutto sul prodotto di largo consumo, il cui nome è ormai riconosciuto un po&#8217; ovunque.<br />
Difficile resistere alla tentazione di speculare su nomi come Parmigiano, Brunello, Barolo, Amarone, Prosecco. Vi ricordate il &#8220;<strong>Rosecco</strong>&#8220;? Ben 14.400 bottiglie di &#8220;Rosecco &#8211; Vino Spumante Brut Rosé&#8221; che stavano per partire per il mercato inglese, imbottigliate da una ditta del trevigiano. E qualcuno al Vinitaly di quest&#8217;anno avrà sicuramente assistito, nello stand della Regione Veneto, a quel goliardico processo ai falsi vini veneti con tanto di &#8220;<strong>Serenissimo Tribunal de l’Inquisithion</strong>&#8221; e taglio del nastro del governatore Zaia, durante il quale otto attori in costume hanno condannato alla pena del cassonetto (la campana verde per la raccolta del vetro) vini patacca come  il Sovespa (Soave), l’Odiarone (Amarone) o il Losecco (Prosecco). Poi è arrivata la Docg Conegliano e Valdobbiadene e la Doc Prosecco a ulteriore garanzia di uno dei vini italiani  più contraffatti della storia.</p>
<p>Tutto questo non è bastato a impedire che qualche furbetto continui a provarci, conscio delle opportunità di facili guadagni. Così la giornalista <strong>Elisa Giraud</strong> per <strong><a href="http://www.oggitreviso.it/sequestrate-3150-bottiglie-di-falso-prosecco-doc-25962" target="_blank">Oggi Treviso</a></strong>, ci informa che l&#8217;Ispettorato di Conegliano ha bloccato l&#8217;ennesima frode a danno di questo richiestissimo vino, ben 3.150 bottiglie di un vino frizzante etichettato a dovere utilizzanto il marchio registrato di una ditta veronese per ingannare i consumatori meno esperti, destinato alla GDO in Germania. Come spiega <strong>Gianluca Fregolent</strong>, direttore dell&#8217;Icqrf coneglianese, &#8220;Pur trattandosi di un vino Igt Veneto pare evidente la volontà di giocare sull&#8217;equivoco soprattutto se si pensa che il vino è essenzialmente destinato a paesi esteri. Il distributore del prodotto infatti è uno dei più importanti intermediari per le vendite di vino italiano alla GDO della Germania dove, da aprile ad oggi, risultano essere state inviate circa 200.000 bottiglie così etichettate&#8221;. E Fregolent conclude con un esplicito richiamo ai buyers internazionali che &#8221;guardando solo ai prezzi non possono pensare di aver fatto l&#8217;affare, anzi in alcuni casi si potrebbe pensare più ad un atteggiamento di complicità&#8221;. Buyer avvisato&#8230;</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavinium.com/laviniumblog/ancora-un-falso-prosecco-destinato-alla-gdo-tedesca-sequestrate-3-150-bottiglie.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ezio Rivella è presidente del Consorzio del Brunello: tutto come da programma</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/ezio-rivella-e-presidente-del-consorzio-del-brunello-tutto-come-da-programma.html</link>
		<comments>http://www.lavinium.com/laviniumblog/ezio-rivella-e-presidente-del-consorzio-del-brunello-tutto-come-da-programma.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 10:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[ne vogliamo parlare]]></category>
		<category><![CDATA[notizie dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Rivella]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Bindocci]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente Consorzio Brunello di Montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[Sangiovese 100%]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta Il Poggione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=3057</guid>
		<description><![CDATA[A nulla è servita la candidatura di Fabrizio Bindocci &#8211; da quasi 35 anni enologo della Tenuta Il Poggione a Montalcino &#8211; arrivata a dire il vero un po&#8217; troppo a ridosso delle elezioni del nuovo presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino. Sembrava, come molti davano già per scontato da tempo, che i giochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3058" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="ezio_rivella" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/06/ezio_rivella.jpg" alt="ezio_rivella" width="470" height="397" />A nulla è servita la candidatura di <strong>Fabrizio Bindocci</strong> &#8211; da quasi 35 anni enologo della <a href="http://www.tenutailpoggione.it/" target="_blank"><strong>Tenuta Il Poggione</strong></a> a Montalcino &#8211; arrivata a dire il vero un po&#8217; troppo a ridosso delle elezioni del nuovo presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino. Sembrava, come molti davano già per scontato da tempo, che i giochi fossero ormai fatti, che <strong>Ezio Rivella</strong> avesse la strada spianata e che poco o nulla si sarebbe potuto fare per offrire un&#8217;alternativa di reale rinnovamento.<br />
Certo, non bisogna essere prevenuti con il Cavaliere, ma è difficile dimenticare le sue opinioni sul sangiovese, le sue critiche al disciplinare, la sua visione di un Brunello più &#8220;elastico&#8221;, espressa in più occasioni, nel suo libro &#8220;Io Brunello&#8221;, ma anche nell&#8217;illuminante <a href="http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=8&amp;ID_Articolo=1352" target="_blank"><strong>intervista</strong></a> che <strong>Franco Ziliani</strong> gli fece nel novembre 2008 per Sommelier.it. Ricordo ad esempio questo passo: <em>&#8220;Il Disciplinare rigido tende a far produrre vini tutti uguali, che la competizione spinge fatalmente verso il basso. Il rispetto del Disciplinare diventa una giustificazione per produrre vini scadenti. Un Disciplinare più elastico, che pone un limite minimo all’utilizzo del vitigno base, stimola i produttori alla ricerca qualitativa, e consente ad ognuno di caratterizzare il proprio vino&#8221;</em>.</p>
<p>Oggi Ezio Rivella, dicono, sembra intenzionato invece a portare avanti un discorso diametralmente opposto, tutto a favore del sangiovese 100%, un cambio di direzione che lascia quantomeno perplessi e che non riesco a capire chi abbia realmente convinto.  E poi siamo davvero certi che il problema di Montalcino sia la purezza del sangiovese? E non piuttosto una radicata mentalità (non di tutti, ovviamente) affaristica che ha prodotto le conseguenze che sappiamo, non solo riguardo le indagini della Procura, ma anche all&#8217;aumento spropositato di vigneti iscritti all&#8217;albo per la produzione del Brunello, la cui superficie oggi ammonta a ben 2.000 ettari, vigne che si trovano sempre più in basso, con esposizioni non ottimali, terreni del tutto diversi, spesso anche in prossimità di corsi d&#8217;acqua, certamente non adatte a produrre Brunello di Montalcino degno di questo nome.<br />
Cosa potrà fare il Cavalier Rivella per risolvere una situazione tanto difficile e deteriorata, che va ben oltre il problema del vitigno in purezza? Sono forse previste autodeclassazioni di vigneti a Rosso di Montalcino (per il quale è molto probabile che la questione sangiovese 100% verrà rivista)? O c&#8217;è un progetto di riduzione delle aree vitate e di un maggiore controllo qualitativo delle vigne realmente idonee alla produzione del vino simbolo di Montalcino? Come intende rilanciare e ridare lustro ad una denominazione che negli ultimi anni ha sofferto la crisi più profonda che abbia mai avuto nella sua centenaria storia? Attendiamo con impazienza di sapere gli obiettivi del neopresidente&#8230;</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavinium.com/laviniumblog/ezio-rivella-e-presidente-del-consorzio-del-brunello-tutto-come-da-programma.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
