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	<title>Esalazioni etiliche</title>
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	<description>tutto quello che potremmo dire sotto l&#039;effetto dell&#039;alcol</description>
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		<title>Sto facendo la fila</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[le sourire aux lèvres]]></category>
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		<description><![CDATA[Sto facendo la fila, una lunga fila, ad uno sportello statale, in una sala neanche tanto accogliente, tra un continuo viavai di gente ed un caldo afoso, pesante da respirare, tanto da desiderare di uscire al freddo pungente che, stamattina, immobilizza la natura;
tutto quanto è una lunga attesa.
Per lenire l&#8217;amarezza di veder scorrere il mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3694" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="fila" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/02/fila.jpg" alt="fila" width="470" height="231" />Sto facendo la fila, una lunga fila, ad uno sportello statale, in una sala neanche tanto accogliente, tra un continuo viavai di gente ed un caldo afoso, pesante da respirare, tanto da desiderare di uscire al freddo pungente che, stamattina, immobilizza la natura;<br />
tutto quanto è una lunga attesa.<br />
Per lenire l&#8217;amarezza di veder scorrere il mio tempo così, mentre i numeri sul tabellone scattano con velocità proporzionalmente inversa alle lancette dell&#8217;orologio, mi siedo e i pensieri cominciano a prendere distanza dall&#8217;inospitalità del luogo, immagini nitide che sopraggiungono irrazionalmente per ingannare la noia.<br />
Allora infilo la mano nella borsa ed estraggo carta e penna.<br />
Seduta sulla seggiola, un po&#8217;appartata, quasi appollaiata, mi rassomiglio ad una chioccia che cova le sue uova, schiacciata giù, nel nido, accuratamente scelto per essere isolata e in quell&#8217;inerzia i suoi occhi faticano a rimanere vigili.<br />
I momenti in cui si concede la ricerca di qualcosa da mettere nel gozzo, distendendo le ali e le gambe, sono pochi e veloci.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-3695" style="float: right; margin: 8px 0px 10px 10px; cursor: hand" title="chioccia" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/02/chioccia.gif" alt="chioccia" width="364" height="305" />Spesso, da piccola, quando andavo a controllare, piena d&#8217;impazienza, se qualcosa stava succedendo sotto le sue ali, mi accorgevo che la nonna aveva, premurosamente, lasciato nelle vicinanze del nascondiglio, acqua e frumentone, rispettosa e memore di un istinto che risiede nel genere femminile.<br />
I giorni passano e la chioccia sembra prendere sempre più posizione e consapevolezza del suo ruolo nel nido, beccando senza esitazione chi non mantiene le distanze; finchè al diciannovesimo giorno, qualcosa succede: alcune uova cominciano a schiudersi e i pulcini più impazienti mettono fuori il becco, storditi e curiosi.<br />
La chioccia, però, non abbandona il nido, resta immobile, il suo istinto sa che per portare a termine la schiusa servono ancora uno, due giorni, tempo necessario ai ritardatari per decidersi ad abbandonare i dubbi e rompere il guscio.<br />
Quando la covata è completa, l&#8217;aia si trasforma in un mondo da scoprire, dove i pulcini inseguono mamma chioccia che con un richiamo ininterrotto e le piume gonfie, becca a terra per mostrare come si fa; non è raro vedere qualche piccolo perdersi inseguendo lo svolazzare di un insetto, mentre emette un sottile pigolio.<br />
Il pigolio, ora ricordo: nei giorni che seguivano la schiusa, dal grembiule, avvolto in grembo, di nonna Zaira, mentre se ne stava a cucire o mondare la verdura, proveniva un beato pigolio, leggero, debole, come i pulcini che venivano tenuti al caldo qualche giorno di più, per rimetterli in forze al pari degli altri.<br />
Poi, ad una settimana circa di distanza, nel grembiule venivano radunati tutti, in preparazione d&#8217;un antico rito contadino al quale io ho sempre assistito con stupore; nonna sedeva con vicino un bicchiere di vino, delicatamente estraeva il primo pulcino dalla stoffa e con un gesto veloce del dito staccava una piccola escrescenza sulla punta del <img class="alignnone size-full wp-image-3697" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="orologio_chiocciola" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/02/orologio_chiocciola.gif" alt="orologio_chiocciola" width="300" height="300" />becco (residuo della nascita, forse detta ‘ad bida&#8217;, in dialetto, non riesco a ricordare con precisione), poi lo apriva con una leggera pressione per fargli bere un goccio di vino, nel quale subito dopo immergeva anche le zampette, prima di liberarlo a terra.<br />
I gesti venivano ripetuti in perfetta sequenza fino all&#8217;ultimo dei pulcini.<br />
Tale usanza era per assicurare una crescita sana e forte ai piccoli (che da subito riuscivano a beccare meglio), crescita che pareva determinare anche una fortunosa sorte per la famiglia contadina, ma da cui sicuramente dipendeva una maggior possibilità di sostentamento.<br />
Mi accorgo con la coda dell&#8217;occhio che gli eroi dell&#8217;attesa mi guardano, ormai da un po&#8217;, incuriositi, addirittura qualcuno tenta di avvicinarsi per sbirciare, ma devo aver assunto il fare intimidatorio della chioccia, perché passa velocemente; c&#8217;è persino qualche impiegato che, sorpreso, accenna a mutare leggermente l&#8217;espressione cementata.<br />
Tra poco tocca a me, neanche mi rendo conto di quanto tempo, davvero, sia passato.<br />
A volte la fantasia e i ricordi aiutano a rendere la realtà meno aspra e noiosa, transitandoci nel tempo, rendendocelo meno ostile, persino piacevole, nell&#8217;attendere.</p>
<p><strong>Gabriella Verrini</strong></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Il consumo di vino a Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 04:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Taglioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
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		<description><![CDATA[
Roma che beve il territorio, o &#8220;Roma città aperta&#8221;?
Una ricerca sul mercato vinicolo della Capitale.
In collaborazione con l&#8217;Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;,  è presente su laVINIum un questionario volto a studiare il mercato dei vini nella Capitale, rilevare le considerazioni e le richieste che giungono dai consumatori, e analizzarne i contenuti.
Il questionario è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3446" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="vinoforum2011" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/01/sapienza_ateneo.png" alt="Sapienza" width="380" height="270" /><br />
<strong><span style="font-weight: bold;">Roma che beve il territorio, o &#8220;Roma città aperta&#8221;?</span></strong><br />
<strong>Una ricerca sul mercato vinicolo della Capitale.</strong></p>
<p>In collaborazione con l&#8217;<strong>Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;</strong>,  è presente su <strong>laVINIum</strong> un questionario volto a studiare il mercato dei vini nella Capitale, rilevare le considerazioni e le richieste che giungono dai consumatori, e analizzarne i contenuti.</p>
<p>Il questionario è rivolto ai residenti del Comune e della Provincia di Roma. Chiunque desideri partecipare, può farlo rispondendo alle domande presenti a questo link:</p>
<p><strong><a href="http://www.lavinium.com/polls/questionarioconsumatori.html" target="_blank">http://www.lavinium.com/polls/questionarioconsumatori.html</a></strong></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;uragano Hiromi conquista Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[le souffle de la musique]]></category>
		<category><![CDATA[Hiromi concerto Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Hiromi Tom & Jerry Show]]></category>
		<category><![CDATA[Hiromi Uehara]]></category>

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		<description><![CDATA[Classe 1979, un prodigio della musica, energia pura, voglia di giocare con le note e capacità di farlo alla grande, come pochi altri dalla notte dei tempi. Hiromi è l&#8217;emblema di cosa è un vero talento al confronto con un bravo artista. Animale da palcoscenico, totalmente priva di qualsiasi supponenza, l&#8217;antitesi dello scorbutico e problematico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3645" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="hiromi_uehara" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/01/hiromi_uehara.jpg" alt="hiromi_uehara" width="470" height="705" />Classe 1979, un prodigio della musica, energia pura, voglia di giocare con le note e capacità di farlo alla grande, come pochi altri dalla notte dei tempi. Hiromi è l&#8217;emblema di cosa è un vero talento al confronto con un bravo artista. Animale da palcoscenico, totalmente priva di qualsiasi supponenza, l&#8217;antitesi dello scorbutico e problematico Jarrett. Basta guardarla come si dimena al piano, i versi che fa, impossibile non fare il parallelo con il celeberrimo pianista di Allentown e noti subito che le sue movenze esprimono gioia, voglia di vivere e divertirsi, mentre in Jarrett esprimono tormento, introversione, faticosa lotta.</p>
<p>Vedere un concerto come quello avvenuto sabato 28 gennaio nella sala Sinopoli dell&#8217;Auditorium Parco della Musica lascia il segno, ti rimette in pace con il mondo, ti fa dimenticare per una sera i tanti problemi quotidiani che ti tolgono il sorriso, le incazzature di una vita che dà sempre meno possibilità per essere vissuta come vorresti. Entri in un&#8217;atmosfera quasi surreale dove tutto è possibile, una tecnica mirabolante che non annoia bensì trascina e sbalordisce perché è asservita all&#8217;energia e ad una conoscenza della musica impressionante. Nella sua incredibile velocità dei fraseggi non puoi non ricordare il grande Art Tatum, nella totale indipendenza delle mani e nello straordinario senso ritmico torni ancora a Jarrett, ma anche a McCoy Tyner, Cecil Taylor e al suo mentore Ahmad Jamal. E nonostante la sua inarrivabile maestria rivela tutta la sua semplicità, il suo porsi al pubblico con una modestia che quasi ti imbarazza tanto ci sei disabituato. E&#8217; deliziosa persino quando legge alcune frasi in italiano, comprensibilissime, ma ammettendo le sue difficoltà con la nostra lingua.</p>
<p>La sala era piena, il concerto è iniziato come da programma alle 21, Hiromi non aveva mai suonato a Roma, il suo sguardo appena salita sul palco era quasi intimorito, ma è bastato che toccasse il piano, rigorosamente Yamaha, per intraprendere un emozionante viaggio fra le note, durato un&#8217;ora e mezza con due bis, l&#8217;ultimo dei quali è il suo cavallo di battaglia che ha girato il mondo: Tom &amp; Jerry Show, una sua composizione che metterebbe a dura prova molti pianisti anche blasonati. Ma quasi tutti i suoi brani hanno una struttura tecnicamente complessa, continui cambi di ritmo, velocità estrema, potenza sonora ma anche dei pianissimo praticamente perfetti. Ne sono un esempio Bqe, Choux à la crème, Cape Cod Chips ed altri brani tratti dal suo Cd &#8220;Place to be&#8221;. Ma Hiromi è una <img class="alignnone size-full wp-image-3647" style="float: right; margin: 5px 0px 10px 10px; cursor: hand" title="hiromi_uehara2" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/01/hiromi_uehara2.jpg" alt="hiromi_uehara2" width="400" height="267" />pianista completa, la tecnica è in realtà strumento per esprimere tutto il suo amore per la musica, che appare ad esempio nel toccante brano Sicilian Blue, nato da un suo recente viaggio nell&#8217;isola che l&#8217;ha fortemente emozionata.<br />
Credetemi, dopo aver visto e ascoltato questo prodigio di soli 32 anni, alla cifra modestissima di 18 euro, vi apparirà necessario ridimensionare tutte le vostre esperienze precedenti, e vi verrà automatica la domanda: com&#8217;è possibile che il concerto di un talento del genere costi solo 18 euro quando nel mondo della musica ci sono artisti modestissimi che, grazie a un perfetto supporto pubblicitario, a video magnificamente allestiti grazie all&#8217;abilità di registi famosi, a palcoscenici con effetti strabilianti, a cori e coretti, a ballerini e quant&#8217;altro, riescono a strappare dalle tasche di giovani e non solo cifre da capogiro. Hiromi era lì, sola con il suo pianoforte, un microfono, quattro spot di luce bianca e nient&#8217;altro&#8230;ed è stata pura magia.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Il Masseto ha un proprio sito&#8230;sponsor di se stesso</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/il-masseto-ha-un-proprio-sito-sponsor-di-se-stesso.html</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:35:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni enoiche]]></category>
		<category><![CDATA[notizie dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Marchesi Frescobaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Masseto]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Mondavi]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta dell'Ornellaia]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sapevate? No? Ebbene si, il Masseto, il merlot più famoso d&#8217;Italia e uno dei più conosciuti al mondo brilla di luce propria anche sul web.
Certo, a guardare gli articoli viene da pensare che sia un tantino autoreferenziale&#8230; e neanche molto aggiornato: &#8220;Primo sulla Place de Bordeaux &#8211; Tra i migliori Chateaux del mondo&#8221;, risale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3641" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="masseto_sito" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/01/masseto_sito.gif" alt="masseto_sito" width="470" height="533" />Lo sapevate? No? Ebbene si, il Masseto, il merlot più famoso d&#8217;Italia e uno dei più conosciuti al mondo brilla di luce propria anche sul web.<br />
Certo, a guardare gli articoli viene da pensare che sia un tantino autoreferenziale&#8230; e neanche molto aggiornato: &#8220;Primo sulla Place de Bordeaux &#8211; Tra i migliori Chateaux del mondo&#8221;, risale nientemeno che all&#8217;11 novembre 2008.<br />
Ma che importanza ha, in fondo è solo una vetrina, ha lo scopo di dimostrare che la crisi del Masseto non esiste, che è sicuramente uno dei migliori investimenti che si possano fare. Se ne frega dello spread lui! Se lo avete comprato qualche annetto fa, mettiamo a 500 euro, ora potete rivenderlo ad almeno il 140% in più! Che affare eh?<br />
Chi lo avrebbe detto che un merlot avrebbe potuto mettere in secondo piano il Barolo Monfortino o addirittura il Sassicaia&#8230;<br />
Si, perché il Masseto non nasce sulle eroiche pendici valtellinesi o valdostane, non rivela tutta la sua classe attingendo le sue radici dai terreni vulcanici del Vulture o dai fossili dell&#8217;Alto Piemonte, né dalle pendici dell&#8217;Etna, ma questo non deve farci credere che non abbia le sue carte nobili da giocare. Infatti i sette ettari di vigna dimorano su una collina le cui zolle sono &#8220;dure come massi&#8221; (da cui il nome del vino), collina che ha una variabilità di terreno invidiabile, tanto da poter dichiarare che è suddivisa in 3 microzone: Masseto Alto, situato a circa 120 metri slm, con suolo composto da argilla sciolta, sabbia e ciottoli; Masseto Centrale, dove l&#8217;argilla grigia costituisce la parte principale; Masseto Junior, dove l&#8217;argilla viene via via scemando.</p>
<p>E quanti nomi altisonanti sono passati nella sua storia, dal Della Gherardesca agli Antinori, dai Mondavi a i Frescobaldi, mica quisquilie, è così che si forgia un grande vino!<br />
Certo, il Masseto, come i Frescobaldi hanno preteso che fosse riprendendosi le quote del maleintenzionato Robert Mondavi, che voleva aumentare i numeri e abbassare i prezzi, è e deve rimanere un vino d&#8217;elite, poco importa se gran parte degli italiani dovranno accontentarsi di guardarlo sul sito.<br />
Per fortuna oggi si possono trovare vini straordinari senza dare fondo ai propri risparmi, ma forse nello chateaux di monsieur Masseto non se ne sono ancora accorti&#8230;</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>La spesa consapevole</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[il gusto del cibo]]></category>
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		<category><![CDATA[alimentazione biologica]]></category>
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		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare sano]]></category>
		<category><![CDATA[Spesa consapevole]]></category>

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		<description><![CDATA[La spesa consapevole è uno stile di vita. I nostri antenati sapevano cosa significava senza che qualcuno dovesse spiegarglielo. Oggi non è così facile capire di cosa si tratta, non perché siamo limitati mentalmente, ma perché si è persa la strada della semplicità, siamo diventati frettolosi, insensibili alla nostra vita, mentre ci siamo abituati a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3634" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="spesa" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/01/spesa.jpg" alt="spesa" width="458" height="319" />La spesa consapevole è uno stile di vita. I nostri antenati sapevano cosa significava senza che qualcuno dovesse spiegarglielo. Oggi non è così facile capire di cosa si tratta, non perché siamo limitati mentalmente, ma perché si è persa la strada della semplicità, siamo diventati frettolosi, insensibili alla nostra vita, mentre ci siamo abituati a seguire la strada del consumismo, perché ci sembra più facile e pratica.<br />
C&#8217;è tanta differenza fra lo stile di vita di pochi decenni fa e quello attuale, basta vedere come si nutrono i bambini di oggi e quanto è aumentato il problema dell&#8217;obesità.<br />
Arriviamo al punto, la &#8220;spesa consapevole&#8221;: nasce dai nostri comportamenti, dalle nostre scelte, da come impostiamo il nostro vivere quotidiano, la consapevolezza in ogni gesto, anche quello più banale, può fare la differenza.<br />
Quando faccio la spesa ad esempio, posso inconsapevolmente alimentare la criminalità, per esempio la passata di pomodoro: se compro la passata di un&#8217;azienda della grande distribuzione, per la quale non mi è facile risalire alle scelte strategiche, agli investimenti che fa, alla qualità dei prodotti, al modo di operare con i propri dipendenti, posso favorire senza saperlo lo sfruttamento di persone che lavorano come schiavi senza alcuna assistenza e sicurezza, pagate in modo irrisorio, dove il grande Caporale decide della loro vita. Mentre se compro la passata di un piccolo produttore, magari locale, posso alimentarmi in modo più sano e consapevole, probabilmente ho anche la possibilità di conoscerlo, di scoprire che è un&#8217;azienda a conduzione famigliare dove gli operai sono in regola e il mio acquisto contribuisce a mantenerla in vita.</p>
<p>Un altro esempio, se sono abituato a mangiare carne, è più saggio comprarla da un allevatore che abbia il rispetto per gli animali e l&#8217;ambiente, piuttosto che in un supermercato dove non resco neanche a sapere chi, dove e in che condizioni tratta il bestiame. Ci sono molti esempi che potrei elencare, ma vorrei specificare che utilizzare i nostri soldi per una spesa consapevole, oltre che non alimentare in alcuni casi la criminalità o quantomeno un sistema che ha come solo principio il business, è anche un modo di mantenere i nostri prodotti artigianali, ma non solo anche l&#8217;ambiente ha sempre più bisogno di attenzione.</p>
<p>Mangiando per esempio biologico, non solo il palato ne sarà ben più gratificato,  ma la nostra scelta contribuisce a migliorare il nostro futuro, perché senza rispetto della natura noi non abbiamo nessuna speranza di vivere in modo sano e a lungo.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-3635" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="allevamento_intensivo_polli" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/01/allevamento_intensivo_polli.jpg" alt="allevamento_intensivo_polli" width="470" height="341" />Vorrei suggerirvi alcune regole per una spesa più consapevole, facili da seguire e magari anche divertenti:<br />
1) non comprare un prodotto che la vostra bisnonna non comprerebbe mai.<br />
2) acquistare frutta e verdura biologica, il nostro corpo ha bisogno almeno di quattro porzioni di verdure e frutta, immaginate nel tempo quanti danni può farci una frutta trattata più volte all&#8217;anno con pesticidi o antiparassitari.<br />
3) comprare carne da piccoli allevatori, conoscere il produttore è fondamentale, come sono allevati gli animali, cosa mangiano, vale anche per le uova sapere se le galline sono allevate a terra oppure in gabbia, come vengono nutrite.<br />
4) prendere sempre pesce di stagione per influire il meno possibile sul processo riproduttivo e sull&#8217;abuso di alcune tipologie rispetto ad altre; inutile dire che il pesce pescato fresco è la cosa migliore.<br />
5) la pasta biologica proviene da grano selezionato, più sano, meno lavorato, meglio acquistare questa; il grano industriale è sicuramente una delle cause della sempre più diffusa intolleranza al glutine.<br />
6) i formaggi devono essere a latte crudo da provenienza biologica, piccoli produttori. La grande distribuzione offre formaggi dove il latte ha una provenienza che può essere da tutta l&#8217;Europa, spesso si tratta di latti mescolati con quelli in polvere, in altri Paesi ci sono regole diverse.<br />
7) anche il vino è una bevanda che va presa con serietà e consapevolezza, vale sempre il discorso dei piccoli produttori o comunque di aziende che operano nel rispetto dell&#8217;ambiente, che controllano l&#8217;intera filiera produttiva, che garantiscono che il loro prodotto nasce e viene imbottigliato all&#8217;interno della propria azienda, sensa passare per terzi. Oggi c&#8217;è anche la possibilità di acquistare vini ottenuti da uve biologiche, trattate con metodi biodinamici, con la riduzione quasi totale degli inteventi in cantina, con assenza di solforosa aggiunta ecc.<br />
8 ) l&#8217;acqua è un altro tema fondamentale: se quella della nostra città è buona e controllata è inutile andare ad acquistare quella in bottiglia, ormai quasi tutte in plasstica. Meglio mettere al rubinetto un purificatore, se si ha un&#8217;acqua molto calcarea, o nel peggiore dei casi comprare solo acqua in bottiglie di vetro, della regione, meno chilometri meno inquinamento e acqua che subisce meno danni.<br />
9) comprare preferibilmente prodotti del commercio equo e solidale quando provengono dall&#8217;estero. Siamo più sicuri che non ci sia sfruttamento e che i prodotti siano più controllati.<br />
10) portare i propri figli a visitare le fattorie didattiche, è la base per aiutarli ad acquisire consapevolezza.<br />
11) non comprare mai un prodotto che abbia una lunga lista d&#8217;ingredienti, più ce n&#8217;è e più è complesso e poco controllabile e più facilmente deteriorabile.<br />
Infine: dobbiamo a leggere le etichette, sempre, attentamente, e quando non siamo certi del significato di certi componenti andiamo a documentarci, in modo che saremo sempre più preparati.</p>
<p>La nostra più grande arma è nella capacità di scegliere come spendere il nostro denaro; possiamo cambiare una situazione di crisi alimentando il mercato interno, questo non è banale, qualcuno potrà dirmi che mangiare biologico oppure da piccoli produttori è troppo caro e scomodo. In realtà la differenza è veramente irrisoria, perché la quantità di prodotto (e la qualità) è estremamente maggiore (meno diluizioni, più sostanza a parità di peso), se poi andiamo da un coltivatore diretto che vende i propri prodotti addirittura può capitare di risparmiare.<br />
Per quanto riguarda la reperibilità del prodotto, in ogni città, per esempio a Roma esiste il mercato dell’altra economia al Testaccio, ogni domenica, dove potete acquistare frutta e verdura, cereali e legumi, farine, pane, biscotti, olio extra-vergine d&#8217;oliva, vini, spumanti, birre, miele, marmellate, provenienti da piccoli produttori biologici. Oppure i più fortunati nei piccoli paesi possono, ma probabilmente già lo fanno regolarmente, acquistare direttamente nelle aziende, siamo noi che viviamo nella grande città che dobbiamo fare uno sforzo in più, invece di accettare passivamente le false comodità della grande distribuzione.<br />
Un altro consiglio utile per conoscere l&#8217;alimentazione: divertiamoci a cucinare, è il modo più antico e naturale, la cucina ci insegna come pulire una certa verdura come riprendere la nostra vita a piene mani, cerchiamo di mangiare a tavola almeno una volta al giorno, sediamoci tutti insiemi per gioire della convivialità. Per esempio fare la colazione a casa vuole dire mangiare più sano e spendere di meno (basta pensare a quanto costa oggi un cappuccino e cornetto al bar per rendersene conto).<br />
Forse non possiamo cambiare il mondo ma possiamo sicuramente miglioralo, cominciando da ora.</p>
<p><strong>Roberte Pelonero</strong></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>La giacchetta di nonno Aldino</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 10:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[il gusto del cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Coniglio alla cacciatora]]></category>
		<category><![CDATA[cucina tradizionale]]></category>
		<category><![CDATA[cucinare il coniglio]]></category>
		<category><![CDATA[piatti a base di coniglio]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;erano mattine in cui si avvertiva, da subito, un&#8217;aria tesa, un&#8217;intenzione sofferta, anche io, nonostante la mia tenera età, notavo le differenze nei gesti di mio nonno, mentre indossava la giacchetta da campagna, come ogni giorno: la sua espressione bonaria, un po&#8217; buffa anche, si faceva severa, accigliata.
 Così mi avviavo qualche passo dietro lui, tacendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3628" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="coniglio" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/01/coniglio.jpg" alt="coniglio" width="470" height="353" />C&#8217;erano mattine in cui si avvertiva, da subito, un&#8217;aria tesa, un&#8217;intenzione sofferta, anche io, nonostante la mia tenera età, notavo le differenze nei gesti di mio nonno, mentre indossava la giacchetta da campagna, come ogni giorno: la sua espressione bonaria, un po&#8217; buffa anche, si faceva severa, accigliata.<br />
 Così mi avviavo qualche passo dietro lui, tacendo ogni domanda: si andava dritti e zitti, senza indugi, verso la recinzione dei conigli.<br />
 Man mano che ci avvicinavamo, la mia distanza aumentava, fino a rimanere notevolmente indietro, ma sufficientemente vicina per guardare ciò che succedeva.<br />
 Mio nonno stava, qualche momento, immobile, religiosamente curvo, poi inchinandosi ulteriormente, accarezzava qualche coniglio e con mal celata esitazione, di quelli ne sceglieva uno, che sollevato, differentemente dal solito, si dibatteva violentemente, senza sosta.<br />
 Improvvisamente emetteva un lamento isterico, acuto, che perforava la memoria, un grido lungo solo qualche istante, perché nonno aveva, già, assestato un colpo secco, preciso ed esperto, con la mano.<br />
 Di nuovo silenzio.<br />
 <img class="alignnone size-full wp-image-3629" style="float: right; margin: 8px 0px 10px 10px; cursor: hand" title="foto 8 gennaio 2012 066" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/01/foto-8-gennaio-2012-066.jpg" alt="foto 8 gennaio 2012 066" width="250" height="335" />Col fil di ferro, appendeva per le zampe posteriori, il coniglio e, con brevi gesti, sapienti, lo scuoiava e ripuliva dalle interiora, che cadevano a terra; io ricordo il fumo che producevano e scambiavo quella dispersione di calore che s&#8217;innalzava, con la salita dell&#8217;anima verso il cielo.<br />
 In tutto questo, ciò che più mi colpiva non era la scena &#8220;cruda&#8221;, che avevo già appreso, dalle parole degli anziani, essere compiuta quando necessaria al nostro sostentamento (questo era, allora, l&#8217;insegnamento contadino), ma gli occhi grati e l&#8217;atteggiamento rispettoso verso quell&#8217;animale sacrificato, che aveva lui, il nonno.<br />
 Nulla anche degli scarti, veniva buttato: dalla pelle essiccata e cosparsa di calce, si ricavavano delle manopole ripara-mani per andare in bicicletta, oppure veniva venduta al pollivendolo che passava a ritirarla ( per poi consegnarla ai conciatori di pelli), mentre le interiora diventavano cibo per altri animali.<br />
 Il coniglio era, poi, consegnato alle donne di casa e messo a frollare nel congelatore, o sepolto sotto la neve, per qualche giorno.<br />
 Zia Elvira era esperta (ed insuperabile) nel cucinarlo alla cacciatora:<br />
 tagliato a pezzi, dentro ad un recipiente, lo cospargeva di ‘counsa&#8217; ( un trito di sale grosso, rosmarino ed aglio) e bagnava col vino, lasciandolo per qualche ora.<br />
 Passato questo tempo in un tegame soffriggeva le verdure (cipolla, carota, sedano) tritate grossolanamente, poi aggiungeva i pezzi del coniglio che rosolava a fuoco vivo, un bicchiere di vino bianco e infine i pomodori pelati.<br />
 La zia lasciava cuocere fino a quando la carne cominciava a staccare dalle ossa e il sugo s&#8217;infittiva.<br />
 Di solito, il giorno in cui cucinava il coniglio, non era necessario avvisare all&#8217;ora di pranzo, il profumo era così invitante che radunava a tavola tutti con anticipo.<br />
 <img class="alignnone size-full wp-image-3630" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="foto 8 gennaio 2012 059" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/01/foto-8-gennaio-2012-059.jpg" alt="foto 8 gennaio 2012 059" width="250" height="335" />Naturalmente ai piccoli di casa (mio fratello ed io) venivano riservate le parti con più carne, che io tenevo, imitando gli adulti, con le mani&#8230; Non mancavano, mai, gli elogi alla cuoca e qualche parola anche per quell&#8217;animale, come a rinnovare il ringraziamento.<br />
 Questo è uno degli insegnamenti che, nonno Aldino, mi ha lasciato: il rispetto di ogni forma di vita, che non deve venire mai meno, di non lasciare che lo spreco subentri e che la sacralità di quel sacrificio, compiuto per la sopravvivenza venga profanata, disconosciuta, mercificata, da una superbia che non deve appartenere a chi ama la terra e vive di ciò che, la natura, dona.<br />
 <br />
 <strong>Gabriella Verrini</strong></p>
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		<title>Quanti cavoli esistono!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 11:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[il gusto del cibo]]></category>
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		<category><![CDATA[varietà di cavolo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;inverno ormai è arrivato, la natura ci offre tante varianti per i nostri contorni. Spesso sento dire dalle persone che non possono mangiare i cavoli perché soffrono di colite. Purtroppo anche io ho questo problema, ma ho risolto facendo delle belle soupe (brodi) di tutti i &#8220;cruciferi&#8221;; parliamo di cavolo, cavolo nero, broccoli, cavolo rosso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3622" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="cavolo_verza" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/01/cavolo_verza.jpg" alt="cavolo_verza" width="470" height="384" />L&#8217;inverno ormai è arrivato, la natura ci offre tante varianti per i nostri contorni. Spesso sento dire dalle persone che non possono mangiare i cavoli perché soffrono di colite. Purtroppo anche io ho questo problema, ma ho risolto facendo delle belle soupe (brodi) di tutti i &#8220;cruciferi&#8221;; parliamo di cavolo, cavolo nero, broccoli, cavolo rosso, verza.<br />
Due parole per dire la loro composizione: zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio, selenio, magnesio, tutti i cavoli soprattutto freschi contengono vitamina b1 e vitamina C. Mentre i minerali vengono assorbiti anche dopo la cottura, per le vitamine invece, soprattutto la C non regge la cottura, quindi meglio centrifugare il prodotto e bere il suo liquido, ma tutti i cruciferi hanno anche altre potenzialità, sono dei veri toccasana per combattere certi tipi di tumori come quello al colon, ci sono molti esperti nutrizionisti che lo confermano.<br />
L&#8217;odore sgradevole quando si cucina il cavolo è dovuto allo zolfo, si può risolvere cucinandolo nella pentola a pressione ( tra l&#8217;altro consigliabile per cuocere in meno tempo ), oppure mettendo dell&#8217;ovatta imbevuta d&#8217;aceto sopra al coperchio della pentola. Per evitare problemi al colon dovuti alle fibre presenti in abbondanza nei cavoli, vi consiglio una ricetta molto facile e gustosa:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3624" style="float: right; margin: 5px 0px 10px 10px; cursor: hand" title="cavolfiore_viola" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2012/01/cavolfiore_viola.gif" alt="cavolfiore_viola" width="300" height="225" />1 verza, 1 cavolfiore, 1 mazzetto di cavolo nero, 1 mazzetto di broccoli, 1 broccolo siciliano, 3 cipolle bianche, 2 spicchi d&#8217;aglio, 1 cucchiaio di semi di finocchio, aneto e anice.</p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Mettere il tutto tagliato a pezzi con poca acqua in un pentolone con una manciata di sale grosso, fare cuocere finché la parte più dura sia morbida, dopodiché frullare il tutto in modo che diventi una bella crema, servire con un filo d&#8217;olio d&#8217;oliva extra-vergine e cubetti di caciocavallo stagionato almeno 6 mesi ( va bene anche un bel pecorino semi stagionato).<br />
Con questa crema si può anche condire la pasta, vi assicuro che viene di una bontà unica e il colon non si arrabbia, tra l&#8217;altro i semi di finocchio, aneto e anice, oltre a dare un sapore piacevole aiutano ad eliminare il gonfiore.<br />
Un accorgimento per l&#8217;acquisto di tutti i cruciferi, poiché purtroppo assorbono bene tutti i metalli pesanti come cromo, piombo, arsenico, cadmio è consigliabile comprarli biologici; il terreno deve essere depurato, per chi ha l&#8217;orto si consiglia di buttare il primo raccolto in modo da depurare bene il terreno dai metalli pesanti.<br />
Ogni Domenica a Roma c&#8217;è il mercato dell&#8217;Altra Economia al Testaccio, dove si può comprare tutto biologico, dalle verdure ai formaggi ecc., i prezzi sono veramente ottimi.</p>
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		<title>A Capodanno il bicchiere me lo porto io!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 08:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni enoiche]]></category>
		<category><![CDATA[ne vogliamo parlare]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno a casa]]></category>
		<category><![CDATA[Cenone di Capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette per Capodanno]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva la festa più attesa dell&#8217;anno, il Capodanno, vogliamo brindare con l&#8217;anima un po&#8217; timorosa per l&#8217;anno nuovo e per la fine di quello vecchio. Le feste organizzate in casa tra amici possono offrire l&#8217;opportunità di scegliere insieme il menu, tutti sono entusiasti di partecipare e preparare ricette ottime per l&#8217;occasione. Di solito noi buoni palati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3614" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="plastica" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2011/12/plastica.jpg" alt="plastica" width="470" height="353" />Arriva la festa più attesa dell&#8217;anno, il Capodanno, vogliamo brindare con l&#8217;anima un po&#8217; timorosa per l&#8217;anno nuovo e per la fine di quello vecchio. Le feste organizzate in casa tra amici possono offrire l&#8217;opportunità di scegliere insieme il menu, tutti sono entusiasti di partecipare e preparare ricette ottime per l&#8217;occasione. Di solito noi buoni palati lo facciamo tutto l&#8217;anno, ma non si sa perché a Capodanno ci superiamo alla grande. L&#8217;abbinamento cibo e vino è d&#8217;obbligo per non compromettere il risultato della serata.</p>
<p>Bene, tutto questo grande movimento di qualità e poi mi ritrovo con bicchieri, piatti e posate tutti di plastica&#8230; che al primo tentativo di acchiappare il cibo pericolante, la forchetta si spezza inesorabilmente! Esiste un modo più intelligente per risolvere il problema: ciascuno porta il proprio calice, come quando andiamo a fare le degustazioni, in modo che la padrona di casa non debba pensare a tutto; per i piatti e posate propongo una sorta di ruolo, chi cucina non <img class="alignnone size-full wp-image-3616" style="float: right; margin: 8px 0px 10px 10px; cursor: hand" title="calice" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2011/12/calice.jpg" alt="calice" width="250" height="373" />lava i piatti, tutti gli altri tra una risata e una bevuta a turno si lavano gli utensili.<br />
Il vantaggio è quello di eliminare la plastica, il pianeta ne sarà felice, ma non solo, bevendo nel calice (usiamo il tipo medio flute passe part tout) di cristallo il vino non sarà demonizzato, mangiando nei piatti veri il cibo ci guadagna in sapore e profumo, dopo tanta fatica mi sembra doveroso.<br />
Scegliamo vini italiani e bollicine di qualità, il risveglio sarà niente mal di stomaco e mal di testa, possiamo risparmiare la plastica e spendere di più nella scelta della qualità. Ci sono vini e bollicine a prezzi modici da piccoli produttori, fatevi una passeggiata nelle aziende della zona oppure perché no, all&#8217;enoteca di fiducia. Vedere il 1 Gennaio i cassonetti della spazzatura colmi di piatti e bicchieri di plastica, con bottiglie di dubbia provenienza, mi sembra di assistere ad un degrado senza ritorno, per non parlare di cibi buttati che nemmeno un gatto randagio vorrebbe mangiare&#8230;<br />
Con il mio calice vi auguro Buon Anno, Prosit!</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Il torrone sardo di Marco e Pasquale Deiana</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 06:53:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[il gusto del cibo]]></category>
		<category><![CDATA[torrone alle mandorle]]></category>
		<category><![CDATA[torrone alle nocciole]]></category>
		<category><![CDATA[torrone alle noci]]></category>
		<category><![CDATA[Torrone sardo]]></category>
		<category><![CDATA[torroni artigianali]]></category>
		<category><![CDATA[Torronificio Deiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Un tempo il Natale rappresentava una pausa di raccoglimento in famiglia, le persone viaggiavano chilometri per vedere i propri cari. Il viaggio si profumava di cibi fatti in casa, ogni persona portava un regalo da offrire per la vigilia, questi preziosi doni confezionati con le proprie mani parlavano della loro identità: il piacere di condividere una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3607" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="sardegna" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2011/12/sardegna.jpg" alt="sardegna" width="470" height="353" />Un tempo il Natale rappresentava una pausa di raccoglimento in famiglia, le persone viaggiavano chilometri per vedere i propri cari. Il viaggio si profumava di cibi fatti in casa, ogni persona portava un regalo da offrire per la vigilia, questi preziosi doni confezionati con le proprie mani parlavano della loro identità: il piacere di condividere una prelibatezza e l&#8217;orgoglio di dire &#8220;l&#8217;ho fatto io per te&#8221;.<br />
 I dolci soprattutto non dovevano mai mancare; mi ricordo di quando ero piccola, in Francia la tavola dei dolci era pronta dalla vigilia fino a Capodanno con nuovi arrivi sempre freschi, difficile fare finta di niente, gli occhi sempre puntati come falci per non perdere il nuovo dolce della vicina di casa. In Francia, dove sono cresciuta, i condomini sono sempre stati multi etnici, pertanto lo scambio di sapore aveva molte bandiere. In mezzo a tanta bontà ricordo un torrone fatto da una famiglia Araba, si dice che il torrone sia stato inventato da loro. Fatto di mandorle, albume, miele e spezie profumatissime, tra l&#8217;altro il nome torrone deriva da <em>torrere</em> che vuole dire tostare riferito alle mandorle utilizzate, fu importato dai veneziani che avevano rapporti commerciali con il Medio Oriente.<br />
 Questo dolce acquistò fama dal Medio Evo in poi, divenne il dolce ufficiale di Natale.<br />
 <img class="alignnone size-full wp-image-3609" style="float: right; margin: 10px 0px 10px 10px; cursor: hand" title="torrone_deiana" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2011/12/torrone_deiana.jpg" alt="torrone_deiana" width="350" height="234" />Nel Settembre del 2007, mentre mi trovavo in Sardegna a Castelsardo, con un&#8217;amica gironzolando per i paesini, trovai una piccola bottega che aveva il torrone bianco con le mandorle, albume e miele sardo profumatissimo; il primo assaggio mi ha catapultata indietro nella mia infanzia, avete presente cosa vuole dire rivivere le stesse emozioni attraverso il cibo? Il torrone morbido ma non troppo che si scioglie lentamente lasciando nel palato tutta la fragranza del miele ricco del territorio sardo, e la croccantezza della mandorla&#8230; da allora ogni anno rinnovo questa memoria dell&#8217;infanzia.<br />
 Questa azienda a conduzione famigliare non ha un sito, il <strong>Torronificio Deiana</strong> si trova a Desulo (NU), è stato insignito di numerosi premi sia a livello nazionale che europeo per l&#8217;eccellenza e la bontà dei suoi prodotti. Gli ingredienti sono semplici, viene prodotto in tre versioni: con le mandorle, le nocciole o le noci, la quantità è del 65%, a cui viene aggiunto albume e miele finissimo, senza conservanti o coloranti. Per ordinarlo è possibile chiamare a questo numero 0784-619246, chiedere di <strong>Pasquale</strong>, vi consiglio di ordinare in gruppo per un cartone di minimo 15 confezioni per ammortizzare la spesa di trasporto via Posta, ogni confezione è da 500gr.<br />
 Un regalo molto gradito, difficile trovarlo se non nelle botteghe specializzate legate sempre al territorio sardo. Mia madre diceva sempre che il migliore regalo per le feste sono i prodotti che hanno una storia, fatta da uomini orgogliosi della loro terra, il resto è figlio del consumismo&#8230;</p>
<p><strong>ROBERTE PELONERO</strong></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Il vino in Italia &#8211; guida narrata al turismo del vino</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 14:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[guida turistica]]></category>
		<category><![CDATA[Il vino in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[libri sul vino]]></category>
		<category><![CDATA[Slawka G. Scarso]]></category>

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		<description><![CDATA[IL VINO IN ITALIA
di Slawka G. Scarso
Castelvecchi Editore &#8211; Collana Centocittà &#8211; Le narraguide
372 pagine
Prezzo euro 16,90
www.nanopausa.com/il-vino-in-italia/
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</strong>di <strong>Slawka G. Scarso<br />
</strong>Castelvecchi Editore &#8211; Collana Centocittà &#8211; Le narraguide<br />
372 pagine<br />
Prezzo euro 16,90<br />
<a href="http://www.nanopausa.com/il-vino-in-italia/" target="_blank"><strong>www.nanopausa.com/il-vino-in-italia/</strong></a></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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