Ne aveva parlato per primo Franco Ziliani, con un titolo molto chiaro: “Rumors from Montalcino: vino pugliese spacciato per Brunello?“, ieri ancora Ziliani ci rende noto che anche James Suckling, sul suo blog nel sito di Wine Spectator ha scritto un post dal titolo provocatorio “Smoke and fire in Montalcino“, ma ci informa anche che il direttore del Consorzio del Brunello Stefano Campatelli gli ha comunicato la sua posizione sull’argomento (leggi qui).
Oggi, a distanza di oltre una settimana, arriva il comunicato stampa ufficiale del Consorzio che, per dovere di cronaca, vi riporto integralmente:
COMUNICATO STAMPA
Il Consorzio del Brunello controlla i propri produttori
Fino dall’anno 2004 il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è stato investito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di esercitare i controlli sui vigneti e sui vini prodotti con la denominazione Brunello di Montalcino. Come in altre occasioni il Consorzio del Brunello è stato tra i primi ad essere investito di questo ruolo.
Questo compito è stato svolto con grande senso di responsabilità e puntigliosità da parte del personale del Consorzio stesso, battendo palmo a palmo il vigneto del Brunello di Montalcino al cui Albo sono iscritti 2000 ettari. I controlli che vengono effettuati sono di vario tipo e riguardano sia i vigneti che i vini in corso di affinamento e l’imbottigliato.
Con riferimento a notizie apparse negli ultimi giorni su alcuni siti web relative a presunte violazioni al Disciplinare di produzione del Vino Brunello di Montalcino il Consorzio di Tutela rilascia le seguenti dichiarazioni:
1.- “Rumors” secondo cui produttori di Montalcino avrebbero usato vini dal Sud Italia nel loro Brunello 2003: si tratta di un’accusa gravissima a cui stentiamo a credere e di cui peraltro il Consorzio non ha nessun riscontro di alcun genere.
2.- Per quanto attiene alla purezza dei vigneti di Brunello, nel 2007 il Consorzio ha completato l’ispezione su oltre 1667 ettari di vigneto iscritto. Nel corso di tali ispezioni, iniziate nel 2004, sono state rilevate alcune non conformità che hanno interessato solamente 17 ettari, pari a una percentuale di circa l’1% dei vigneti controllati. Si può dunque affermare che a fine 2007, più del 99% dei vigneti iscritti all’Albo del Brunello di Montalcino sono assolutamente rispondenti al Disciplinare di produzione.
E’ dichiarata intenzione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, come è suo preciso compito e come ha sempre fatto, di tutelare i vini delle quattro denominazioni del territorio di Montalcino, sia con gli strumenti di controllo imposti dalla legislazione sia con quelli ancor più stringenti previsti dalle norme interne del Consorzio.
Prendiamo atto di quanto il Consorzio ci ha comunicato e attendiamo i futuri risvolti delle indagini che sono tuttora in corso.
finalmente qualcuno se n’è accorto! Le aziende soprattutto le grandi è da anni che non fanno il brunello con le uve di Montalcino non a caso esistono vigneti o troppo giovani o addirittura espiantatii che risultano in produzione. Per non parlare dei tagli che sono fondamentali per adeguare il gusto alle richieste della clientela. é uno schifo ed è giusto che paghino. Spero anche che qualcuno si accorga anche del “marcio” che c’è nella gestione della manodopera quello si che è il vero scandalo!!!!! Giuseppe Corti Cinigiano Grosseto