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Finita con Brunellopoli? Non vi preoccupate, gli scandali continuano!

bottiglia_anonimaChe strano Paese il nostro, talmente affogato nella corruzione, a tutti i livelli, completamente eviscerato di qualsiasi barlume di etica da portarci a diffidare di tutto e tutti, più che altro per il timore di qualche nuova delusione, magari da parte di qualche personaggio a cui avevamo dato veramente tutta la nostra fiducia.
Certo gli scandali vengono a galla, numerosi, quanti non si contano più, certo qualcuno il proprio lavoro cerca di svolgerlo per ripulire questa penisola del marciume dilagante che non guarda in faccia a nessuno, bambini, vecchi, non importa. Cibi avariati, infettati da topi, mescolati a sostanze tossiche o quantomeno non consentite; basta schiaffarci un marchio e trovare i canali giusti da corrompere e il gioco è fatto. Un gioco che a volte produce anche morti, vittime ignare, gente che magari pensava che l’etichetta gli dicesse la verità sul contenuto.
Poi arriva l’assuefazione, non se ne può più, si tende a rifiutare tanto schifo, a cercare di dimenticare per potere andare avanti: magari si sono sbagliati, magari sono i giornalisti che hanno la mania di gonfiare le notizie per i loro tornaconti economici.
Così, quando senti che, dopo uno scandalo tremendo come quello dell’86, del vino al metanolo che ha ucciso, accecato, distrutto organi di persone ignare per un puro tornaconto economico, persone che a distanza di quasi 25 anni non hanno ancora ricevuto alcun indennizzo, pensi che sia forse ora di cambiare pagina. Allora segui con curiosità gli eventi nel mondo del vino, questa straordinaria rinascita che parte da alcune regioni italiane e progressivamente coinvolge tutti, il vino diventa un alimento pregiato, si parla di connubio fra la terra e l’uomo, si parla di vignaioli, le guide ai vini, appena nate, capiscono che si può dare vita ad un meccanismo incentivante e premiante, i produttori più bravi finiscono sui giornali, a volte in televisione, si respira un’aria di rinnovamento. I prezzi lievitano, anche troppo, qualcuno ha capito che con il vino si può fare business, e che business! Arrivano imprenditori, avvocati, medici, farmacisti, poi attori, cantanti, dirigenti d’azienda. Il produttore di vino cambia faccia, e ruolo, e il vino diventa culto, un oggetto, non più una bevanda gioiosa fatta per alleviare le fatiche e le difficoltà di chi lavora. Diventa fenomeno elitario, il giro d’affari cresce, soprattutto all’estero. Fioccano nuove denominazioni, crescono i vigneti, vengono addirittura stravolti interi territori, in alcuni casi spariscono i boschi e le altre colture. Si fa vino da 0 a 1.000 metri, a tutte le latitudini a dispetto di qualsiasi regola climatica.
E fin qui, sebbene si tratti di manifestazioni che dovrebbero quantomeno far riflettere, non c’è né frode né operazioni illecite. Ma è anche vero che il vino buono si fa solo dove la terra è quella giusta, così come il clima, l’altitudine, le viti piantate, il tutto sotto le mani e il cervello di qualcuno che fa il vino perché gli piace e non perché è un modo come un altro per fare soldi.
Purtroppo non si può fare vino buono dappertutto, né tutti hanno voglia di investire molto denaro per qualcosa che darà i suoi frutti come minimo dopo 3-4 anni. E non sempre si ha voglia di competere, lealmente, soprattutto se i termini della competizione non solo allo stesso livello. Ci sono molte scorciatoie possibili, alcune squisitamente enologiche, altre sfruttando le proprie conoscenze, attraverso canali privilegiati, pubblicità, articoli, lanci enfatizzanti, premi.
Ma se tutto questo non basta, si può fare di più, certo si passa all’illegalità, allora si entra nella frode, nell’inganno vero e proprio, e lo si fa sfruttando un momento di gloria del settore, utilizzando nomi blasonati che hanno un sicuro mercato.
Così dopo vent’anni ecco nuovi scandali, prima in aree meno note poi in quelle dove il vino è altisonante. Brunellopoli. Che batosta! Si gioca a rimpiattino sui nomi, ne escono alcuni quasi subito, grossi e famosi, ma le indagini coinvolgono quasi la metà dell’intero comparto ilcinese. L’America non ne vuole più sapere di Brunello a meno che lo Stato italiano non garantisce il prodotto. Crollano i prezzi. Aumentano le giacenze in cantina. Si parla di Brunello venduti a prezzi stracciati.
Poi, quando tutto sembra essersi placato, quando le teste cominciano a rialzarsi, nonostante la batosta di una crisi economica mondiale, zac! Ecco che arriva un nuovo scandalo. Che coinvolge ancora una volta la Toscana, e che è figlio delle indagini iniziate sul Brunello, alcuni giornali ne danno repentina notizia: “la GdF di Siena scopre vini Chianti DOCG e IGT Toscana non conformi al disciplinare, perquisizioni e sequestri nel centro-nord Italia“, questo il titolo di SienaFree.it, e sottotitola che sono “42 le aziende coinvolte e 17 le persone indagate per associazione a delinquere e frode in commercio aggravata”. Associazione a delinquere…frode in commercio aggravata.
Un vero e proprio rimpallo, sembra, da una regione all’altra, le Fiamme Gialle riferiscono che alcuni degli indagati hanno sistematicamente reperito sul mercato delle enormi quantità di vino non rispondente al disciplinare IGT o DOCG, talvolta di bassissima qualità, per poi procedere ad una sua miscelazione con dei vini da taglio e quindi creare degli assemblaggi per un quantitativo stimato pari a circa 10 milioni di litri, poi rivenduti sul mercato con denominazioni di pregio (tra le quali anche Brunello e Rosso di Montalcino).
Per nascondere le grandi manovre di trasferimento di tanta materia prima, è stata falsificata tutta la documentazione nei registri e le fatture fiscali; il GIP di Siena ha potuto accertare che gli attori coinvolti si trovano in diverse regioni italiane, Toscana in particolare, ma anche Abruzzo, Piemonte, Trentino, Lombardia ed Emilia Romagna, sono coinvolti enologi e imprenditori vinicoli di grande notorietà.
Al momento sono stati effettuati ripetuti sequestri delle partite incriminate e sono in atto opportuni accertamenti.
Le frodi si scoprono, le indagini si fanno, ma non sembra che la parole fine a tanta porcheria sia quantomeno ipotizzabile.

Fonte: SienaFree.it

Discussione

14 commenti per "Finita con Brunellopoli? Non vi preoccupate, gli scandali continuano!"

  1. Analisi eccezionale!
    Il problema di fondo è che in questo mondo vinoso, ma anche nel mondo di tutto quanto il resto, la corruzione, le scorcioatoie, le amicizie “importanti”, i furbi fanno parte di quel “sistema Italia”. Nessuno sembra sia immune a queste regole, (qualcuno dice di sopravvivenza: se lo fa lui, lo devo fare anch’io, e così via…).
    Stiamo vivendo un periodo storico in cui la traparenza e magari il coraggio di spiegare in tribunale le proprie ragioni, non fanno parte di nessuna etica italica.

    Inviato da Paolo Cianferoni | 10 dicembre, 2009, 21:04
  2. Una grandissima amarezza che pare non avere mai fine.
    Troppa gente che ha fiutato l’affare vino nel momento di massimo splendore di un certo tipo di vino e si è messa a produrlo senza anima e senza entusiasmo. Poche competenze e poco rispetto dei luoghi e delle tradizioni viticole del territorio che andava a sfruttare.
    Discorsi detti e rietti che mi sono posto e fatto mille e mille volte, ma che non portano da nessuna parte.
    Un pò di etica e pulizia non guasterebbero.
    Dalle mie parti la crisi si sente parecchio e nonostante tutto c’è ancora gente alla ricerca di vigne vecchie, improduttive e marginali.
    Non so a che scopo, non me lo chiedo, non lo voglio sapere.
    Quando il vino da religione, sarà riportato a ciò che è, gioia e alimento, forse voleremo tutti più bassi, ma almeno si respierà parecchio meglio .

    Inviato da Andrea Pagliantini | 10 dicembre, 2009, 22:36
  3. Continuiamo a far finta di nulla? nessuna pena per i colpevoli… già quali colpevoli? Si, quelli che ne parlano! Ma questi fattacci si susseguono senza sosta ne ritegno e chi paga sono sempre gli onesti. La giustizia non funziona e noi guardiamo in silenzio, come se tutto fosse normale, un irreversibile tracollo del mondo del vino Italiano da accettare e basta. Non mi piace affatto.

    Inviato da Giovanna | 11 dicembre, 2009, 04:41
  4. [...] in terra Toscana. Ne hanno dato notizia ieri i media locali e oggi ci sono già le prime reazioni (qui, qui qui) sulla blogosfera. Che dire? Le info paiono ancora molto fumose. Come faceva giustamente [...]

    Inviato da Che tristezza « CASA PORCIATTI WEBLOG | 11 dicembre, 2009, 11:56
  5. Questo scandalo, a mio avviso, è molto peggiore di Brunellopoli, in quanto ” sarebbero ” stati aggiunti vini di poco conto provenienti da altre regioni italiane, il tutto per fare soldi in fretta.
    Ora è stato scoperto anche la truffa dei panettoni artigianali fasulli…..al peggio non c’è piu’ limite.
    La certezza delle pena : tutti ne parlano ma nessuno la applica

    Inviato da roberto gatti | 11 dicembre, 2009, 12:35
  6. Forse non ci avete capito molto , i vini poco buoni era in toscana e quelli buoni venivano da fuori a scopi migliorativi……lasciate perdere e’ tutta politica, bisognerebbe chiedere alla procura di siena quando ha cercato di proporsi come consulente nelle altre regioni vinicole per scovare i malfattori come gli e’ stato risposto!
    Ma sai quanti ettolitri sono andati a far vini buoni negli anni 90 in rinomate e altezzose realta’ dell’umbria del lazio della romagna del veneto….lasciamo stare poi quando vengono proposti vini al 100% sangiovese , tutti voi pseudo intenditori venite fuori con paragoni, con realta poco autoctone!!!
    Ve lo dice uno che produceva vini a base sangiovese e che alla fine stufo di questa ipocrisia di guide e falsi intenditori, forse cambiera lavoro

    Inviato da Torquemada | 12 dicembre, 2009, 15:37
  7. Caro Torquemada (com’è, usare il proprio nome è troppo coraggioso?),
    io non mi permetto di criticare lei come produttore, non mi piace generalizzare, come a quanto pare piace a lei, disilluso quanto me.
    Vede, quanto lei dice è più che risaputo, e persone come me ne hanno sempre parlato, inoltre io non faccio guide e non mi spaccio per intenditore, faccio solo il mio mestiere esattamente come lei. Se mi limitassi a degustare vini certamente potrei avere un quadro della realtà limitato, ma così non è, perché chi si occupa di informazione lo fa a tutto tondo, o non è informazione.
    Quanto lei dice è straconosciuto, chiunque stia nel settore sa che i vini pugliesi, siciliani, abruzzesi, hanno viaggiato in Italia e persino in Francia per dare “corpo” ad altri vini. Ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Ci sono produttori seri che non meritano di finire nel calderone dei vizi italiani ed è un peccato che proprio lei porga il fianco ad una inutile generalizzazione e ad una visione unilaterale che non può portare ad alcuna soluzione.

    Inviato da lavinium | 12 dicembre, 2009, 16:46
  8. La mia disillusione e’ sulla gestione delle notizie in quanto tali. La gestione politico-politicizzata,quella mi ha depresso. Adesso abbiamo la toscana a zero e come i produttori implicati , anche quelli integri moralmente sono a piangere, e non in senso metaforico, sul proprio futuro. Ci sono aziende che non pagano le rate dei mutui da più’ di un anno e per il 2010 il fallimento di molti sara’ una realta. Ma cosa pensate che nel mondo sappiano chi e’ bravo o cattivo? I produttori del Chianti sono tutti cattivi, questo e’ il messaggio! E intanto le telefonate dei grossisti e degli importatori, comunicano che….” per il contratto del prossimo anno dobbiamo vedere L’esito delle indagini, sul mercato” .
    Ai tempi dello scandalo del Brunello secondo voi e’ stata gestita bene la divulgazione della notizia? Spero vi ricordiate il connubio Brunello-Velenitaly ? E vi sembra che in quel caso i giornalisti non abbiano generalizzato per lo scoop e guadagnarsi la prima pagina?
    Fate voi forse e’ giusto cosi’, tutti a fare falsi moralismi, e qui non mi rivolgo a lei, ma ai suoi colleghi “famosi ” che per anni si sono eletti in cattedra sentenziando con il pollice verso le aziende che potevano annoverarsi come meritevoli di proseguire nel loro cammino produttivo.
    Ci sarebbe da parlare per una vita, combattuto fra una mia deotologia che ritengo giusta e quanto leggo e sento in 25 anni di questo lavoro.
    Scusate , ho scritto di getto senza controllo, ma non si puo’ girare per internet e sentire i soliti discorsi ….

    Inviato da Torquemada | 12 dicembre, 2009, 19:47
  9. Vede caro Torquemada? Lei continua a generalizzare esattamente come hanno fatto alcuni giornalisti e come hanno fatto molti lettori. Se mi avesse letto, non dico negli anni passati, ma almeno su come ho portato avanti la questione Brunellopoli, scoprirebbe che io ho criticato duramente tutta la trope dell’Espresso che ha fatto un danno gravissimo con la sua pseudo inchiesta. Ha sbagliato persona caro Torquemada, io non ho mai sguazzato in mezzo alla melma, ma non può chiedermi di non dare notizie (corrette) quando queste possono evitare che qualcuno venga gabbato o addirittura si faccia male. Controlli pure sui miei articoli precedenti se ho mai fatto supposizioni o dichiarato i nomi dei produttori coinvolti che non fossero quelli dichiarati dalla Procura di Siena.
    Io sono d’accordo con lei che poi ci rimettono proprio quelli innocenti, infatti il mio compito non finisce nell’informare su chi froda, ma dedico spazio enorme a raccontare di vini e vignaioli che lavorano onestamente, all’interno proprio di quelle aree che sono state messe a nudo nelle loro scorrettezze.
    Se mi avesse letto anche in passato, le ripeto, si sarebbe accorto che ho più volte sottolineato come a Montalcino ci siano moltissimi produttori seri, che fanno ottimi vini.
    Non commetta lo stesso errore che attribuisce ai giornalisti.

    Inviato da lavinium | 12 dicembre, 2009, 23:43
  10. Mi aspettavo che ancora una volta i cattivi fossero coloro che parlano del grande problema che TUTTI i produttori italiani hanno in queste situazioni maledette.
    No, siamo onesti e se davvero lo vogliamo essere fino in fondo dobbiamo dare voce alla nostra protesta ed al nostro sdegno, al rifiuto di vedere associato il nostro nome a questi scandali esprimendo pubblicamente ciò che pensiamo. Non scegliamo di tacere e coprire sotto la sabbia ciò che regolarmente tornerà a galla.

    Inviato da Giovanna | 13 dicembre, 2009, 01:56
  11. Scommettiamo che i prezzi dei vini (sfusi) a Docg risalgono grazie alla GdF?
    Tutte le volte che interviene la GdF a controllare in Toscana, i prezzi dei vini sfusi sono ai minimi e poi aumentano. …
    Qualcosa vorrà dire! Paradossalmente noi piccoli produttori, che dipendiamo molto da questo mercato, quando le cose vanno male siamo sempre a sperare in qualche sequestro o declassamento forzoso, e così i prezzi aumentano…. :) )

    Inviato da Paolo Cianferoni | 13 dicembre, 2009, 13:29
  12. [...] Original post:  Esalazioni etiliche | Finita con Brunellopoli? Non vi preoccupate … [...]

    Inviato da Esalazioni etiliche | Finita con Brunellopoli? Non vi preoccupate … | 13 dicembre, 2009, 13:54
  13. Un giorno in qualche parte del mondo qualche guro dice: “Il vino buono deve essere così! ….. e allora via tutti a fare il vino in quel modo alla barba dei disciplinari, tradizioni e quant’altro differenzia il vino. Ed ecco allora che enologi (mescolatori dico io) di grido sono pronti a preparare quello che serve. Il biusinnes prima di tutto. Tutti vogliono il meglio a minor costo, nessuno vuol perdere tempo nella ricerca delle qualità presenti e magari senza nomi altisonanti. Questo è il nostro mondo. Cosa possiamo aspettarci se non ciò che sta accadendo. Meditate produttori di vino non regalate la vostra passione e capacità al Gatto e la Volpe. Il campo dei miracoli non esiste……

    Inviato da Luciano | 14 dicembre, 2009, 10:03
  14. Come si fa a dire che i produttori di vino onesti, ci sono? Come produttore sono ancora più allibito di voi consumatori!

    Fosse solo per la “semplice” intelligenza dopo uno scandalo ancora tiepido di 2 anni fa ci verebbe da pensare che non è possibile… e pure!

    Ma come facciamo? scometto che se gli “onesti” si raggrupano e propongono di buttare fuori dai consorzi le mele marce, ci sarà un cavillo di legge che c’è lo impedisce… libero mercato libera impresa…!!?

    Con diversi amici produttori da decenni ci auguriamo dei controlli seri, ma non scandali, dai quali siamo tutti colpiti. Se i controlli ci fossero i scandali non ci sarebero, eppure come produttore si paga per i controlli…

    Certo che la colpa in questo caso è dei produttori, ma nasce su un senso di impunità, o di rischio relativo, che è lo stesso dell’evasione fiscale. Mi viene da chiedermi esiste uno stato a tutela della normale civiltà del normale senso civico (etico sarebbe già troppo chiedere)? O esiste solo uno stato di controllo delle emergenze, uno stato repressivo fatti di cittadini, che fondamentalmente accettano questa situazione e ognuno nel suo giro bara a più non posso?

    Se avete qualche speranza da iniettare nelle mie vene, prima che mi beva tutto il mio vino da me, ben vengano!

    Inviato da Antoine Luginbühl | 16 dicembre, 2009, 13:13

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