Basta davvero! Non è possibile credere che per poter mettere in tavola una buona bottiglia di Barolo o di Barbaresco, ma anche di Taurasi o di Amarone, si debba avere a prtata di mano un bel brasato, una lepre in salmì, un capriolo portato dallo zio cacciatore, un asino saporito per fare il tapulone, un cinghiale invadente che aggredisce le vigne, un daino indomabile che si mangia tutti i germogli della vite ecc. ecc.!!
Mi spiace ma io non ci credo! E ritengo che si faccia un grande torto ai nostri vini migliori. Certo, se pensiamo agli abbinamenti ideali, quelli che le più famose Associazioni di Sommelier propongono con tanto di scheda per l’analisi sensoriale provvista di grafico con le sovrapposizioni di figure geometriche rappresentate dai parametri che identificano il cibo e il vino, qualche scrupolo ci può anche venire, ma io sfido chiunque a venirmi a dire che non apre una bottiglia di Giacosa o Conterno se non ha pronta la lepre in salmì. Se il vino è buono ed ha un suo equilibrio, allora bisogna accontentarsi, magari dominerà sul piatto, ma sarà un gran bere. Non è necessario esagerare (sebbene io di recente abbia provato e apprezzato moltissimo un Barolo al fianco di tre tipologie di pizza al taglio saporite), ma si può preparare tranquillamente un ragù con carne di manzo e aggiunta di spezie e condirci dei maccheroni, non sarà un piatto dall’impatto fortissimo ma può confrontarsi con un Barbaresco di 4-5 anni senza che facciano a pugni.
D’altronde siamo onesti, escludendo le cene occasionali nei ristoranti, a casa si fa quel che si può, ci si adatta, l’importante è avere a disposizione cibi sani e vini di qualità, poi gli abbinamenti si trovano, ci sono i formaggi, le spezie, le carni rosse prese dal macellaio. Il brasato, quello serio, richiede una giornata di lavoro e il consumo di parecchio vino, che comporta tempo e costi che non tutti hanno a disposizione. Su, mettiamo i piedi per terra, meno filosofia e più concretezza. Provate ciò che altri non si azzardano a proporre, mettendo sempre a paragone vini di elevata qualità con cucina altrettanto nobile e costosa. Non è detto che sia la soluzione migliore, sicuramente non è l’unica possibile. Fate i vostri tentativi, arrangiatevi, potreste rimanere sbalorditi da impensabili accostamenti…
Non puoi immaginare quanto mi trovi d’accordo con te!
Un grande articolo !
E anche il capriolo in foto ringrazia sentitamente
Il ridicolo è che le stesse scritte le trovi anche su vini rossi di scarso corpo e carattere.
Oltretutto chi mangia più cacciagione?
Che articolo piu’ fantastico! Condivido pienamente. Un po’ si deve calmare, eliminare la pressione del mitico abbinamento perfetto, e rilassarci con un bel bicchiere di vino con una bella cena che piace a noi, per goderlo!
Sono considerazioni talmente di buon senso che sembrano… rivoluzionarie. Condivido molto, complimenti. Però se trovo il cervo gli rubo la bottiglia.
Di principio assolutamente d’accordo, più per chi già conosce, rispetto ad un neofita che si trova per le mani una bella bottiglia e non ha riferimenti. Qualunquista, termine che odio, ma che riassume
@Luca
qualunquista? a che ti riferisci? se a quello che ho scritto, mi sa che l’hai letto con un approccio decisamente sbagliato.
Non è certo questo il senso di quanto ho scritto, semmai ho cercato di sfatare troppi luoghi comuni, che mettono fra l’altro in seria difficoltà chiunque voglia accostarsi a certe tipologie di vino. Gli abbinamenti devono essere a portata d’uomo, altrimenti sparirebbe gran parte dell’enogastronomia di cui andiamo tanto fieri.
Certi vini, sono talmente BUONI che si possono benissimo accompagnare anche solo a qualche ” scaglia ” di formaggio parmiggiano-reggiano, abbastanza stagionato.
Romano Dal Forno mi diceva che lui l’amarone preferisce degustarlo a fine cena, proprio con il parmiggiano reggiano.
Prosit
Indubbiamente Barolo e Barbaresco sono vini dall’impatto alcolico esuberante, per cui, da napoletano, dico “NO!, con la pizza NO!”; però è pur vero che, dai primi piatti complessi (magari tutte le varietà di paste con cotture al forno) alle carni alla brace, ai formaggi stagionati (non erborinati), ambedue i grandissimi piemontesi possono trovare spazio adeguato in tavola.
D’altro canto, BASTA con le mitizzazioni … si tratta pur sempre di un accompagnamento al cibo!!
Anche io son d’accordo sempre che ci sia buon senso, parlo in cucina….certo è che si possono fare abbinamenti straordinari con ciò che uno ha in casa, e certo è che bisogna sempre bere bene!!!
Condivido fino ad un certo punto: soldi a disposizione relativamente pochi, se stappo una gran bella bottiglia, il tempo,(e soprattutto la compagnia giusta!) per fare un gran bel mangiare ce lo investo. Scusate ma sono di quelli per i quali il vino è ministro (servitore) del cibo. Fino ai grandissimi vini (magari bottiglie con qualche decennio sulle spalle) che per me vanno benissimo anche senza cibo.
Chiedo venia per una non voluta cripticità concettuale: quando ho detto che il vino è “accompagnamento al cibo”, intendevo dire che la scelta della tipologia è, in genere, funzione del menu gastronomico, non che il vino è “sottomesso” al cibo, anzi!
Un buon vino può nobilitare anche il più semplice dei pasti, ed è bello scoprire in quale misura ciò avviene.
Sono d’accordo con il fatto che si possano accostare nuovi e originali accostamenti vino-cibo.
Devo dire però che i vini particolarmenti forti non mi piacciono con pizza/pasta o piatti “leggeri”, se me li voglio gustare, e non ho un piatto adeguato, li uso “da medidazione” o al limite, come dice qualcuno, con qualche scaglia di grana…
Sono pienamente d’accordo lo dico sempre con gli amici o sul lavoro quando si inizia ad esagerare, bere bene si , cercare abbinamenti “potabili” va bene,tentare anche abbinamenti piu’ azzardati ok.Essere maniaci dell’abbinamento scusatemi ma non lo capisco proprio. Il vino buono , e’ buono e basta e se prevale o meno che faccio non lo bevo? A tutti:relax please.
sono vini particolari che vedo abbinare bene con con il brasato, il capriolo o il cinghiale ecc ma ci sono anche altri abbinamenti che sul suo post non sono manzionati …. se poi vogliamo fare tendenza con altri abbinamenti strani ben vengano…. ma comunque sto post lo sento un po incavolato …il barolo con la pizza non gradisco
sono un marmiton non ci fate caso
Scusate ma visto che l’articolo l’ho scritto io, sento che è necessario fare una precisazione. Gli abbinamenti cibo-vino NON sono inutili né una stupidaggine. Quello che ho detto io è che un Barolo, un Barbaresco, un Amarone, un Taurasi, un Aglianico del Vulture, un Montepulciano d’Abruzzo ecc. non possono aspettare che ci sia l’abbinamento ideale per essere apprezzati!
E’ cosa ben diversa dal negare che il Barolo stia magnificamente con la lepre in civet e il Barbaresco sposi a meraviglia il tartufo.
Non è che l’accostamento con la pizza, per quanto ben condita (vi assicuro che ne ho provate alcune che non ci stavano affatto male) sia il piatto ideale per i grandi vini, è ovvio! Ma è altrettanto ovvio che adattarsi, in casa propria, è lecito, soprattutto quando non si hanno a disposizione le materie prime suddette e i denari sempre sonanti per acquistarle.
Il vino, più è buono, e più sa badare a se stesso, a prescindere dal piatto. Certo non accosterei un Barolo ai carciofi alla giudia o alle patatine fritte del McDonald’s, ma io ho citato dei piatti che non alterano le qualità del vino e possono comunque dare piacere a tavola senza sentirsi di dover rinunciare a una bella bottiglia perché non si ha pronto il capriolo da cucinare.
Spero di essere stato chiaro…
Chiarissimo, approvo e sottoscrivo ,al massimo portatevi un po di formaggio in saccoccia.
L’altro ieri mi sono bevuto un Barbaresco del 2003 soltanto perche’ avevo voglia di berlo, non avevo altro in casa che un filettino di maiale e non avevo voglia stavolta di farne delle cotolettine impanate, delle scaloppine al limone, delle bracioline alle erbe aromatiche, insomma l’ho buttato a bollire in acqua bollente con due patate, una cipolla e una carota, come si fa per i malati in ospedale. Niente di peggio per un vino, vero?
Eppure…
Me lo sono gustato con le due patate lesse e un filo di olio extravergine veronese ma non faccio pubblicita’. Con la cipolla bollita, sbucciata, affettata. Non con la carota, che schifezza la carota, pussa via! E poi un bocconcino qua e un bocconcino la’ del bollito “da ospedale”, ma solo per non sgolarmi una bottiglia intera senza mangiare nulla, perche’ poi si sta male.
Ancora adesso sto riflettendo su questa grande cazzata che ho fatto, eppure ho la coscienza a posto, quel vino mi e’ piaciuto un casino, e’ riuscito a farmi mangiare perfino una carne “in bianco” (il che, sinceramente, lo rende ancora piu’ grande), vuoi vedere che la prossima volta lo rifaccio ancora?
Ah, il sale, ovviamente, era quello grosso sbriciolato al momento sulla carne gia’ tagliata sul piatto. Non si mette mai in bollitura…
Ma che piacere Mario! Era un po’ che non ti leggevo…
Condivido in pieno il senso e lo scopo dell’articolo. Ieri sera ho bevuto un Brunate ‘98 di Marcarini con un piatto a base di salsiccia e verza, ed è stata una vera goduria! A volte enfatizzare gli abbinamenti diventa un ostacolo per chi si vuole avvicinare a certi vini. Tra l’altro volevo sapere cosa ne pensi del ‘98: ultimamente ne ho assaggiate diverse e si sta rivelando grandiosa. Saluti, Andrea F.
Basta andare su Enotime e mi puoi leggere ogni due settimane nella rubrica Speciale Est Europa e ogni mese in Fatti & Sfatti. Mi hai rubato l’argomento di questo mese, che voleva cominciare proprio da quel bollito “ospedaliero”. Complimenti!
Ti giuro che per me e’ stata una vera sorpresa. Non avevo voglia di andare fuori a comprare un vino quotidiano da quattro soldi. Nevicava. Ma sì, dai, apriamone una di quelle buone. E vabbe’, ma con che cosa me la bevo a pranzo? Con l’emmenthal? No. Con il prosciutto di tacchino? Puah! Con il gorgonzola piccante? Lasciamolo alla moglie. C’e’ quel filettino eventualmente per farci qualcosa di buono. Non ne ho voglia. Bollito? Cosa? Bollito. Ma siamo matti, non e’ una carne da bollire quella li. E chi l’ha detto? In ospedale ai malati gliela fanno così. Con il Barbaresco? Perche’ no?
Ti giuro, Roberto, e’ andata proprio così, quasi quasi ero indeciso se mangiare o no e pure se tirar su dalla cantina in tempo la bottiglia e stapparla un paio d’ore prima del pranzo. Come andare ad una sfida. Bere così bene con un mangiare da “dieta”?
Torno a dirtelo: perche’ no?
A me pare che sia giusto bere vini quotidiani con un mangiare quotidiano e bere vini della festa con un mangiuare della festa. Pero’ con il Chianti Classico Santa Cristina (quando era ancora un signor Chianti, non un Igt, e che signore!) il marchese Nicolo’ ci mangiava anche le zucchine bollite con un filo d’olio extravergine delle sue tenute.
Pero’ Loris Scaffei il Sassicaia l’ha gustato benissimo con un panino al salame. Pero’…
Insomma forse a volte esageriamo troppo a pretendere abbinamenti speciali per vini speciali. A volte ci sono dei momenti speciali, cioe’ così vuole lo stomaco, una bella boccata di roba buona almeno una volta ogni tanto per poter tirare avanti ancora con buonumore e fiducia nella vita. Non c’e’ bisogno di lepre in salmì o di piccione in salsa nobile o di cinghiale all’agrodolce o… o…
Ecco, dovremmo semplicemente bere per gustarci il piacere di farlo, anche solo con due patate bollite. Ti va il merito di averlo scritto prima, perche’ ti giuro che stavo per farci un pezzo anch’io e adesso invece posso soltanto scrivertelo qui. Forse. Non lo so ancora, sono ancora indeciso. C’e’ tanto altro Barbaresco (il piu’ giovane adesso e’ del 2001) da stappare. E in casa adesso mi sono portato un pezzo di guanciale di manzo.
Che mio padre faceva bollito e basta. Come mio nonno faceva bollita e basta la coda. In Piemonte, come sai, col bollito c’e’ proprio il vizio…
Quindi ti faccio ancora una volta i miei complimenti, sperando che qualcun altro, tra gli opinionisti del vino, ci conforti con i suoi suggerimenti ma soprattutto che fra i lettori sia sfatata una leggenda nata chissa’ dove e chissa’ perche’.
Col vino che ti piace di piu’ mangiaci quello che al momento ti va di piu’, non farti mai dei problemi. E’ così che un bel giorno riuscimmo a bere il rosso con il cioccolato (prima era vietato… ma da chi?), il liquoroso col gorgonzola piccante (anche questo era da verbale…) e il tokaji con gli asparagi al burro e uovo (roba da mandarci in galera, se non erro).
Provare per credere!
Vi leggo con piacere e vorrei aggiungere che a volte e’ proprio un abbinamento di cibo “semplice” che ci fa apprezzare ancora di piu’ un buon vino. E vice versa ovviamente. E qui mi viene in mente una visita alla vigna di un amico (www.valliwine.com)dove un assaggio tira l’altro e una mitica bottiglia di riserva e’ stata accompagnata da del salame locale e un pezzo di formaggio stagionato, con un pezzo di pane fatto in casa! cheers
Sara Bollati, se tu sapessi quante semplicissime paste e fagioli con le migliori annate di vini davvero imperdibili…….. tu almeno avevi degli ottimi salame e formaggio locali, beata te!