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	<title>Commenti a: Il caso Brunello di Montalcino secondo Gaja</title>
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	<description>tutto quello che potremmo dire sotto l&#039;effetto dell&#039;alcol</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 11:30:09 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Di: Alfredo</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/il-caso-brunello-di-montalcino-secondo-gaja.html/comment-page-1#comment-263</link>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 14:51:18 +0000</pubDate>
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		<description>Al contrario di Domenico, non solo certo che designare sottozone sul tipo francese sarebbe una garanzia. I vigneti sonno esposti differamente se sonno in altitudine o pianura e secondo la loro orientazione. In Borgogna, i vigneti sonno di piccola area e una sottozona e divisa tra troppo produttori di seguito malgrado, la serieta di ciascuno e il disciplinare , la qualità del vino pùo essere molto differente.
Resta al consumatore a farsi un opinione e al legista da verificare rigorosamente la  produzione del vino.
In più, se si comincià a cambiare il disciplinare dei vini, arriveremo presto o tardi a una produzione di vini uniformi nel mondo per soddisfare un gusto imposto dal produttore e diventato internazionale (come la Coca-Cola). Dopo tutto, lo sapiamo che i grandi produttore si compranno vigneti dapertutto nel mondo e cercanno di introdurre le lore prattica. Cosi posso pensare che il signor Gaja pur essendo una grande figura nella viticultura non sarebbe tentato di fare il brunello al pare di un barolo?
Ad esempio, hanno cambiato nel 1999 (?) il disciplinare della DOC Val di Cornia: da 85% di sangiovese, siamo passati a solo 50% e i produttori non mancanno di introdurre vigneti stranieri più prodduttivi (Merlot e Cabernet). Nonostando che i vini prodotti possono essere di alta qualità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Al contrario di Domenico, non solo certo che designare sottozone sul tipo francese sarebbe una garanzia. I vigneti sonno esposti differamente se sonno in altitudine o pianura e secondo la loro orientazione. In Borgogna, i vigneti sonno di piccola area e una sottozona e divisa tra troppo produttori di seguito malgrado, la serieta di ciascuno e il disciplinare , la qualità del vino pùo essere molto differente.<br />
Resta al consumatore a farsi un opinione e al legista da verificare rigorosamente la  produzione del vino.<br />
In più, se si comincià a cambiare il disciplinare dei vini, arriveremo presto o tardi a una produzione di vini uniformi nel mondo per soddisfare un gusto imposto dal produttore e diventato internazionale (come la Coca-Cola). Dopo tutto, lo sapiamo che i grandi produttore si compranno vigneti dapertutto nel mondo e cercanno di introdurre le lore prattica. Cosi posso pensare che il signor Gaja pur essendo una grande figura nella viticultura non sarebbe tentato di fare il brunello al pare di un barolo?<br />
Ad esempio, hanno cambiato nel 1999 (?) il disciplinare della DOC Val di Cornia: da 85% di sangiovese, siamo passati a solo 50% e i produttori non mancanno di introdurre vigneti stranieri più prodduttivi (Merlot e Cabernet). Nonostando che i vini prodotti possono essere di alta qualità.</p>
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	<item>
		<title>Di: oscar</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/il-caso-brunello-di-montalcino-secondo-gaja.html/comment-page-1#comment-262</link>
		<dc:creator>oscar</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 15:33:46 +0000</pubDate>
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		<description>Secono me, il caso si risolverebbe solo con grande dignità da parte dei produttori, declassandosi nel caso in cui non abbiano attitudine a zona vocata piuttostochè a qualità....Ora chi è o sarà in grado, visto i milioni di euro investiti in quella zona, che è poi una collina con 2000 ha vitati, a dire quello si o quello no??????. Credo che il rosso di montalcino possa diventare una d.o.c.g. ma non per tutti i produttori e così andrebbero declassati, forse il 50% dei brunelli. A bando le ciance il roero arneis è una d.o.c.g...meditate gente</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secono me, il caso si risolverebbe solo con grande dignità da parte dei produttori, declassandosi nel caso in cui non abbiano attitudine a zona vocata piuttostochè a qualità&#8230;.Ora chi è o sarà in grado, visto i milioni di euro investiti in quella zona, che è poi una collina con 2000 ha vitati, a dire quello si o quello no??????. Credo che il rosso di montalcino possa diventare una d.o.c.g. ma non per tutti i produttori e così andrebbero declassati, forse il 50% dei brunelli. A bando le ciance il roero arneis è una d.o.c.g&#8230;meditate gente</p>
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		<title>Di: Io Non Sputo » Lo strano caso del Brunello di Montalcino</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/il-caso-brunello-di-montalcino-secondo-gaja.html/comment-page-1#comment-261</link>
		<dc:creator>Io Non Sputo » Lo strano caso del Brunello di Montalcino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 07:57:44 +0000</pubDate>
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		<description>[...] spunto dai post di RoVino su Esalazioni Etiliche e di Marco Baccaglio su I Numeri del Vino che citano la posizione di Angelo Gaja espressa in un [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] spunto dai post di RoVino su Esalazioni Etiliche e di Marco Baccaglio su I Numeri del Vino che citano la posizione di Angelo Gaja espressa in un [...]</p>
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		<title>Di: Guido Bandinelli</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/il-caso-brunello-di-montalcino-secondo-gaja.html/comment-page-1#comment-260</link>
		<dc:creator>Guido Bandinelli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 08:18:20 +0000</pubDate>
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		<description>Un elemento da non sottovalutare in tutta questa storia è il prezzo o meglio il rapporto &quot;qualità / prezzo&quot;. E&#039; vero che un Biondi - Santi rappresenta la &quot;pura essenza&quot; dell&#039;anima del Brunello ma è anche vero che tale &quot;anima &quot; se la fa pagare (giustamente) cara e con lui altri come Soldera etc. Sicuramente un Barbi, un Altesino e altri che commercializzano a circa 25 Euro a bottiglia il loro prodotto e non a 100 - 150 o 200 Euro a bottiglia, sicuramente qualche differenza fra le 2 situazioni deve esserci; comunque va detto che il rapporto qualità prezzo fra una bottiglia di Brunello Barbi o Altesino da 25 Euro ( non hanno cercato di piazzare i loro vini a cifre strettamente elitarie dove spesso chi aquista lo fa unicamente perchè se lo può permettere e spesso perche &quot;più caro&quot; vuol dire &quot;migliore&quot;) è lo stesso se non addirittura meglio di un Biondi Santi o di un Soldera.
Sicuramente esistono ormai da anni più Brunelli di livelli diversi ma fintanto che i prezzi rispettano un equo rapporto &quot;qualità prezzo&quot;  lasciate che anche il popolo possa avere accesso alla sua &quot;fetta d&#039;eccellenza&quot; e che possa continuare a sognare!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un elemento da non sottovalutare in tutta questa storia è il prezzo o meglio il rapporto &#8220;qualità / prezzo&#8221;. E&#8217; vero che un Biondi &#8211; Santi rappresenta la &#8220;pura essenza&#8221; dell&#8217;anima del Brunello ma è anche vero che tale &#8220;anima &#8221; se la fa pagare (giustamente) cara e con lui altri come Soldera etc. Sicuramente un Barbi, un Altesino e altri che commercializzano a circa 25 Euro a bottiglia il loro prodotto e non a 100 &#8211; 150 o 200 Euro a bottiglia, sicuramente qualche differenza fra le 2 situazioni deve esserci; comunque va detto che il rapporto qualità prezzo fra una bottiglia di Brunello Barbi o Altesino da 25 Euro ( non hanno cercato di piazzare i loro vini a cifre strettamente elitarie dove spesso chi aquista lo fa unicamente perchè se lo può permettere e spesso perche &#8220;più caro&#8221; vuol dire &#8220;migliore&#8221;) è lo stesso se non addirittura meglio di un Biondi Santi o di un Soldera.<br />
Sicuramente esistono ormai da anni più Brunelli di livelli diversi ma fintanto che i prezzi rispettano un equo rapporto &#8220;qualità prezzo&#8221;  lasciate che anche il popolo possa avere accesso alla sua &#8220;fetta d&#8217;eccellenza&#8221; e che possa continuare a sognare!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Esalazioni etiliche &#124; Gaja e la &#8220;soluzione&#8221; a Montalcino: Gigi Brozzoni non è d&#8217;accordo</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/il-caso-brunello-di-montalcino-secondo-gaja.html/comment-page-1#comment-259</link>
		<dc:creator>Esalazioni etiliche &#124; Gaja e la &#8220;soluzione&#8221; a Montalcino: Gigi Brozzoni non è d&#8217;accordo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 09:14:42 +0000</pubDate>
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		<description>[...] mancare un suo intervento sulle soluzioni recentemente proposte da Angelo Gaja (che potete leggere qui), intervento che vi riporto integralmente, in quanto ritengo possa essere un ottimo spunto di [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] mancare un suo intervento sulle soluzioni recentemente proposte da Angelo Gaja (che potete leggere qui), intervento che vi riporto integralmente, in quanto ritengo possa essere un ottimo spunto di [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/il-caso-brunello-di-montalcino-secondo-gaja.html/comment-page-1#comment-258</link>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 23:20:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=530#comment-258</guid>
		<description>Assolutamente sarebbe sbagliato intervenire ora.

Devo dare atto al sig. Gaja, però che si è andato creando una sorta di castello di carteil quale poggiava sull&#039;ormai obsoleto disciplinare degli anni 60 che regolamentava la produzione di brunello su una superficie molto meno estesa.

Ma è pur vero però che bisogna pensare al futuro, a ricostruire cercando, se possibile, di rivedere e migliorare il &quot;pianeta Brunello&quot;.

Senza questa prospettiva, questo proposito di far riacquisire al brunello il posto che gli spetta nel firmamento enologico mondiale, possiamo allora già recitarne il requiem.

Cerchiamo di essere un pò nazionalisti dunque,  prefiggiamoci di proteggere quanto di buono(e coloro i quali) hanno saputo portare il made in italy alla ribalta nel mondo...per carità chi ha sbagliato, per non dire imbrogliato DEVE assumersi le proprie responsabilità e PAGARE, ma non lasciamoci prendere da facili giustizialismi e pensiamo al futuro.

Chiudo con una riflessione:

Perchè quando compriamo un Bordeaux non ci interessano quasi i vitigni e le percentuali dell&#039;uvaggio (anche perchè sono ai più sconosciute) ma ci affidiamo alla classificazione ed al blasone dello chateau?

Meditate gente, meditate...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Assolutamente sarebbe sbagliato intervenire ora.</p>
<p>Devo dare atto al sig. Gaja, però che si è andato creando una sorta di castello di carteil quale poggiava sull&#8217;ormai obsoleto disciplinare degli anni 60 che regolamentava la produzione di brunello su una superficie molto meno estesa.</p>
<p>Ma è pur vero però che bisogna pensare al futuro, a ricostruire cercando, se possibile, di rivedere e migliorare il &#8220;pianeta Brunello&#8221;.</p>
<p>Senza questa prospettiva, questo proposito di far riacquisire al brunello il posto che gli spetta nel firmamento enologico mondiale, possiamo allora già recitarne il requiem.</p>
<p>Cerchiamo di essere un pò nazionalisti dunque,  prefiggiamoci di proteggere quanto di buono(e coloro i quali) hanno saputo portare il made in italy alla ribalta nel mondo&#8230;per carità chi ha sbagliato, per non dire imbrogliato DEVE assumersi le proprie responsabilità e PAGARE, ma non lasciamoci prendere da facili giustizialismi e pensiamo al futuro.</p>
<p>Chiudo con una riflessione:</p>
<p>Perchè quando compriamo un Bordeaux non ci interessano quasi i vitigni e le percentuali dell&#8217;uvaggio (anche perchè sono ai più sconosciute) ma ci affidiamo alla classificazione ed al blasone dello chateau?</p>
<p>Meditate gente, meditate&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: RoVino</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/il-caso-brunello-di-montalcino-secondo-gaja.html/comment-page-1#comment-257</link>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 19:16:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=530#comment-257</guid>
		<description>@Domenico
non è un problema di sottozone o di cosa fare dell&#039;attuale disciplinare. Il vero problema è se è giusto che chi ha infranto le regole debba farla franca, se è giusto che si debba modificare un disciplinare per favorire gente che non si comporta in modo corretto, se è giusto che chi ha fatto il proprio lavoro, con tutti i sacrifici e rischi che questo comporta, debba vedere chi ha frodato uscirne illeso e trovarsi pure garantito di poter continuare a produrre un vino &quot;legalizzato&quot; come Brunello.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Domenico<br />
non è un problema di sottozone o di cosa fare dell&#8217;attuale disciplinare. Il vero problema è se è giusto che chi ha infranto le regole debba farla franca, se è giusto che si debba modificare un disciplinare per favorire gente che non si comporta in modo corretto, se è giusto che chi ha fatto il proprio lavoro, con tutti i sacrifici e rischi che questo comporta, debba vedere chi ha frodato uscirne illeso e trovarsi pure garantito di poter continuare a produrre un vino &#8220;legalizzato&#8221; come Brunello.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/il-caso-brunello-di-montalcino-secondo-gaja.html/comment-page-1#comment-256</link>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 16:54:13 +0000</pubDate>
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		<description>Un&#039;idea sarebbe quella di inserire le &quot;sottozone&quot; intese come l&#039;equivalente dei Grand Cru della Borgona, con un disciplinare teso a privilegiare la tradizione del Brunello più genuino ottenuto solo da Sangiovese Grosso ecc ecc.

Per i restanti &quot;premier Cru&quot; si potrebbe istituire un disciplinare più morbido, in grado di consentire ai produttori cosiddetti &quot;ribelli&quot; di assecondare il loro desiderio di un brunello più moderno.

Così operando, il consumatore sarà meglio condotto alla scelta del prodotto a lui e alle sue tasche più congeniale, e soprattutto non si avrebbe un Brunello di serie A e uno di serie B.

Personalmente credo che l&#039;istituzione della menzione &quot;Classico&quot; non serva a nulla.... dobbiamo anche pensare alla stragrande maggioranza dei consumatori che nemmeno fa caso a tale dicitura credendo che sia uguale alle altre.
Bisognerebbe attuare ciò che in Medoc e più in generale in tutta la francia hanno capito più di un secolo fa, cercando però di non creare tutti quei gradini netti ed intermedi come i vari Cru Borgerois e vari 2eme 3eme ecc cru:

Due Gradini della piramide dunque:

I GRAND CRU: ovvero il brunello della tradizione

I PREMIERE CRU: il brunello per tutti

Solo così, credo si possano salvaguardare entrambe le fazioni in lotta per il futuro del Brunello, un gioiello ed un biglietto da visita dell&#039;eccellenza del Made in Italy nel mondo a cui non dobbiamo assolutament permettere di sbiadirsi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;idea sarebbe quella di inserire le &#8220;sottozone&#8221; intese come l&#8217;equivalente dei Grand Cru della Borgona, con un disciplinare teso a privilegiare la tradizione del Brunello più genuino ottenuto solo da Sangiovese Grosso ecc ecc.</p>
<p>Per i restanti &#8220;premier Cru&#8221; si potrebbe istituire un disciplinare più morbido, in grado di consentire ai produttori cosiddetti &#8220;ribelli&#8221; di assecondare il loro desiderio di un brunello più moderno.</p>
<p>Così operando, il consumatore sarà meglio condotto alla scelta del prodotto a lui e alle sue tasche più congeniale, e soprattutto non si avrebbe un Brunello di serie A e uno di serie B.</p>
<p>Personalmente credo che l&#8217;istituzione della menzione &#8220;Classico&#8221; non serva a nulla&#8230;. dobbiamo anche pensare alla stragrande maggioranza dei consumatori che nemmeno fa caso a tale dicitura credendo che sia uguale alle altre.<br />
Bisognerebbe attuare ciò che in Medoc e più in generale in tutta la francia hanno capito più di un secolo fa, cercando però di non creare tutti quei gradini netti ed intermedi come i vari Cru Borgerois e vari 2eme 3eme ecc cru:</p>
<p>Due Gradini della piramide dunque:</p>
<p>I GRAND CRU: ovvero il brunello della tradizione</p>
<p>I PREMIERE CRU: il brunello per tutti</p>
<p>Solo così, credo si possano salvaguardare entrambe le fazioni in lotta per il futuro del Brunello, un gioiello ed un biglietto da visita dell&#8217;eccellenza del Made in Italy nel mondo a cui non dobbiamo assolutament permettere di sbiadirsi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giovanni</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/il-caso-brunello-di-montalcino-secondo-gaja.html/comment-page-1#comment-251</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 13:59:41 +0000</pubDate>
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		<description>Negli anni 60 e 70 quando era difficile vendere il vino all&#039;estero c&#039;era chi si batteva anche  a 1/2 stampa perchè i ns produttori si impegnassero a realizzare prodotti di qualità, perchè solo quelli fanno ntrare e rimanere nei mercati.(Veronelli rammenta qualcosa?) Oggi, siccome ci si accorge di aver commesso un errore si và alla ricerca della soluzione cercando di commeterne un&#039;altro. Quindi visto che tutti non possono produrre un grande Brunello, cerifichiamo come tale anche quello scadente ed ancora più scadente. La soluzione sarebbe l&#039;opposto di quello che dicono i grandi produttori, l&#039;unica seria sarebbe quella NON DI CAMBIARE IL DISCIPLINARE MA QUELLA DI MODIFICARE -anche in buona riduzione - IL TERRITORIO DI PRODUZIONE - certificando solo quello di grande qualità. Ma siccome l&#039;errore di è verificato perche PECUNIA NON OLET..... etc etc sarà difficile eliminare certi  problemi e resistere a certi attacchi INDUSTRIALI, alla faccia del grande prodotto di qualità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni 60 e 70 quando era difficile vendere il vino all&#8217;estero c&#8217;era chi si batteva anche  a 1/2 stampa perchè i ns produttori si impegnassero a realizzare prodotti di qualità, perchè solo quelli fanno ntrare e rimanere nei mercati.(Veronelli rammenta qualcosa?) Oggi, siccome ci si accorge di aver commesso un errore si và alla ricerca della soluzione cercando di commeterne un&#8217;altro. Quindi visto che tutti non possono produrre un grande Brunello, cerifichiamo come tale anche quello scadente ed ancora più scadente. La soluzione sarebbe l&#8217;opposto di quello che dicono i grandi produttori, l&#8217;unica seria sarebbe quella NON DI CAMBIARE IL DISCIPLINARE MA QUELLA DI MODIFICARE -anche in buona riduzione &#8211; IL TERRITORIO DI PRODUZIONE &#8211; certificando solo quello di grande qualità. Ma siccome l&#8217;errore di è verificato perche PECUNIA NON OLET&#8230;.. etc etc sarà difficile eliminare certi  problemi e resistere a certi attacchi INDUSTRIALI, alla faccia del grande prodotto di qualità.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luciano</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/il-caso-brunello-di-montalcino-secondo-gaja.html/comment-page-1#comment-250</link>
		<dc:creator>Luciano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 14:03:15 +0000</pubDate>
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		<description>Dicevano che aveva comprato una tenuta nel grossetano, ma credo sia stata smentita
Luciano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dicevano che aveva comprato una tenuta nel grossetano, ma credo sia stata smentita<br />
Luciano</p>
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