Non finisce mai l’epopea del senatore Udc Calogero Mannino, appena assolto dopo 14 anni di accertamenti, dall’accusa di concorso in associazione mafiosa. Pare infatti che “proprio mentre i giudici di Palermo assolvevano Mannino, si apprendeva che la sera precedente il pm Cristina Pigozzo aveva chiesto la sua condanna a 6 anni e 4 mesi con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode vinicola, falso, truffa ai danni dello Stato e minacce a pubblico ufficiale. Il senatore, ritenuto «dominus» di fatto dell’azienda vinicola di Pantelleria «Abraxas Srl» , di cui è socio di maggioranza il figlio, avrebbe messo in commercio come genuini vini doc realizzati in violazione del «disciplinare» di produzione previsto per il moscato dell’isola sicula“. Questo è quanto riporta l’articolo del Tempo di questa mattina a firma Maurizio Gallo.
Dovremo attendere altri 14 anni prima di sapere se il senatore è davvero colpevole? Certo che quello della frode vinicola sta diventando uno sport molto in voga…
Si, ma non tutti gli imputati hanno la possibilità di andare a difendersi nel salotto di Vespa.
Se un nonno con la pensione al minimo prende un kg di pane in un supermercato viene processato per direttissima, ad altri è concesso un arco di 14 anni e non tutti alla fine vengono assolti.
Sia chiaro, niente contro Mannino, ma con la lunghezza dei processi, qualcosa da ridire l’avrei…
Penso che la lunghezza dei processi, in casi come questo, dipenda esclisivamente dalla bravura degli avvocati difensori.
Si, ma in questo modo non si sà se vince la giustizia o lo sfinimento.
14 anni sono un’enormità e nel caso di un innocente è un condizionamento troppo ampio della vita.