“Ciao Tiziano, mi sono ritrovato in casa questa bottiglia con su scritto Ris 2006, non ricordo proprio da chi l’ho ricevuta, sei stato forse tu quando sei venuto a Roma?”, “No, non mi pare proprio, anche perché io la riserva 2006 del Ghemme non l’ho prodotta”.
Accidenti, eppure mi sembrava di ricordare fosse stato lui…
“Ehi Paride, non è che quando ci siamo visti a Roma mi hai lasciato una tua riserva di Gattinara 2006, non ancora etichettata?”. “No, assolutamente, ne sono certo”.
Uhm… ma allora cosa c’è dentro questa bottiglia… ora provo ad aprirla, magari nel calice riesco a riconoscere il vino…
Distrattamente estraggo il tappo, privo della capsula, verso il vino e ne osservo il colore: un rubino granato intenso e profondo ma non impenetrabile, che già mi fa scartare l’ipotesi del Ghemme di Mazzoni ma non del tutto del Gattinara di Iaretti.
Lo accosto al naso e…no! Questo è sangiovese! Profumi di ciliegia carnosa belli evidenti, di viola, di fiori appassiti, di menta, humus… che strano, mi sembra di conoscerlo, anzi ne sono certo… lo assaggio… Caspita che buono! Si sente che è un 2006, ha tutte le carte in regola, stoffa, persistenza, tannino perfetto, grande polpa, una speziatura finissima… cavolo! Ma vuoi vedere che è la riserva di Luciano Ciolfi, alias Podere Sanlorenzo? Mi sembra proprio quella, sì, DEVE essere quella….
Poi, come colto da un raro lampo di intelligenza: ma perché non ci ho pensato prima! Sicuramente sul tappo ci sarà stampigliato il nome dell’azienda!
Ecco… appunto: Brunello di Montalcino Riserva – Sanlorenzo – M 35-10….
La risposta era lì, semplicissima da trovare, ed io invece non ci ho pensato.
Meno male che almeno la memoria sensitiva ancora mi funziona!
P.S. grande vino davvero…
Ho la stessa identica bottiglia a casa, tra un pò fa la stessa fine!
Eh sì, uno dei Brunello che amo molto. E poi, avete conosciuto il nonno Bramante? Il vendemmiatore più vecchio di Montalcino – novantasette (!!!) anni – uno che nei filari sta come … a casa. Non perde un colpo e lavora con la calma competenza di chi conosce intimamente la campagna, e i lavori di campagna li ha fatti tutti – potare gli olivi, fare le legna, governare il gregge, curare la vigna -. Montalcino riserva sorprese anche con la sua gente
Il Brunello di Montalcino è sicuramente, insieme al Barolo, il vino rosso italiano dotato di maggiore longevità. Ha un aroma composito e armonioso. Ricordate di servirlo sempre ad una temperatura di circa 18 °C – 20 °C.