Che i nostri governanti non sappiano vedere ad un palmo dal loro naso non è certo una scoperta. Che quando al potere (e diciamolo, invece di governo si tratta di potere!) ci si orienta su concetti di destra, regna il proibizionismo come a sinistra un permissivismo altrettanto deleterio. Ma questo è solo uno dei problemi che rendono irrisolvibili, anzi, spesso ancora peggiori, questioni spinose e onestamente non facili come quella di alcol e droga.
Però accidenti! a me sembra che nessuno sia santo in questa realtà in sfacelo. Nessuno ha deciso che dovevamo rincorrere il consumismo, il denaro, il potere, cancellare qualsiasi valore che ci rendesse realmente umani e non solo da un punto di vista antropologico. Proibire è l’azione che fa un genitore quando non capisce cosa manca al proprio figlio, come dargli equilibrio, come indirizzarlo verso cose giuste e sane. Così accade con i governi. Il popolo, la massa, è fondamentalmente ignorante, e tale si vuole rimanga. Quindi abbassiamo sempre di più la qualità della scuola, del lavoro, convinciamoli che inseguire cellulari, videogiochi, macchine sportive, spendere tutto lo spendibile in cose che, se non ci fossero, l’intero pianeta – nel senso di ecosistema – ne sarebbe estremamente felice, siano l’unica vera ragione della nostra stupida esistenza. E noi? Abbocchiamo!
Cosa c’entra con la questione morti sulle strade per abuso di alcol e droga? Indovinate un po’.
Innanzitutto cominciamo col dire che l’abbassamento della qualità della vita ha un’incidenza fortissima sulle scelte dei giovani e degli adulti over 40, ovvero coloro che la società considera già vecchi, scomodi e costosi, ha la sua influenza, eccome.
Poi diciamo che si continuano a fare pubblicità che esaltano le prestazioni motoristiche delle autovetture, che mai e poi mai verranno limitate nella velocità massima. E’ normale fare Suv da 2 tonnellate con motori biturbo da 250 km l’ora e allo stesso tempo pretendere che le centinaia di migliaia di individui che li hanno acquistati non superino mai i limiti di velocità? Ovvero una macchina che mette la sesta marcia a oltre 120 orari, non dovrebbe superare i 130 in autostrada nel percorso più veloce messo a disposizione degli umani. Ma che senso ha?
E con la questione degli alcolici è lo stesso discorso. Prendiamo ad esempio il vino, che è la cosa che ci interessa di più. E’ risaputo che il suo utilizzo principale è come accompagnatore del pasto, non certo da solo, e i pasti sono fondamentalemte due, a pranzo e a cena. Che facciamo, ci chiudiamo in casa per non rischiare di ammazzare qualcuno? E se poi a stare rinchiusi diventiamo isterici e ci viene voglia di uscire e prendere qualcuno a colpi d’ascia?
Molto meglio proibire di bere, arrivare al paradosso che se ti mangi un babà al rum non puoi guidare.
E perché mai i treni possono sfrecciare a 300 all’ora? Tonnellate e tonnellate di ferro scagliate a velocità vorticosa su due rotaie, con dentro centinaia di persone che pagano per arrivare più in fretta. Avete idea di quanto ci voglia per arrestare un treno che va a 300 all’ora?
E’ un paradosso folle, ma un perfetto esempio della società in cui viviamo.
A quando una sana educazione civica? Quella che dovrebbe farci arrivare da adulti a sapere cosa è bene e cosa no, cosa aiuta a vivere meglio e cosa uccide noi e gli altri.
Proibire non risolve mai nulla, questo è un fatto. Però è un fatto altrettanto grave che molta gente si sente autorizzata a bere comodamente fino a che ne ha voglia e poi ad alzarsi, prendere l’auto, magari di sera, e percorrere strade dove ci sono altre auto e magari pedoni, senza porsi il problema se il proprio livello d’attenzione è a posto.
E mi ci metto anche io, che in vita mia non mi sono mai ubriacato ma che posso dire con assoluta certezza che in certe serate passate in compagnia, anche se raramente, ho superato tranquillamente la mezza bottiglia e, magari, ho concluso con un passito o, peggio ancora, con una grappa, dopodiché mi sono messo in macchina e sono tornato a destinazione.
Reggo bene l’alcol, ma nulla, assolutamente nulla mi garantisce che in una situazione di pericolo avrei avuto i riflessi necessari per evitare una brutta esperienza. E come me tanti altri, che nel settore dell’enogastronomia si trovano costantemente di fronte a questo rischio, e ben pochi si fanno lo scrupolo di non prendere l’auto a fine giornata per non mettere a repentaglio nessuno.
Si comincia con le piccole cose, l’abitudine alla guida spinge molti a non ritenere necessario mettere la freccia quando si cambia corsia per sorpassare o semplicemente per girare. Poi c’è la sigaretta, molti la accendono e fumano mentre guidano, sicuri che non sbaglieranno mai quei gesti; da qualche anno imperversano persone al cellulare (e perché no, anche con la sigaretta…), che guidano da cani, non si accorgono più di chi gli sta intorno, spesso si spostano a destra e a sinistra mettendo in difficoltà chi arriva. Ancora più recente un’altra magnifica invenzione, altrettanto usata male, il navigatore satellitare! Quanti impostano il percorso prima di partire? Pochissimi, statene certi. Meglio giocarci mentre si guida.
E nessuno ha proibito l’uso del navigatore in auto, per il cellulare basta l’auricolare, invece non basta affatto, basta vedere quanta gente gesticola mentre parla, lasciando il volante in modo pericolosissimo.
La macchina come una casa, a quando il pisciatoio incorporato?
A parte l’ironia, possibile che gente che noi paghiamo fior di quattrini, con le nostre tasse, tutto quello che sa fare è imporre limiti? Dite la verità, ammettetelo, le morti ci saranno lo stesso, ma vuoi mettere quanti altri soldi incasserà lo Stato grazie a questa intelligentissima furbata?
Parole sante caro Roberto, ma oramai siamo arrivati proprio all’assurdo.
E l’educazione civica è oramai morta e sepolta: oggi sono stato almeno 4 ore in auto e non hai idea di cosa sia riuscito a vedere….
Da oggi verranno arrestati in massa tutti gli invitati a banchetti di nozze e comunioni appena usciti dal locale…
Sono assolutamente daccordo con te, dalla prima all’ultima parola. I limiti devono essere insegnati con l’attenzione e la pazienza, non imposti quando è troppo tardi per essere capiti.
Ma siamo ormai in piena follia, stiamo vivendo in stato di delirio generale. E temo che i divieti non sortiscano nulla di positivo. Beh, Roberto, la prossima volta che ti invito a cena ti tengo anche una camera al 1° piano. ma vieni presto, prima che ci voglia la patente per salir le scale.
a parte la battuta, cara Giovanna, spero di poterti venire a trovare presto…
Caro Roberto sono d’accordo con molte delle considerazioni che tu fai a partire dall’assurdità di produrre auto che sfrecciano a 250 km all’ora quando i limiti sono fissati a 130…
Ciò nonostante e nonostante sia io un grande bevitore (parlo di quantità) la decisione del governo non mi pare affatto deprecabile.
(è che sia ben chiaro io non ho mai votato ne’ questa destra ne’ questa sinistra…)
Sicuramente ristoranti ed altri locali ne subiranno un bel danno ma è anche vero che si tratta solo di una questione di abitudini.
Io in Inghilterra mi distruggevo tutte le sere insieme ai miei amici ed una persona si “sacrificava” andando avanti a succo d’arancia per tutta la serata per poi riportarci a casa.
Vorrà dire che quando andrò alle prossime degustazioni mi farò accompagnare da mia moglie oppure utilizzerò i mezzi pubblici (sebbene a Napoli non è che funzionino un gran chè….).
Parlare di proibizionismo (che è tutta un’altra cosa) mi pare una provocazione non sostenibile.
Non si sta proibendo nulla a nessuno se non di non guidare quando si beve.
Possiamo continuare a bere quanto e quando ci pare basta non mettersi al volante. Io tutta sta tragedia non la vedo…
Io addirittura, come ha fatto notare qualcuno, avrei addirittura azzerato il limite.
caro Fabio,
sai meglio di me che chi ha una coscienza civile non ha bisogno dei limiti dello Stato, e chi non ce l’ha continuerà ugualmente a sbronzarsi e a prendere la macchina.
Io non mi scandalizzo di quello che intende varare il governo, sono ben consciente di quanto a loro faccia più comodo la reazione rigida, ma questo sservirà solo ad aumentare i suoi introiti, non a risolvere il problema, mentre creerà enormi difficoltà a tutto il comparto.
Guarda le discoteche, nonostante i divieti cosa è cambiato? Ti risulta che i giovani si siano realmente responsabilizzati?
Se sentono il bisogno di perdersi fra alcol e pasticche, stai sicuro che il problema non lo risolvi con i divieti o i limiti.
Ma finché chi governa pensa alla produttività e non dà alcun valore alla questione sociale, questo passa il convento.
Capisco il danno al comparto, l’ho scritto esordendo nel mio intervento.
Sono d’accordissimo con te sulla questione sociale, del resto come non potrei esserlo vivendo in una città come Napoli.
Ma rimanendo sul provvedimento continuo a pensare che sia un errore parlare di proibizionismo e che al di là della propaganda reazionaria del governo (che assolutamente non condivido come il 99% delle cose che dice e che fa) abbia una sua intrinseca validità.
Sono d’accordo con Fabio Cimmino, mi sembra che invocare proibizionismo in questa vicenda sia fuori luogo, in quanto non si proibisce di bere alcol quanto si vuole, si cerca di impedire che chi ha bevuto guidi.
Il limite dello 0,2 e’ sostanzialmente uguale allo zero, ma non sarebbe tecnicamente possibile indicare zero in quanto vi possono essere tracce di alcol nel sangue derivate da processi metabolici pur senza aver ingerito alcol.
Quello che mi lascia stupito di questa vicenda e’ proprio la reazione del settore vino, che mi sembra assolutamente emotiva. C’e’ chi ha parlato di proibizionismo, chi ha parlato di affossamento di un settore (il vino), e chi come vedo ora parla di una strategia per tirare fuori piu’ quattrini con le multe.
Ma possibile che nessuno si e’ posto il problema che la lotta alla guida sotto effetto di alcol sia una priorita’ in tutta Europa, e che in Italia si sia tra gli ultimi nell’applicare le leggi esistenti, che sono piuttosto lassiste, non gia’ nei limiti, ma nell’applicazione (con controlli che rischiano di capitare in media una volta ogni 17 anni ad ognuno di noi) e nelle sanzioni.
Un altro equivoco che vedo spesso e’ quello che vede questa cosa come una lotta all’alcolismo e, giustamente da questo punto di vista, ci fa dire “ehi, ma io non sono un alcolista se ho bevuto un paio di bicchieri di vino” e quindi ci fa pensare che questa cosa non ci riguardi.
Ma in realta’ non c’entra nulla neanche con la lotta all’alcolismo. La lotta e’ contro la guida dopo il consumo di alcol, ma non semplicemente l’abuso, l’uso. Questo perche’ e’ dimostrato scientificamente che qualunque ammontare di alcol aumenta il rischio alla guida, anche a basse quantita’.
E poi infini, ma possibile che questo paese debba sempre ritenersi speciale e tutto deve essere ricondotto al particolare? Come fanno in Inghlterra, per es., i professionisti del settore vino a fare il loro lavoro: non bevono se devono guidare, e non succede nulla di nulla. Scusate la lunghezza.
Scusa gianpaolo, ma dove hai letto di proibizionismo? non certo nel mio post. Io ho voluto sottolineare semplicemente un fatto reale, ovvero che di fronte ad un problema che ha origini ben più complesse di quello che si pensa, ci si illude di contenerlo con limitazioni e penalizzazioni. Premesso che di controlli se ne fanno ben pochi, il vero problema è che chi ha problemi di alcol, che sono quelli che provocano incidenti e morti, se ne frega di questi limiti.
Chi invece ci lavora come noi, deve avere una propria responsabilizzazione e non aspettare che un governo ponga dei limiti del tutto inutili se non negli eventuali introiti di cassa.
Siamo seri, chi è che va in giro in macchina sbronzo? Io? Tu? O piuttosto gente che fa una vita irresponsabile e menefreghista? Se il limite 0,5 non ha ridotto le incidenze di morti, cosa vi fa supporre che passarlo a 0,2 cambi qualcosa?
Guardatevi qualche dato e scoprirete che nella stragrande maggioranza dei casi, chi ha provocato incidenti è stato sempre trovato con valori di alcol notevolmente alti, tra 1,5 e 2.
Quindi è del tutto inutile abbassare a 0,2, perché non risolve nulla.
Robbi, scusa, il proibizionismo lo citi tu all’inzizio del tuo post… forse abbiamo frainteso.
Le leggi non sempre servono a risolvere (e sono d’accordo con te che questa legge probabilmente non risolverà nulla) ma in alcuni casi servono a dettare un principio.
Nel caso specifico: se vuoi bere non puoi guidare. Punto.
su questo siamo d’accordo, ma allora a maggior ragione non ha senso porre dei limiti in percentuale. Non ha senso ridurre a 0,2 che significa neanche un bicchiere di Barolo. Il principio deve essere “quando si guida, non si devono assumere alcolici, droghe, tranquillanti, eccitanti e tutte quelle sostanze che possono alterare le capacità del guidatore”.
Questa è una legge corretta, mentre in questo modo va a colpire in modo sbagliato e parziale.
@Rovino. Tu dici: “Il principio deve essere “quando si guida, non si devono assumere alcolici, droghe, tranquillanti, eccitanti e tutte quelle sostanze che possono alterare le capacità del guidatore”.
Guarda che infatti la legge dice questo, in più anche altre cose, come per es. che non si può tenere un telefono in mano, e in Inghilterra stanno pensando di proibire di fumare mentre si guida, perchè la logica dice che se non puoi tenere in mano un telefono perchè dovresti tenere in mano una sigaretta?
Guarda che non c’entrano gli alcolisti con la legge del divieto di guida per chi beve. Quello è un problema diverso, che certamente NON si risolve con le leggi.
Se i dati ufficiali che l’Istat pubblica regolarmente sono attendibili, allora dobbiamo evidenziare il fatto che SOLO il 2,09 degli incidenti stradali, avviene causa alcol dei guidatori. Quindi le cause del 98% degli incidenti sono ben altre ( imprudenza, alta velocità ecc. ). Questa mi sembra solo una manovra dei nostri governanti, per spillare altri quattrini ai cittadini, e su questo concordo con Roberto.
Ciao
Concordo pienamente con l’articolo. Gestisco un ristorante in provincia di Milano in collaborazione con mio fratello e ai tavoli si avvertono queste paure. Paure non per la guida dopo cena, ma proprio per le multe! Ora le patenti le ritirano e te non le vedi più per almeno sei mesi! Galeotto è il momento del servizio del vino:” Porto la carta dei vini, signore?” – “No grazie, devo guidare”. Oppure: “Va bene, mi faccia assaggiare questo Armagnac, poi al limite guiderà mia moglie”. Solo tre anni fa non si sentivano pronunciare queste frasi. Tutto questo si riduce in un sensibile calo dei consumi di vino: per esempio 5 – 6 bottiglie in un sabato sera con 40-45 persone (pieno). Proprio per questo ci si sta spostando verso il vino a bicchiere, che non reputo una moda, come tante riviste di settore sembrano indicare, bensì come una necessità e una richiesta vera e propria!!!
Buon (?!?!?) 2009 a tutti.
Caro Ivan,
il punto è proprio questo, oggi si fanno divieti su divieti, spesso a sproposito, perché non sarà il camionista a smettere di bere birra o altro, non sarà il ventenne che esce dalla discoteca, ma saranno le persone comuni che frequentano i ristoranti, saranno soprattutto le coppie, dove non si può pretendere che uno dei due rinunci a bere, sarebbe davvero deprimente.
Ridurre il tutto a 0,2, un numero che non tiene conto di cosa c’è dietro al comportamento malsano di chi guida, è una idiozia, non ridurrà gli incidenti, perché non sono provocati da chi va a passare una serata a cena con la moglie o con gli amici e si beve due bicchieri di vino.
Intanto il comparto ne soffre già ora, se passerà lo 0,2 non sarà possibile nemmeno il vino al bicchiere a meno che non si tratti di vini dalla gradazione molto bassa.
Io abito a Fiano Romano e vedo tutti i giorni camionisti che si fermano in pizzeria e si fanno almeno un paio di birre grandi per poi riprendere il cammino. Continueranno a farlo.
Chi paga simili restrizioni è proprio chi è equilibrato e sa che non deve mai eccedere se vuole guidare. Anche facendosi una bella passeggiata dopo un paio di bicchieri non è detto che sia sufficiente a superare un eventuale test così restrittivo.
Non ha alcun senso, è una restrizione che non ha confronti con le altre, soprattutto se si pensa che i casi di incidenti mortali per uso di vino (non di superalcolici e droga, che è tutta un’altra cosa) è bassissimo.
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