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Libertà di informazione? Sui blog sicuramente no. Oscurato vinoalvino.org

Chiunque navighi sul web alla ricerca di informazioni e notizie sul vino e tutto cià che gli ruota intorno, prima o poi è incappato su vinoalvino.org, il blog del giornalista Franco Ziliani. E sappiamo bene, tutti quanti gli addetti ai lavori e gli appassionati, che quel blog è un punto di riferimento, una fonte incredibile di notizie che, a volte, possono anche dare fastidio a qualcuno. Così può accadere che, apparentemente per caso, proprio a ridosso di un incontro programmato per domani alle 15 a Siena, che vedrà appunto Franco Ziliani dibattere con il noto enologo ed ex amministratore delegato della Banfi, Ezio Rivella, sull’annosa questione che ha infuocato il mondo del vino negli ultimi mesi: Brunello di Montalcino, cambiare il disciplinare o no? Ebbene può accadere che un virus, non dell’influenza no, per quello dobbiamo aspettare ancora un po’, diciamo un hacker, abbia attaccato il server dove risiede la simplicissimus blogfarm, ovvero quell’insieme di blog la cui gestione compete ad Antonio Tombolini. E su quel server c’è anche, guarda caso, vinoalvino.org.
Un caso? Può darsi, ma quel blog, anzi quel giornalista, che da sempre è conosciuto per la sua vis polemica, per la sua indubbia capacità di saper mettere a nudo le piaghe di un sistema indubbiamente traballante, dove la frode, il raggiro, le furberie sembrano essere diventati una pericolosa regola, favorita da troppi silenzi-assenzi, connivenze e opportunismi, quel blog ha avuto il “torto” di occuparsi da alcuni mesi di uno scottante tema che ha coinvolto quel piccolo ma notissimo comune di Montalcino. La colpa di Ziliani? Avere informato i lettori di quanto accadeva e accade tuttora nella terra del Brunello, degli scandali, degli inciuci, delle indagini, dei sequestri di vino, delle analisi che di recente hanno messo seri dubbi sul rispetto, da parte di alcuni produttori, del disciplinare che prevede la presenza nel Brunello di Montalcino di sole uve sangiovese.
Ebbene, è cosa piuttosto risaputa, evidenziata anche da numerosi interventi sullo stesso blog, che a qualcuno tutto questo rumore su Montalcino non piace affatto. E, pare da fonti piuttosto attendibili che proprio a Montalcino qualcuno si sia impegnato attivamente per fare questo “scherzetto” che ha messo temporaneamente out vinoalvino.org e tutta la blogfarm di Tombolini, proprio a ridosso di quel dibattito di cui vi ho parlato. Un caso? Una sfortunata coincidenza? Un hacker smarrito e annoiato che, casualmente ha puntato quel server?
Intanto, giusto per rimanere in tema ilcinese, vi segnalo l’interessantissima intervista alla Dott. Rita Vignani, del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, che Ziliani ha pubblicato sul sito dell’Associazione Italiana Sommeliers, intervista che rivela un nuovo metodo per stabilire il DNA dei vini monovarietali, e che non farà sicuramente piacere ad alcuni signori dell’area ilcinese.
Nel frattempo mi giunge voce di un nuovo sequestro di vini presso due rinomate aziende di Montalcino…

Aggiornamento: vinoalvino.org è tornato online nel primo pomeriggio.

Discussione

13 commenti per "Libertà di informazione? Sui blog sicuramente no. Oscurato vinoalvino.org"

  1. sembra che siamo tornati on line, così mi comunicano…

    Inviato da Franco Ziliani | 2 ottobre, 2008, 13:56
  2. io ci accedo!!! informazione un po affrettata ;) )

    Inviato da marco | 2 ottobre, 2008, 15:07
  3. Esprimo la mia solidarietà a Franco. La libertà d’informazione passa sopra ad ogni cosa!
    Ma siamo sicuri però che sia un sabotaggio, un oscuramento? In genere queste cose le fanno o gli hacker o la magistratura.
    Certo è vero che alla vigilia dell’incontro sul Brunello, questo è quanto meno sospetto.
    Andrea

    Inviato da Andrea | 2 ottobre, 2008, 15:37
  4. Ps:
    L’intervista è uscita sabato scorso anche su Italia Oggi a mia firma. Tanto per la cronaca

    Inviato da Andrea | 2 ottobre, 2008, 15:39
  5. Ho letto con molto interesse l’intervista ma ritengo che oltre ad effettuare i sacrosanti controlli e verifiche sia giunto anche il momento di rilevare sul campo l’effettiva composizione del vigneto. L’ampelografia moderna è in grado di aiutare questo tipo di rilievi. Filari che non siano di sangiovese qualora non si trattasse di cabernet o merlot ma anche di altri autoctoni toscani e non, eventualmente presenti, andrebbero estirpati o comunque dirottati in altri vini/etichette. Bisogna colpire i furbetti e i disonesti ma anche dare un significato reale al contenuto del disciplinare.

    Inviato da FabioCimmino | 2 ottobre, 2008, 15:50
  6. [...] leggo sul blog di Lavinium “esalazioni etiliche” dell’amico Roberto Giuliani  http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=960 che si è trattato di attacco informatico! Aggiungo che oltre alle considerazioni giuste che hanno [...]

    Inviato da OSCURATO IL BLOG “VINO AL VINO” DI FRANCO ZILIANI… « Divino Scrivere | 2 ottobre, 2008, 16:35
  7. Oscurato ? Non ti pare un po’ eccessivo e frettoloso ? E se molto più semplicemente si fosse trattato di un problema di connettività, di un problema di manutenzione sul server o chissà quante altre cose sono possibili ? Proprio all’oscuramento ti viene da pensare ?

    Fil.

    Inviato da Filippo Ronco | 2 ottobre, 2008, 17:48
  8. No Filippo,
    si è trattato di un hacker. Guarda che io non mi diletto a pubblicare cose che “immagino”, se ho scritto quello che ho scritto è perché ne sono a conoscenza, altrimenti stai sicuro che non ne scriverei.

    Inviato da RoVino | 2 ottobre, 2008, 18:06
  9. a questo punto sarebbe il caso di indagare e rivolgersi agli organi competenti

    Inviato da marco | 2 ottobre, 2008, 18:15
  10. E dici che con tutti i blog che ospita la serverfarm di Tombolini l’attacco era diretto proprio a vinoalvino.org ? Considera anche una cosa : anche io sono stato attaccato più volte da hackers (addirittura sono stato vittima di un defacing all’inizio del 2008) su tutte le index page di tigulliovino ma gli attacchi poi si erano rivelati provenienti da paesi esteri.

    E’ il collegamento con la faccenda Brunello che mi suona strana, sarebbe davvero curioso che questo spionaggio vitivinicolo fosse reale.

    La definizione corretta per quello che vuoi intendere tu comunque – soprattutto considerate le finalità illecite che vuoi attribuire al gesto con il titolo – è cracker, non hacker.

    Ciao, Fil.

    Inviato da Filippo Ronco | 2 ottobre, 2008, 18:31
  11. e bravo Ronco nel ruolo del pompiere che si dà ad esercizi di filologia! Forse perché in questi giorni ho criticato qualche amichetto suo?

    Inviato da Franco Ziliani | 2 ottobre, 2008, 19:40
  12. Non so di cosa effettivamente si sia trattato; so solo che nello stesso giorno e alla stessa ora ho provato ad aprire sia il sito di Ziliani che quello di Gori (mi pare sia la stessa piattaforma che li ospita) e non ci sono riuscito con nessuno dei due.

    Inviato da Maurizio | 3 ottobre, 2008, 14:33
  13. Ho molto apprezzato il nobile impegno nella denuncia, in occasione dell’incontro senese, del profondo malcostume nel caso del Brunello,che coinvolge l’intera filiera e le stesse autorità,tutti presi a minimizzare.
    Il vino ‘elastico’ auspicato appare
    oramai essere nei piani dell’industria vinicola. Due anni fa hanno tentato la surrettizia introduzione dei vini frazione e dei truccioli, ora è tempo di dealcolizzazione mentre l’Associazione Città del Vino denuncia il progetto di massificazione e globalizzazione delle doc che saranno accorpate in sole 182 denominazioni.
    In sede UIV si è spesso parlato di
    vino ‘elastico’.
    Sentire parlare di vino elastico mi porta a pensare che sia effettivamente in atto un progetto destabilizzante.
    Sono altrettanto preoccupanti
    affermazioni quali “il vino buono” e di qualità.
    Purtroppo, in occasione del dibattito, si è parlato troppo di Barolo – ‘che ci accocchia?’ si sarebbe chiesto un noto personaggio – e poco di frodi. Infatti, l’Autorità Usa evocata ha inteso difendere il consumatore americano proprio sotto l’aspetto economico, cioè l’utilizzo di uve e vini di minor costo nella formazione di un prezzo assai rilevante…
    E che dire dei controlli di cui non si è parlato??
    E dov’erano i produttori che non hanno approfittato del dibattito?

    A suo tempo la creazione della d.o.
    Rosso di Montalcino poteva essere il contenitore di
    un vino diverso, più pronto e vicino al gusto internazionale. Certo, non aveva l’appeal del nome Brunello che ho sentito tanto disprezzato nella sua veste tradizionale;eppure ha fatto ricche tante nuove generazioni.

    Che dire infine del dileggio dei grandi nomi della tradizione di Montalcino? senza che il moderatore-antropologo moderasse?

    Il presidente Vinarius aveva esordito presentando i contendenti,affermando che a dibattito concluso avrebbe ripreso la parola per esprimere i commenti e, forse, i consigli del trade rispetto ai consumatori. Deve essere rimasto interdetto dall’assoluta assenza dei produttori del Brunello, impegnati anche a sera nelle vigne.

    Infine una precisazione. Enopress, oltre due anni fa, proprio in occasione della Settimana dei Vini aveva diffuso una lunga intervista alla scoperta del DNA fatta presso l’istituto dell’Uni di
    Siena,accompagnata da una ricca documentazione fotografica tuttora
    visitabile su http://www.enopress.it cliccando il nome sul ‘trovatutto’ in home page.
    Ho l’impressione che i mali del vino italiano siano assai estesi e radicati. Non a caso gli abbiamo dedicato due ‘prime pagine’:Il vino non è Coca Cola – Il vaso di Pandora del vino italiano.
    E continueremo nella denuncia di quella che appare com una trasformazione surrettizia dei fondamentali di Enotria.
    Alla prossima

    Inviato da Giancarlo Panarella | 4 ottobre, 2008, 16:01

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