Non ci posso credere a come il tempo scorra via inesorabile. Sono già passati 4 anni dalla finale di Berlino che ha visto gli azzurri diventare campioni del mondo e l’Italia intera, impazzire di gioia e dare il via ai festeggiamenti .
Mamma mia quanto sto invecchiando velocemente. Me la ricordo bene quella serata, anche perché preso da un “orgasmo da finale” , avevo deciso di andare a Berlino e mi ero affidato al canale “internettiano” di ebay per scovare 2 richiestissimi biglietti. E alla fine c’ero anche riuscito o almeno così credevo. Per vincere la concorrenza avevo giocato d’azzardo, sperando nella buona fede di un fantomatico Jim Roder da Londra che dopo aver ricevuto i soldi mi giurava che avrebbe velocemente spedito i biglietti. Lo so, starete pensando che sono stato un pazzo e che la probabilità che i biglietti mi arrivassero era pari alla possibilità che nevicasse in agosto in Sicilia. Ma quando avrei riavuto l’occasione di vedere una finale dei mondiali in una località facilmente raggiungibile e con la mia nazionale protagonista? Risultato finale, niente Berlino e addio ad un bel gruzzoletto d’euro, felice di vedere la vittoria in televisione ma nervosissimo per l’irripetibile occasione persa.
Quest’ anno ci si sposta invece in Sudafrica. La nostra nazionale deve difendere il titolo conquistato e l’impresa sembra quasi impossibile, quindi caro Jim Roder, questa volta trova pure polli di altra nazionalità da spennare.
I presupposti non sono dei più incoraggianti. La salute della nostra squadra si potrebbe riassumere nella canzone “Mexico e Nuvole”, viste le nubi che si sono sollevate dopo la sconfitta contro i “sombreri” messicani. Nemmeno il “cioccolatino” del pareggio con la Svizzera ha riportato gran fiducia e speranza.
Ma è inutile fare discorsi troppo in anticipo. La storia sportiva ci insegna che siamo capaci di tirare fuori il meglio di noi quando ci troviamo in difficoltà e quando il risultato conta davvero.
In Italia, nel mese dei mondiali, si possono contare circa 60 milioni di nuovi allenatori, ognuno ha la sua squadra ideale e perfino mia madre che pensa ancora che da giovane giocavo a calcio solo perché faceva bene alle ossa, si lascia andare in questo periodo a qualche uscita “trapattoniana”.
Visto che le mie due passioni sono il vino (sommelier ) e il calcio (ex calciatore dilettante dai piedi quadrati ed ora nello staff tecnico di una squadra d’eccellenza), mi sono divertito a comporre la mia squadra ideale ed abbinare ogni giocatore ad un vino della mia regione, il Friuli Venezia Giulia.
La mia squadra ideale la schiererei con lo schema 4-3-1-2.
Buffon in porta. Linea difensiva composta dai centrali Chiellini e Cannavaro supportati dagli esterni Maggio e Zambrotta. A centrocampo Montolivo fungerà da regista arretrato davanti alla difesa con il supporto di due mastini come De Rossi e Gattuso. Fra la linea di centrocampo e gli attaccanti Pazzini e Quagliarella, ampia libertà di movimento a Totò Di Natale che avrà sia il compito di inserirsi e andare alla conclusione che di servire deliziosi assist ai nostri attaccanti. In panchina confermo Marcello Lippi, anche perché io la terza settimana di giugno sono in ferie e quindi non potrei essere in Sudafrica.
LA FORMAZIONE AZZURRA
Gianluigi Buffon & Picolit di GIROLAMO DORIGO
Buffon è da anni il miglior portiere al mondo. Carattere diametralmente opposto a quello del mitico friulano Dino Zoff, ma entrambi con un Dna vocato esclusivamente per essere i numeri uno. Gianluigi è una rarità nel mondo del calcio. Un fuoriclasse che è diventato famoso, si è arricchito, ha sposato una modella eppure è diventato lo stesso un esempio da seguire per i giovani, mantenendo la sua genuinità e simpatica umiltà.
Il Picolit è una rarità nel panorama vinicolo nazionale e internazionale. L’azienda Girolamo Dorigo rappresenta una delle realtà più importanti in regione e il Picolit che è prodotto dal bravo Alessio Dorigo è degno di essere considerato un numero uno, come lo è il buon Gigi dalle grandi “manone”, che speriamo parino tutto.
Christian Maggio & Carso Vitovska SKERK
Maggio è reduce da ottime stagioni con Sampdoria e Napoli, e potrebbe essere una delle novità di questo mondiale. Ha dalla sua l’entusiasmo e la sfrontatezza di chi è l’ultimo arrivato nel “giro che conta”. La sua freschezza, unita alle indubbie qualità, potrebbe portare energie nuove ad un undici che ha tanto bisogno di novità.
Quale vino se non una Vitovska di Skerk potrebbe abbinarsi meglio con Christian Maggio?
La Vitovska è un vitigno che magari non è ancora conosciuto alla grande platea, ma ha potenzialità incredibili. Quella di Sandi Skerk ha freschezza, sapidità e ottimo carattere, e se per Christian pronostichiamo un ottimo debutto il 14 giugno, per la Vitovska non va dimenticato che il suo mondiale lo giocherà venerdì 18 giugno presso il castello di Duino in provincia di Trieste (Mare & Vitovska).
Giorgio Chiellini & Schioppettino LA VIARTE
Chiellini è da molti reputato il miglior centrale al mondo. Fisico imponente, nato come esterno è diventato un muro invalicabile per gli attaccanti avversari e quando sale in attacco, nei corner o punizioni, può diventare “schioppettante” e gonfiare la rete avversaria.
Se parliamo di “schioppettare” come posso allora non collegarmi ad un autoctono friulano che si chiama Schioppettino?
Per dare quel qualcosa in più a questo rosso dalle enormi potenzialità, ho scelto anche una produzione dell’azienda La Viarte di Prepotto, dove il binomio felice, nella vita e nel lavoro, di Giulio e Federica Ceschin riesce a regalarci un vino pronto a schioppettare e tenere lontani gli attaccanti avversari dall’area azzurra.
Fabio Cannavaro & Pignolo El Doro LIVON
“Vedi Napoli e poi muori”. Non sarà mica per questo motivo che il buon Cannavaro, nella sua lunghissima carriera non ha mai voluto giocare per la sua città? Da ex difensore, non posso che inchinarmi e stendere il tappeto rosso dinanzi ad uno dei più forti difensori di quest’ultimo ventennio. A fine mondiale se ne andrà a giocare a Dubai. Da persona intelligente ha capito che è suonata la campana dell’ultimo giro. Ma essendo un’ultimo giro che si chiama “Mondiale” sono sicuro che Fabio darà tutto se stesso e anche di più.
A far compagnia al buon Fabio, ci mettiamo un buon Pignolo dell’azienda Livon, che oltre ad aver radici in regione, ha un’azienda in Toscana e una in Umbria dove produce ottimi vini. Il Pignolo è un autoctono friulano con un grappolo compatto come lo dovrà essere la nostra difesa, un vino quello di Livon che ha prospettive di lungo invecchiamento (anche se non così longevo come Cannavaro).
Gianluca Zambrotta & Jakot TERPIN
“Passano gli anni ma 34 son lunghi, però quel ragazzo ne ha fatta di strada”. Ho rubato le parole al mitico Celentano per descrivere la carriera di Zambrotta. Juventus, Milan, Barcellona solo per nominare le squadre più importanti. Quanti chilometri macinati lungo la sua fascia di campo. Non sarà più un ragazzino, ma come non sperare che bruci ancora tanta erba nei campi di calcio del Sudafrica?
Per venire incontro a Zambrotta e agli anni che passano, ho scelto il vino che rappresenta la laboriosità e il carattere dei friulani. Franco Terpin è un produttore simpatico, con un buon “corpo” e forte carattere. Ha chiamato il suo vino Jakot che non è altro che l’opposto di Tokaj perché a lui e ad altri non andava proprio giù di perdere l’antico nome e di vederlo sostituito con Friulano. Sono sicuro che se mettiamo Franco vicino a Zambrotta a presidiare la fascia, non ci saranno grandi speranze di gloria per gli esterni avversari. Unico problema chiedere il permesso alla FIFA per tesserare in fretta e furia il vignaiolo di San Floriano del Collio.
Riccardo Montolivo & Svual BORGO DELLE OCHE
Montolivo viene da una stagione che ha visto passare la Fiorentina dall’ingiusta eliminazione in coppa con il Bayer Monaco, ad un finale di campionato in picchiata. Talento indiscutibile, gli manca forse quella costanza che lo possa portare a diventare un grandissimo centrocampista. Magari può essere la volta buona. L’infortunio di Pirlo gli ha concesso una chance importantissima. Sta a lui dimostrare tutto il suo valore.
Luisa e Nicola dell’azienda Borgo delle Oche sono due giovani talenti emergenti del panorama vitivinicolo regionale come lo è Montolivo. Il vino che ho scelto in abbinamento è lo Svual, che in friulano significa volo. Sarà di buon auspicio per Montolivo, in modo che possa finalmente spiccare il volo e dimostrare tutto il suo talento? Speriamo di sì.
Rino Gattuso & Carso Terrano ZIDARICH
Che annata sfortunata povero Gattuso. Infortuni e tanta panchina lo hanno tenuto in secondo piano nelle altalenanti vicissitudini della stagione del Milan. I maligni già commentavano che dopo tanto correre, il buon Rino si sia spompato e non abbia più benzina da bruciare. L’ultima partita con la Svizzera ci ha invece riproposto un Gattuso in netta ripresa. Mi sbilancio e dico che dopo la cura fatta con integratori a base di peperoncino piccante calabrese, vedremo un “Ringhio” in formato Mondiale 2006.
Il Terrano è un vino aspro e scontroso, ma con un cuore immenso visto che riesce a vivere fra le rocce del Carso, la terra rossa e la bora che soffia forte e gelida in inverno. Un vino che non è mai sceso a compromessi ma che grazie ai bravi produttori carsolini, vedi ad esempio Zidarich, ha saputo farsi amare, per la sua bontà e la sua forza.
Daniele De Rossi & Collio Bianco COLLE DUGA
De Rossi, romano de Roma DOCG. Cuore, gambe e cervello del centrocampo. Uno che ai mondiali di 4 anni fa, dopo averla combinata grossa con l’espulsione costata una lunga squalifica, si ripresenta in campo il giorno della finale con la Francia e si prende la responsabilità di battere un rigore che poteva valere il mondiale, beh lasciatemelo dire, sotto deve avere due grandi “meloni”.
Damian Princic è un po’ il De Rossi dei vignaioli friulani. Giovane, simpatico e di forte personalità oltre che bravo produttore. Quindi il suo Collio Bianco può sicuramente rappresentare nelle sue varie componenti di Friulano, Chardonnay, Sauvignon e Malvasia, tutte le caratteristiche migliori presenti nella personalità e nelle qualità balistiche di De Rossi.
Antonio Di Natale & Sauvignon de La Tour VILLA RUSSIZ
Capocannoniere del campionato con 29 gol. Classe sopraffina, genialità, eleganza d’esecuzione. Un mistero del perché non abbia mai trovato spazio con una grande squadra. L’augurio è che Di Natale possa ripetere le gesta dell’altro Totò, quello che ad Italia 90 fu la sorpresa del mondiale (Schillaci).
Lo abbino con un vino di classe, il Sauvignon de La Tour Villa Russiz, un cavallo di razza della produzione friulana, “capocannoniere” in molte annate sulle guide di settore. Prodotto da un enologo il cui nome è una garanzia di successo, MENOTTI che non sarà parente dell’allenatore che nel 1978 vinse il mondiale con l’Argentina, ma visto la coincidenza, perché non sperare che la similitudine porti fortuna alla nostra nazionale?
Giampaolo Pazzini & Colli Orientali del Friuli Pinot Grigio IPSO Zuc di Volpe VOLPE PASINI
Pazzini potrebbe rappresentare la novità di questo mondiale. In campionato quest’anno ha segnato 19 gol ed è stato uno degli artefici del quarto posto della sua Sampdoria. Non avrà accanto Cassano a fornirgli assist vincenti, ma penso che Totò Di Natale non lo farà sentire così solo.
Lo abbino ad un importante vino dell’azienda, Volpe Pasini del bravo Emilio Rotolo, ma in questo caso nessun riferimento con il vitigno pinot grigio, ma solo la speranza che il nome della linea Zuc di Volpe sia di buon auspicio, visto che per farsi rispettare nelle aree avversarie e segnare tanti gol, a Pazzini servirà la furbizia di una volpe.
Fabio Quagliarella & RJGialla Selenze LA TUNELLA
Per il 14 giugno Quagliarella aveva già prenotato in una pizzeria di Napoli per avere un posto in prima fila davanti allo schermo gigante, vedersi la partita e mangiarsi una pizza bufala e salamino. Invece a sorpresa è rientrato nella lista dei convocati per il Sudafrica.
Per la pizza non ci sono problemi, passo io a prendermela e me la mangio a casa. Per il Sudafrica invece la speranza è che essendo arrivato per ultimo, sia anche l’ultimo a tornare a casa, assieme ai suoi compagni di squadra.
Essendo arrivato in coda agli altri, non può che essere fresco e vivace come solo una buona Ribolla Gialla dell’azienda La Tunella può esserlo, quindi il buon Massimo Zorzettig metta pure in fresco tante bottiglie di Ribolla che ci saranno da festeggiare i gol di Quagliarella.
Marcello Lippi & Sium LA VIARTE
Che dire di Lippi, un allenatore che ha vinto un mondiale dopo aver vinto parecchio anche con la MIA Juventus. Niente se non quello di cercare di fare di tutto per entrare ancor più nella storia con una doppietta che sarebbe fantastica per lui e per lo sport nazionale.
Devo ritornare su un vino dell’azienda La Viarte per trovare un abbinamento appropriato. Infatti scelgo il Sium, nome che in friulano significa SOGNO, perché è quello che il mister Lippi e la sua squadra cercherà di regalare a tutti gli italiani.
STEFANO CERGOLJ
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