“Gentile sig. Pippo, nulla in contrario a farle avere dei campioni dei miei vini da sottoporle in degustazione, ma prima vorrei che parlassimo di prezzo“, “Siamo una piccola azienda vinicola che ha bisogno di farsi conoscere, vorremmo sapere quali sono le vostre tariffe per poter essere recensiti sulla vostra rivista“…
“Gentile azienda, perché ci parla di prezzo? Per quanto ci riguarda non ci siamo mai fatti pagare per recensire un’azienda e i suoi vini, non rientra nella nostra etica professionale, anzi, la invitiamo a diffidare di chi chiede denaro, indice di opportunismo e mancanza di professionalità”.
“Mi fa molto piacere che sia gratuito,visto che ormai si paga anche per
respirare, vi invierò i campioni etichette e listino la settimana prossima…“.
Quante volte mi è capitato di riceve mail di questo tipo, e quante volte ho dovuto cercare di far capire che chi si fa pagare è disonesto, ma anche che pagare per “esserci” significa accettare una regola assurda e ingiusta. Però, se sono così tanti quelli che pensano si debba pagare, forse è il caso di domandarsi quanti sono coloro che abusano della loro posizione per trarne vantaggio, per lucrare sulle necessità degli altri.
Certo, nessuno dichiarerà mai di prendere il “pizzo” e ben pochi di pagarlo, ma è un fatto che questa prassi esiste da talmente tanto tempo da essere ormai considerata “normale”. Tale non è, e chi la pratica dovrebbe vergognarsi.
Caro Roberto, ci sono anche quelli che mandano una e-mail del genere per sondare il terreno. Se la leggi bene potrebbe essere interpretata anche come un’offerta – neppure troppo velata – per avere una recensione di un certo tipo. Se fossi stato un tipo diverso, il che non è, magari avevi l’informazione che il signore era come dire “disponibile”.
Non sarà certo questo il caso ma è solo per dire che ci sono i “furbetti” anche dall’altra parte.
Ciao, Fil.
fa caldo molto caldo…non rifletto piu
http://chefmarco.splinder.com/post/20577764/Sesso+condominiale%21%21%21+ChefMarc
direttore è ora di ferie….
Beh Marco,
non dirlo a me che ho fatto una misera settimanella a inizio giugno…e anche lì ogni notte sbattimenti di muri a tutto spiano
..sono nuova in questo affascinante ma non mi illudo che il mondo del vino giri diversamente da come gira ormai tutto nel nostro paese ….. certo è che è veramente ormai cosi’ consolidata l’idea che per avere bisogna dare. che tra l’altro molti non si pongono neanche il problema se la modalità del chiedere possa essere irrispettosa nei confronti di chi lavoro e valuta con serietà e competenza …. ma non credo che a te Roberto questa cosa stupisca o offenda più di tanto ….. capisco lo sdegno nel constatare che ormai ciò è regola consolidata e tacita .. un caro saluto