le sourire aux lèvres
Pessimo sonetto per pari produttori d'uva da tavola
Der zuccherino ‘n ve ne frega gnente,
poi, l’ùa ve la pàgheno pochino,
vabbe’, nun ce dovete da fa’ ‘r vino…
ma quanto l’annaffiate queste piante?
Quanno l’assaggi strigni l’occhi e i denti:
d’un immaturo che nun sa de mosto
ma d’acqua-gnente, d’aspro, acido tosto…
ma quanto l’annaffiate ’sti sarmenti?
Ridàtece quell’ùa de ‘na vorta,
‘ttaccàvi li rampazzi sur camino
e “passa” la magnavi a vigna morta,
‘finché gnisun primeur ‘n po’ su le sua,
ce venghi a cojona’ dillà dar banco,
pe’ vénnece mezz’acqua e mezza ùa.
Roma, 20 settembre 2009 – De ‘gnazzio
Note:
zuccherino = contenuto in zuccheri dell’uva
frega = importa
gnente = niente
ùa = uva
pàgheno = pagano
sarmenti = tralci di vite
rampazzi = grappoli
“passa” = appassita
vigna morta = vigna nella fase quiescente invernale
gnisun = nessuno
primeur = fruttivendolo (dal francese)
su le sua = sulle sue, con un certo distacco
venghi = venga
cojona’ = imbrogliare, prendere in giro
vénnece = venderci
non solo uva da tavola, pure uve da far vino… a volte le cantine sociali pare facciano apposta produrre poca qualità, per sottopagare i soci, e guadagnare sulle cisterne….
Pienamente d’accordo, ma quello dell’uva da vino è un fenomeno annoso, conosciuto, ed anche in regressione (mi pare, o almeno spero…?!). Quello dell’uva da tavola mi pare un fenomeno dilagante. Mai avevo riscontrato una qualità media dell’uva così bassa, anche a dispetto di una stagione che, fino ad alcune settimane orsono, non giustificava cotanta diluizione.
Credo sia anche una mancanza di cultura di comunicazione e marketing, cosa che nel 2009 non è più ammissibile nel mondo del commercio.