ne vogliamo parlare

Procork: una possibile soluzione al “sentore di tappo”?

procorkChi produce vino sa bene quanto l’utilizzo del tappo di sughero per chiudere le bottiglie sia necessario ma non esente da rischi. Nonostante la tecnologia di produzione dei sugheri si sia sempre più affinata, il problema del TCA (Tricloroanisolo), artefice del tristemente famoso “sentore di tappo”, provocato da un fungo, l’Armillaria mellea, parassita della quercia da sughero, fino ad oggi non è (era?) stato trovato ancora un sistema sicuro che permetta di continuare ad usare il tappo di sughero senza correre più alcun rischio.

Consce dell’annoso problema, molte aziende si sono specializzate nella produzione di sistemi di tappatura alternativi, usando materiali diversi, con risultati non sempre adeguati, dai tappi sintetici a quelli a vite, da quelli a corona a quelli in vetro. Ciascuno presenta dei vantaggi e degli svantaggi, estetici, economici, di durata, di funzionalità, ecc.
Per i vini non destinati ad invecchiamento, molte aziende hanno abbandonato il sughero per una delle soluzioni alternative oggi in commercio, mentre per gli altri il problema è rimasto irrisolto, soprattutto per quanto riguarda la microossigenazione, necessaria a garantire l’evoluzione del vino.
I problemi del tappo che condizionano la buona salute del vino, fra l’altro, sono numerosi; il TCA è sicuramente il più noto e e frequente, ma ne esistono altri come le pirazine (si, quei composti che vengono citati sempre quando si parla di sauvignon e cabernet, che danno sentori di peperoni, asparagi, fagiolini ecc.) e la geosmina (che anche a concentrazioni molto basse può dare sentori di terra, fungo e muffa). Fin qui tutte sensazioni facili da percepire al naso, ma sappiamo anche che ci sono situazioni particolari in cui il tappo di sughero, apparentemente privo di odori estranei, può nascondere insidie ancora più malefiche, alterando le sensazioni del vino sia con profumi anomali che provocandone il totale spegnimento. In questi casi capire che il problema non è del vino ma del tappo diventa una specie di terno al lotto, è solo l’esperienza che può permetterci di individuarlo, evitando di penalizzare il prodotto con un giudizio affrettato.

procork_membraneEcco perché non potevo fare a meno di approfittare del “Tapping Panel“, una proposta lanciata sul network Vinix, dal Sugherificio Veneto, distributore ufficiale per l’Italia del Procork, un rivoluzionario sistema di tappatura che prevede l’utilizzo del normale sughero con alle due estremità una speciale membrana che dovrebbe impedire il passaggio delle molecole di TCA, consentendo però il normale scambio del vino con l’ossigeno.
L’idea era quella di proporre alle prime 30 persone interessate l’invio di due bottiglie di Shiraz 2007 dell’azienda australiana Mount Avoca, tappate con il Procork, affinché ognuno esprimesse le proprie sensazioni (non sul vino ma sulla tipologia di tappo). Devo ringraziare Davide Cocco dell’agenzia di comunicazione “Studiocru“, che aveva il compito di gestire la cosa, di avermi ugualmente inviato una bottiglia nonostante avessi risposto all’appello ben oltre le prime 30 richieste.

Ma entriamo nel dettaglio del manufatto: a tutti gli effetti è un tappo, monopezzo, ovvero non composto da più rondelle, di buona consistenza. Delle due membrane situate all’estremità, ovviamente, una sola è stata a contatto con il vino, e ne ha acquisito il colore, in modo decisamente più omogeneo di quanto accadrebbe con un tappo normale, fatto che esteticamente può lasciare perplessi, fra l’altro si nota un restringimento nella parete dove la membrana è fissata, assai poco naturale, e una lucentezza che richiama inesorabilmente i materiali sintetici e stona con il resto del tappo; l’altra membrana, rivolta verso la capsula, manifesta una piccola macchia di colore azzurrina su un lato, che mi lascia perplesso sulla omogeneità del prodotto (e di conseguenza delle sue funzioni). Il profumo che emana il tappo è assolutamente scevro da quasiasi anomalia, e denuncia purtroppo i classici sentori di molti rossi australiani, ancora fortemente enologici, legnosi, burrosi, ma questa è un’altra storia.
Provo a togliere le membrane per verificarne la consistenza: quella a contatto con il vino si toglie facilmente rimanendo del tutto integra, mentre l’altra, probabilmente a causa di una maggiore secchezza, tende a frantumarsi in alcuni punti, fenomeno irrilevante purché si eviti di girare il tappo per richiudere la bottiglia.
procork_mountavocaPiù di questo non mi è possibilie verificare, soprattutto perché il test non è effettuato con un tappo attaccato da TCA, il che non dimostra l’efficacia delle membrane. Anche sulla capacità di far evolvere bene il vino e sulla tenuta delle membrane direi che non ho elementi per poter fare qualsiasi tipo di valutazione, troppo presto.
Comunque il sistema appare ben congegnato, il tessuto della membrana, una volta estratta e lasciata asciugare completamente, appare simile ad un fittissimo reticolo con la consistenza della buccia di un acino, compatto ed omogeneo. Dal punto di vista estetico nulla o quasi da dire, se non che si può lavorare per eliminare o ridurre al massimo quella lucentezza pellicolare che contrasta decisamente con il sughero.
Sul prezzo non ho ricevuto alcuna informazione, pertanto mi fermo qui.
Ah, volete che mi addentri sulle meraviglie gusto-olfattive di questo Shiraz 2007 pluripremiato? Ok: colore rubino cupo e impenetrabile, bouquet intenso di amarene, mirtilli, more in confettura, pepe nero, noce moscata, vaniglia, cacao, tamarindo, burro di arachidi. Al palato è come se uno strato di grasso ti avvolgesse tutte le pareti, isolandole dal contesto e ponendole in una condizione di prigionia, non è solo il legno, la dolcezza, la marmellosità a dominare, c’è anche il pepe e la liquirizia (che rappresentano la sua caratteristica migliore), ma soprattutto non c’è un’acidità che ripulisca da questo strutto enologico, da questa patina che si deposita, hai come la sensazione che le papille vengano sigillate e in bocca rimane una percezione dolce-amara che proprio entusiasmante non è. Un monolite, magari fosse solo il legno il problema, qui c’è una mano pesante dal punto di vista tecnico, dove pesante va visto come quantitativamente e non qualitativamente. Come si fa a premiare un vino del genere? Fate caso a quanto dura questa sensazione, praticamente l’unico modo per liberarsene è lavarsi i denti.

NOTA A MARGINE

Visto i dubbi e le perplessità arrivati da più parti (non solo qui ma anche su Facebook), riporto un’ulteriore spiegazione sul Procork:
La membrana è ancorata ai bordi laterali del tappo, pertanto è del tutto normale vedere i contorni con il colore del vino, non si tratta di un cedimento della membrana ma di un naturale effetto del contatto. Il vino “deve” entrare in contatto con il sughero, altrimenti la microossigenazione non avverrebbe.
La membrana non è altro che un filtro “calibrato”, ovvero è tarata per trattenere le molecole di TCA che sono più grosse di quelle d’ossigeno.
I test effettuati da un laboratorio indipendente (Australian Wine Research Institute) di Adelaide, hanno dimostrato l’efficacia del sistema. Di fatto si tratta di un tappo di sughero a tutti gli effetti, e i sentori che rilascia sono gli stessi che si possono percepire con qualsiasi tappo dello stesso materiale, la membrana ha solo la funzione di bloccare le eventuali molecole di TCA ma lasciar passare quelle dell’ossigeno.

Per coloro che sono interessati a provare sui loro vini il Procork, ecco i dati del distributore italiano:

SUGHERIFICIO VENETO
Via del Commercio, 11 – Zona Industriale
35044 Montagnana (PD)
Contatto Giancarlo Mossa
Tel. 0429/800824
Cell. 348/2320608
Fax 0429/81746
Sito: www.sugherificioveneto.it
email: giancarlo@sugherificioveneto.it

Discussione

16 commenti per "Procork: una possibile soluzione al “sentore di tappo”?"

  1. Grazie a te per averlo provato.
    A presto,
    Davide

    Inviato da Davide Cocco | 29 luglio, 2010, 14:44
  2. [...] This post was mentioned on Twitter by Davide Cocco and Winexplorer , Roberto Giuliani. Roberto Giuliani said: Procork: una possibile soluzione al "sentore di tappo"? http://bit.ly/9nrtGl [...]

    Inviato da Tweets that mention Esalazioni etiliche | Procork: una possibile soluzione al “sentore di tappo”? -- Topsy.com | 29 luglio, 2010, 17:01
  3. ..per andar bene si dovrebbe aver inoculato il fungho nel sughero, e poi aver visto se il vino presentavo o meno TCA, e quindi la tenuta della membrana..
    appproposito di membrana: la parte a contatto col vino, hai detto si è staccata facilm…ente… non è che si stacca da sola mentre si trasporta, per dire? …che magari la bottiglia viene un po’ sballottata..
    insomma: pare ci sia del buono in questa idea.. lavoriamoci su! ;-)

    Inviato da Andrea Alvise Volpin | 29 luglio, 2010, 18:40
  4. @Andrea
    Il dato è piuttosto basso, si tratta del 2%, anche se secondo me va preso con le pinze, come si fa a essere sicuri che TUTTI denunciano un tappo difettoso? Certamente non è così, nessuno può sapere quante volte in media è capitato a… casa di un privato, senza tenere conto poi di quanti bevono il vino al ristorante senza neanche accorgersi del problema del tappo…
    La membrana non si stacca da sola, Andrea, l’ho staccata io con molta cautela usando la punta di un coltello. In realtà aderisce perfettamente al tappo, non credo ci siano rischi che si stacchi da sola.

    Inviato da RoVino | 29 luglio, 2010, 21:37
  5. Gli enti preposti ad effettuare la ricerca, ovviamente, prendono in esame un certo numero di tappi, più volte e in diversi contesti, e su quello basano la statistica. Però rimango dell’idea che 2% sia un dato troppo basso.
    Se la statistica dovessi farla io, sulla base dei vini che assaggio ogni anno, il risultato mi verrebbe decisamente più elevato, almeno sopra il 5%.

    Inviato da RoVino | 29 luglio, 2010, 21:40
  6. salve a tutti, nella foto del tappo a fianco della bottiglia, si vede chiaramente che il sughero ha comunque “bevuto” del vino. la bottiglia deve essere rimasta coricata ed il vino deve essere colato tra il vetro e il sughero.
    E’chiaro che la membrana ha fatto solo in parte il suo lavoro (o forse nel tempo il vino ha permeato attraverso la stessa) e che quindi l’eventuale trasmissione del TCA dal tappo può comunque avvenire.
    MA se le membrane vanno “bene” allora benvengano i tappi SINTETICI!

    Inviato da pippo | 30 luglio, 2010, 07:19
  7. @Pippo
    le cose non stanno come hai descritto, ti spiego meglio come è fissata la membrana e come funziona.
    Quello che vedi inumidito dal vino è il contorno esatto dove è poiszionata la membrana, infatti è ancorata ai bordi laterali del tappo. Il vino “deve” entrate in contatto con il sughero, altrimenti la microossigenazione non avverrebbe.
    Ma la membrana non è altro che un filtro “calibrato”, ovvero è tarata per trattenere le molecole di TCA che sono più grosse di quelle d’ossigeno.
    I test effettuati da un laboratorio indipendente (Australian Wine Research Institute) di Adelaide, hanno dimostrato l’efficacia del sistema.

    Inviato da RoVino | 30 luglio, 2010, 07:42
  8. Grande notizia, perche’ con tutti gli incendi che ci sono in estate il povero Portogallo non ce la fa a garantire il rifornimento per tutti. Anzi nelle piantagioni si comincia gia’ a tagliare la corteccia un po’ piu’ in basso (con maggior rischio d’inquinamento fungino) ed un po’ prima (tanto molto sughero viene macinato ed incollato), mentre la corteccia di alta qualita’ e’ sempre piu’ rara e portera’ i tappi a costare come il vino…
    Con le resine stiamo assistendo ad un miglioramento costante sia della ricerca che dell’efficienza, ma questa soluzione sembra anche meglio. Bisogna andare a vedere, fare le prove, mettere dieci tappi diversi in dieci calici ello stesso vino e lasciarli qualche giorno, poi bere il vino e vedere quale tappo ha rilasciato di meno. Del resto i produttori di vino non si accontentano certo dei certificati di carta…
    Bella notizia davvero. Grazie.

    Inviato da Mario Crosta | 31 luglio, 2010, 11:12
  9. E’ una grande applicazione al tappo lo sto utilizzando da circa tre anni . I primi due e’ stato direzionato su un solo vino, dal 2010 l’utilizzo e’ passato a circa il 60% su tutte le 15 etichette in uso alla Cantina del taburno in Foglianise (BN).
    Volevo specificare che comunque siamo presenti difronte ad un tappo di sughero o naturale o microagglomerato, il tenpo di distruzione nell’ambiente e’ di circa 4-5 anni . Per una chiusura con tappi sintetici sapete quanti anni ci vogliono per la distruzione ??????????? 500 ANNI meditate.

    Inviato da Filippo | 2 agosto, 2010, 14:50
  10. @Filippo
    infatti una delle domande che nessuno si pone è proprio la conseguenza dell’uso di certi prodotti, cosa comporta a livello di inquinamento industriale (vedi ad esempio per il tappo a vite).

    Inviato da RoVino | 2 agosto, 2010, 15:44
  11. Come noti giustamente a metà articolo, non è possibile verificare la tenuta del vino, un 2007!!!

    L’unica volta che ho partecipato a una simulazione del genere e più credibile (sui tappi al silicone in quel caso) degustavamo lo stesso vino tappato in due modi diversi invecchiato per dieci anni.

    af

    Inviato da consumazioneobbligatoria | 2 agosto, 2010, 21:21
  12. Siamo forse degli inguaribili romantici, ma il fascino del tradizionale tappo in sughero non ha eguali

    Inviato da Gutturnio | 18 agosto, 2010, 08:42
  13. Questa soluzione non solo ha vantaggi ecologici ed economici, ma anche giuridici. Molti disciplinari infatti obbligano all’uso del tappo di sughero. Imposizione cui si ottempera con questa soluzione.
    Ottima davvero. Se poi il prezzo fosse anche competitivo, perchè magari si può risparmiare anche un lavaggio chimico del sughero, addirittura eccellente.

    Inviato da michele | 24 agosto, 2010, 10:37
  14. Ma è vero che i tappi prodotti con polvere o truccioli di sughero sono incollati? ho sentito dire che sono prodotti con colle poliuretaniche (con una % oltre al 35%); ho lavorato diversi anni nel mondo dell’imballaggio flessibile e le colle poliuretaniche sono molto pericolose se non usate bene; rilasciano componenti tossici e poi soffrono di un degrado generato dall’idrolisi; in questo caso dopo un pò di tempo che sono a contatto di luce, umidità, alcoli, calore… si dividono in due componenti non molto salubri… :-( … che se ne vanno nel vino che poi ci beviamo!; per quanto riguarda l’impatto ambientale sinceramente penso che un tappo sintetico (non si tratta di silicone) può essere reciclato al 100%, un tappo in sughero ugualmente, un tappo incollato (colle poliuretaniche)non lo può essere come pure un tappo a vite xchè fatto da più materiali.

    Inviato da pippo | 26 agosto, 2010, 20:26
  15. scusa Rovino, una domanda, la membrana viene incollata sul sughero?

    Inviato da pippo | 26 agosto, 2010, 20:39
  16. @Pippo
    credo che la membrana venga applicata a pressione, evitando l’uso di colle, tant’è che si riesce a togliere senza frantumarla.

    Inviato da RoVino | 27 agosto, 2010, 11:12

Invia un commento

Follow laVINIum on FacebookFollow laVINIum on Twitter

 

settembre: 2010
L M M G V S D
« ago    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930