Per la pubblicità non ci sono limiti, tutto è possibile e tutto è giustificato, il fine è vendere, con qualunque mezzo, utilizzando magari gli slogan, le frasi che fanno più effetto in quel particolare momento sociale e politico. Così un prodotto intimo, un sapone liquido, si assurge a simbolo di protettore della donna, associando la sua delicatezza alle necessità femminili nel sociale e citando, con valutazioni statistiche tutte da dimostrare, che “42 donne su 100 si sentirebbero più sicure con le ronde cittadine“. Siamo alla follia! Ma dove è andato a finire quell’organo preposto che si chiama Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che oltre a vigilare sui comportamenti che possono impedire la concorrenza sul mercato, dovrebbe occuparsi di controllare la correttezza dei messaggi contenuti nelle pubblicità?
Che la donna sia strumentalizzata per il suo corpo, questo si sa, basta andare in un’edicola e vedere su quante copertine, non importa se si tratti di riviste politiche o di intrattenimento, appaiono donne in atteggiamenti provocanti per attirare l’attenzione, o accendere la televisione e osservare come in ogni spettacolo, reality, addirittura telegiornale, le donne siano principalmente oggetto di esibizione fisica, spesso di ostentazione di attributi che neanche gli appartengono, ma frutto di interventi chirurgici che in molti casi le deturpano.
Ma che si debba addirittura assistere, come se fosse del tutto normale, a spot dove la donna viene usata come strumento propagandistico, citando le violenze che subisce e il suo ardente desiderio di essere “protetta” dalle ronde cittadine, mentre guarda caso in Parlamento si discute proprio l’emendamento, per poi dire che quel sapone, o meglio quella casa produttrice, è dalla loro parte, è davvero troppo.
Gentili signore (ma anche signori), che ne direste di fare una bella telefonatina al numero verde dell’Autorità Garante per esprimere la vostra opinione su questa correttissima pubblicità?
Per coloro che non hanno avuto il “piacere” di vederlo in TV, eccolo puntualmente su Youtube.
Mi era sfuggito, guardo pochissimo la tv.
E’ davvero un orrore, è molto peggio di quello che dici tu.
Siamo alla follia.
[...] Pubblicità e politica: le ronde cittadine in uno spot (dal blog Esalazioni Etiliche) [...]
Ancora e’ fresco nei Balcani il sangue di coloro che furono trucidati dai secessionisti, i quali, tramite le ronde, delimitarono e pattugliarono il territorio, intimidirono chi secessionista non era e scrissero a pochi chilometri dal nostro confine, una delle pagine più animalesche e feroci della storia contemporanea europea.
E’ scritto nei manuali dei secessionisti che l’ atto primario e fondamentale per preparare la secessione di un territorio è disporre sullo stesso di una propria capillare organizzazione che abbia potere di controllo e di intimidazione verso la cittadinanza senza che le Istituzioni si oppongano.
I secessionisti del Nord Italia hanno già pronte le proprie ronde e compiranno una determinante svolta nella strategia secessionista se passerà la legge che darà ai Sindaci dei Comuni da loro controllati il potere di organizzarle, di dar loro direttive e di retribuirle a spese della Comunità.
Si ripete la stessa tragica sottovalutazione che fece proliferare le “camicie nere”, allorquando i socialisti, che stavano cacciando a pedate dalla città di Livorno le “camicie nere” furono richiamati dalla cecità politica di Bordiga ed invitati a ritirarsi ed a prendere legnate piuttosto che mettersi al livello dei picchiatori fascisti.
E’ storicamente acclarato che i fascismi senza il supporto intimidatorio delle ronde partitiche non avrebbero avuto modo di affermarsi, come le secessioni balcaniche non sarebbero state possibili se si fosse impedito ai secessionisti di autoinvestirsi di potere poliziesco in violazione delle più fondamentali leggi democratiche dello stato di diritto.
I difensori delle Istituzioni repubblicane sono a perfetta conoscenza che il Parlamento è pieno di secessionisti e che del Governo fanno parte personaggi che odiano e disprezzano l’ Italia Unita, promettendo da anni ai propri iscritti una loro nazione liberata e staccata dal resto dell’ Italia, irridendo l’ articolo 241 del codice penale che prevede 30 anni di galera per chi attenta all’ unità nazionale.
Le ronde senza identità giuridica, al servizio dei Comuni ad orientamento anticostituzionale, porteranno ad abusi, persecuzioni e violenze senza che i cittadini possano difendersi.
Francesco Miglino
segretario del Partito Internettiano.
è lo stesso spot che dice che
“8 donne su 100 sono state perseguitate da loro ex”
solo 8 su cento?
ma soprattutto quanto pessimo gusto in una scelta del genere: che senso ha vedere la faccia di una, tutta triste, con questa scritta che appare….
dobbiamo sentirci ancora più indifese?
phabya