il gusto del cibo

Questa sera si va dal "Cinese"? No, grazie, magari un'altra volta

Importazioni bloccate, controlli a tappeto in negozi, ristoranti, minimarket, Chinatown sotto assedio dopo lo scandalo del latte con la melamina. In Cina decine di migliaia di neonati finiti in ospedale, quattro morti accertati. Inizialmente si diceva (come al solito) che in Europa non c’erano rischi perché quel latte (liquido e in polvere) non veniva importato. Ora si sa che quella sostanza tossica non solo è arrivata (illegalmente) ma è distribuita in moltissimi alimenti. A leggere quanto riferisce oggi Il Tempo, viene la pelle d’oca. Non mi sono mai fidato dei prodotti provenienti dalla Cina e non ho mai amato la cucina cinese che si fa in Italia. Salvo rare eccezioni, sono convinto che ogni tradizione culinaria vada scoperta ed eventualmente apprezzata in loco, con le materie prime locali, anche se questo non garantisce nulla dal punto di vista della salute. Ma se già vediamo la scarsa qualità dei prodotti lavorati in Cina (e negli altri Paesi dell’est asiatico), cosa ci fa credere che con la ristorazione e i prodotti alimentari vada meglio?

Ecco quanto ci racconta Il Tempo: “In questi giorni negli alimentari e minimarket made in China di tutta Italia è stato ritrovato di tutto. Anche a Roma sono stati bloccati oltre 100 chilogrammi di carne suina e avicunicola, 3.200 uova di anatra e oltre 1.200 confezioni di biscotti, alimenti importati illegalmente in Italia. In provincia di Firenze e Prato, i Nas hanno sequestrato 650 confezioni di biscotti a base di uova di provenienza cinese. In provincia di Ascoli Piceno, hanno posto un vincolo su 50 confezioni di conserve di frutta e prodotti dolciari al latte. A Bari, in un deposito all’ingrosso a Modugno, gestito da un cittadino di nazionalità cinese, i Nas hanno sequestrato 90 kg di alimenti vari e 140 confezioni di latte cinese, contenuto in lattine da 250 cc, alcune delle quali, per forma ed aspetto esterno, potevano essere riconducibili ai contenitori di bibite gassate. Nel deposito sono state inoltre trovate circa 2.000 etichette di prodotti alimentari sulla cui provenienza sono in corso accertamenti. Ad Ancona i Nas hanno sequestrato 40 chili di biscotti e dolciumi confezionati con latte in polvere in un market al dettaglio di Porto Sant’Elpidio. La stessa località dove ieri, nell’ambito dei controlli a campione scattati dopo l’allarme melamina nel latte, erano stati posti sotto sequestro 80-90 kg di prodotti analoghi. Analoghe attività, proseguono i Nas, sono state condotte a Napoli e Catania, «con il sequestro complessivo di 400 confezioni di latte e yogurt e 600 di prodotti a base di carne avicola e vegetali di importazione cinese». Nel porto di Napoli l’altro ieri sono stati sequestrati chili di pesce destinato a ristoranti cinesi”.
Ma i cinesi non stanno a guardare, l’allarme controlli è arrivato e tanta merce è subito sparita. In realtà, senza rendercene conto, siamo circondati legalmente e illegalmente da prodotti e sottoprodotti provenienti dalla Cina, sapete perché? Perché costano molto meno, tutta la storia finisce qui. Come costa nettamente meno la manodopera nei paesi asiatici, peccato che quando acquistiamo un prodotto “made in China”, noi non risparmiamo nulla, lo paghiamo come fosse fatto in Italia. Ma quando si tocca la salute la questione è ben diversa, la frode alimentare con effetti pericolosi per la salute richiede interventi drastici e immediati. Non dimentichiamoci che i Nas hanno più volte chiuso ristoranti cinesi perché nelle cucine hanno trovato di tutto, sporcizia, topi, cibi scaduti ecc.
Non che nei nostri ristoranti questo non avvenga, ma è certo che è molto più difficile arginare l’ingresso di migliaia di prodotti e derivati dall’oriente e soprattutto controllarne la conformità e sanità.

Continua l’articolo di Assunta Fatone: «Ci risulta che molta merce sia stata fatta sparire da quando abbiamo iniziato i controlli – ha dichiarato a Il Tempo il comandante generale dei Nas, Saverio Cotticelli – Appena abbiamo operato i sequestri di Milano e Firenze, abbiamo iniziato a ritrovare molti meno prodotti contaminati in altri negozi. È evidente, ne deduciamo, che fra i cinesi sia subito scattato l’allarme, perché la merce, quando arriva, arriva dappertutto. Per questo, ora faremo una pausa, per poi coglierli di sorpresa. Quanto ai ristoranti – ha continuato Cotticelli – sarà un discorso a parte e faremo qualcosa in più. Là i controlli dovranno essere veramente rigorosi, perché il basso costo di questi posti attira una larga fetta di giovani».
Che i ristoranti cinesi in Italia possano essere a rischio contaminazione da melamina lo conferma a Il Tempo il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini. «È logico che, dal momento che ci troviamo in questa situazione di frode alimentare gravissima che riguarda latte e derivati, ci possa essere qualche precauzione rispetto a ristoranti che utilizzano alimenti cinesi. Noi controlleremo se le dispense contengono già dei prodotti a rischio, perché non soltanto il latte è stato additato come killer – continua la Martini – perciò cerchiamo di aggiungere un surplus di attenzione». Il Ministero, ha ricordato la Martini, ha predisposto una fitta rete di controlli per «fermare le importazioni illegali attraverso container o pacchi che dichiarino una certa tipologia di merce mentre ne contengono un’altra», ma nel frattempo ha segnalato che nell’andare a cena in un ristorante cinese «un margine di rischio indubbiamente c’è, rispetto a salse, biscotti o dolci» e quindi il Sottosegretario consiglia «un atteggiamento precauzionale, anche perché è pur vero che nei ristoranti cinesi è stato sempre ritrovato di tutto».
Infatti, anche considerando solo gli ultimi anni, troviamo che nel novembre 2005 i Nas di Napoli hanno sequestrato 30 quintali di prodotti alimentari provenienti dalla Cina ed importati clandestinamente. I cibi erano in cattivo stato di conservazione e custoditi in confezioni prive di indicazioni. L’operazione ha portato anche alla chiusura di un supermercato e di un bar-ristorante gestiti senza autorizzazioni da cittadini cinesi e privi dei requisiti igienico-sanitari e strutturali. In particolare, i Nas hanno accertato che molti alimenti (pesce congelato, pollame, funghi, etc.) erano tenuti ammassati sul pavimento delle cucine e delle celle frigorifero. Una cospicua quantità di spaghetti di soia era invece tenuta in ammollo in secchi di plastica del tipo di quelli utilizzati per le pulizie domestiche. Nei locali, poi, sono stati rinvenuti in diversi punti escrementi di roditori. Nel dicembre 2007 i Nas di Firenze hanno ritrovato invece in una pasticceria cinese di prato topi morti e loro escrementi, scarafaggi vivi e morti in quasi tutte le stanze, il negozio si è rivelato un covo di sporcizia ed è stato posto sotto sequestro, insieme a 220 quintali di alimenti in gran parte avariati, prodotti contenenti sostanze di origine animale la cui vendita è vietata in Europa e dolciumi mescolati ad altri di produzione italiana
.

Discussione

1 commento per "Questa sera si va dal "Cinese"? No, grazie, magari un'altra volta"

  1. oggi esiste la possibilità nelle Marche di avere consegnata a domicilio frutta e verdura fresche dalle aziende agricole vedi http://www.ortovagando.it

    Inviato da Daniele Paci | 29 ottobre, 2008, 11:25

Invia un commento

Follow laVINIum on FacebookFollow laVINIum on Twitter

 

febbraio: 2012
L M M G V S D
« gen    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829