Il tempo sembra passare più in fretta del solito, ieri sera pensavo che oggi è un anno esatto che Baldo Cappellano se n’è andato, eppure sembra cosa recentissima, l’ultima volta che l’ho incontrato era durante l’evento svoltosi a Siena che vedeva confrontarsi Franco Ziliani con Ezio Rivella, ex direttore della Banfi. Ora sono qui a Montalcino a degustare il Brunello 2005 e non riesco a non pensarci.
Baldo era una di quelle persone alle quali non puoi non affezionarti, tanta la sua dolcezza e umanità, il suo spessore culturale, il suo sguardo dolcissimo, sguardo che ritrovo perfettamente nel figlio Augusto, che porta avanti con coraggio e stesso amore l’azienda di famiglia in quel di Serralunga d’Alba.
Restano i vini, i suoi Barolo Otin Fiorin che non lasciano mai indifferenti, vini puri e sinceri, che non nascondono mai nulla perché non hanno nulla da nascondere.
Immagino Baldo, accanto al suo “nebieul”, sorridente, sereno, che ci guarda con la sua aria mansueta ma attenta, vigile, pronta a riprenderci quando ci vede smarriti e incerti, a donarci una delle sue pillole di saggezza. Credo che non ci invidi, la piega che sta prendendo questo mondo non è certamente delle migliori, e lui lo sapeva bene. Ma ci ha insegnato che quando si crede in qualcosa, quando si hanno dei valori profondi, quando si ama davvero la propria terra, la famiglia, gli amici, quando si è disposti a mettersi in gioco, a condividere un’idea e un percorso, rimane sempre una traccia profonda, un segno indelebile che altri possono raccogliere e portare avanti.
Grazie Baldo, non ti dimenticheremo.
Baldo è entrato nei nostri cuori quasi all’istante, dopo averlo conosciuto e dopo averci chiaccherato quel tanto che basta per intuire la grandezza della persona, ma anche per avvertire quella infinita umiltà che accompagnava i suoi discorsi. Le provocazioni, l’ironia, il modo giocoso e sottilmente arguto di approcciare gli argomenti e le persone, il tutto intriso di un’umanità debordante. Così mi ricordo di Baldo. E ogni anno a Vinum cercavamo il suo viso svettare fra il tappeto di teste in movimento. E il sorriso era immediato. Ciao Baldo.
La prima volta che incontrai Baldo andò così:io vengo da Santarcangelo di Romagna,ero un ragazzo e volevo assolutamente conoscerlo,come sempre faccio quando vado a conoscere qualche produttore prendo su qualcosa della mia terra( formaggio di fossa tagliatelle fatte a mano,ecc)
Ero molto emozionato era Sabato e davanti al cancello ero titubante e pensavo che non mi avrebbe ricevuto,via mi dissi e suonai.Mi venne incontro un viso sorridente con due occhi sereni e vispi,era Augusto.Io carico di borse mi presentai e gli diedi il pensiero.Lui felicissimo e io più di lui.Mentre entravamo in casa sentivo una voce provenire dalla cantina Augusto lo chiamò dicendo di venire a vedere cosa era arrivato dalla Romagna.Non ero pronto e vidi questa “montagna sorridente” entrare nella saletta,rimasi spiazzato.
Augusto gli disse”guarda papà guarda,il formaggio di fossa….”.Lui mi guardò con un gran sorriso e mi disse:”Bellissimo il baratto come una volta,aspetta che vado a prenderti una bottiglia”e tornò con nun Magnum e me lo regalò.
Questo è il mio ricordo ma sono altrettanto felice perchè in Augusto sento le stesse cose e quando riesco sono felice di andarlo a trovare.
Un abbraccio forte a te Augusto e un grazie per questo ricordo che mi rimarrà sempre nel cuore Baldo.