dégustations à la volée

Rosso di Montalcino 2006 Le Potazzine: una lezione per molti Brunello

Le Potazzine, ovvero le cinciallegre, quegli uccellini colorati e gioiosi che sembrano esprimere tutta la gioia di vivere, questo è l’appellativo che la nonna materna dava alle due figliole di Giuseppe e Gigliola. Un’etichetta che vuole simboleggiare, quindi, qualcosa di caro, familiare, rassicurante e vitale, allo stesso tempo legato alla terra, all’agricoltura, all’amore per ciò che la natura ci mette a disposizione. Le vicissitudini che da troppo tempo sconvolgono la realtà di Montalcino, non devono farci dimenticare che ci sono cose meritevoli, che continuano a dare lustro a questo piccolo grande mondo vitivinicolo, come questo straordinario Rosso 2006, figlio di una grandissima annata e di una zona decisamente vocata, sulle pendici di S.Angelo in Colle, a circa 500 metri slm, quindi ottima escursione termica, ventilazione perfetta che evita rischi di muffe e malattie. Questo è uno di quei casi in cui, se non stesse maturando in cantina un superlativo Brunello della stessa annata, il Rosso potrebbe spacciarsi tranquillamente per il suo fratello maggiore e, con tutta probabilità, ne metterebbe parecchi in difficoltà.
E qualcuno vorrebbe che questo sangiovese, chissà perché, venisse prodotto con l’aiuto di “vitigni migliorativi” (traduzione: merlot, cabernet, syrah, petit verdot ecc.), una nuova doc che consenta il 30% di “altro” a questo vitigno difficile, scorbutico, fiacco…
Chi se la prende con il sangiovese può avere solo due ragioni: la prima è che lo ha piantato nei posti sbagliati, la seconda che non sa coglierne la magia e preferisce una strada più semplice per ottemperare ai propri limiti personali.
Per fortuna Giuseppe al suo sangiovese ci ha sempre creduto, pur avendo avuto le sue belle tribolazioni nel costruire la cantina a causa dell’acqua che scorre pochi metri sotto terra. Sta di fatto che questo Rosso 2006 è un esempio di come si può fare un grande sangiovese senza dover ricorrere a facili e assurde storpiature, fra l’altro ad un prezzo decisamente più contenuto e abbordabile (siamo intorno ai 15-18 euro, assolutamente corretto). Il colore è quello del sangiovese grosso ancora giovane, un bel granato intenso con riflessi rubini; il profumo di grande eleganza rispecchia in modo esemplare il suo carattere, nei toni di viola, lilium, ciliegia, lampone maturo, nelle suggestioni di liquirizia, nella fresca mineralità. Ma non si limita a questo, basta lasciarlo respirare un poco e sembra sussurrarci “daì, ammettilo, potrei essere un Brunello!”, ecco arrivano sentori di cuoio, menta, tabacco aromatico, sottobosco, terra e via via piccole spezie che ne abbelliscono le sensazioni. E che bocca setosa, c’è materia, succo, un frutto vivo e avvolgente, una trama tannica fine e allo stesso tempo solida, convincente, da sangiovese di razza, una persistenza e un equilibrio che evidenziano grazia e forza, energia e dolcezza. Ho con me del salame di cinta senese e di cinghiale, sapete già che fine faranno vero?

Discussione

2 commenti per "Rosso di Montalcino 2006 Le Potazzine: una lezione per molti Brunello"

  1. L’hai assaggiato il 2006 in botte?

    Inviato da borntowine | 3 novembre, 2008, 23:51
  2. Come no, è superlativo!

    Inviato da RoVino | 4 novembre, 2008, 10:04

Invia un commento

Follow laVINIum on FacebookFollow laVINIum on Twitter

 

febbraio: 2012
L M M G V S D
« gen    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829