Dispiace leggere quanto riportato ieri su svariati quotidiani (Repubblica, il Corriere Fiorentino, La Nazione) e poi prontamente ripreso su alcuni blog (QuintoQuarto e Kelablu). L’indiscusso “Macellaio” più famoso d’Italia, Dario Cecchini, oramai meta di pellegrinaggio per molti di passaggio da Panzano in Chianti, le cui gesta (funerale della fiorentina, declamazione dei versi di Dante etc…) hanno oramai fatto il giro del mondo, dovrà chiarire alle autorità competenti come mai stipava nel suo deposito-laboratorio, congelate e, secondo i Nas, scadute da mesi, a pochi chilometri di distanza dalla sua macelleria, “81 chili di carne bovina importata dalla Spagna, 3 chili di carne di pollo, 5 chili di cotenna di maiale e 5 chili di cane suina”.
Si spera, come il “poeta della ciccia” ha affermato, sia stato un malinteso e che, soprattutto, la carne non fosse in realtà scaduta, come invece affermano i Nas. Però, le prime motivazioni del nostro macellaio che la stampa riporta, non è che siano particolarmente edificanti, anzi. “la carne congelata non è destinata alla vendita né ad alcun uso nella macelleria o nel ristorante, ma solo ad essere donata in beneficenza“.
Non entro in merito alla questione del Cecchini che farà la sua possibile e sicura difesa a quanto è accaduto ma una riflessione la voglio fare ….a volte anzi spesso(da parte di media e affini) per motivi anche folcloristici si tende ad osannare personaggi-ristoranti bar. Sarebbe ora di essere più attenti e di non fermarsi in bottega ma spulciare nel retrobbottega e circostanziare con adeguatezza punteggi e giudizi. Il caso Cecchini è spiacevole… e mi fa riflettere. Chi ha lavorato dietro i banconi o sui fornelli ne ha viste di cotte e di crude… ma l’opinione pubblica e a volte il giornalismo enogastronomico (che vivono più delle volte il mondo enogastronomico dalla parte del bancone e non del retro) spesso si ferma all’apparenza vissuta del momento e tralascia la complessità della situation . Quindi altra stangata… spiacevole!!! alla gente poi vai a raccontargli il concetto di qualità e garanzia di sistema
Sto lavorando a londra come chef,e la mia lotta giornaliera e` la pulizia in cucina. In due anni ho visto di tutto e ho quasi deciso di rinunciare a lavorare in una citta dove la maggioranza dei ristoranti ha personale che lavora in nero, sfruttato e senza alcuna nozione di norme igienico sanitarie.Cibi congelati e ricongelati, scaduti, verdure mai lavate, affettatrici che non vengono mai pulite, pentole sudice,io di controlli non ne ho mai visti e ho letto un articolo su internet che si commenta da solo e diceva: Il Governo Blair ha deciso che 500 morti all’anno per avvelenamento da cibo nel Regno Unito sono troppi, soprattutto considerato che molto spesso il decesso avviene dopo un pasto fuori casa.
@riccardo
quello che dici non mi stupisce, ma fa sempre un certo effetto vedere che un nome altisonante come Cecchini, che neanche un mese fa ha avuto dedicata una trasmissione televisiva, non abbia neanche l’accortezza e l’intelligenza di evitare simili problemi.
@riccardo
non che Milano sia da meno
http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2008/08_Agosto/21/ristoranti_etnici_chiusi_scarafaggi.shtml
Ci saranno sempre, putroppo, casi del genere. Io spero che Cecchini trovi il modo di giustificare degnamente l’accaduto. Certo che, se fosse confermata, invece, il fatto che poi desse la carne in beneficenza rende ancora il tutto più fastidioso
Un aggiornamento sulla vicenda:
http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Sequestro-carne-Cecchini:-Ma-non-era-in-vendita/1505941?ref=rephp
[...] un post relativo alla vicenda Cecchini sul blog di Roberto Giuliani, ho letto u commento di Riccardo che mi ha fatto meditare relativamente all’igiene delle cucine in Italia e nel mondo. [...]