Buffo vero? Il 19 marzo è la festa del papà, chi l’avrebbe mai detto che io lo avrei passato così, accudendo Lina, la mia gatta, durante il parto avvenuto questa mattina tra le 7.50 e le 10.33. L’ecografia fatta quasi due mesi fa aveva rilevato 3 esserini in formazione. Due mesi in cui l’ho seguita con attenzione, vedevo il suo corpo dilatarsi sempre di più, nelle ultime due settimane tendeva ad appoggiare la pancia al pavimento.
Orgogliosa, per nulla incline a farsi prendere in braccio, Lina decide sempre se e quando accettare le nostre attenzioni, è lei che sceglie dove dormire, una volta nella cesta, un’altra sul tavolo, un’altra ancora sul nostro letto. Le avevamo preparato una cesta molto più grande per il futuro parto, ma lei la ignorava completamente. Intanto la pancia cresceva. Lina usciva di meno in giardino, ma almeno una volta al giorno ha continuato a farlo fino a due giorni fa. Da ieri qualcosa è cambiato, non trovava più una posizione per riposare, resisteva pochi minuti e poi si spostava. Ho accostato la mano sul suo corpo e ho sentito movimenti evidenti, addirittura in alcuni momenti potevo osservare un corpicino che formava un bozzo a pochi centimetri dalla sua spina dorsale.
Come era agitata la mia Lina, mi guardava come a chiedermi spiegazioni del perché le succedeva tutto questo, in fondo ha solo 10 mesi! E io lì a consolarla, sussurrandole parole dolci, accarezzandola o poggiando la mano sul ventre per rassicurarla. E a me chi mi rassicura, pensavo…
Lina, non riesci proprio a riposare, eh? Dai, vieni sul lettone vicino a noi, è grande e spazioso, ti prometto che non ti mollo. Lina sale sul letto e fa qualche breve versetto, poi si avvicina e mi guarda, le leggo la paura. Si sdraia, prova a rilassarsi, ma i gattini assestano colpi da tutte le parti, Lina è distesa su un fianco e alza la zampa posteriore, non riesce a sopportare quei colpi. Sospira, mugola, poi, verso le 2 di notte si addormenta. Io no. Diciamo che cado in una specie di dormiveglia, ogni tot minuti lei si agita e io apro gli occhi. Poi alle sette del mattino, improvvisamente, scende dal letto e va sulla cuccia gigante che avevamo messo in un angolo dietro al televisore. Si, perché Lina da tempo aveva dato dimostrazione di cercare punti nascosti della casa, protetti, sicuri.
Sono le 7 e 40. Lina è sempre più nervosa e agitata. Laura deve andare al lavoro, le dispiace un casino lasciarci soli, ma oggi non può proprio assentarsi. La saluto, scende le scale… LAURA! Torna su, sta uscendo qualcosa! Si, proprio alle 7.50 Lina decide di non farcela più. Si mette carponi e comincia a gemere, allarga e stringe le cosce mugolando, io ho il cuore che batte all’impazzata… Sta uscendo la placenta con dentro un pezzo di corpicino, Lina prende fiato, ricomincia a spingere, questa volta quasi urla per lo sforzo…Dio come soffre, le accarezzo la testa e prego che tutto vada bene. Sembra un tempo infinito, invece alle 7.53 il primo gattino è finalmente fuori.
Lina ha buttato sangue ma sa già cosa fare, meraviglia dell’istinto! Comincia a leccare il piccolo per ripulirlo tutto e scuoterlo dal torpore, poi mangia la placenta, infine rompe il cordone ombelicale e…il micio rompe il silenzio! Porco giuda che emozione…Lina non fa a tempo a finire di pulire il primo che eccola di nuovo in azione per tirare fuori il secondo. Laura è con me, combattuta fra il problema di fare tardi e la voglia di restare vicino a noi ed assistere a questo spettacolo straordinario. Io sono vicinissimo a Lina, accovacciato, sento gli odori del sangue, della pelle bagnata, della placenta. Lì per lì ho qualche fastidio, più che altro per la forte emozione, mi alzo un attimo, bevo un goccio d’acqua e mi rimetto vicino a lei. Il secondo miracolo è uscito alle 8.20, è un po’ più chiaro del primo, molto simile alla madre, grigio vivo con leggerissime striature. Il lenzuolo è tutto macchiato, ma Lina fa grande pulizia con la lingua.
Pausa. Breve. Laura deve proprio andare, ci saluta a malincuore. Lina la guarda ed esprime con chiarezza il suo dispiacere, ma è un attimo. Dopo neanche mezzora eccola di nuovo in azione per il terzo, questa volta è meno doloroso, almeno in apparenza, Lina sembra ormai esperta e fa più in fretta. Sono le 9 e 35. Ripete la stessa operazione di pulitura. Anche il terzo micio sembra a posto, vedo le unghiette apparire e scomparire, fa il sospirato miagolio e dopo un po’ raggiunge gli altri due alla ricerca della mammella da succhiare. Io sto ancora tremando, ma sono contento perché sembra sia andato tutto bene.
E’ finita? Macché, neanche 20 minuti di pausa ed ecco piombare pure il quarto, alle 9.55. Sembra più piccolino, non si muove, cavolo! Macché! Falso allarme, appena Lina gli spazzola la sua lingua rasposa eccolo ravvivarsi e agitarsi tutto. La veterinaria aveva detto che poteva essercene un quarto…e si sbagliava! Alle 10.33 arriva il quinto, inatteso, più scuro di tutti, maculato nero e marrone chiaro, bellissimo per le striature sul musetto. Mamma mia che emozione incredibile. Cinque pargoletti. Lina è distrutta, ciò nonostante riesce a terminare il suo lavoro di pulizia. Poi si sistema su un fianco, si abbandona e lascia che i mici le succhino il latte. Che esperienza! Non avrei mai immaginato di emozionarmi così. E che forza che ha Lina! Una vera gioia vedere questi scriccioletti litigarsi lo spazio per la vita. Il resto…un’altra volta!
E’ finita, penso.
roberto
quello che hai raccontato è un miracolo della natura: istinto e amore!
Anche io ho assistito ad un parto di una gattina, e condivido la tua grande emozione.
Dai una carezza lla tua piccola lina.
a presto
giulia
Caro Roberto, ho vissuto un’infinità di parti dei miei gatti negli ultimi 20 anni. Ma ricordo perfettamente il primo… che incredibile emozione! filo diretto con il veterinario, la paura, le mille domande spontanee di chi non sa… perchè a noi nulla è rimasto di quell’istinto. Ma loro sono fantastiche e ci insegnano e ricordano come si vive la vita. E con il loro amore ed il loro “ron ron” diventano parte integrante della nostra vita, ci insegnano il rispetto, comunicano ogni loro stato d’animo, ma quando noi abbiamo bisogno, silenziose, ci regalano la loro presenza importante ed equilibrata.
Ti auguro di vivere tutto quello che io ho vissuto per 18 anni con la mia Mimi, per me amica e figlia, a volte mamma. E’ singolare e molto bello leggere quello che tu hai scritto: pochi uomini hanno questa capacità.
Auguri a tutti voi per questo naturale e meraviglioso evento.
Bellissimo post Roberto!
si sente forte la tua emozione e le tue parola trascinano esattamente nello stupore, gioia e piacere, timore ed affetto sentito per il parto di Lina!
La natura ha in sè più magia di quella che noi vediamo!
Auguroni!!!
Mi sono emozionato leggendo quello che hai scritto, con vera passione e trasporto,sentimenti di una persona vera!
Anch’io mi sono appassionato ad una gattina di poco più di un anno che vive libera in campagna accanto casa nostra; abbiamo istaurato un rapporto di complicità e libertà reciproca, ed anche lei aspetta il suo primo parto!
Auguri a Lina, e a te e Laura per i nuovi arrivi:-))
Caro Roberto,
hai creato una forte emozione nel leggere il tuo post; anche Alberto, il primo dei tre bambini che ho, si è emozionato nel vedere le foto dei nuovi nati ( “che nomi gli ha dato mamma? ” mi ha chiesto). E’ il miracolo della natura, e tu l’hai ben spiegato con la sensibilità che ti appartiene e che dimostri in tutto quello che fai e che ci racconti nei tuoi post.
Bravo Roberto! Un mese fa eri così preoccupato per questo evento da non prendere impegni che ti potessero portare fuori di casa, e dalla gatta. Adesso i gattini sono nati, ti aspetta il compito di seguirli ed accudirli come un bravo papà.
Ciao Roberto, ciao Laura, a presto continuate a raccontarci come va.
Anna Maria
ossignur che nodo alla gola! ^_^
Complimenti per il racconto e grazie per le info. Cercavo supporto per l’imminente esperienza che la mia piccola, nuova, amica-micia mi sta per regalare e… posso ritenermi pronta ora?
Cavolo… che emozione, non vedo l’ora! Grazie, grazie! :’-)