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	<title>Commenti a: Storie vinicole di ordinaria follia</title>
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	<description>tutto quello che potremmo dire sotto l&#039;effetto dell&#039;alcol</description>
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		<title>Di: Cavolo Verde</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/storie-vinicole-di-ordinaria-follia.html/comment-page-1#comment-2524</link>
		<dc:creator>Cavolo Verde</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 21:24:20 +0000</pubDate>
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		<description>Il mio commento è assai tardivo, ma tocca un tasto che mi stuzzica non poco, da sempre.
Sarebbe giusto limitare il numero di campioni da assaggiare nella giornata, ma sarebbe ancor più giusto riconoscere quali giornalisti ed enologhi sappiano mantenere la capacità di giudizio dopo il terzo bicchiere. Direi che metà di quelli in circolazione sono da bandire, ne ho viste di tutti i colori, vergogna della categoria ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio commento è assai tardivo, ma tocca un tasto che mi stuzzica non poco, da sempre.<br />
Sarebbe giusto limitare il numero di campioni da assaggiare nella giornata, ma sarebbe ancor più giusto riconoscere quali giornalisti ed enologhi sappiano mantenere la capacità di giudizio dopo il terzo bicchiere. Direi che metà di quelli in circolazione sono da bandire, ne ho viste di tutti i colori, vergogna della categoria &#8230;</p>
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		<title>Di: corrado dottori</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/storie-vinicole-di-ordinaria-follia.html/comment-page-1#comment-623</link>
		<dc:creator>corrado dottori</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 09:00:57 +0000</pubDate>
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		<description>Gran bel contributo. A questo punto, però, sarebbe da chiedersi se questi tour de force abbiano ancora senso o se invece non si possano spendere  soldi in promozione in modi migliori e più &quot;neutrali&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bel contributo. A questo punto, però, sarebbe da chiedersi se questi tour de force abbiano ancora senso o se invece non si possano spendere  soldi in promozione in modi migliori e più &#8220;neutrali&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Di: laura rangoni</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/storie-vinicole-di-ordinaria-follia.html/comment-page-1#comment-622</link>
		<dc:creator>laura rangoni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 12:37:17 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me il numero di campioni è eccessivo. Mi viene da pensare sia ovvio che un degustatore, per quanto gran degustatore, vero professionista, notevole esperto, dopo una maratona del genere sia in difficoltà.
E comunque grazie per qusto articolo, mette il dito in una bella piaga: i tempi del vino non sono i tempi del commercio...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me il numero di campioni è eccessivo. Mi viene da pensare sia ovvio che un degustatore, per quanto gran degustatore, vero professionista, notevole esperto, dopo una maratona del genere sia in difficoltà.<br />
E comunque grazie per qusto articolo, mette il dito in una bella piaga: i tempi del vino non sono i tempi del commercio&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gp</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/storie-vinicole-di-ordinaria-follia.html/comment-page-1#comment-608</link>
		<dc:creator>gp</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 10:06:38 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito degli effetti negativi delle maratone d&#039;assaggio, segnalo un articolo su una fiera californiana in cui i giudici assaggiano in media 150 vini al giorno. L’esperimento è consistito nel proporre 4 volte lo stesso vino, versato dalla stessa bottiglia, all’interno di una batteria di 30 vini, per valutare la coerenza di ogni giudice. I risultati principali dell’esperimento sono:
• solo il 10% dei giudici è fondamentalmente coerente, con uno scarto massimo di 4/100 tra il giudizio più basso e quello più alto. All’opposto, un altro 10% mostra un grave deficit di coerenza, con scarto massimo di 12/100 o più (!);
• solo nel 18% delle prove i giudici sono stati perfettamente coerenti (scarto= 0);
• analizzando con metodi statistici i voti ricevuti da tutti i vini, risulta che in meno di metà delle giurie il fattore prevalente nel determinare i giudizi è il vino di per sé stesso, mentre in tutti gli altri casi il “fattore giudici” ha giocato un ruolo più o meno grande.

http://www.wine-economics.org/journal/content/Volume3/number2/Full Texts/01_wine economics_Robert T. Hodgson (105-113).pdf
(Per chi preferisce un rendiconto più giornalistico, sempre in inglese:
http://www.latimes.com/business/la-fi-wine29-2009jan29,0,2126857.story)

Segnalo inoltre che in Italia queste prove di coerenza sono incorporate in alcuni concorsi altoatesini (Riesling a Naturno e Pinot Nero a Egna), grazie all’attenzione di Armin Kobler: i giudizi dei membri della giuria che non superano questo e altri test vengono giustamente scartati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito degli effetti negativi delle maratone d&#8217;assaggio, segnalo un articolo su una fiera californiana in cui i giudici assaggiano in media 150 vini al giorno. L’esperimento è consistito nel proporre 4 volte lo stesso vino, versato dalla stessa bottiglia, all’interno di una batteria di 30 vini, per valutare la coerenza di ogni giudice. I risultati principali dell’esperimento sono:<br />
• solo il 10% dei giudici è fondamentalmente coerente, con uno scarto massimo di 4/100 tra il giudizio più basso e quello più alto. All’opposto, un altro 10% mostra un grave deficit di coerenza, con scarto massimo di 12/100 o più (!);<br />
• solo nel 18% delle prove i giudici sono stati perfettamente coerenti (scarto= 0);<br />
• analizzando con metodi statistici i voti ricevuti da tutti i vini, risulta che in meno di metà delle giurie il fattore prevalente nel determinare i giudizi è il vino di per sé stesso, mentre in tutti gli altri casi il “fattore giudici” ha giocato un ruolo più o meno grande.</p>
<p><a href="http://www.wine-economics.org/journal/content/Volume3/number2/Full" rel="nofollow">http://www.wine-economics.org/journal/content/Volume3/number2/Full</a> Texts/01_wine economics_Robert T. Hodgson (105-113).pdf<br />
(Per chi preferisce un rendiconto più giornalistico, sempre in inglese:<br />
<a href="http://www.latimes.com/business/la-fi-wine29-2009jan29,0,2126857.story)" rel="nofollow">http://www.latimes.com/business/la-fi-wine29-2009jan29,0,2126857.story)</a></p>
<p>Segnalo inoltre che in Italia queste prove di coerenza sono incorporate in alcuni concorsi altoatesini (Riesling a Naturno e Pinot Nero a Egna), grazie all’attenzione di Armin Kobler: i giudizi dei membri della giuria che non superano questo e altri test vengono giustamente scartati.</p>
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	<item>
		<title>Di: Giovanni Arcari</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/storie-vinicole-di-ordinaria-follia.html/comment-page-1#comment-621</link>
		<dc:creator>Giovanni Arcari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 10:48:23 +0000</pubDate>
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		<description>Perchè non facciamo un pubblico sondaggio?In maniera che si possa fare una &quot;cernita&quot; tra le aziende che inseguono i giornalisti e quelle no,tra quelle che non hanno paura perchè credono nel loro operato e quelle che invece credono nei &quot;giornalisti da marciapiedi&quot;.E poi si vedrebbe quanti giornalisti accetterebbero di regolamentare il mondo delle degustazioni...si farebbero dei distinguo molto interessanti e le persone(i consumatori,gli appassionati ecc)saprebbero,con un margine d&#039;errore inferiore ad oggi,chi hanno &quot;di fronte&quot; leggendo qua e la giudizi sui vini.Lanciamo un sondaggio?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè non facciamo un pubblico sondaggio?In maniera che si possa fare una &#8220;cernita&#8221; tra le aziende che inseguono i giornalisti e quelle no,tra quelle che non hanno paura perchè credono nel loro operato e quelle che invece credono nei &#8220;giornalisti da marciapiedi&#8221;.E poi si vedrebbe quanti giornalisti accetterebbero di regolamentare il mondo delle degustazioni&#8230;si farebbero dei distinguo molto interessanti e le persone(i consumatori,gli appassionati ecc)saprebbero,con un margine d&#8217;errore inferiore ad oggi,chi hanno &#8220;di fronte&#8221; leggendo qua e la giudizi sui vini.Lanciamo un sondaggio?</p>
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		<title>Di: RoVino</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/storie-vinicole-di-ordinaria-follia.html/comment-page-1#comment-620</link>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 10:32:38 +0000</pubDate>
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		<description>Non posso che essere d&#039;accordo. Temo però che finché i produttori stessi inseguono i giornalisti noti, tutto questo non potrà avvenire mai. Visto che anche lei, come me, si trova spesso a degustare vini in anteprima, avrà notato come certi giornalisti vengano coccolati rispetto ad altri perché scrivono su guide o riviste importanti di settore. Se queste persone non sono corrette e, come dice lei, approfittano del loro ruolo, i primi che non dovrebbero accondiscendere a queste pessime abitudini, purtroppo radicate in tutti i settori, sono proprio i produttori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso che essere d&#8217;accordo. Temo però che finché i produttori stessi inseguono i giornalisti noti, tutto questo non potrà avvenire mai. Visto che anche lei, come me, si trova spesso a degustare vini in anteprima, avrà notato come certi giornalisti vengano coccolati rispetto ad altri perché scrivono su guide o riviste importanti di settore. Se queste persone non sono corrette e, come dice lei, approfittano del loro ruolo, i primi che non dovrebbero accondiscendere a queste pessime abitudini, purtroppo radicate in tutti i settori, sono proprio i produttori.</p>
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	<item>
		<title>Di: Giovanni Arcari</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/storie-vinicole-di-ordinaria-follia.html/comment-page-1#comment-619</link>
		<dc:creator>Giovanni Arcari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 10:08:03 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Rovino,
la mia diffidenza è assoluta nei confronti di molti.Sulla sua correttezza,anche se non ci conosciamo di persona,non dubito(altrimenti non avrei mai postato un commento).Le chiedo:una volta sistemate le questioni riguardanti il servizio(alle degustazioni &quot;serie&quot; dove mi portano i bicchieri senza vedere il numero del campione che mi viene versato,mi alzo e me ne vado,come ho già fatto in tre occasioni)non crede che potrebbe essere un modo per tutelare maggiormente tutte le aziende coinvolte,non chè i consumatori?In maniera che si faccia un po di pulizia tra i non corretti,tra coloro che hanno conflitti d&#039;interessi grandi come case e tra i soliti &quot;furbetti del quartierino&quot;.Dal mio punto di vista si giungerebbe ad una trasparenza senza precedenti ed a una pulizia nel mondo dell&#039;informazione &quot;enoica&quot; quasi perfetta.Cose delle quali in questo momento,il mondo del vino ne ha un bisogno incredibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Rovino,<br />
la mia diffidenza è assoluta nei confronti di molti.Sulla sua correttezza,anche se non ci conosciamo di persona,non dubito(altrimenti non avrei mai postato un commento).Le chiedo:una volta sistemate le questioni riguardanti il servizio(alle degustazioni &#8220;serie&#8221; dove mi portano i bicchieri senza vedere il numero del campione che mi viene versato,mi alzo e me ne vado,come ho già fatto in tre occasioni)non crede che potrebbe essere un modo per tutelare maggiormente tutte le aziende coinvolte,non chè i consumatori?In maniera che si faccia un po di pulizia tra i non corretti,tra coloro che hanno conflitti d&#8217;interessi grandi come case e tra i soliti &#8220;furbetti del quartierino&#8221;.Dal mio punto di vista si giungerebbe ad una trasparenza senza precedenti ed a una pulizia nel mondo dell&#8217;informazione &#8220;enoica&#8221; quasi perfetta.Cose delle quali in questo momento,il mondo del vino ne ha un bisogno incredibile.</p>
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	<item>
		<title>Di: RoVino</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/storie-vinicole-di-ordinaria-follia.html/comment-page-1#comment-618</link>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 00:59:21 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Giovanni,
la sento un po&#039; diffidente...
mi spiego meglio sulla questione servizio: dato che degusto vini da molti anni (sono diplomato sommelier AIS) e da altrettanti partecipo alle principali manifestazioni dedicate ai giornalisti e agli operatori del settore, ho potuto verificare personalmente notevoli differenze nell&#039;organizzazione e nella preparazione dei campioni.
In alcuni eventi, fra l&#039;altro di una certa rilevanza, ci sono dei metodi decisamente discutibili e poco sicuri: se ti portano via i calici e te li riportano riempiti senza che tu possa verificare se hanno versato i vini con la sequenza numerica giusta, non va affatto bene, perché se sbagliano tu non puoi verificarlo. Stessa cosa se sul calice c&#039;è un cerchietto con un numero e il vino non viene versato davanti ad i tuoi occhi. E&#039; capitato più volte ad alcune anteprime toscane, dove è stato proprio grazie alla sensibilità mia, ma anche di altri colleghi, che ci siamo accorti che ci era stato versato uno stesso campione in due diversi bicchieri.
A quelle anteprime, ovviamente, ho deciso di degustare a bottiglia scoperta.
Vede, il problema non è se la bottiglia è coperta o no, ma se chi degusta è corretto o no, e questo è un fatto molto difficile da gestire, poiché può far comodo ad ambo le parti (giornalisti e produttori) che come dice lei &quot;a casa si facciano aggiustamenti&quot;.
Ma questo è un terreno che non mi tange minimamente, visto che personalmente degusto in assoluta libertà e autonomia, tant&#039;è che né su questo blog né tantomeno sulla rivista online (www.lavinium.com) accettiamo pubblicità inerenti aziende vinicole.
Non mi divertirei più se mi mettessi a &quot;correggere&quot; i miei giudizi solo perché magari non combaciano con vini premiati dalle guide o comunque blasonati.
Anzi, se mi trovo in disaccordo lo faccio notare senza alcun timore, i parametri con cui si valutano i vini, escludendo i possibili difetti, possono essere estremamente diversi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giovanni,<br />
la sento un po&#8217; diffidente&#8230;<br />
mi spiego meglio sulla questione servizio: dato che degusto vini da molti anni (sono diplomato sommelier AIS) e da altrettanti partecipo alle principali manifestazioni dedicate ai giornalisti e agli operatori del settore, ho potuto verificare personalmente notevoli differenze nell&#8217;organizzazione e nella preparazione dei campioni.<br />
In alcuni eventi, fra l&#8217;altro di una certa rilevanza, ci sono dei metodi decisamente discutibili e poco sicuri: se ti portano via i calici e te li riportano riempiti senza che tu possa verificare se hanno versato i vini con la sequenza numerica giusta, non va affatto bene, perché se sbagliano tu non puoi verificarlo. Stessa cosa se sul calice c&#8217;è un cerchietto con un numero e il vino non viene versato davanti ad i tuoi occhi. E&#8217; capitato più volte ad alcune anteprime toscane, dove è stato proprio grazie alla sensibilità mia, ma anche di altri colleghi, che ci siamo accorti che ci era stato versato uno stesso campione in due diversi bicchieri.<br />
A quelle anteprime, ovviamente, ho deciso di degustare a bottiglia scoperta.<br />
Vede, il problema non è se la bottiglia è coperta o no, ma se chi degusta è corretto o no, e questo è un fatto molto difficile da gestire, poiché può far comodo ad ambo le parti (giornalisti e produttori) che come dice lei &#8220;a casa si facciano aggiustamenti&#8221;.<br />
Ma questo è un terreno che non mi tange minimamente, visto che personalmente degusto in assoluta libertà e autonomia, tant&#8217;è che né su questo blog né tantomeno sulla rivista online (www.lavinium.com) accettiamo pubblicità inerenti aziende vinicole.<br />
Non mi divertirei più se mi mettessi a &#8220;correggere&#8221; i miei giudizi solo perché magari non combaciano con vini premiati dalle guide o comunque blasonati.<br />
Anzi, se mi trovo in disaccordo lo faccio notare senza alcun timore, i parametri con cui si valutano i vini, escludendo i possibili difetti, possono essere estremamente diversi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giovanni arcari</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/storie-vinicole-di-ordinaria-follia.html/comment-page-1#comment-617</link>
		<dc:creator>giovanni arcari</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 14:55:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=1615#comment-617</guid>
		<description>Abbiamo detto la stessa cosa per quanto concerne i furbetti.forse mi sono espresso male..
Per il resto le chiedo gentilmente di farmi capire i rischi ai quali potrebbe incorrere la mia sensorialita&#039;,a proposito di un servizio non impeccabile.
Per quanto riguarda i tecnici son certo non abbiano grossi problemi a degustare alla cieca.credo che i problemi maggiori li abbiano i giornalisti,in quanto cio&#039; che scriveranno sara&#039; una sorta di loro biglietto da visita...
Mi sono stancato di leggere che i vini sono stati degustati alla cieca,quando poi si puo&#039; arrivare a casa e rimescolare le carte,rendendo il proprio scritto più &quot;sensato&quot; rispetto ai nomi dei vini presenti e non ai vini stessi.
Non crede che cosi facendo si risolverebbero tanti problemi e si attesterebbe una classe professionale(il giornalismo di settore)senza grossi dubbi,conflitti d&#039;interesse@resunte marchette ecc?
E poi i consorzi tutelerebbero allo stesso modo tutti indistintamente.
Son disposto a mettere a disposizione i vini e il posto,se lei mette a disposizione il servizio che crede e invita i colleghi che vuole..
Cordialmente</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo detto la stessa cosa per quanto concerne i furbetti.forse mi sono espresso male..<br />
Per il resto le chiedo gentilmente di farmi capire i rischi ai quali potrebbe incorrere la mia sensorialita&#8217;,a proposito di un servizio non impeccabile.<br />
Per quanto riguarda i tecnici son certo non abbiano grossi problemi a degustare alla cieca.credo che i problemi maggiori li abbiano i giornalisti,in quanto cio&#8217; che scriveranno sara&#8217; una sorta di loro biglietto da visita&#8230;<br />
Mi sono stancato di leggere che i vini sono stati degustati alla cieca,quando poi si puo&#8217; arrivare a casa e rimescolare le carte,rendendo il proprio scritto più &#8220;sensato&#8221; rispetto ai nomi dei vini presenti e non ai vini stessi.<br />
Non crede che cosi facendo si risolverebbero tanti problemi e si attesterebbe una classe professionale(il giornalismo di settore)senza grossi dubbi,conflitti d&#8217;interesse@resunte marchette ecc?<br />
E poi i consorzi tutelerebbero allo stesso modo tutti indistintamente.<br />
Son disposto a mettere a disposizione i vini e il posto,se lei mette a disposizione il servizio che crede e invita i colleghi che vuole..<br />
Cordialmente</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: RoVino</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/storie-vinicole-di-ordinaria-follia.html/comment-page-1#comment-606</link>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 12:15:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=1615#comment-606</guid>
		<description>@Giovanni Arcari
direi piuttosto il contrario, che c&#039;è gente che sfrutta la possibilità che ha di scrivere per poter partecipare ad anteprime godendo di tutti i vantaggi che comportano. Ad esempio andare in ottimi ristoranti e alberghi gratis. Ma la percentuale, almeno a quanto mi è sembrato, di questi soggetti è piuttosto moderata.
Sul fatto di regolamentare le degustazioni, non penso sia possibile pretendere dai giornalisti o dai tecnici che riassaggino sempre alla cieca, anche perché non tutti vogliono i campioni coperti. E&#039; una scelta che tutto sommato hanno il diritto di fare. Io personalmente degusto alla cieca laddove so di potermi fidare del servizio sommelier, non tutte le organizzazioni sono ugualmente preparate. Ci sono occasioni dove ho rilevato un&#039;enorme confusione e disorganizzazione, in quei casi la degustazione cieca può essere molto rischiosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Giovanni Arcari<br />
direi piuttosto il contrario, che c&#8217;è gente che sfrutta la possibilità che ha di scrivere per poter partecipare ad anteprime godendo di tutti i vantaggi che comportano. Ad esempio andare in ottimi ristoranti e alberghi gratis. Ma la percentuale, almeno a quanto mi è sembrato, di questi soggetti è piuttosto moderata.<br />
Sul fatto di regolamentare le degustazioni, non penso sia possibile pretendere dai giornalisti o dai tecnici che riassaggino sempre alla cieca, anche perché non tutti vogliono i campioni coperti. E&#8217; una scelta che tutto sommato hanno il diritto di fare. Io personalmente degusto alla cieca laddove so di potermi fidare del servizio sommelier, non tutte le organizzazioni sono ugualmente preparate. Ci sono occasioni dove ho rilevato un&#8217;enorme confusione e disorganizzazione, in quei casi la degustazione cieca può essere molto rischiosa.</p>
]]></content:encoded>
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