Ho letto in questi giorni su numerosi blog, vinosi e non, di prese di posizione nei riguardi della querelle tra Striscia la Notizia e Ferran Adrià quindi la cucina molecolare.
Secondo me che, ci tengo a precisare, non guardo Striscia e non può fregarmene di meno di programmi del genere, si rischia di cadere in un grave errore anche sul fronte dei detrattori. Le accuse che Striscia ha rivolto ad Adrià e alla cucina molecolare sono discutibili nel metodo ma non sarei così sicuro in merito ai contenuti. I metodi vergognosi, su quello siamo tutti d’accordo, utilizzati da Striscia possono solo servire a fare disinformazione soprattutto tra chi, penso la maggior parte del pubblico, non ha confidenza alcuna con questo tipo di cucina e di ristoranti. Allo stesso modo, però, mi meraviglia come molti addetti ai lavori (ad eccezione di pochissimi) continuino a difendere a spada tratta Adrià e la sua cucina senza che in realtà nessuno abbia le conoscenze scientifiche (né Striscia ma probabilmente, mi sorge il dubbio, lo stesso Adrià) per poter valutare l’impatto sull’uomo dell’impiego di additivi industriali.
Del resto, ancora oggi, la discussione è più che mai aperta ed accesa se riferita agli stessi (o similari per categoria) additivi impegati nell’industria alimentare. Non ci sono studi di medio-lungo termine al riguardo. Quanti di noi evitano accuratamente di comprare certi prodotti al supermercato proprio perché contengono tali sostanze? Beh io sono tra questi e penso che chiunque si dichiari attento a cosa mangia e cosa beve dovrebbe esserlo. Allora perché giustificare Adrià? Solo perché è un grande chef? Mi domando perché non sia stato lui stesso a parlare fin da subito delle sue collaborazioni con le industrie chimiche senza dover aspettare di dover rispondere alle accuse di Zipprick* (discutibili ma più serie e circostanziate, non di certo paragonabili alla boutade di Striscia). Mi sembra lecito chiedersi cosa c’entrano le collaborazioni a progetti dell’Unione Europea come l’Inicon finanziati coi soldi pubblici (cioè nostri, vale sempre la pena ricordarlo) che vedono coinvolti istituti scientifici al fianco di multinazionali della chimica, alcune impegnate a produrre aromi chimici, coloranti, additivi ed altro (basta vedere cosa fa una società come la spagnola Cosmos Aromatica, per rendersene conto con l’alta (e carissima) gastronomia di chef stellati. Sugli additivi io continuo ad avere molte perplessità. Il caso di The Fat Duck secondo me è emblematico. Quando il ristorante ha chiuso (per stessa volontà dello chef, Heston Blumenthal, che si è detto molto preoccupato per l’accaduto) sono state fatte accurate indagini sugli alimenti che non hanno portato a nulla. Quindi se non c’erano alimenti avariati, l’unica spiegazione (per esclusione fino a prova contraria) è che ci fosse qualcos’altro che non andava nelle preparazioni… Ma il punto cruciale rimane per me, convinto anarchico dell’enogastronomia, un altro: perché siamo disposti a tollerare l’uso degli additivi alimentari se si tratta di alta cucina ed invece critichiamo i prodotti sugli scaffali nei supermercati proprio per lo stesso identico motivo? E’ su questo che la critica e il giornalismo enogastronomico dovrebbero interrogarsi, non se schierarsi dalla parte di Striscia o di Adrià.
Fabio Cimmino
posizione rispettabile anche se non la condivido fabio. E comuqnue Fat Duck ha chiuso perchè un membro dello staff aveva preso una infezione intestinale e l’aveva trasmessa ai clienti, un fatto che può succedere in qualsiasi posto, con o senza additivi
Figurati.
Ad ogni modo se The Fat Duck (non lo metto in dubbio) ha chiuso per il motivo che tu dici mi sembra veramente un’assurdità. Chiudere un ristorante considerato al top a livello mondiale per una ragione del genere mi sembra allucinante…
Non ho da aggiungere altro a ciò che hai detto tu, Roberto, il tuo ed il mio pensiero sono perfettamente uguali.
La differenza fondamentale è questa: gli additivi usati industrialmente servono o a prolungare la vita di prodotti che naturalmente durerebbero molto meno oppure a migliorare il sapore di prodotti ottenuti con prodotti di scarsa qualità (esempio oli vegetali tropicali invece del burro). Adrià e Blumenthal usano ingredienti di prima categoria e gli additivi servono unicamente al gioco delle consistenze (spume, geli, sferificazione etc) degli alimenti.
Sugli effetti a lungo termine nessuno può pronunciarsi ma tutte le sostanze usate nella cucina molecolare sono sostanzialmente innocue in dosi normali, anzi ricordo che la lecitina ad esempio è considerata un anti-colesterolo!!
Forse sarebbe utile leggessi il blog di Dario Bressanini che di spiegazioni esaurienti ne da e come…
IO penso che forse bisogna andare a mangiare da Adrià per potere parlare .penso che la materia prima che trovereste vi farebbe eccitare sessualmente per la sua freschezza e genuinita ,solo in questi posti troviamo il meglio .
D’accordo, non è Adrià l’oggetto del contendere, quanto un approccio all’informazione del tutto destrutturato, poco metodico e sensazionalistico, veramente di basso profilo.
Il fatto che tutto questo piova in testa a qualche milione di persone, un po’ dispiace. Nel nome della cultura dell’informazione.
Mah, sarò vecchia maniera, ma ancora preferisco eccitarmi sessualmente con una donna. E gratis.
Beh, gli additivi chimici li ingeriamo regolaramente e continuamente, (ad esempio, nel ketchup c’e la xanthana, prodotto usato da Ferrain Adrian)ma quanti altri addittivi chimici mangiamo? lo sapete che il glutammato (base del dado e conservante del prosciutto cotto) è fra gli alimenti piu altamente cancerogeni? nessuno ve l’ha detto perchè, altrimenti, la star o chi per lei, non venderebbe piu. Lo sapete che nel campari, nell’aperol e in tutti i liquori rossi c’è la cocciniglia, anche questo additivo chimico cancerogeno? lo sapete che nel buondi motta, nelle macine mulino bianco, nelle merendine alemagna, nell’aranciata sampellegrino, nel crodino, nell’aranciata levissima, sono presenti additivi cancerogeni? non ho finito. vov, punch al mandarino, caramelle perugina alla frutta, caramelle gel, contengono gelatine usate anche nella cucina di Ferrain? BEh, le grosse multinazionali possono usarli perche hanno il nome o perche mettono soltanto la sigla EXXX quindi non sappiamo cosa ingeriamo oppure perche…… Ferrain ed i cultori della cucina molecolare non hanno alle spalle colossi come star, liebic, perugina? Anche io sono un culture della buona e sana cucina tradizionale, ma lasciamo spazio anche all’innovazione!