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	<title>Esalazioni etiliche &#187; Franco Ziliani</title>
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	<description>tutto quello che potremmo dire sotto l&#039;effetto dell&#039;alcol</description>
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		<title>Vinitaly ed etilometro: connubio impossibile. Franco Ziliani lancia la protesta</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 09:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sull&#8217;etilometro si è discusso da subito: lo spauracchio degli incidenti stradali del sabato sera, dovuti principalmente all&#8217;uso di droghe e superalcolici da parte dei numerosi giovani che frequentano discoteche fino alle luci dell&#8217;alba, ha prodotto come risultato una legge che stabilisce il limite massimo di 0,5 grammi/litro per poter guidare un automezzo senza incorrere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2940" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="cartello_vinitaly" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/04/cartello_vinitaly.gif" alt="cartello_vinitaly" width="400" height="273" />Sull&#8217;etilometro si è discusso da subito: lo spauracchio degli incidenti stradali del sabato sera, dovuti principalmente all&#8217;uso di droghe e superalcolici da parte dei numerosi giovani che frequentano discoteche fino alle luci dell&#8217;alba, ha prodotto come risultato una legge che stabilisce il limite massimo di 0,5 grammi/litro per poter guidare un automezzo senza incorrere in gravi sanzioni, ritiro patente e addirittura carcere.<br />
Ora, a nessuno fa piacere che i giovani (e non solo) pongano fine alla loro breve esistenza (e magari a quella di qualche malcapitato che ha avuto la sfortuna di trovarsi sulla loro traiettoria), ma come mai non si effettuano controlli a tavoletta nelle discoteche imponendo immediatamente la chiusura (e il carcere) laddove si scopre che circola alcol e droga?<br />
E come mai si è pensato di utilizzare uno strumento che si limita a misurare la presenza di alcol e non quella di eventuali droghe ad esso associate?<br />
E come si può stabilire un limite massimo di quantità di alcol senza tenere conto dei diversi effetti che questo può fare sugli esseri umani?<br />
Dunque, se io viaggio tutta la notte, senza aver bevuto alcol, magari sono stanchissimo ma devo assolutamente arrivare ad una certa ora alla meta, rischiando pericolosi colpi di sonno. La mia capacità di guida, i miei riflessi, non possono essere gli stessi, eppure se verrò fermato dalla polizia, per stabilire se sono in grado di guidare o meno, dovranno utilizzare i vecchi sistemi, ovvero verificare le mie condizioni, i miei riflessi, la mia attenzione e reattività. Ma non sono obbligati a farlo, io posso tranquillamente dargli la patente, risultare in regola e ripartire, e magari andarmi a schiantare dieci chilometri dopo.<br />
Qual è allora la ragione dell&#8217;esistenza di uno strumento, la cui affidabilità è stata messa in dubbio da numerosi scienziati, che senza alcuna differenziazione sulle capacità di resistenza e assorbimento dell&#8217;alcol di ciascuno di noi, sancisce chi non è in grado di guidare e lo condanna senza possibilità di appello?<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-2937" style="float: left; margin: 8px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="etilometro_vignetta" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/04/etilometro_vignetta.jpg" alt="etilometro_vignetta" width="267" height="242" />In Italia l&#8217;astronomo <strong>Vincenzo Zappalà</strong>, che da anni ha preso a cuore il problema dell&#8217;etilometro, è riuscito a raccogliere un&#8217;ampia documentazione (<a href="http://www.megaupload.com/?f=0W7NC3LC" target="_blank"><strong>scaricabile da qui</strong></a>) che dimostra l&#8217;inaffidabilità dello strumento. Non è un caso che negli States si stia progressivamente tornando ai classici test sui riflessi, questi si in grado di stabilire se una persona è ancora in grado di guidare la propria vettura.<br />
Ma nel frattempo da noi, tutto procede come se nulla fosse accaduto. Non importa se nei ristoranti nessuno o quasi ordina più vino, non importa se le nostre abitudini alimentari hanno subito un ingiustificato cambio di rotta, non importa se un intero comparto sta pagando le conseguenze di un sistema incapace di discernere e varare norme che abbiano un senso di reale utilità per tutti.<br />
E al Vinitaly? La più importante fiera di settore nazionale sta per partire, dall&#8217;8 al 12 aprile, ma sulla questione etilometro silenzio assoluto. Eppure è evidente che il problema di poter svolgere il proprio lavoro è seriamente minato dalla probabilissima eventualità dei controlli all&#8217;uscita del Vinitaly. Stiamo parlando di una fiera del vino! Non si va per guardare ma per degustare, è inevitabile che anche i più attenti e rigorosi, anche coloro che sono super abituati a degustare decine di vini al giorno senza riportare conseguenze, siano terrorizzati all&#8217;idea di ciò che può accadere una volta che riprendono la propria auto per tornare in albergo. Come fare? Come difendersi?<br />
La proposta arriva da <strong>Franco Ziliani</strong> sul suo blog <a href="http://vinoalvino.org/blog/2010/04/contro-il-regime-dell%e2%80%99etilometro-una-clamorosa-protesta-in-occasione-del-vinitaly.html" target="_blank"><strong>Vino al Vino</strong></a>, un po&#8217; in ritardo forse, ma ha trovato subito un forte consenso: &#8220;uscire dal Vinitaly e presentarci in massa, a piedi, perché non essendo ancora saliti nelle nostre auto non ci possono accusare di aver compiuto alcun reato, dai vigili e dalle forze di polizia che si trovano fuori dall&#8217;ente fieristico, autodenunciandoci di aver superato i limiti dei consumi di vino consentiti e pretendendo, in massa, di essere sottoposti ai controlli dell&#8217;etilometro&#8221;. &#8220;Facciamolo in cento, cinquecento, mille&#8221; continua Ziliani &#8221; e ancora di più e se necessario, presentiamoci in massa, arrivandoci a piedi o in autobus, al comando dei vigili urbani di Verona in via del Pontiere, a quello della Polizia Stradale in Lungadige Galtarossa, convochiamo i cronisti dell&#8217;Arena di Verona e dei principali quotidiani e delle televisioni, solleviamo il caso, facendo clamorosamente risaltare l&#8217;ipocrisia di una situazione paradossale che autorizza di fatto l&#8217;infrazione ed il reato di massa. Questo perché sarebbe letteralmente impossibile controllare le migliaia di visitatori che usciti dal Vinitaly salgono sulle loro auto, perché si sa perfettamente &#8211; e si fa finta di non sapere &#8211; che tantissimi di loro non sono in regola&#8221;.<br />
Non posso che essere d&#8217;accordo con l&#8217;amico Franco, a volte certe azioni rappresentano l&#8217;unico modo per far sentire le proprie ragioni, per smuovere le acque stagnanti, per stimolare le autorità preposte a prendere atto di un disagio e della reale difficoltà e contraddizione di certe misure.<br />
L&#8217;iniziativa, ovviamente, è aperta a tutti coloro che andranno al Vinitaly, che sia per lavoro o semplicemente per amore per il vino. Chi desidera aderire può <a href="mailto:cannubi@gmail.com"><strong>contattare direttamente Franco Ziliani a questo indirizzo di posta</strong></a>.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Sfilata di Barolo di Serralunga all&#039;Hotel Rome Cavalieri di Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 08:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi imperdibili]]></category>
		<category><![CDATA[Banco d'assaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Romani, laziali, appassionati di vino, innamorati del nebbiolo e della sua indiscutibile massima espressione in terra di Langa, non perdetevi l&#8217;appuntamento di domani, lunedì 9 febbraio 2009 all&#8217;Hotel Rome Cavalieri, con i fantastici Barolo di Serralunga d&#8217;Alba. Dalle 16.30 alle 21.30 sarà a disposizione dei visitatori una grande sala allestita a banchi d&#8217;assaggio, dove sarà possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1619" style="float: left; margin: 5px 10px 10px 0px; cursor: hand" title="Hotel Rome Cavalieri" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/hotel_romecavalieri.gif" alt="Hotel Rome Cavalieri" width="470" height="197" />Romani, laziali, appassionati di vino, innamorati del nebbiolo e della sua indiscutibile massima espressione in terra di Langa, non perdetevi l&#8217;appuntamento di domani, <strong>lunedì 9 febbraio 2009</strong> all&#8217;<a href="http://www.romecavalieri.it/" target="_blank"><strong>Hotel Rome Cavalieri</strong></a>, con i fantastici <strong>Barolo di Serralunga d&#8217;Alba</strong>. <strong>Dalle 16.30 alle 21.30</strong> sarà a disposizione dei visitatori una grande sala allestita a banchi d&#8217;assaggio, dove sarà possibile degustare ben 48 vini di Serralunga di cui 41 Barolo delle annate 2001, 2003, 2004 e in anteprima la 2005. L&#8217;iniziativa è stata ideata e coordinata da <strong><a href="http://vinoalvino.org/" target="_blank">Franco Ziliani</a></strong>, conoscitore come pochi delle Langhe e da sempre dichiarato &#8220;perdutamente innamorato&#8221; del nebbiolo, lo straordinario vitigno da cui nasce appunto il Barolo, ma anche altri grandissimi vini come Barbaresco, Roero, Gattinara, Ghemme, Boca, Bramaterra, Lessona, Sizzano, Carema, Fara fra i più importanti del Piemonte, ma anche in Valtellina, eccellente zona vinicola della provincia di Sondrio, e nella non meno importante Valle d&#8217;Aosta.<br />
Serralunga d&#8217;Alba è uno degli 11 comuni atti alla produzione del grande Barolo Docg (gli altri sono Castiglione Falletto e parte del territorio dei comuni di Monforte d&#8217;Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d&#8217;Alba, Cherasco e Roddi, tutti ricadenti nella provincia di Cuneo), certamente uno di quelli a più alta vocazione, che vanta cru memorabili come Arione, Baudana, Boscareto, Briccolina, Broglio, Cerretta, Falletto, Francia, Gabutti, La Rosa, Lazzarito, Margheria, Ornato, Parafada, Prapò, Sorano, Vigna Rionda e tanti altri. I Barolo di Serralunga sono longevi, hanno struttura importante e tannini decisi, tratti che marcano fortemente il territorio e li rendono riconoscibili rispetto agli altri; in annate di particolare pregio sono in grado di offrire un bagaglio espressivo straordinario, una delle ultime è stata l&#8217;annata 2004 (che ritroveremo in questo banco d&#8217;assaggio), ho ancora vivo il ricordo di una sequenza interminabile di campioni memorabili assaggiati in anteprima ad Alba Wines Exhibition 2008. Non mancate quindi all&#8217;appuntamento, l&#8217;ingresso costa solo 10 euro, niente se pensate a quali delizie vi aspettano.</p>
<p>La lista completa dei vini la potete trovare sul <strong><a href="http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=9&amp;ID_Articolo=1436" target="_blank">sito dell&#8217;AIS</a></strong>.<br />
Per poter prendere parte all&#8217;evento non occorre prenotazione. I Soci AIS Lazio o Club Bibenda possono essere accompagnati da loro amici e clienti. Bicchieri Riedel a disposizione in sala.<br />
Per informazioni chiamare lo 06 8550941 oppure <strong><a href="mailto:aisroma@bibenda.it">via-email</a></strong>.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Faccia a faccia sul Brunello: Rivella e Ziliani, rappresentazione di due mondi incompatibili</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 08:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ezio Rivella]]></category>
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		<description><![CDATA[Tre ore di dibattito, a tratti acceso e di difficile moderazione da parte del prof. Armando Cutolo, antropologo appassionato di vini ma non certo esperto della materia del contendere. Quel pomeriggio a Siena, durante il quale un forte mal di testa mi ha impedito di trovare la forza di esprimere il mio pensiero, c&#8217;erano a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/home_banfi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-971" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="home_banfi" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/home_banfi.jpg" alt="Sulla home del sito di Banfi" width="436" height="263" /></a>Tre ore di dibattito, a tratti acceso e di difficile moderazione da parte del prof. <strong>Armando Cutolo</strong>, antropologo appassionato di vini ma non certo esperto della materia del contendere. Quel pomeriggio a Siena, durante il quale un forte mal di testa mi ha impedito di trovare la forza di esprimere il mio pensiero, c&#8217;erano a occhio un&#8217;ottantina di persone, le sedie erano tutte occupate (60 posti) e un buon numero di presenti era in piedi ad ascoltare <strong>Ezio Rivella</strong> e <strong>Vittorio Fiore</strong> in contrapposizione a <strong>Franco Ziliani</strong> e <strong>Teobaldo Cappellano</strong>.<br />
Tre ore indubbiamente intense, di cui potrete trovare resoconto completo e video sul sito di <a title="Vinarius" href="http://www.vinarius.it/wmview.php?ArtID=21" target="_blank"><strong>Vinarius</strong></a>, l&#8217;Associazione Enoteche Italiane che ha organizzato l&#8217;evento svoltosi nell&#8217;Aula Magna storica dell&#8217;Università di Siena a partire dalle ore 15. Pochi i produttori ilcinesi presenti, a dimostrazione di come ancora una volta, sostenitori del &#8220;pensiero Rivelliano&#8221; e oppositori si guardino bene dal lasciarsi coinvolgere, come se la cosa non li riguardasse minimamente. Meglio stare lontano, lasciar parlare ed esporsi altri, filosofia a quanto pare ben radicata nella zona. D&#8217;altronde, come ha evidenziato lo stesso Rivella, l&#8217;azienda che ha contribuito più di chiunque altro a rendere il Brunello di Montalcino famoso nel mondo, o meglio quel modello di Brunello, è la Banfi, di cui è stato amministratore delegato per quasi trent&#8217;anni.<br />
Com&#8217;è andato l&#8217;incontro? Per certi aspetti è stato utilissimo comprendere più a fondo le diverse concezioni e filosofie che guidano il modus operandi dei contendenti, ma quello che è emerso in modo inequivocabile è l&#8217;impossibilità di punti di contatto concreti. Posizioni distanti anni luce che, sintetizzando in modo molto semplificato ma chiarificatore, rappresentano da una parte la filosofia industriale moderna, che vede nei successi commerciali l&#8217;obiettivo primario, proponendo un modello produttivo totalmente improntato a soddisfare le richieste del mercato, senza ovviamente porsi il problema se questo andrebbe educato, acculturato su un mondo che non può ridursi solo a mero consumo, dall&#8217;altra l&#8217;idea di una realtà dove l&#8217;etica, i valori di un territorio, il rispetto delle regole, l&#8217;orgoglio della propria storia e l&#8217;unicità del proprio background di esperienza umana e territoriale siano elementi inscindibili e fondamentali, da sostenere con forza, che devono essere rinvenuti fedelmente in quella materia viva e preziosa che è il vino.</p>
<p>Si è discusso fra l&#8217;altro, del futuro di Montalcino, ma senza alcun risultato concreto, tanto lontani sono i propositi e i principi delle due diverse fazioni. Ed è del tutto ovvio che sia così.<br />
Rivella ha dimostrato in più occasioni una arroganza, una maleducazione e uno scarso rispetto per i suoi antagonisti (e non solo) che hanno messo in luce i limiti delle sue stesse convinzioni in più occasioni, sminuendo l&#8217;importanza e il ruolo di Cappellano, &#8220;produttore da 10mila bottiglie che non ha alcuna influenza sul mercato e non ha nulla da insegnargli&#8221;, Ziliani che &#8220;ha alimentato e tratto beneficio da questo scandalo per farsi conoscere&#8221;, una squallida citazione sul defunto Veronelli, che &#8220;aveva smesso di premiare la Banfi da quando questa aveva smesso di acquistare le sue barriques&#8221;, fatto che Veronelli non potrà mai contestare e che nulla a che vedere con il tema del giorno, ma che è servito a Rivella per dimostrare che all&#8217;occorrenza chiunque può diventare &#8220;leccaculo&#8221; (sua affermazione), ovvero è comprabile. Non contento della sua già evidente poca cortesia, non ha consentito ad una giornalista di finire il proprio intervento perché &#8220;tanto ho già capito cosa vuole dire&#8221;. Peccato, perché di tutto questo non c&#8217;era bisogno, visto che il dibattito, a parte le sue uscite, ha avuto toni assolutamente rispettosi e corretti.<br />
Ziliani ha ovviamente espresso le sue ragioni, ricordando che da anni alle sessioni degustative molti avevano rilevato Brunelli dai colori impenetrabili, dai profumi che nulla ricordavano del sangiovese, giustificati con la &#8220;presenza di nuovi cloni con maggiore corredo antocianico&#8221;, vini sempre più marmellatosi, con note di cioccolata, vaniglia, confetture di more, tutti elementi che provengono più da pratiche di cantina e da abili &#8220;tagli&#8221; ovviamente mai dichiarati. Ma è lo stesso Rivella, forse perché sempre più in difficoltà nel trovare argomentazioni, a dichiarare che a Montalcino si &#8220;è sempre fatto così&#8221;, ovvero che il Brunello secondo il disciplinare è una pura fantasia. E&#8217; buffo pensare che un uomo che non ha mai creduto nelle reali possibilità del sangiovese si sia occupato per trant&#8217;anni di un vino che avrebbe dovuto esprimerne il carattere.<br />
Il vero problema, e lui lo sa bene, sta nella assurda crescita degli ettari vitati, in aree dove il vino, e soprattutto il Brunello di Montalcino, non potrà mai esprimere la qualità che gli compete. Ecco allora che diventa necessario modificare il disciplinare con lì&#8217;introduzione (tanto per cominciare) di un bel 15% di uve &#8220;migliorative&#8221;, a dimostrazione dei limiti di un vitigno che però è servito come simbolo di un&#8217;unicità e grandezza a quanto pare puramente inventate (diciamolo a Soldera, Biondi Santi, Palmucci ecc., che i loro Brunelli o sono taroccati o non possono essere grandi vini di territorio).<br />
E poi &#8220;sono i vini che Ziliani indica come taroccati che hanno avuto successo e premi nel mondo&#8221;.<br />
Con questo approccio, che guarda sempre e solo al ritorno economico senza preoccuparsi minimamente del &#8220;come ci si è arrivati&#8221;, è evidente che non è possibile trovare un punto di incontro, né fare progetti sensati sul futuro del Brunello e, per logica conseguenza, del vino italiano.<br />
Già, perché le sorti del Brunello di Montalcino, quale che sarà la direzione che prenderanno, porteranno inevitabili ripercussioni su altri grandi vini italiani, primi fra tutti il Barolo e il Barbaresco (per il quale in passato ci aveva provato Angelo Gaja, proponendo l&#8217;ingresso di altre uve nel disciplinare per seguire le esigenze del mercato).<br />
Difficile non farsi prendere dall&#8217;amarezza di fronte a persone che promuovono disciplinari &#8220;elastici&#8221;, da adeguare alle esigenze di ciascun produttore (e di un mercato in continua trasformazione). Posizione che non è giustificata dal fatto che Rivella non essendo nato e cresciuto a Montalcino non ne riconosce le radici e la storia, visto che in Toscana ci sono fior di produttori provenienti da ben altre regioni (vedi ad es. Soldera di Case Basse o Paolo De Marchi di Isole e Olena), ma piuttosto che ha più lo spirito dell&#8217;imprenditore che del vignaiolo (che non è mai stato).<br />
Certo, quando poi lo senti parlare di &#8220;qualità&#8221; come elemento principale che deve caratterizzare un vino, e leggi sulla home page della Banfi &#8220;Per un mondo del vino migliore&#8221;, un certo ribollimento del sangue diventa quasi inevitabile.</p>
<p>Il resoconto completo dell&#8217;incontro è sul sito di <a title="Vinarius" href="http://www.vinarius.it/wmview.php?ArtID=21" target="_blank"><strong>Vinarius</strong></a>.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Libertà di informazione? Sui blog sicuramente no. Oscurato vinoalvino.org</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/liberta-di-informazione-sui-blog-sicuramente-no-oscurato-vinoalvinoorg.html</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 10:41:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chiunque navighi sul web alla ricerca di informazioni e notizie sul vino e tutto cià che gli ruota intorno, prima o poi è incappato su vinoalvino.org, il blog del giornalista Franco Ziliani. E sappiamo bene, tutti quanti gli addetti ai lavori e gli appassionati, che quel blog è un punto di riferimento, una fonte incredibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/ziliani2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-965" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="ziliani2" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/ziliani2.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a>Chiunque navighi sul web alla ricerca di informazioni e notizie sul vino e tutto cià che gli ruota intorno, prima o poi è incappato su <strong>vinoalvino.org</strong>, il blog del giornalista <strong>Franco Ziliani</strong>. E sappiamo bene, tutti quanti gli addetti ai lavori e gli appassionati, che quel blog è un punto di riferimento, una fonte incredibile di notizie che, a volte, possono anche dare fastidio a qualcuno. Così può accadere che, apparentemente per caso, proprio a ridosso di un <a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=842#comment-267"><strong>incontro programmato per domani alle 15 a Siena</strong></a>, che vedrà appunto Franco Ziliani dibattere con il noto enologo ed ex amministratore delegato della Banfi, <strong>Ezio Rivella</strong>, sull&#8217;annosa questione che ha infuocato il mondo del vino negli ultimi mesi: Brunello di Montalcino, cambiare il disciplinare o no? Ebbene può accadere che un virus, non dell&#8217;influenza no, per quello dobbiamo aspettare ancora un po&#8217;, diciamo un hacker, abbia attaccato il server dove risiede la simplicissimus blogfarm, ovvero quell&#8217;insieme di blog la cui gestione compete ad Antonio Tombolini. E su quel server c&#8217;è anche, guarda caso, vinoalvino.org.<br />
Un caso? Può darsi, ma quel blog, anzi quel giornalista, che da sempre è conosciuto per la sua vis polemica, per la sua indubbia capacità di saper mettere a nudo le piaghe di un sistema indubbiamente traballante, dove la frode, il raggiro, le furberie sembrano essere diventati una pericolosa regola, favorita da troppi silenzi-assenzi, connivenze e opportunismi, quel blog ha avuto il &#8220;torto&#8221; di occuparsi da alcuni mesi di uno scottante tema che ha coinvolto quel piccolo ma notissimo comune di Montalcino. La colpa di Ziliani? Avere informato i lettori di quanto accadeva e accade tuttora nella terra del Brunello, degli scandali, degli inciuci, delle indagini, dei sequestri di vino, delle analisi che di recente hanno messo seri dubbi sul rispetto, da parte di alcuni produttori, del disciplinare che prevede la presenza nel Brunello di Montalcino di sole uve sangiovese.<br />
Ebbene, è cosa piuttosto risaputa, evidenziata anche da numerosi interventi sullo stesso blog, che a qualcuno tutto questo rumore su Montalcino non piace affatto. E, pare da fonti piuttosto attendibili che proprio a Montalcino qualcuno si sia impegnato attivamente per fare questo &#8220;scherzetto&#8221; che ha messo temporaneamente out vinoalvino.org e tutta la blogfarm di Tombolini, proprio a ridosso di quel dibattito di cui vi ho parlato. Un caso? Una sfortunata coincidenza? Un hacker smarrito e annoiato che, casualmente ha puntato quel server?<br />
Intanto, giusto per rimanere in tema ilcinese, vi segnalo l&#8217;interessantissima <a href="http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=8&amp;ID_Articolo=1318" target="_blank"><strong>intervista alla Dott. Rita Vignani</strong></a>, del Dipartimento di Scienze Ambientali dell&#8217;Università di Siena, che Ziliani ha pubblicato sul sito dell&#8217;<strong><a href="http://www.sommelier.it/" target="_blank">Associazione Italiana Sommeliers</a></strong>, intervista che rivela un nuovo metodo per stabilire il DNA dei vini monovarietali, e che non farà sicuramente piacere ad alcuni signori dell&#8217;area ilcinese.<br />
<strong>Nel frattempo mi giunge voce di un nuovo sequestro di vini presso due rinomate aziende di Montalcino&#8230;</strong></p>
<p><strong>Aggiornamento: vinoalvino.org è tornato online nel primo pomeriggio.</strong></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Ziliani incontra Rivella a Siena per un confronto aperto sul Brunello</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 08:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi imperdibili]]></category>
		<category><![CDATA[Banfi]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Rivella]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Ziliani]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/ziliani_rivella.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-850" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="ziliani_rivella" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/ziliani_rivella.jpg" alt="" width="448" height="214" /></a>C&#8217;è chi sa bene che la polemica sui blog attira l&#8217;interesse dei lettori annoiati, in pratica aumenta il numero dei visitatori e degli interventi, cosa più che lecita, ma la polemica dovrebbe rappresentare uno stimolo di riflessione, non un pretesto per malcelati dissapori o invettive male indirizzate. Così accade che un&#8217;iniziativa quantomeno interessante come quella di un faccia a faccia fra il giornalista <strong><a title="Vino al vino" href="http://vinoalvino.org/" target="_blank">Franco Ziliani</a></strong> e il noto enologo ed ex amministratore delegato della Banfi <strong>Ezio Rivella</strong> (che nel frattempo ha allargato le sue proprietà in Toscana, acquistando dalla cooperativa agricola-forestale &#8220;La Querce&#8221; di Castiglione d&#8217;Orcia 60 ettari di terra tra Monte Amiata Stazione e il Castello di Velona), che si svolgerà il <strong>3 ottobre alle 15 nell&#8217;Aula Magna dell&#8217;Università di Siena</strong> e che non ha certo lo scopo di risolvere la querelle sul futuro del Brunello, sulla quale è molto probabile che saranno ben altri soggetti &#8220;alti&#8221; a decidere regole e destini, come è prassi quando sono in gioco notevoli interessi economici, politici e industriali, ebbene capita che questo dibattito diventi un pretesto per sentenziarne l&#8217;inutilità o quantomeno il forte ritardo. &#8220;<em>Formidabile tempismo</em>&#8221; ci dice <strong>Gianpiero Nadali</strong> alias <a title="Aristide.biz" href="http://www.aristide.biz/2008/09/caso-brunello-1.html" target="_blank"><strong>Aristide</strong></a>, &#8220;<em>sono vent&#8217;anni che a Montalcino impiantano vigneti in pianure paludose e scarpate sterili, affidandosi poi alla &#8220;enologia di recupero&#8221;, e ora si sente il bisogno di spiegare al pubblico che cosa sta succedendo? Dov&#8217;erano nel frattempo tutti quanti?<br />
Formidabile soluzione: veder scorrere il sangue nell&#8217;arena, duellare con furore picaresco, allestire tribunali nelle pubbliche piazze (a indagini ancora in corso) e sui mezzi di informazione. Accorrete tricoteuses, posti limitati, spettacolo assicurato</em>.&#8221;.<br />
Ora, con tutta la buona volontà, caro Gianpiero, ti sembra che Ziliani sia proprio fra coloro che non hanno mai fatto critiche a quanto accadeva a Montalcino in questi due decenni? Basterebbe andarsi a rileggere anche solo in rete, ad esempio su Winereport, i suoi numerosi scritti sull&#8217;argomento, dove come è nel suo stile ha sempre evidenziato le forti contraddizioni, i giochi di potere, le furberie di questa come di altre zone vitivinicole, il silenzio-assenzo di tanti colleghi, gli errori delle guide. Si può non essere d&#8217;accordo con le sue posizioni, si può non apprezzarne lo stile, gli estremismi, ma di certo non si può accomunarlo a coloro che in questi anni sapevano e non dicevano, anzi premiavano pur capendo perfettamente che così avrebbero stimolato altri a seguire certe strade.<br />
Inoltre, Nadali, ti sfugge il fatto che questo incontro è nato ora e non in altra epoca, perché è adesso che Ezio Rivella sta diffondendo il suo verbo, raccontandoci che il disciplinare del Brunello di Montalcino va cambiato perché il sangiovese NON è un grande vitigno e senza l&#8217;aiuto di altre uve (leggasi merlot, cabernet, syrah ecc.) non è in grado di dare grandi vini. E poi, quale sangue? Non sarà una bagarre, lo scopo è solo quello di mostrare due diverse posizioni e visioni su un tema che va ben oltre la questione ilcinese, ma che a seconda delle decisioni che verranno prese (non al dibattito, ovviamente), condizionerà il futuro del comparto vitivinicolo generale. Ecco perché è importante parlarne, combattere il silenzio, esprimere il proprio dissenso o i propri convincimenti, coinvolgere la gente, aiutarli a capire.<br />
Dal canto mio posso dire che ho capito da anni qual era l&#8217;andazzo a Montalcino e l&#8217;ho evidenziato in numerosi articoli, pubblicati e visibili a tutti.<br />
Credo invece che questo dibattito potrà essere davvero stimolante, soprattutto in un contesto dove la stampa ha badato bene a sfoggiare solo articoli scandalistici e a volte diffamatori, creando paura e confusione. Ascoltare Rivella, le sue posizioni e motivazioni, è già un buon motivo per esserci.</p>
<p>L&#8217;incontro, promosso dall&#8217;associazione di enoteche &#8220;<strong><a title="Vinarius" href="http://www.vinarius.it/" target="_blank">Vinarius</a></strong>&#8220;, si gioverà anche della presenza del noto produttore <strong>Teobaldo Cappellano</strong> a supporto di Ziliani e dell&#8217;enologo <strong>Vittorio Fiore</strong> al fianco di Rivella. Il non facile compito di moderare il dibattito su una questione tanto delicata, le cui posizioni dei partecipanti sono assai lontane, toccherà al professor <strong>Dino Cutolo</strong>, docente presso l&#8217;Università di Siena, antropologo e appassionato di vini.<br />
&#8220;<em>Questa querelle sul Brunello</em> &#8211; afferma Francesco Bonfio, presidente di Vinarius &#8211; <em>e più in generale sulla filosofia che sta alla base della produzione del vino, interessa molto ai Vinarius perché noi siamo l&#8217;anello di congiunzione fra l&#8217;azienda e il cliente che acquista il vino e lo beve. E dobbiamo essere in grado di spiegare con cognizione di causa al consumatore cosa è successo, perché e dargli un&#8217;informazione equilibrata e corretta</em>&#8220;.<br />
Per tutti coloro che non avranno la possibilità di assistere al dibattito, nessun problema, sarà diffuso in diretta streaming sul portale <a title="Intoscana.it" href="http://www.intoscana.it" target="_blank"><strong>www.intoscana.it</strong></a> e su <a title="Vinarius.it" href="http://www.vinarius.it" target="_blank"><strong>www.vinarius.it</strong></a>.<br />
L’appuntamento è quindi per venerdì 3 ottobre, al primo piano del Palazzo del Rettorato, in Via Banchi di Sotto, 55 a Siena. Ufficio stampa Agenzia Freelance 0577 219228 <a href="mailto:sienanews@iol.it"><strong>e-mail</strong></a> Sonia Corsi 335 1979765 Nicoletta Calonaci 335 1979425.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>La maglia dei controlli si stringe su Montalcino</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[le cose che fanno male]]></category>
		<category><![CDATA[controlli Montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere Fiorentino]]></category>
		<category><![CDATA[fascetta docg]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Ziliani]]></category>
		<category><![CDATA[Marchesi De' Frescobaldi]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/fascetta_docg.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-912" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="fascetta_docg" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/fascetta_docg.gif" alt="" width="490" height="77" /></a>Dopo che dall&#8217;indagine iniziata nel 2005 è stata di recente avviata un&#8217;inchiesta per stabilire se la nota azienda toscana <strong>Marchesi de&#8217; Frescobaldi</strong> ha commesso &#8220;frode in commercio e falso in atto pubblico&#8221;, insieme a 6 fornitori di uve pugliesi e campani (notizia riportata il 6 marzo dal <a href="http://corrierefiorentino.corriere.it/cronache/articoli/2008/03_Marzo/06/frescobaldi_produzionevini_truffa.shtml"><strong>Corriere Fiorentino</strong></a>), argomento di cui ha parlato dettagliatamente il sempre attento <strong>Franco Ziliani</strong> nel suo blog <a href="http://vinoalvino.org/blog/2008/03/frode-nella-produzione-dei-vini-la-marchesi-frescobaldi-a-giudizio.html"><strong>Vino al vino</strong></a>, ora la maglia dei controlli sembra stringersi sull&#8217;intero comparto vitivinicolo ilcinese.</p>
<p>Dai primi accertamenti effettuati dai NAS tra vigneti e cantine, sembrerebbe che in un numero ragguardevole di casi siano stati trovati vitigni non autorizzati alla produzione del Brunello e del Rosso di Montalcino. Ovviamente le notizie arrivano confuse e mai confermate, pertanto, ad oggi, non ci sono certezze né su chi né su quale frode è stata commessa con precisione. Quello che è certo è che la tanto decantata <strong>tracciabilità del Brunello di Montalcino</strong>, verificabile dai <strong>codici scritti sulle fascette docg</strong>, garantisce solo il <strong>proprietario</strong>, la <strong>partita di provenienza</strong>, l&#8217;<strong>annata</strong>, il <strong>titolo alcolometrico</strong>, l&#8217;<strong>acidità</strong> e l&#8217;<strong>estratto secco</strong>, ma <strong><span style="color: #ff0000;">non fornisce alcuna garanzia sulle uve con cui il vino è stato prodotto</span></strong>! Ora, visto che il Brunello di Montalcino è uno dei più famosi vini al mondo e visto che non costa proprio pochi spiccioli, sarebbe auspicabile che certi controlli e certe spiacevoli &#8220;scoperte&#8221; le facesse direttamente il Consorzio, provvedendo a punire coloro che frodano. Andrebbe sicuramente a favore dell&#8217;immagine del Brunello e di tutti quei produttori onesti che da sempre hanno reso gloria a questa importante tipologia di vino toscano e che non meritano di pagare per la disonestà di altri.<br />
Attenzione quindi a generalizzare, ma basta chiudere gli occhi, è ora che chi si occupa di diffondere la cultura del vino italiano, se ne ha le capacità tecniche e la coscienza intellettuale non faccia più finta di niente, dichiari espressamente i suoi dubbi e le sue convinzioni. Il vino italiano, e il Brunello di Montalcino in particolare, può solo giovarsene.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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