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	<title>Esalazioni etiliche &#187; Vini Naturali</title>
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	<description>tutto quello che potremmo dire sotto l&#039;effetto dell&#039;alcol</description>
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		<title>Vino Vino Vino 2010: perché andarci</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 15:55:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi imperdibili]]></category>
		<category><![CDATA[Cerea]]></category>
		<category><![CDATA[La Renaissance des Appelations]]></category>
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		<category><![CDATA[Teobaldo Cappellano]]></category>
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		<description><![CDATA[Cambia la sede per i due gruppi Viniveri e La Renaissance del Appellations, più un gruppo di produttori indipendenti che quest&#8217;anno avranno come location l&#8217;AreaExp La Fabbrica di Cerea, circa 45 km a sud di Verona, nei giorni 8, 9 e 10 aprile 2010. Saranno presenti oltre 130 aziende, suddivise fra Italia, Francia, Austria, Slovenia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2929" style="float: left; margin: 8px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="vinovino_2010" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/2010/03/vinovino_2010.gif" alt="vinovino_2010" width="264" height="289" />Cambia la sede per i due gruppi Viniveri e La Renaissance del Appellations, più un gruppo di produttori indipendenti che quest&#8217;anno avranno come location l&#8217;AreaExp La Fabbrica di Cerea, circa 45 km a sud di Verona, nei giorni 8, 9 e 10 aprile 2010. Saranno presenti oltre 130 aziende, suddivise fra Italia, Francia, Austria, Slovenia e Croazia. Comune denominatore è l&#8217;artigianalità, intesa come filosofia alla base di ogni produzione, che va oltre le<br />
certificazioni di biologico o biodinamico e che intende riportare l&#8217;attenzione al vino quale risultato di un processo generato dall&#8217;amore e dal rispetto per la terra.<br />
Per coloro che non hanno ancora conosciuto queste realtà vi riporto brevemente la cronistoria delle due associazioni:<br />
<strong>Viniveri</strong> è un Consorzio di viticoltori che hanno deciso nel 2004 di unirsi nel nome dell&#8217;amore e del rispetto per la terra e che <strong>Teobaldo Cappellano</strong>, anima del gruppo, riassunse così: &#8220;ci dicevano che certe compromissioni con la chimica dell&#8217;industria portavano a risultati &#8220;veloci&#8221; e non ad un impoverimento della terra e delle nostre menti. Non eravamo più capaci di farci sorprendere dalla Natura, non eravamo più capaci di crescere nel &#8220;sapere&#8221; perché questo ci veniva offerto, semplificato a loro uso, in un pacchetto preconfezionato con indicate le dosi e le modalità d&#8217;uso. Noi ci siamo ribellati, siamo tornati alla conoscenza del passato, siamo tornati a guardare la ricerca con gli occhi di chi vuol comprendere e non solo accettare. Questo è il gruppo Viniveri.&#8221;<br />
<strong>La Renaissance des Appellations</strong> è un&#8217;associazione di vignaioli creata da Nicolas Joly nel 2001. Attualmente raggruppa oltre 160 produttori da tutto il mondo che pensano ed agiscono sul terreno comune dell&#8217;agricoltura biodinamica. Delineata nel 1924 da Rudolf Steiner, si tratta di una pratica agricola che favorisce un modo di lavorare in vigna e in cantina in costante ascolto dei ritmi naturali, capace di rispettare profondamente l&#8217;ambiente, gli esseri viventi che abitano il fondo agricolo e gli uomini che ne acquisteranno i prodotti.<br />
Durante VinoVinoVino 2010 sarà anche possibile acquistare alcune tra le più rare etichette del panorama enologico naturale tra gli scaffali dell’Enoteca che rimarrà aperta al pubblico durante l&#8217;orario della manifestazione.<br />
Detto questo, alcuni criticano il fatto che venga scelto come periodo della manifestazione la concomitanza con il Vinitaly. Certamente questo comporta dei vantaggi, ma è altrettanto vero che un evento come Vino Vino Vino non può avere la stessa risonanza, rimane cioè di nicchia, e se non si svolgesse in quei giorni probabilmente potrebbe contare su un numero molto più esiguo di visitatori. Che porti via gente al Vinitaly non direi proprio, piuttosto alcuni di quelli che vanno a Verona possono cogliere l&#8217;occasione per raggiungere successivamente Cerea. Anche perché 45 km in una località ben meno altisonante della provincia veneta, si fanno solo se si è realmente interessati.<br />
D&#8217;altronde si vive, anzi si sopravvive, solo se si riesce a vendere il vino che si produce, altrimenti si chiude bottega. E il Vinitaly non è certo rimasto a guardare, quando ha capito che il &#8220;naturale&#8221; attirava sempre maggiori consensi ha aperto le porte al biologico, già dall&#8217;anno passato con l&#8217;evento Toscana Bio.<br />
Ma al di là di questa querelle, che sinceramente trovo inutile, è interessante seguire i progressi di un numero di aziende sempre più congruo e motivato, non è importante se si tratti di aziende biologiche o biodinamiche ma del loro approccio verso il vino e colui che ne sarà fruitore. In fondo è molto più semplice usare fertilizzanti e prodotti chimici per fare un vino tecnicamente perfetto, ma le conseguenze sulla salute e sull&#8217;ecosistema non sono più da sottovalutare. Il futuro va in questa direzione: fonti alternative, riciclaggio intelligente, carburanti ecologici, cibi sani ecc.<br />
Vino Vino Vino è quindi un&#8217;occasione per informarsi, parlare con i produttori, approfondire temi di cui spesso si parla a sproposito, assaggiare vini diversi, imparare a capirli e ad apprezzarli. Non ha senso dare giudizi sommari se capita di degustare dei vini dai sentori imperfetti o dai colori velati, prima di tutto sono in numero sempre minore, inoltre quante volte capita con vini &#8220;tradizionali&#8221; di scoprire odori e sapori spiacevoli?</p>
<p><strong>Quando</strong>: da giovedì 8 a sabato 10 aprile, dalle 10.00 alle 18.00<br />
<strong>Dove</strong>: AreaExp La Fabbrica, Via Libertà 57, Cerea (VR)<br />
<strong>Costo</strong>: € 20,00</p>
<p><strong>Maggiori informazioni</strong>:<br />
Ufficio stampa Italia<br />
<strong>Jacopo Cossater</strong> &#8211; <a href="mailto:jacopo@viniveri.net"><strong>jacopo@viniveri.net</strong></a> &#8211; +39 339 7685085<br />
<strong>Filomena Armentano</strong> &#8211; <a href="mailto:filomena@viniveri.net"><strong>filomena@viniveri.net</strong></a> &#8211; +39 333 1821245<br />
Ufficio stampa estero<br />
<strong>Marisa Huff</strong> &#8211; <a href="mailto:marisa@viniveri.net"><strong>marisa@viniveri.net</strong></a> &#8211; +39 333 9166663</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Wine sound system: dal 4 giugno è in libreria.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 12:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cimmino</dc:creator>
				<category><![CDATA[letture istruttive]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Erro]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Fresu]]></category>
		<category><![CDATA[Vini Naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Sound System]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;abbinamento vino &#38; musica è stato, ormai, ampiamente esplorato. Tra i tanti ne rivendico io stesso (http://euthimya.spazioblog.it/) la paternità insieme all&#8217;amico Mauro Erro (http://ilviandantebevitore.blogspot.com/). E quando mi sono, dunque, visto recapitare il libro ed ho letto, frettolosamente, l&#8217;incipit mi sono detto: niente di nuovo sotto il sole. Mi sbagliavo. Innanzitutto perché l&#8217;autore non si limita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2104" style="margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand;" title="Wine Sound System" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/wine_sound_system1.jpg" alt="wine_sound_system1" width="376" height="461" />L&#8217;abbinamento vino &amp; musica è stato, ormai, ampiamente esplorato. Tra i tanti ne rivendico io stesso (<a href="http://euthimya.spazioblog.it/" target="_blank">http://euthimya.spazioblog.it/</a>) la paternità insieme all&#8217;amico <strong>Mauro Erro</strong> (<a href="http://ilviandantebevitore.blogspot.com/" target="_blank">http://ilviandantebevitore.blogspot.com/</a>). E quando mi sono, dunque, visto recapitare il libro ed ho letto, frettolosamente, l&#8217;incipit mi sono detto: niente di nuovo sotto il sole. Mi sbagliavo. Innanzitutto perché l&#8217;autore non si limita ad abbinare, ad ogni singola etichetta selezionata, una brano musicale. Ogni accoppiata è legata ad una storia, un luogo, una situazione, un avvenimento. Di tanto in tanto diventa il pretesto per ricordare illustri personaggi (vedi l&#8217;incontro con Veronelli) o per dettare una ricetta. Ecco, dunque, che l&#8217;elezione del presidente Obama diventa l&#8217;occasione per una bottiglia di millesimato 1988 del grande (in tutti i sensi&#8230;) Raymond Boulard sulle struggenti note di Nina Simone ed una colazione con pancake. Trenta capitoli, trenta vini, trenta canzoni. Ogni capitolo può essere affrontato senza necessariamente aver letto tutto il resto. Basta tenere a mente il filo conduttore che va ricercato nel criterio di selezione sia delle etichette che musicale. Tutte bottiglie, italiane e francesi, riconducibili al mondo dei vini naturali e biodinamici (<a href="http://www.vinnatur.it/" target="_blank">http://www.vinnatur.it/</a> e <a href="http://www.viniveri.net" target="_blank">http://www.viniveri.net</a> ed ancora qui <a href="http://www.vinidivignaioli.com/" target="_blank">http://www.vinidivignaioli.com/</a>), dai vignaioli attivisti del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Critical_wine" target="_blank">Critical Wine</a> ad alcuni degli indimenticabili protagonisti del documentario <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mondovino" target="_blank">Mondovino</a>, musica di protesta, musica di rottura, dal jazz al folk, passando attraverso il ritmo inconfondibile e coinvolgente del reggae (affidandosi anche in questo caso ad autori sia italiani che stranieri). I protagonisti sono Donpasta, al secolo Daniele De Michele, dj ed economista, accompagnato in questa folle girandola di episodi, da Candide, l&#8217;allegro bevitore &#8220;inesperto&#8221;. Ho apprezzato in particolare modo la lettura delle &#8220;piccole istruzioni prima di scendere in cantina&#8221; che aprono la narrazione, subito dopo la prefazione curata dal trombettista <a href="http://www.paolofresu.it/site/index.htm" target="_blank">Paolo Fresu</a>. Sono sicuramente le righe più profonde e condivisibili e che, non nascondo, mi sarebbe piaciuto riportare, qui, per intero. Mi limiterò a citare alcuni passaggi chiave. &#8220;Il vino ha un suono.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>E&#8217; attorno a un tavolo, con un bicchiere di vino e pietanze prelibate, a televisore spento, che la gente parla, discute, lascia che il tempo scorra e si accorge che il vino ha una sua musicalità&#8221;. Così come meritano attenzione le parole che spiegano la scelta dei vini, caduta non su quelli ritenuti &#8220;i migliori&#8221; in base ad un&#8217;ennesima, inutile quanto improbabile, graduatoria. &#8220;La scelta è basata esclusivamente sui colpi di fulmine, l&#8217;innamoramento, e, a volte, l&#8217;emozione&#8230;&#8221;. Una scelta precisa quanto irrazionale quella di voler raccontare &#8220;&#8230;personaggi visionari e indipendenti&#8230; donne che sono un misto di coraggio e entusiasmo&#8230; produttori che praticano il rispetto della terra&#8230;&#8221;. Insomma gli artigiani del vino.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>&#8220;Il loro lavoro è un concentrato di conoscenza dei cicli naturali, processi di vinificazione e fantasia umana. La libertà di pensiero permetto loro di fare un vino che corrisponda al loro carattere. Così ogni anno, il vino non sarà mai uguale a quello dell&#8217;anno precedente, esattamente come i dischi dei Beatles. Perché gli artisti, i poeti, i vigneron considerano ogni nuovo disco, ogni nuova annata come una nascita, un parto doloroso. Si giocano tutto ogni volta, cercando nella pancia e nel cuore il gesto capace di esprimere le caratteristiche di ogni vendemmia&#8221;. Ecco spiegata la metafora del vino ed ecco svelato il suo animo plurisignificante. Meno riuscita, invece, a mio parere, l&#8217;idea, attraverso la figura di Candide, l&#8217;eretico del vino, di &#8220;strappare il vino alla rappresentazione teatrale nella quale viene spesso rinchiuso&#8230;cercando di evitare il linguaggio iperspecialistico che spesso dimentica il piacere del bere&#8221;. Leggendo le minuziose e poetiche<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>note dedicate<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>ai vini, i nomi degli stessi vini così come dei produttori selezionati, ma anche un certo &#8220;snobismo culurale&#8221; di alcune citazioni musicali, credo che questo libro rischi, come è già successo ad altri tentativi letterari mossi in questa direzione,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>di veder ridotto, drasticamente, il suo bacino di potenziali lettori rivolgendosi, alla fine, al solito pubblico ristretto di navigati e colti eno-appassionati. La speranza è che possa diventare l&#8217;opportunità, per quest&#8217;ultimi come per il neofita incuriosito, di rivedere, recuperare e sviluppare un proprio rapporto personale con il vino ma anche l&#8217;occasione per scoprire un altro modo di intendere ed approcciarsi ad esso. La lettura rimane, comunque, estremamente piacevole e scorrevole. Vale, secondo me, la pena di non farsi mancare una copia sotto l&#8217;ombrellone&#8230;</p>
<p><strong>Wine sound system. 30 vini accompagnati da buon cibo e buona musica</strong><br />
<em>Autori: Donpasta.selecter, Candide<br />
Editore: Kowalski- Feltrinelli<br />
pag. 224</em></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Vini naturali: Radikon e la sua Ribolla Gialla</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 08:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni enoiche]]></category>
		<category><![CDATA[Al Porticciolo Pascucci]]></category>
		<category><![CDATA[Fiumicino]]></category>
		<category><![CDATA[Radikon]]></category>
		<category><![CDATA[Ribolla Gialla 2002]]></category>
		<category><![CDATA[Vini Naturali]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è un gran discutere sulle diverse questioni legate ai cosiddetti &#8220;vini naturali&#8221;, un termine che sta a indicare convenzionalmente &#8220;vini ottenuti da uve che non hanno subito trattamenti chimici in vigna né metodi di cantina dannosi alla salute umana&#8221;. All&#8217;interno di questa definizione, però, ci sono notevoli differenze nei metodi utilizzati, sia in vigna dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1893" style="float: left; margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="Stanislao Stanko Radikon" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/stanko_radikon.jpg" alt="Stanislao Stanko Radikon" width="470" height="364" />C&#8217;è un gran discutere sulle diverse questioni legate ai cosiddetti &#8220;vini naturali&#8221;, un termine che sta a indicare convenzionalmente &#8220;vini ottenuti da uve che non hanno subito trattamenti chimici in vigna né metodi di cantina dannosi alla salute umana&#8221;. All&#8217;interno di questa definizione, però, ci sono notevoli differenze nei metodi utilizzati, sia in vigna dove possiamo trovare l&#8217;agricoltura biologica, biodinamica o una miscela delle due, sia in cantina dove c&#8217;è chi non usa solforosa aggiunta e chi ne usa in quantità molto ridotta, chi all&#8217;acciaio preferisce il legno come contenitore per la vinificazione, chi addirittura utilizza anfore o altri materiali che, almeno in teoria, non dovrebbe influire minimamente sull&#8217;evoluzione del vino. Nella maggior parte dei casi i lieviti sono indigeni e le fermentazioni partono spontaneamente, la temperatura non viene controllata se non nel caso raggiunga livelli troppo elevati che inibirebbero la funzione dei lieviti.<br />
Ma tralasciando i dettagli più o meno tecnici, sui quali ci sarebbe molto da approfondire, rimane il fatto che quello dei vini naturali è un argomento che non lascia indifferenti alle critiche, positive o negative che siano. C&#8217;è chi, ad esempio, ritiene che la biodinamica sia una mezza specie di stregoneria, una cosa che non ha nulla di scientifico e non può essere dimostrata (un po&#8217; come accade con l&#8217;omeopatia, della quale si nega l&#8217;efficacia), c&#8217;è chi, degustando certi vini bianchi che hanno subito una vinificazione analoga a quella dei vini rossi, ovvero mantenendo le uve a contatto con le loro bucce per settimane, a volte mesi, ha l&#8217;impressione che si assomiglino tutti, o comunque fa una certa fatica a distinguere le diverse uve di provenienza. C&#8217;è chi dice che questi vini estremi non siano abbinabili al cibo, chi dice che non durano o puzzano ecc. ecc.<br />
Nonostante tutto questo possa apparire una specie di calderone dove dentro c&#8217;è di tutto di più, cosa tutto sommato abbastanza normale se pensiamo che anche nei vini &#8220;non naturali&#8221; c&#8217;è ugualmente di tutto di più, in realtà questo tipo di vini ha dalla sua parte alcuni elementi di assoluto rilievo, primo fra tutti, se escludiamo ovviamente la componente alcolica, il fatto che non siano dannosi alla salute dell&#8217;uomo e che i processi di produzione siano ben lontani dal produrre forme di inquinamento nel suolo e nell&#8217;aria.<br />
E&#8217; ovvio che per poter apprezzare una parte di questi vini, mi riferisco a quelli più estremi dal punto di vista della filosofia produttiva, bisogna essere un minimo preparati, un vino bianco vinificato in rosso è profondamente diverso da qualsiasi altro vino bianco a cui siamo abituati.<br />
Un esempio di questo tipo di vino lo troviamo con <strong>Stanislao Stanko Radikon</strong>, uno dei massimi esponenti della categoria, che è stato uno dei primi ad abbandonare le vasche d&#8217;acciaio a favore del legno, prima barriques e poi tini tronco-conici da 25-35 ettolitri per la macerazione delle uve bianche, una tecnica antica, ampiamente usata dai predecessori per produrre vini che potessero resistere all&#8217;ossidazione, oggi ripresa, sviluppata e migliorata.<br />
Personalmente devo confessarvi che ho imparato ad apprezzare questi vini poco alla volta. Inizialmente ne sono rimasto stupito, in parte confuso perché non riuscivo a comprenderne la natura in pieno, né sapevo immaginare come potessero comportarsi con il cibo. Con il passare degli anni, però, durante i quali fra l&#8217;altro i vari produttori sono riusciti a migliorarsi sempre di più, ho imparato ad amarli, a capirne la straordinaria essenza, a comprendere che questi vini sono qualcosa di totalmente diverso e incredibilmente semplice, vero, si trattava solo di non paragonarli al conosciuto, un po&#8217; come può avvenire quando si passa da una birra industriale, per quanto buona, ad una artigianale fatta con metodi estremamente diversi.<br />
Sono mondi che non hanno nulla in comune, se non nella presenza dell&#8217;alcol, ma con i vini di Radikon (e non solo con i suoi, ovviamente) senti i profumi e gli aromi primordiali dell&#8217;uva, non varietali puri, ma la loro evoluzione in tutto il suo fascino.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-1894" style="float: left; margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="Ribolla Gialla - Radikon" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/radikon_ribolla.jpg" alt="Ribolla Gialla - Radikon" width="200" height="136" />Ieri sera, per festeggiare con Laura l&#8217;anniversario del nostro matrimonio, siamo andati a Fiumicino, in quell&#8217;hotel dal ristorante eccellente che è &#8220;Al Porticciolo&#8221; di Gianfranco Pascucci, in via Traiano 85. Bene, nonostante le perplessità di mia moglie sull&#8217;abbinabilità con i piatti che avevamo ordinato, tutti rigorosamnte a base di pesce, ho chiesto la Ribolla Gialla 2002 di Radikon.<br />
Oltre ad averla incantata, questo vino (che già avevo avuto modo di apprezzare, quindi ammetto che giocavo sul sicuro&#8230;) ha dimostrato di non avere nessuna difficoltà a stare a tavola.<br />
Per chi non lo sapesse, Radikon utilizza bottiglie da 1 litro e da 1/2 litro, cosa che è tornata utilissima visto che eravamo in due e, con tutta la buona volontà, la bottiglia da 37,5 è un po&#8217; troppo risicata per un pasto completo in due.<br />
Bevuto rigorosamente a temperatura ambiente, quindi anche più alta di quanto consigliato sulla retroetichetta (15 gradi), si è rivelato semplicemente fantastico, perfetto nella sua componente aromatica, senza alcuna sbavatura, puzzetta, stranezza (va tenuto presente che vini come questo, senza solfiti aggiunti, possono variare da bottiglia a bottiglia), un ventaglio di profumi che passava dalla melata al caramello, dalla cannella all&#8217;anice, dall&#8217;agrume maturo alla mandorla, ai fiori macerati, alle sensazioni minerali; l&#8217;assaggio era altrettanto entusiasmante, la temperatura da vino rosso era perfetta, i suoi 12,5 gradi alcolici quasi non si sentivano e la persistenza di quelle sensazioni aromatiche era pressoché infinita.<br />
Gran bella serata e anniversario festeggiato in maniera perfetta, con passeggiata finale a fianco delle imbarcazioni che costeggiavano le sponde del tevere&#8230;</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Le tre associazioni promotrici dei vini naturali a Roma per la prima volta insieme</title>
		<link>http://www.lavinium.com/laviniumblog/le-tre-associazioni-promotrici-dei-vini-naturali-a-roma-per-la-prima-volta-insieme.html</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 09:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi imperdibili]]></category>
		<category><![CDATA[TripleA]]></category>
		<category><![CDATA[Vini Naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Vini Naturali a Roma]]></category>
		<category><![CDATA[VinNatur]]></category>

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		<description><![CDATA[Sessanta produttori che fanno parte delle associazioni Vini Veri, VinNatur e TripleA, si presenteranno al pubblico il 31 gennaio e il 1 febbraio 2009 all&#8217;Hotel Columbus in via della Conciliazione a Roma, a poche centinaia di metri dalla basilica di San Pietro, per presentare in forma di banchi d&#8217;assaggio i loro vini. L&#8217;evento giunge per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1542" style="float: left; margin: 5px 10px 5px 0px; cursor: hand" title="Locandina Vini Naturali a Roma" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/vininaturali_roma.jpg" alt="Locandina Vini Naturali a Roma" width="470" height="351" />Sessanta produttori che fanno parte delle associazioni <strong><a title="Vini Veri" href="http://www.viniveri.net/" target="_blank">Vini Veri</a></strong>, <strong><a title="VinNatur" href="http://www.vinnatur.it/" target="_blank">VinNatur</a></strong> e <strong><a title="Manifesto Triple A" href="http://www.oblivion-online.it/triplea.htm" target="_blank">TripleA</a></strong>, si presenteranno al pubblico il <strong>31 gennaio e il 1 febbraio 2009 all&#8217;Hotel Columbus in via della Conciliazione a Roma</strong>, a poche centinaia di metri dalla basilica di San Pietro, per presentare in forma di banchi d&#8217;assaggio i loro vini. L&#8217;evento giunge per la prima volta nella capitale, grazie a <strong>Tiziana Gallo</strong> (collaboratrice della rivista <strong>Porthos</strong>) che ha pensato bene di portare finalmente al centro Italia queste tre associazioni e di presentarle al pubblico in un colpo solo. Impresa non proprio facile visto che si tratta di gruppi che hanno visioni non del tutto coincidenti che ne hanno determinato la divisione, questione che è stata per molto tempo oggetto di accese discussioni e confronti anche da parte di appassionati ed estimatori.<br />
Brava quindi a Tiziana che è riuscita nella doppia impresa di riunire un folto numero di rappresentanti dei tre gruppi e di portarli a Roma.<br />
La manifestazione si svolgerà a banchi d&#8217;assaggio e prevede il seguente orario: sabato 31 gennaio dalle 15,30 alle 20,00; domenica 1 febbraio dalle 10,30 alle 20,00.</p>
<p>Sul <strong><a title="Vini Naturali a Roma" href="http://www.vininaturaliaroma.com" target="_blank">sito</a></strong> appositamente preparato per l&#8217;evento, troverete l&#8217;elenco dei produttori partecipanti (tanto per farvi qualche nome: Beppe Rinaldi, Baldo Cappellano, i fratelli Cavallotto, Castello dei Rampolla, Corte Sant&#8217;Alda, Radikon, Renato Keber, Paraschos, La Castellada, Elisabetta Foradori, Tenuta di Valgiano e molti altri), informazioni sui biglietti e le indicazioni per raggiungere l&#8217;hotel.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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