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	<title>Esalazioni etiliche &#187; Vino Vino Vino 2009</title>
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	<description>tutto quello che potremmo dire sotto l&#039;effetto dell&#039;alcol</description>
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		<title>Vino Vino Vino 2009: fra assaggi e accesi dibattiti</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 13:44:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni enoiche]]></category>
		<category><![CDATA[Vin Natur]]></category>
		<category><![CDATA[Vino Vino Vino 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Vino Vino Vino 2009, ovvero il ritorno di un gruppo, seppure ancora parziale, che comprende Vini Veri, Renaissance du Terroir, Triple A e un buon numero di vignaioli indipendenti. Un&#8217;esperienza che va ben oltre la semplice manifestazione con banchi di assaggio a cui siamo abituati. Questi vignaioli provenienti da varie regioni italiane ed estere, credono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1782" style="float: left; margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="Assemblea vignaioli" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/adunata_sovversivi.jpg" alt="Assemblea vignaioli" width="470" height="313" />Vino Vino Vino 2009</strong>, ovvero il ritorno di un gruppo, seppure ancora parziale, che comprende <strong>Vini Veri</strong>, <strong>Renaissance du Terroir</strong>, <strong>Triple A</strong> e un buon numero di vignaioli indipendenti. Un&#8217;esperienza che va ben oltre la semplice manifestazione con banchi di assaggio a cui siamo abituati. Questi vignaioli provenienti da varie regioni italiane ed estere, credono in qualcosa di fondamentale, il recupero del rapporto fra l&#8217;uomo e la natura, poco importa se il metodo per arrivare a questo è biologico, biodinamico, una miscela dei due o altro ancora; quello che conta è il rispetto nei confronti della terra, la consapevolezza che qualunque comportamento umano irrispettoso produce un danno all&#8217;ambiente e alle persone.<br />
E ci credono così tanto da ritenere fondamentale un recupero della collettività, attraverso assemblee e dibattiti aperti, come quello che è avvenuto proprio ieri sera, venerdì 3 aprile a Villa Boschi, nei pressi di Isola della Scala, sede della manifestazione. Si respirava un&#8217;atmosfera viva, attenta, molti interventi, tanta voglia di concretizzare un percorso, di muoversi insieme per produrre qualcosa che dia la massima chiarezza e trasparenza a chi del frutto del loro lavoro e della loro filosofia sarà naturale destinatario, ovvero coloro che acquisteranno il vino per portarlo nelle loro case e condividerlo con i propri cari davanti a una tavola imbandita.<br />
In questo contesto, che ricordava nello spirito le assemblee giovanili, i collettivi che si facevano nelle scuole e nelle università negli anni settanta, il vino assume un aspetto diverso, difficilmente riconducibile ai classici fini commerciali a cui siamo abituati. Chi ha scelto di fare vino perseguendo questi principi che abbracciano uno stile di vita, non solo in vigna e in cantina, sa bene che deve fare una fatica doppia, tripla, sia per le difficoltà oggettive a cui va incontro quando la natura gli è avversa, sia per l&#8217;alone di diffidenza che ancora oggi si manifesta attorno a questo mondo.<br />
Non bisogna lasciarsi ingannare dall&#8217;interesse che questi eventi suscitano, c&#8217;è sempre una componente modaiola che affiora chiaramente, &#8220;oggi tira l&#8217;alternativo&#8221;, tanto che persino al Vinitaly è stato introdotto e fortemente pubblicizzato l&#8217;ingresso dei &#8220;vini naturali&#8221;. Questo fatto, per certi aspetti positivo, ma per altri possibile strumentalizzazione e sfruttamento a fini puramente commerciali del lavoro e dell&#8217; impegno perseguito da altri, è la chiara dimostrazione che l&#8217;approccio ecologico all&#8217;agricoltura sta diventando un fenomeno molto sentito, non più trascurabile o ghettizzabile solo perché ancora fenomeno che coinvolge una minoranza di produttori.</p>
<p>Certo, di strada da fare ce n&#8217;è ancora molta, a partire dalla necessità di una coesione massima e totale fra le varie associazioni, compresa Vin Natur, che anche quest&#8217;anno si presenta separatamente a Villa Favorita. I dissapori, le divergenze sulle politiche commerciali devono essere superati, è fondamentale guardare al futuro in modo diverso, più maturo e responsabile. Quello di formare diversi gruppi, che alla fine non sono altro che tanti individui che si uniscono per dare forza e coesione al loro pensiero, è da sempre un po&#8217; il limite di certe iniziative alternative ad un modus operandi &#8220;istituzionale&#8221;, ad un sistema nel quale non ci si riconosce minimamente ma con il quale si deve comunque fare i conti. Un sistema molto forte che, se mai riconoscesse la diversità e soprattutto i vantaggi di questo diverso approccio all&#8217;agricoltura, tenterebbe, come in parte sta già facendo, di inglobarlo e farlo proprio, manipolandolo e trasformandolo secondo le proprie diverse esigenze, epurandolo dei suoi valori più profondi. E&#8217; proprio in virtù della necessità di questa coesione da parte di tutte le associazioni, e perché no, come qualcuno ha suggerito durante l&#8217;assemblea, di operare per un coinvolgimento delle associazioni di consumatori, i quali rimangono sempre e comunque i destinatari finali, che ritengo sia fondamentale superare le questioni puramente commerciali, che non possono prevalere sui principi e i valori che sono vero fondamento delle scelte di tutti i vignaioli, a prescindere dalle loro appertenenze o meno a questa o quella associazione. Sarebbe molto più saggio lasciare che ogni produttore gestisca in assoluta libertà i propri affari, senza particolari vincoli o dipendenze, e concentrarsi sulla promozione e diffusione delle filosofie che rappresentano il nodo centrale di questi due eventi, Vino Vino Vino 2009 e Vin Natur.<br />
C&#8217;è ancora troppa disinformazione, non sono molti, soprattutto fra i consumatori, a sapere cosa c&#8217;è dietro parole come &#8220;biodinamico&#8221; e &#8220;biologico&#8221;, e non bastano certo libri e opuscoli a chiarire le idee ai più diffidenti. Chi si accosta per la prima volta, magari solo per curiosità, a questi vini deve essere preparato, esattamente come chi si trova davanti ad un quadro di Picasso o di Jackson Pollock, quando il suo gusto, e soprattutto la sua mente, non sono abituati ad una così profonda e radicale differenza rispetto agli altri vini. Manca, in queste manifestazioni, una parte dedicata alla diffusione della conoscenza, non basta far assaggiare i vini, bisogna spiegarli, non tutti sono così preparati e attenti da riuscire a comprendere una filosofia solo degustandolo. Il risultato è che se ne dà un giudizio o troppo sommario (buono, cattivo, puzza, ecc.) o troppo tecnico, con tanto di voti (tanto giustamente odiati da Baldo Cappellano), senza averne capito l&#8217;essenza, la profonda verità. Auspico quindi che in un futuro assai prossimo, il passo avanti fatto con Vino Vino Vino 2009, che ha già visto riunirsi tre associazioni, giunga ad un&#8217;unico, totale, gruppo che porti avanti con forza i propri convincimenti, pur con le sacrosante differenze, e concentri maggiormente l&#8217;attenzione sulla diffusione dei contenuti, attraverso piccoli seminari e dibattiti aperti. Spiegare le proprie ragioni all&#8217;interno di una manifestazione così importante e diversa è fondamentale. Dal produttore al consumatore, per una cultura condivisa.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Vino Vino Vino 2009 e la Carta dei sentimenti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 06:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoVino</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi imperdibili]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Arturi]]></category>
		<category><![CDATA[Teobaldo Cappellano]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Boschi]]></category>
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		<category><![CDATA[Vino Vino Vino 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Diciamocelo chiaramente. Quest&#8217;anno, chi come me andrà ad Isola della Scala, nella splendida cornice di Villa Boschi per essere presente a un evento che si profila di assoluto interesse, ovvero Vino Vino Vino 2009, non potrà fare a meno di percepire un vuoto, un&#8217;assenza dolorosa e insostituibile, quella di Baldo Cappellano, fondatore di Vini Veri, grande vignaiolo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1767" style="float: left; margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="logo Vino vino vino 2009" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/logo_vino2009.gif" alt="logo Vino vino vino 2009" width="470" height="156" />Diciamocelo chiaramente. Quest&#8217;anno, chi come me andrà ad Isola della Scala, nella splendida cornice di Villa Boschi per essere presente a un evento che si profila di assoluto interesse, ovvero Vino Vino Vino 2009, non potrà fare a meno di percepire un vuoto, un&#8217;assenza dolorosa e insostituibile, quella di <strong>Baldo Cappellano</strong>, fondatore di <strong>Vini Veri</strong>, grande vignaiolo e filosofo di Langa, persona di straordinario spessore, scomparso neanche un mese e mezzo fa. E&#8217; impossibile non pensare a lui, andare a Villa Boschi è anche un modo per cercare di captarne la presenza, sono certo che in qualche modo sarà lì, con tutti gli altri, a dare sostegno ad un&#8217;avventura che si sta dimostrando sempre più giusta, saggia, consapevole.<br />
Spesso, ancora oggi, molta gente guarda a questi produttori con diffidenza, a volte anche una certa strafottenza, perché &#8220;non è possibile fare un buon vino senza usare in vigna né diserbanti nè concimi chimici, in cantina senza lieviti selezionati, senza solforosa, senza filtrazioni, senza mosti concentrati, senza aggiunta di stabilizzanti, tannini, gomme arabiche e quant&#8217;altro la legge consente&#8221;.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-1768" style="float: left; margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="bottiglia" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/logo_vino2009_2.gif" alt="bottiglia" width="185" height="191" />E&#8217; vero, non tutti i vini sono puliti, senza sbavature o difetti, ma non è forse quello che avviene anche con la frutta biologica? Mele imperfette, con qualche ammaccatura, a volte col vermetto dentro, prive di quel lucido innaturale con le quali vengono spesso presentate sugli scaffali, ma una volta annusate e assaggiate, che differenza!<br />
Come diceva Baldo, &#8220;<em>tutti con la stessa sensibilità per il territorio, tutti con il credere che la nostra ricchezza risiedeva in quanto ci è stato lasciato e in quanto saremo noi capaci di lasciare</em>&#8220;. In questa frase c&#8217;è tutto, spiega molto bene il perché di certe scelte, di certi percorsi, anche rischiosi, difficili, ma sempre nel rispetto assoluto di ciò che la terra ci ha dato.<br />
Quest&#8217;anno c&#8217;è una ragione in più per andare ad Isola della Scala, infatti per la prima volta saranno insieme i produttori di Vini Veri, Renaissance, indipendenti e Triple A. Non è una comunione totale, questo è certo (c&#8217;è sempre VinNatur nei due giorni successivi, a Villa Favorita a Monticello di Fara, in provincia di Vicenza), né si è optato per entrare nel Vinitaly (e perché mai? Sono due mondi estremamente lontani e diversi), ma la collaborazione, la condivisione di uno stesso spazio, per esporre i propri vini è comunque la dimostrazione che si sta andando avanti per un percorso sempre meno dissimile, dove le convergenze crescono e le divergenze diminuiscono.<br />
Presupposti confermati dalla &#8220;<strong>Carta dei sentimenti</strong>&#8220;, una lettera di intenti che fa parte di un libretto che verrà distribuito durante la manifestazione, che intende spiegare proprio le motivazioni per cui Vini Veri, Renaissance du Terroir, Triple A e altri vignaioli indipendenti, hanno deciso di presentarsi uniti. Questo bellissimo testo è a cura di un amico, <strong>Marco Arturi</strong>, persona di grande sensibilità, amico di Baldo e grande appassionato di vino, fortemente impegnato nelle questioni sociali.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1769" style="float: left; margin: 5px 10px 0px 0px; cursor: hand" title="Villa Boschi" src="http://www.lavinium.com/laviniumblog/wp-content/themes/tma/images/uploads/villaboschi.gif" alt="Villa Boschi" width="470" height="312" />Vino, Vino, Vino: la Carta dei sentimenti</strong><br />
Un insieme di individualità, un atto di resistenza, una possibilità, una speranza. Vini Veri era questo, quando Baldo cercava di spiegare i sentimenti che animavano il gruppetto di &#8220;anarcoidi naturalisti&#8221; dal quale era nato il progetto. Dopo qualche vicissitudine &#8211; a quanto pare quasi inevitabile tra persone che hanno una visione delle cose simile alla nostra &#8211; e con un po&#8217; di esperienza in più abbiamo deciso di tornare a perseguire la stessa etica al di là delle differenze che ci caratterizzano. La testimonianza della vitalità del vino non può essere limitata al confronto tra naturale, biologico e biodinamico; le scelte che abbiamo compiuto, tutti indistintamente, sono nate dal rispetto per il territorio, per le relazioni umane, per noi stessi. Sono frutto di un rapporto viscerale con la terra, sono sentimento prima ancora che formazione. Sono ciò che ci accomuna. Ci ritroviamo quest&#8217;anno a Villa Boschi, ben oltre le logiche commerciali connesse a una manifestazione che conserva comunque i connotati della &#8220;fiera&#8221;; torniamo insieme, a prescindere dalle certificazioni e dalle scelte tecniche, ma soprattutto con la coscienza di avere delle responsabilità e di doverle affrontare insieme. Come viticoltori e, più in generale, come contadini.<br />
Il vino è da sempre il modo di esprimersi di un territorio e di una cultura. Ma è alle prese con i molti problemi celati dietro la facciata del successo mediatico: i contenuti dei quali è stato caricato sono tali da averlo distanziato dalla terra. E’ nostro compito restituire al vino questo legame, con buona pace di quell&#8217;enologia globalizzata che ci vede come ingombri lungo il suo cammino in direzione dello svilimento delle varietà. Dobbiamo farlo per tentare di ridare, attraverso il nostro prodotto, dignità al termine &#8220;agricoltura&#8221;. La viticoltura ha beneficiato, per una serie di circostanze, di privilegi e opportunità negate al resto dell&#8217;universo agricolo: per questo ci sentiamo in dovere di fare in qualche modo da &#8220;traino&#8221;, sfruttando la forza comunicativa del vino. E&#8217; una responsabilità che avvertiamo di più in questo periodo caratterizzato da una crisi &#8211; morale prima ancora che economica &#8211; di fronte alla quale il mondo contadino è chiamato a fornire modelli e soluzioni alternative.<br />
La centralità dei rapporti umani, la difesa delle diversità culturali e delle identità territoriali, la possibilità di un consumo più consapevole e sostenibile, la tutela dell&#8217;ambiente sono questioni alle quali è indispensabile fornire risposte. Da parte nostra non intendiamo eludere questa responsabilità: Vino, Vino, Vino vuole essere una di queste risposte.<br />
Per affrontare certi grandi temi, lo abbiamo capito, si deve imparare a camminare insieme e a trasmettere l&#8217;un l&#8217;altro i rispettivi bagagli di conoscenze. Con la comune convinzione che anche atti come lavorare in un certo modo la propria vigna o vendere in un certo modo una bottiglia di vino siano azioni che possono contribuire a rendere il mondo migliore. Non possiamo fare altrimenti: perché la nostra ricchezza continua a risiedere &#8211; adesso più che mai &#8211; in quanto saremo capaci di lasciare.<br />
<strong>Gruppo Vini Veri e La Renaissance du Terroir<br />
Testo a cura di Marco Arturi</strong></p>
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