le cose che fanno male

Tavernello come Berlusconi, tutti negano e tutti lo scelgono

TavernelloMa si, ammettiamolo! Chi non ha mai fatto uso del Tavernello almeno una volta nella sua vita? Del tutto normale, soprattutto se si torna indietro di una trentina di anni, quando in Italia ancora non c’erano le guide e le mode sui grandi vini.
Ma oggi, dico oggi che si può trovare di tutto di più, oggi che possiamo essere strainformati grazie anche al Web, dove da un buon numero di annetti si può trovare veramente qualsiasi chicca e magari, anche comprarla, cosa veniamo a sapere? Che il Tavernello è il 4° vino più venduto al mondo e che 5 milioni di famiglie italiane lo acquistano regolarmente.
Nulla da dire sul prodotto, pubblicizzato benissimo, garantito in ogni modo (basta andare sul sito ufficiale e potete verificare direttamente la provenienza del vino che avete acquistato), tutto è curato nei minimi particolari, la Caviro non scherza perché è una cooperativa con 43 anni sulle spalle che riunisce la bellezza di 34 cantine sociali. Il vino, il Tavernello appunto, è un prodotto 100% italiano, cosa che oggi non so quanti potrebbero garantire. Certo, non possiamo pretendere che rappresenti un territorio, che identifichi una qualche tipicità, o che riveli assaggiandolo le differenze da annata ad annata. Non esageriamo!
Però, evidentemente, alla faccia delle tante guide, delle tante kermesse dedicate al vino che coinvolgono appassionati e curiosi, dell’entusiasmo con cui tanti professionisti o semplicemente cultori del buon vino, alla faccia dei Veronelli, dei Soldati, dei vignaioli perseveranti delle Cinque Terre, degli impavidi valtellinesi o valdostani, dei coraggiosi dell’Etna, degli autoctoni irpini, alla faccia dei “vini veri”, dei vulcanici della Lucania, dei grandi sangiovese toscani, alla faccia delle migliaia di sommelier che diffondono la cultura del vino italiano, beccatevi questo smacco! Il Tavernello è comunque vincente, si trova facilmente dappertutto, si conserva con facilità, costa poco, va bene tutto l’anno.
Ma allora, signori miei, se 5 milioni di famiglie (composte come? da due, tre, quattro persone, come si arriva a dare questo parametro?) sono ben contente di avere il Tavernello in casa, come mai nessuno ammette di tenerne un bricchetto nel frigo? Ah, italiani mentitori!
Qual è, dunque, la verità? Che l’effetto globalizzazione funziona magnificamente. Perché devo fare salti mortali per trovare il Verdicchio di Pippo, magari anche a buon prezzo, o il Pallagrello di Pluto, quando mi basta scendere al supermercato sotto casa e sono certo di poter trovare il buon Tavernello, insieme alla frutta e alla verdura non di stagione (ma questo non è rilevante) in qualunque momento dell’anno? Chi altro può offrirmi un simile servizio?
Altro che vino e poesia, altro che viticoltura eroica, ma fatemi il piacere!

Discussione

14 commenti per "Tavernello come Berlusconi, tutti negano e tutti lo scelgono"

  1. Uniscici il Castellino, il Ronco e poi quello della Coop (che se lo fa fare da Caviro) e chissà quanti altri ed il numero di famiglie aumenterà ancora di più. Ma io non penso, Roby, che sia solo una questione di comodità. E’ che mangiare e bere poco, ma bene, in Italia è tuttora una chimera, una cosa da snob, da fighetti.

    Inviato da Alessandro Franceschini | 8 luglio, 2009, 21:43
  2. Il Ronco? No, il Ronco noooo!! :-)

    Inviato da RoVino | 9 luglio, 2009, 07:46
  3. qualche utente anonimo le potrebbe dire che comunque indirettamente questo post è pubblicità ;))
    e comunque caro direttore a volte è capitato che l’ho comprato…ma si sa che lo scrivente non è un competente e si accontenta
    cari saluti e buona giornata a te e al tuo blog che ha di bello che spazia su argomenti non monotoni e di vario genere culturale

    http://chefmarco.splinder.com/post/20782498/Chef+Gourmet+chi+di+voi+non+ha

    Inviato da marco | 9 luglio, 2009, 09:21
  4. Il paragone Tavernello come Berlusconi è impagabile…

    Grazie per avermi fatto inziiare una bella giornata…

    Fabio

    Inviato da fabiocimmino | 9 luglio, 2009, 09:41
  5. Grande il paragone con lo Psiconano di Grillo : nessuno lo vota….eppure….
    Conosco tanta gente che del mangiare e bere non gliene frega niente, piuttosto seguono la moda con la camicia griffata, orologio di valore ecc., pur di apparire, poi quando sono a tavola quello che c’è…c’è….a prescidere
    Contenti loro…contenti tutti
    Roberto

    Inviato da roberto gatti | 9 luglio, 2009, 11:49
  6. anche voi come tutti quelli che in Italia hanno uno straccio di potere credete d’essere dei Padreterni : fosse solo una battuta , come spero , come vi permettete di scrivere che TUTTI almeno una volta hanno preso il Tavernello ?

    Inviato da flaminio cozzaglio | 11 luglio, 2009, 15:11
  7. Caro Flaminio,
    premesso che non so di che “straccio di potere” stai parlando, sarebbe il caso che prima ti informassi su chi scrive, perché ti assicuro che il tuo tono è completamente fuori luogo.

    Inviato da RoVino | 11 luglio, 2009, 21:55
  8. Caro Rovino , quando scrivevo di “potere” speravo di rivolgermi a una persona che sapesse non ci sono solo i tre scolastici di Montesquieu , però se devo prima informarmi “su chi scrive” temo d’essermi imbattuto in un classico “lei non sa chi sono io” . Ti risparmio il giudizio che ne ripeteva E. Biagi . Alla sostanza un titolo “tutti lo scelgono” attribuito al Tavernello , spero non doverlo dimostrare , è un insulto quando rivolto a persone che leggono un blog come questo . Un secolo fa sarebbe costato una sfida a duello . Come l’altro gentile tocco ” il Tavernello è un prodotto 100% italiano , cosa che oggi non so quanti potrebbero garantire ” . Sul tuo blog scrivi ciò che vuoi , però non pretendere di non ricevere ogni tanto risposte adeguate .

    Inviato da flaminio cozzaglio | 11 luglio, 2009, 23:00
  9. Caro Flaminio,
    continui a fare deduzioni del utto prsonali. Innanzitutto una persona che conosce i tre scolastici di Montesquieu dovrebbe quantomeno leggere un titolo per esteso e il suo contenuto. Se lo hai fatto e hai dedotto questo mi dispiace perché io non credo di aver scrito in un linguaggio incomplrensibile. In secondo luogo continui ad attribuirmi cose che non mi appartengono e a non verificare se, per caso, il TUO approccio non sia stato aggressivo e ingiustificato. E’ ovvbio che sei libero di scrivere quello che vuoi, ci mancherebbe, non ho mai censurato nessuno.
    Ma come hai fatto a non caipre che quel “tutti” era ironico? Secondo te tutti votano Berlusconi?
    Il mio scritto ironizza su un modo tipicamente italiano, se 5 milioni di famiglie (e ho anche sottolineato “su quali basi lo hanno verificato?”) acquistano il Tavernello e invece si sente solo gente che ironizza su quel vino, è lecito pensare che forse non tutti dicono la verità o quantomeno che coloro che lo acquistano preferiscono tacere.
    Da qui, anche se non lo avessi capito o non condividessi il mio pensiero, a dire “anche voi come tutti quelli che in Italia hanno uno straccio di potere credete d’essere dei Padreterni”, ce ne corre. Se poi questo è il tuo stile abituale, ti assicuro che non è affatto gradevole. Io non mi sento un padreterno ma credo di avere tutto il diritto di ironizzare su un comportamento piuttosto tipico, se tu non appartieni a quel genere di persone me ne compiaccio, ed è anche normale che sia così, altrimenti ci sarebbe davvero da preoccuparsi.

    Inviato da RoVino | 13 luglio, 2009, 08:13
  10. Caro Rovino , continuo e spero di non offenderti , non è la mia volontà , ma rispondimi se ha senso che tu su un blog come questo , specializzato non nel senso snobbistico , scriva del Tavernello , se non nell’idea di far le pulci a chi legge il blog . Attribuire il Tavernello a chi non legge il tuo blog e della qualità se ne frega e criticarlo , sarai d’accordo , è assurdo , in nome di un evidente principio di libera scelta . Se hai introdotto il tema per gli “altri” tanto vale scrivere un’enciclopedia , non una traccia , ben fatta a parte scivoloni come questo , per un gruppetto di amatori . Le parole hanno a volte e senz’altro nel nostro caso un’oggettività che esce dal dominio di chi le usa . Tutti comprano Tavernello sul Corriere ha un significato , sul tuo blog un altro . Infine , io voto Berlusconi e lo scrivo . Ciao .

    Inviato da flaminio cozzaglio | 13 luglio, 2009, 11:03
  11. Confermo che non conosci né me né il blog, che NON è mio, ma condiviso con più persone e affronta temi molto differenti. In più mi rendo conto che non comprendi proprio il senso di ciò che ho scritto, mi dispiace, probabilmente ho sbagliato la forma, ma se arrivi a dedurre che il “attribuisco il tavernello a chi non legge il mio blog” sei completamente fuori strada. E mi fermo qui, perché evidentemente parliamo lingue troppo diverse.

    Inviato da RoVino | 13 luglio, 2009, 11:58
  12. Scusate ragazzi ma il tema a due anni dal post è ancora scottante. Io lo posseggo, il tavernello, in frigo. Lo uso per cucinare. Ma trovo il suo sapore stucchevole e poi mi ricorda molto la bruttura di un’infanzia passata con papà “tetrapackaro” che si faceva fuori quella scatola e poi diventava molesto. A parte mio padre, io vedo ogni giorno quello che di buono può portare sulla terra 100% italiana un vino 100% italiano: l’etilista esteuropeo che certo non è la vodka ma butta via, se hai una chance. Sottocosto e più d’effetto se comparato alla classica pils da quaranta centesimi alla boccia. Ora, senza ironizzare, secondo me Tavernello è la morte. È sempre uguale, chimico e patinato. Rappresenta per il vino vero quello che il glutammato è per i brodo fatto in casa. È l’apoteosi del crimine dire che 5 milioni di italiani lo compra perché è italiano 100%. 5 milioni di italiani cucinano carne bianca e la insaporiscono con aggeggi chimici, obietterei: questo spiegherebbe perché ai markets ci sono più bricchi da 0,25 che da lt 1, sui scaffalelli. Comunque noi siamo un popolo che ormai trova gusto a farsi male da sé e poi andare a sbroccare

    Inviato da Biagio Vernaccia | 30 novembre, 2011, 05:21
  13. Povero te che hai deciso di scrivere un infelice post sul tavernello – povero perché ti sei cercato senza volerlo i critici più spastici del web. Però io una risposta al perché tutti negano l’esistenza di quella nicchia riservata al comodo tetrapak. Da una parte le cuoche e i cuochi che celano l’ingrediente speciale che rende sapide le pietanze a base di carni bianche provenienti da insipidi stocks. Dall’altra alcolisti di bassa lega che negano il fatto solo perché il tavernello è il più abusato cartone dai poveracci stradaioli esteuropei, e potrei farci una tesi di laurea su questo assioma. E nel mezzo ci stanno tutte quelle cuoche che quando si apprestano a sfumare un goccio nella padella constatano che il bricco è vuoto e la sera prima il marito era noiosamente su di giri. Ovvero il parco abbrutimento italiano è ricco ma non ti da quelle soddisfazioni da cronaca nera che ti danno i quotidiani americani perché non possiamo comprare una pistola da roccogiocattoli. P.S. Papà si ubriacava di brutto col bricco folonari ma mamma non mi ci faceva i saltimbocca. Pittoresco.

    Inviato da Biagio Vernaccia | 30 novembre, 2011, 05:43
  14. Sarei interessato al vino per la germania distinti saluti la ditt Italimex import und Esportz

    Inviato da Sanzo Domenico | 28 giugno, 2012, 15:42

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