persone e luoghi

Un augurio in ritardo al grande Giulio Gambelli…e una rettifica

Ieri ero a compiere la mia rivincita su una Pasqua all’insegna del diluvio universale, anche se in realtà le cose non sono andate affatto meglio, pertanto non ho avuto modo di collegarmi e scrivere.
Non potevo però esimermi dal fare i miei auguri, anche se in ritardo di un giorno, a quella persona deliziosa che ha fatto tantissimo e ancora sta facendo per dare a tutti la possibilità di apprezzare i migliori sangiovese possibili. Sto parlando ovviamente di Giulio “Bicchierino” Gambelli, personaggio straordinario per la sua semplicità e onestà intellettuale, così lontano dalla maggior parte degli uomini del vino di oggi, magnificamente descritto da Carlo Macchi nel recente libro edito da Veronelli Editore per la Collana “I semi”, dal bellissimo titolo “Giulio Gambelli, l’uomo che sa ascoltare il vino“.

E’ stato il mitico Andrea Pagliantini a ricordare che ieri, 24 marzo 2008, Giulio compiva gli anni, specificando “Non si vergogna a dire la sua età, la ricorda spesso nelle sue chiacchierate, quindi mi sento libero per dire che oggi ne compie 83″.
Ebbene, caro Andrea, debbo farti un piccolo appunto, perché l’ho sentito personalmente dichiarare, sempre senza vergogna, di avere 38 anni e non 83!
Auguri di cuore Giulio e grazie per tutto quello che hai saputo fare fino ad oggi con le tue straordinarie capacità olfattive (perché, udite udite, Bicchierino è sempre stato astemio, tutta la sua esperienza e abilità è racchiusa nel suo inimitabile “naso”) e la tua profonda dedizione, senza mai cercare la ribalta o facili successi. C’è ancora molto da imparare da te.

Discussione

1 commento per "Un augurio in ritardo al grande Giulio Gambelli…e una rettifica"

  1. Se la rettifica che hai preannunciato nel mio blog è quella in cui Il Maestro dice che anagraficamente ha 38 anni, è una bella notizia perchè sono ancora tanti gli anni che rimetterà a disposizione del vino (quello bono).
    Avessi il dono di spostare indietro l’orologio per delle persone, uno sarebbe lui senz’altro, schietto e vispo come è sempre stato, con quegli occhini che girano che dicono anche senza parlare e ti accucci quando emani una cavolata e lui è troppo buono per farlo notare.

    Inviato da Andrea Pagliantini | 25 marzo, 2008, 10:50

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