ne vogliamo parlare

Vino al bicchiere troppo caro, ma vogliamo parlare del latte?

Se ne è parlato spesso, l’idea del vino al bicchiere nei ristoranti potrebbe rappresentare un’ottima alternativa alla bottiglia da 750 cl, che per una coppia può risultare sovrabbondante, tanto più ora che ci sono regolamenti ben precisi per chi guida l’auto. Infatti 375 cl di vino a persona sono troppi se si vuole tornare a casa con la propria auto senza rischiare una multa o il ritiro della patente. Inoltre ci sono bottiglie dal costo decisamente alto, che non tutti si possono permettere, e che se ordinate non si può certo lasciare mezze piene.
Ma se andiamo ad analizzare i listini dei vari ristoranti (di diverse categorie), ci rendiamo subito conto che il prezzo di un vino al bicchiere non è affatto conveniente, soprattutto tenendo conto della quantità versata, molto raramente superiore ai 150 cl, insufficiente per accompagnare un intero pasto.
Prendiamo ad esempio un Gewurztraminer della cantina di Termeno, viene proposto al ristorante “Otto e Mezzo“, in via Boncompagni a Roma (a due passi da Via Veneto, quindi zona centrale) attorno ai 4 euro, mentre l’intera bottiglia costa 16 euro. Dividendo 750 per 150 otteniamo il numero di bicchieri che occorrono per versare tutto il contenuto della bottiglia: 5. In questo caso, sempre che vengano versati 150 cl nel bicchiere, il prezzo finale del vino corrisponde a 20 euro, cioè 4 euro in più. Il ricarico sul singolo bicchiere non sembra così eccessivo.
Prendiamo ad esempio il prezzo di un altro vino in un altro ristorante, L’Altro Mastai (Via Giraud, sempre nel centro di Roma): il Rosso Superiore Colli Amerini della Fattoria Le Poggette costa 33 euro la bottiglia (decisamente caro, ma questo è un altro problema) e viene proposto a 8 euro al bicchiere. Bene, se guardiamo il rapporto tra bicchiere e bottiglia, siamo più o meno allo stesso livello dell’altro ristorante. Allora il nodo centrale del problema sta nel quantitativo di vino versato, che non mi risulta sia previsto da nessuna norma, bensì lasciato al libero arbitrio del ristoratore.
Teniamo comunque presente che il vino al bicchiere ha quel prezzo sia bevuto in piedi che comodamente seduti a tavola.
Proviamo a vedere la differenza con un bicchiere di latte servito in piedi e seduto al bar.
Innanzitutto il latte è un bene primario, il vino no. Un litro di latte di qualità costa mediamente 1,50 euro (la media è fra nord e sud Italia); se ordiniamo un bicchiere di latte al bar abbiamo lo stesso problema che si presenta con il vino: non tutti i bar adottano lo stesso bicchiere e versano lo stesso quantitativo di latte. Mediamente dovrebbe essere tra i 150 e i 180 cl. Il prezzo medio si aggira sugli 80 centesimi (in piedi). Dividiamo 1000 cl per 150 cl e otteniamo più di 8 bicchieri. Questo significa che il prezzo del litro di latte passa da 1,50 euro a 6,40 euro! Vogliamo essere più “larghi” nei valori? Ok, scendiamo a 70 centesimi per 200 cl di latte versato. Risultato 5 bicchieri, ovvero 3,50 euro al litro. Siamo comunque notevolmente al di sopra del ricarico sul vino. Se poi quel bicchiere di latte ce lo facciamo portare al tavolo…

Discussione

6 commenti per "Vino al bicchiere troppo caro, ma vogliamo parlare del latte?"

  1. Roberto permettimi però un’osservazione: non basta fare calcoli del genere, perchè bisogna tener conto anche del vino (un ristoratore onesto lo fa) che butto. Se la proposta al bicchiere di un ristorante comprende più di dieci vini, devi considerare la rotazione dei clienti ed il vino che, nonostante le macchine ad azoto esistenti in commercio (dove però metto i pezzi da novanta), dopo un paio di giorni è da buttar via. Il discorso è assai complesso: l’altro giorno ad esempio guardavo la carta dei vini de Le Calandre, pluripremiato e stellato ristorante di Alaimo: un brut prestige (il prodotto base di Ca’ del bosco) in carta a sessanta euro e al bicchiere a 10: mi pare un’esagerazione.

    Inviato da Mauro Erro | 26 settembre, 2008, 10:21
  2. Mauro,
    lo so bene, ma questo testimonia proprio che l’esagerazione sul prezzo del vino al bicchiere dipende solo dalla minor serietà di alcuni ristoranti di grido.
    Ho citato due ristoranti centrali, dove c’è turismo e gente disposta a spendere, eppure i prezzi non sono esagerati.
    Ho voluto evidenziare quanto invece ci costa un semplice bicchiere di latte, che non corre neanche il rischio di andare a male, visto che è smerciato in continuazione.

    Inviato da RoVino | 26 settembre, 2008, 11:07
  3. L’incidenza dei costi fissi è diversa per cui il ricarico in percentuale deve essere più alto per il latte.
    E quanti bicchieri di latte deve vendere per poter portare a casa il suo dovuto guadagno giornaliero?

    Inviato da borntowine | 27 settembre, 2008, 00:41
  4. Caro Giuseppe,
    non dubito che i costi fissi siano più alti, è anche vero che un bar collocato nella stessa zona dei ristoranti che ho citato smercia caffè, cappuccini e latti in quantità industriale, oltre a birre, acque minerali e prodotti alimentari di contorno.
    Il punto è che per il consumatore pagare un bicchiere di latte 6-8 volte di più di quanto gli costerebbe berselo a casa è comunque eccessivo, tanto più trattandosi di un alimento sicuramente più necessario di un bicchiere di vino.

    Inviato da RoVino | 27 settembre, 2008, 10:39
  5. Essendo un addetto ai lavori mi permetto di lasciare un commento. Prima di tutto la dose:
    Si va dai 10 cl ai 12,5 solo in alcuni casi 150, che sarebbe impossibile per uno spumante…
    Riguardo al ricarico di Le Calandre e di tutti gli stellati dovete tenere conto che un sommelier (e lì ne avranno senz’altro più di uno) guadagna parecchio, così come un servizio Riedl o RC di prim’ordine. C’è poi da tenere in considerazione gli sprechi e la quantità di stoviglie che aumenta (in un menù degustazione possone servire 3-4 o anche 5 bicchieri a commensale). Ricordiamo poi che in posti come Enoteca Pinchiorri il rabbocco è illimitato e non solo li….
    Saluti,
    Andrea

    Inviato da Andrea Livio | 27 ottobre, 2008, 18:44
  6. vorrei dre solo che in questo periodo,con la crisi che ci sta investendo,molti ristoratori si stanno orgnizzando per vendere il vino a bicchiere…io sinceramente,sono contrario aquesta organizzazione,preferire vendere il ino almen a partire da 1/4 altriomenti ci sarebbe molto spreco e innanzitutto si riesce a fare il gro delle bottiglie e non tenere li bottiglie di vino aperte per 3 o 4 girni e rischiare di dare un vinonon piu fesco e buono

    Inviato da emiliano | 30 marzo, 2009, 15:26

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