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Vino Vino Vino 2009 e la Carta dei sentimenti

logo Vino vino vino 2009Diciamocelo chiaramente. Quest’anno, chi come me andrà ad Isola della Scala, nella splendida cornice di Villa Boschi per essere presente a un evento che si profila di assoluto interesse, ovvero Vino Vino Vino 2009, non potrà fare a meno di percepire un vuoto, un’assenza dolorosa e insostituibile, quella di Baldo Cappellano, fondatore di Vini Veri, grande vignaiolo e filosofo di Langa, persona di straordinario spessore, scomparso neanche un mese e mezzo fa. E’ impossibile non pensare a lui, andare a Villa Boschi è anche un modo per cercare di captarne la presenza, sono certo che in qualche modo sarà lì, con tutti gli altri, a dare sostegno ad un’avventura che si sta dimostrando sempre più giusta, saggia, consapevole.
Spesso, ancora oggi, molta gente guarda a questi produttori con diffidenza, a volte anche una certa strafottenza, perché “non è possibile fare un buon vino senza usare in vigna né diserbanti nè concimi chimici, in cantina senza lieviti selezionati, senza solforosa, senza filtrazioni, senza mosti concentrati, senza aggiunta di stabilizzanti, tannini, gomme arabiche e quant’altro la legge consente”.
bottigliaE’ vero, non tutti i vini sono puliti, senza sbavature o difetti, ma non è forse quello che avviene anche con la frutta biologica? Mele imperfette, con qualche ammaccatura, a volte col vermetto dentro, prive di quel lucido innaturale con le quali vengono spesso presentate sugli scaffali, ma una volta annusate e assaggiate, che differenza!
Come diceva Baldo, “tutti con la stessa sensibilità per il territorio, tutti con il credere che la nostra ricchezza risiedeva in quanto ci è stato lasciato e in quanto saremo noi capaci di lasciare“. In questa frase c’è tutto, spiega molto bene il perché di certe scelte, di certi percorsi, anche rischiosi, difficili, ma sempre nel rispetto assoluto di ciò che la terra ci ha dato.
Quest’anno c’è una ragione in più per andare ad Isola della Scala, infatti per la prima volta saranno insieme i produttori di Vini Veri, Renaissance, indipendenti e Triple A. Non è una comunione totale, questo è certo (c’è sempre VinNatur nei due giorni successivi, a Villa Favorita a Monticello di Fara, in provincia di Vicenza), né si è optato per entrare nel Vinitaly (e perché mai? Sono due mondi estremamente lontani e diversi), ma la collaborazione, la condivisione di uno stesso spazio, per esporre i propri vini è comunque la dimostrazione che si sta andando avanti per un percorso sempre meno dissimile, dove le convergenze crescono e le divergenze diminuiscono.
Presupposti confermati dalla “Carta dei sentimenti“, una lettera di intenti che fa parte di un libretto che verrà distribuito durante la manifestazione, che intende spiegare proprio le motivazioni per cui Vini Veri, Renaissance du Terroir, Triple A e altri vignaioli indipendenti, hanno deciso di presentarsi uniti. Questo bellissimo testo è a cura di un amico, Marco Arturi, persona di grande sensibilità, amico di Baldo e grande appassionato di vino, fortemente impegnato nelle questioni sociali.

Villa BoschiVino, Vino, Vino: la Carta dei sentimenti
Un insieme di individualità, un atto di resistenza, una possibilità, una speranza. Vini Veri era questo, quando Baldo cercava di spiegare i sentimenti che animavano il gruppetto di “anarcoidi naturalisti” dal quale era nato il progetto. Dopo qualche vicissitudine – a quanto pare quasi inevitabile tra persone che hanno una visione delle cose simile alla nostra – e con un po’ di esperienza in più abbiamo deciso di tornare a perseguire la stessa etica al di là delle differenze che ci caratterizzano. La testimonianza della vitalità del vino non può essere limitata al confronto tra naturale, biologico e biodinamico; le scelte che abbiamo compiuto, tutti indistintamente, sono nate dal rispetto per il territorio, per le relazioni umane, per noi stessi. Sono frutto di un rapporto viscerale con la terra, sono sentimento prima ancora che formazione. Sono ciò che ci accomuna. Ci ritroviamo quest’anno a Villa Boschi, ben oltre le logiche commerciali connesse a una manifestazione che conserva comunque i connotati della “fiera”; torniamo insieme, a prescindere dalle certificazioni e dalle scelte tecniche, ma soprattutto con la coscienza di avere delle responsabilità e di doverle affrontare insieme. Come viticoltori e, più in generale, come contadini.
Il vino è da sempre il modo di esprimersi di un territorio e di una cultura. Ma è alle prese con i molti problemi celati dietro la facciata del successo mediatico: i contenuti dei quali è stato caricato sono tali da averlo distanziato dalla terra. E’ nostro compito restituire al vino questo legame, con buona pace di quell’enologia globalizzata che ci vede come ingombri lungo il suo cammino in direzione dello svilimento delle varietà. Dobbiamo farlo per tentare di ridare, attraverso il nostro prodotto, dignità al termine “agricoltura”. La viticoltura ha beneficiato, per una serie di circostanze, di privilegi e opportunità negate al resto dell’universo agricolo: per questo ci sentiamo in dovere di fare in qualche modo da “traino”, sfruttando la forza comunicativa del vino. E’ una responsabilità che avvertiamo di più in questo periodo caratterizzato da una crisi – morale prima ancora che economica – di fronte alla quale il mondo contadino è chiamato a fornire modelli e soluzioni alternative.
La centralità dei rapporti umani, la difesa delle diversità culturali e delle identità territoriali, la possibilità di un consumo più consapevole e sostenibile, la tutela dell’ambiente sono questioni alle quali è indispensabile fornire risposte. Da parte nostra non intendiamo eludere questa responsabilità: Vino, Vino, Vino vuole essere una di queste risposte.
Per affrontare certi grandi temi, lo abbiamo capito, si deve imparare a camminare insieme e a trasmettere l’un l’altro i rispettivi bagagli di conoscenze. Con la comune convinzione che anche atti come lavorare in un certo modo la propria vigna o vendere in un certo modo una bottiglia di vino siano azioni che possono contribuire a rendere il mondo migliore. Non possiamo fare altrimenti: perché la nostra ricchezza continua a risiedere – adesso più che mai – in quanto saremo capaci di lasciare.
Gruppo Vini Veri e La Renaissance du Terroir
Testo a cura di Marco Arturi

Discussione

1 commento per "Vino Vino Vino 2009 e la Carta dei sentimenti"

  1. Peccato per la giornata davvero pessima, ma chi, come me, è andato ieri a VinoVinoVino2009 è certamente tornato a casa bagnato ma con una certezza. Esistono vini che ancora ti emozionano. Per esempio quelli degli strenui Viticoltori sans soufre che riescono (almeno quelli ieri presenti) a fare vini di una impressionante personalità, si arriva all’assurdo che il dichiarare sull’etichetta “non contiene solfiti” viene inteso da qualcuno come riduttivo: “noi non solo non usiamo solforosa, noi non usiamo niente che vada contro la natura, il terreno ed il clima, al massimo tagliamo l’erba, col falcetto”.
    Importante presenza di produttori francesi: da non perdere Tissot (si, come l’orologio) Vignaiolo del Jura francese e soprattutto i suoi passiti (assolutamente imperdibili).
    Luciano

    Inviato da Luciano | 3 aprile, 2009, 18:20

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