C’è chi sa bene che la polemica sui blog attira l’interesse dei lettori annoiati, in pratica aumenta il numero dei visitatori e degli interventi, cosa più che lecita, ma la polemica dovrebbe rappresentare uno stimolo di riflessione, non un pretesto per malcelati dissapori o invettive male indirizzate. Così accade che un’iniziativa quantomeno interessante come quella di un faccia a faccia fra il giornalista Franco Ziliani e il noto enologo ed ex amministratore delegato della Banfi Ezio Rivella (che nel frattempo ha allargato le sue proprietà in Toscana, acquistando dalla cooperativa agricola-forestale “La Querce” di Castiglione d’Orcia 60 ettari di terra tra Monte Amiata Stazione e il Castello di Velona), che si svolgerà il 3 ottobre alle 15 nell’Aula Magna dell’Università di Siena e che non ha certo lo scopo di risolvere la querelle sul futuro del Brunello, sulla quale è molto probabile che saranno ben altri soggetti “alti” a decidere regole e destini, come è prassi quando sono in gioco notevoli interessi economici, politici e industriali, ebbene capita che questo dibattito diventi un pretesto per sentenziarne l’inutilità o quantomeno il forte ritardo. “Formidabile tempismo” ci dice Gianpiero Nadali alias Aristide, “sono vent’anni che a Montalcino impiantano vigneti in pianure paludose e scarpate sterili, affidandosi poi alla “enologia di recupero”, e ora si sente il bisogno di spiegare al pubblico che cosa sta succedendo? Dov’erano nel frattempo tutti quanti?
Formidabile soluzione: veder scorrere il sangue nell’arena, duellare con furore picaresco, allestire tribunali nelle pubbliche piazze (a indagini ancora in corso) e sui mezzi di informazione. Accorrete tricoteuses, posti limitati, spettacolo assicurato.”.
Ora, con tutta la buona volontà, caro Gianpiero, ti sembra che Ziliani sia proprio fra coloro che non hanno mai fatto critiche a quanto accadeva a Montalcino in questi due decenni? Basterebbe andarsi a rileggere anche solo in rete, ad esempio su Winereport, i suoi numerosi scritti sull’argomento, dove come è nel suo stile ha sempre evidenziato le forti contraddizioni, i giochi di potere, le furberie di questa come di altre zone vitivinicole, il silenzio-assenzo di tanti colleghi, gli errori delle guide. Si può non essere d’accordo con le sue posizioni, si può non apprezzarne lo stile, gli estremismi, ma di certo non si può accomunarlo a coloro che in questi anni sapevano e non dicevano, anzi premiavano pur capendo perfettamente che così avrebbero stimolato altri a seguire certe strade.
Inoltre, Nadali, ti sfugge il fatto che questo incontro è nato ora e non in altra epoca, perché è adesso che Ezio Rivella sta diffondendo il suo verbo, raccontandoci che il disciplinare del Brunello di Montalcino va cambiato perché il sangiovese NON è un grande vitigno e senza l’aiuto di altre uve (leggasi merlot, cabernet, syrah ecc.) non è in grado di dare grandi vini. E poi, quale sangue? Non sarà una bagarre, lo scopo è solo quello di mostrare due diverse posizioni e visioni su un tema che va ben oltre la questione ilcinese, ma che a seconda delle decisioni che verranno prese (non al dibattito, ovviamente), condizionerà il futuro del comparto vitivinicolo generale. Ecco perché è importante parlarne, combattere il silenzio, esprimere il proprio dissenso o i propri convincimenti, coinvolgere la gente, aiutarli a capire.
Dal canto mio posso dire che ho capito da anni qual era l’andazzo a Montalcino e l’ho evidenziato in numerosi articoli, pubblicati e visibili a tutti.
Credo invece che questo dibattito potrà essere davvero stimolante, soprattutto in un contesto dove la stampa ha badato bene a sfoggiare solo articoli scandalistici e a volte diffamatori, creando paura e confusione. Ascoltare Rivella, le sue posizioni e motivazioni, è già un buon motivo per esserci.
L’incontro, promosso dall’associazione di enoteche “Vinarius“, si gioverà anche della presenza del noto produttore Teobaldo Cappellano a supporto di Ziliani e dell’enologo Vittorio Fiore al fianco di Rivella. Il non facile compito di moderare il dibattito su una questione tanto delicata, le cui posizioni dei partecipanti sono assai lontane, toccherà al professor Dino Cutolo, docente presso l’Università di Siena, antropologo e appassionato di vini.
“Questa querelle sul Brunello – afferma Francesco Bonfio, presidente di Vinarius – e più in generale sulla filosofia che sta alla base della produzione del vino, interessa molto ai Vinarius perché noi siamo l’anello di congiunzione fra l’azienda e il cliente che acquista il vino e lo beve. E dobbiamo essere in grado di spiegare con cognizione di causa al consumatore cosa è successo, perché e dargli un’informazione equilibrata e corretta“.
Per tutti coloro che non avranno la possibilità di assistere al dibattito, nessun problema, sarà diffuso in diretta streaming sul portale www.intoscana.it e su www.vinarius.it.
L’appuntamento è quindi per venerdì 3 ottobre, al primo piano del Palazzo del Rettorato, in Via Banchi di Sotto, 55 a Siena. Ufficio stampa Agenzia Freelance 0577 219228 e-mail Sonia Corsi 335 1979765 Nicoletta Calonaci 335 1979425.
Caro Roberto,
ritengo di conoscere abbastanza bene le tesi sostenute da Rivella e Ziliani, ai quali va riconosciuta la coerenza delle idee.
Le mie critiche erano rivolte esclusivamente agli organizzatori di questo incontro, che sembrano voler profittare del clima di tensione assai poco sereno per capire e riflettere, organizzando un incontro, anzi un duello, intempestivo: è in ritardo sui fatti degli ultimi vent’anni, è in anticipo sulle conclusioni delle indagini.
Mi si dirà che la comunicazione si fa anche così. Sarà divertente, quasi imperdibile.
Prego, accomodatevi. Non sono d’accordo, in questo caso, e non credo sia opportuno.
Io sono stufo di chiacchiere polemiche, indiscrezioni, strilli inconcludenti, e quant’altro non serva a prendere decisioni tempestive e basate su fatti certi.
Che poi questo paese ami fare i processi comunque e dovunque fuorché nelle sedi e con le prassi opportune, è un amaro dato di fatto.
Cordialmente.
Giampiero,
quello che dici è condivisibile, ma non è il tema dell’incontro. Le indagini e il loro futuro responso non spostano di una virgola i due punti di vista. E’ bene parlarne, discuterne, anche accesamente se occorre, ma con l’obiettivo di fare luce su una tematica complessa che riguarda il futuro di una delle denominazioni più straordinarie che abbiamo.
Se la tua critica è rivolta a chi ha organizzato l’incontro (Vinarius), allora potevi essere più chiaro.
L’unica cosa che veramente mi dispiace e che accanto a Ziliani ci sia un produttore di barolo e non di Brunello!
Ma vedremo quanti saranno in sala…
[...] dare fastidio a qualcuno. Così può accadere che, apparentemente per caso, proprio a ridosso di un incontro programmato per domani alle 15 a Siena, che vedrà appunto Franco Ziliani dibattere con il noto enologo ed ex amministratore delegato [...]
[...] vi avevo preannunciato qui, oggi alle 15 nell’Aula Magna storica dell’Università di Siena, nel Palazzo del [...]